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Trascrizione
00:02Musica
00:14Mezzogiorno in punto come sempre accade a quest'ora siamo connessi con Teletutto Radio e TV insieme per approfondire un
00:22tema attraverso uno dei protagonisti che bene questo tema ce lo può spiegare.
00:26E infatti oggi diamo il buongiorno al sovrintendente di Fondazione Teatro Grande Umberto Angelini ben trovato.
00:33Buongiorno grazie per l'invito un saluto a tutti e a tutti.
00:36Grazie mille direttore. Allora oggi parliamo di Brescia Storia Festival che è alla sua prima edizione ed è protagonista proprio
00:43questo fine settimana il 9 10 11 venerdì sabato e domenica.
00:47La genesi di questo festival qual è? Come è nata l'idea e che cosa accadrà? Partiamo proprio dalle informazioni
00:56di base.
00:57La genesi nasce appunto dal fatto che il festival è la conseguenza di un grandissimo successo che abbiamo avuto in
01:07questi anni dato dalle lezioni di storia.
01:10Davvero è teatro gremitissimo sempre e soprattutto una grande attenzione.
01:16Una grandissima attenzione, una grande partecipazione. Abbiamo ogni edizione delle lezioni di storia oltre 5.000 persone che partecipano e
01:25questo è importante.
01:26E devo dire anche 5.000 persone paganti perché anche se il biglietto è ovviamente un biglietto accessibile perché parliamo
01:35di 10 euro,
01:36ma è importante perché è un atto, è un impegno, una responsabilità quindi significa proprio una scelta e che questo
01:44avvenga in un contesto che è quello teatrale rispetto a quelle che possono essere le lezioni delle conferenze.
01:50In un giorno insolito il sabato, in un orario insolito la mattina alle 11 è un po' forse anche la
01:55chiave del successo,
01:57oltre ovviamente alla grandissima qualità degli storici e del progetto.
02:03Quello vuol dire molto.
02:04E vuol dire tantissimo.
02:05che poi la terza seleziona perché poi i progetti delle lezioni di storia a Brescia nascono proprio da un confronto
02:14con gli editori della terza
02:15e molto spesso sono dei format o dei percorsi che nascono da Brescia oppure che vengono fatti appositamente per Brescia.
02:22E il Connubio si ripropone anche con loro?
02:25Con il Brescia Storia Festia che ha la caratteristica di essere anche in esclusiva regionale.
02:30Ah questo è interessante.
02:31Quindi sarà solo Brescia che ospiterà il Brescia Storia Festia degli editori della terza.
02:35Abbiamo ragionato un po' su quali potessero essere i temi, poi la realtà va sempre molto più veloce.
02:43In questo caso mi verrebbe ad aggiungere ahimè.
02:46Ahimè, sì.
02:47E quindi siamo resi conto che alcuni temi che avevamo intenzione di toccare, pensiamo al tema sulla rivoluzione della Repubblica
02:58Islamica,
02:58quindi Tehran, la Repubblica Islamica, ci siamo poi trovati nel pieno anche delle manifestazioni e purtroppo delle tremende repressioni di
03:09gennaio
03:10e poi l'attacco degli Stati Uniti e di Israele, la risposta dell'Iran, la chiusura di...
03:16Quindi diciamo che giorni fatali, che poi è il tema che contrantistinque il festival...
03:23Quanto ci avete messo a decidere che si sarebbe chiamato giorni fatali?
03:26Perché è molto prorompente come titolo e mi piacerebbe anche sapere un'altra cosa.
03:34Ti faccio fare un passo indietro, tra un attimo, e quindi ti faccio due domande al volo, poi le disciplini
03:40come ritieni.
03:41Che pubblico è quello che appunto il sabato mattina alle 11, rispetto a quello che ci siamo detti poco fa,
03:50che pubblico è perché io ho colto, ma tu me lo dirai, una fortissima trasversalità.
03:57Ci sono i ragazzi più giovani e poi ci sono quelli che magari, come dire, hanno masticato la storia in
04:03un altro modo,
04:04magari non divulgata come si è in grado di fare ora, che è un modo estremamente seducente.
04:10Allora, è il pubblico migliore che un'istituzione culturale possa avere,
04:14perché è un pubblico che vede nelle lezioni di storia un punto di incontro, un punto di comunità.
04:21Moltissime persone dicono andiamo a bere qualcosa, poi andiamo alle lezioni di storia,
04:25andiamo alle lezioni di storia, poi andiamo a mangiare qualcosa.
04:27Molto mite l'europeo questo approccio al mondo del teatro e della cultura.
04:31Ma questa è la dimostrazione di una città che, adesso non voglio fare la promozione al comune di Brescia,
04:39però che è una città che davvero si incammina verso un percorso che la colloca in una dimensione europea.
04:48E questo perché è una città che è cresciuta tantissimo, è una città che ha oramai nel suo DNA
04:56l'attenzione a ciò che la cultura può offrire, intesa non solo come arricchimento personale,
05:03ma come occasione di conoscenza collettiva.
05:06E le lezioni di storia sono questo, la condivisione, noi lo vediamo anche quando le persone si mettono in fila
05:10per il film a copie,
05:11discutono, anche con posizioni diverse, perché poi anche lì lo storico dà un'interpretazione,
05:17è una lettura di quei fatti, no?
05:20E mai come in questo periodo storico vediamo come queste letture vengono completamente stravolte
05:26da altre letture, spesso, come dire, motivate da ben altri fini, non certo dalla ricerca e dall'analisi storica.
05:34E quindi da questo punto di vista la trasversalità anagrafica, diceto, è fondamentale
05:40ed è quello che, come giustamente sottolineavi, si può riscontrare nelle lezioni di storia.
05:44Il Festival vuole amplificare questo aspetto qui, della serie ti invitiamo a una maratona,
05:50ci sarà chi le farà tutte, chi le farà qualcuna, ma lo spirito è di abitare uno spazio,
05:57abitare un tempo, che è quello del teatro, quello del Festival, e condividerlo con altri.
06:03E quindi cercare davvero anche, io mi auguro che nascano anche delle amicizie,
06:07anche dettate dai conflitti che possono nascere nelle diverse letture che si possono dare di quei fatti.
06:14Torno alla domanda del perché giorni fatali, e mi viene anche da commentare che rispetto alle tematiche
06:22che verranno trattate nei vari incontri, non impariamo mai niente.
06:25La storia insegna, sì, la storia insegna, forse aggiungerei.
06:32Sì, è vero, è tremendamente vero, e questo periodo storico che stiamo vivendo
06:39è drammaticamente, sembra alieno da quello che è successo.
06:45Poi ci si arrovella su definizioni lessicali, non che il linguaggio non sia importante,
06:51anzi è fondamentale.
06:53Sì, se non viene usato un po' come paravento, come fumosa clava, diciamolo così.
07:02I giorni fatali è stato pensato un anno fa, più o meno, poco più poco meno,
07:07e ne abbiamo discusso molto con la terza, e ci interessava soprattutto far capire
07:15come esistono dei giorni fatali, ma non sono degli episodi così avulsi da un contesto,
07:22sono il frutto, la conseguenza, l'accadimento di qualcosa che si è mosso prima
07:28e che poi è capitato.
07:30Quindi è l'acme di quello che è stato preparato prima.
07:34E quindi anche questo è, se vogliamo, non dico un insegnamento perché non voglio
07:38avere nessun atteggiamento di questo tipo, però è la dimostrazione che poi le cose accadono
07:46se si lavora in una certa direzione.
07:49Poi non ci si può meravigliare se qualcosa accade perché è frutto di un percorso lungo.
07:56Certo, ne parlavamo poco fa, microfono spento, e mi sono permesso di dire che ci sono delle logiche
08:01che poi prendono delle accelerate che qualche volta continuano a lasciarci stupiti.
08:07In realtà sarebbe il caso di stare molto attenti perché poi non può esserci stupore
08:13quando magari è una cosa che è sotto traccia come una linea di basso costante e permanente.
08:19È assolutamente così e poi c'è anche la storia dovrebbe insegnarci a condividere
08:29o comunque ascoltare o guardare altri punti di vista.
08:33L'atteggiamento, citavo prima, l'Iran.
08:39La Palo Arrivetti è una straordinaria storica e sarà uno del penultimo appuntamento della domenica
08:49anche perché il Festival non ha uno svolgimento cronologico.
08:54Quindi si parte con Yalta, venerdì 9 ottobre a 18.30
09:00e si finisce con, potremmo dire dal punto di vista storico,
09:06con appunto la rivoluzione islamica più che iraniana
09:12e poi abbiamo invece l'ultimo appuntamento dove Paolo Di Paolo ci racconta la storia attraverso i romanzi.
09:18Di questo poi parliamo, nel senso che ci torniamo sopra,
09:22non ti chiederò di essere didascalico nel raccontarmi tutto,
09:26però qualcosa in più te lo chiedo.
09:28Chiudendo il concetto di prima e poi lancio 30 secondi di pubblicità
09:32e torno a te perché ci siamo un po' persi.
09:36Cosa stavamo dicendo, direttore?
09:38Tu te lo ricordi?
09:40No, volevo collegarmi al fatto che è della diversità dei punti di vista della storia
09:45perché, e da qui appunto non si impara,
09:49la rivoluzione islamica nasce perché i gruppi della sinistra
09:55e i movimenti islamici si ribellano allo Shah,
09:58ma si ribellano insieme
10:00e quindi all'inizio questo sembra essere un nuovo governo
10:05dove anche non c'era una presenza islamista così forte in Iran.
10:10poi l'avvicendarsi dei fatti, appunto gli episodi poi,
10:17e poi iniziano questi gruppi a andare in conflitto tra loro
10:21e quindi il conflitto, il conflitto, il conflitto
10:23fa sì che poi la componente islamica
10:26assumesse il controllo anche con la, no, soprattutto con la violenza
10:30nei confronti di coloro con cui insieme avevano combattuto lo Shah.
10:34quindi anche questo fatto di vedere la storia solo da un punto di vista, no,
10:39cioè molti occidentali guardano all'Irian come un mondo dicotomico,
10:46ma in realtà la trasformazione è molto più complessa,
10:50la storia è molto più complessa,
10:52poi noi ci fermiamo al fatto,
10:53ma le interpretazioni, le letture, i punti di vista
10:56che noi occidentali abbiamo rispetto ad altri mondi
10:59sono talmente semplicistici
11:02che ci impediscono poi di capire fino in fondo l'oggi.
11:05Una logica di insieme dell'oggi.
11:07Trenta secondi e torniamo a voi,
11:09siamo con Umberto Angelini,
11:12il sovrintendente della Fondazione Teatro Grande,
11:14stiamo parlando di Brescia Storia Festival,
11:17giorni fatali, venerdì, sabato e domenica,
11:19e magari fra poco entriamo un pochino più del dettaglio
11:23di chi sono, per esempio, gli storici, i relatori di questi incontri,
11:28e diamo anche qualche informazione di ordine pratico fra poco.
11:31Eccoci in diretta alla radio e in tv
11:34per parlare di Brescia Storia Festival,
11:36giorni fatali, ospitato dal Teatro Grande.
11:41Abbiamo parlato di appuntamenti,
11:42quanti sono e tracciamo, come dire,
11:45una linea generica, ma come dire,
11:48di sostanza di quelli che sono i temi che verranno trattati.
11:51Allora, gli appuntamenti sono otto,
11:53distribuiti nelle tre giornate,
11:55inizieremo venerdì alle 18.30,
11:58poi un secondo appuntamento ci sarà alle 21,
12:01mentre avremo il sabato il consueto appuntamento delle 11
12:06e poi abbiamo alle 18.30 il secondo appuntamento alle 21,
12:11il terzo e poi la domenica invece avremo
12:12l'appuntamento mattutino delle 11,
12:15il secondo appuntamento alle 15.30
12:17e poi concluderemo alle 18.30.
12:19Il format è quello delle lezioni di storia,
12:23uno storico o una storica,
12:25e Elena Vanni, un'attrice,
12:27che legge alcuni passi di testi
12:31che vengono condivisi tra Elena Vanni
12:34e il relatore o la relatrice.
12:37La durata è la durata delle lezioni di storia,
12:39la durata di un'ora
12:41e poi ci sarà appunto la possibilità,
12:43ci sono anche delle formule di abbonamento
12:46che permettono di assistere solo da alcuni,
12:49scegliere alcuni degli appuntamenti.
12:53È un progetto che è realizzato
12:55grazie ovviamente a tutti i nostri fondatori e sostenitori,
12:59ma in particolar modo riceve il sostegno della Regione Lombardia
13:02e per me è molto importante il sostegno di una importantissima azienda bresciana,
13:07che è Gefrana,
13:08che ha deciso di sostenere il progetto
13:10proprio perché anche la mission aziendale
13:13è quella di favorire anche la conoscenza,
13:15soprattutto per i più giovani di cui parlavamo prima.
13:17Come si fa a coinvolgere delle realtà così importanti del nostro tessuto
13:24a supportare progetti culturali?
13:27Credo sia, tra virgolette, sempre più facile
13:30perché chi è radicato sul territorio
13:33ha questo senso anche di restituzione nei confronti del tessuto sociale.
13:38Però è interessante capire come Fondazione Teatro Grande
13:42continua a intessere rapporti all'esterno.
13:45Guarda, mi è capitato di parlarne recentemente
13:47in un appuntamento che niente aveva a che vedere con il Teatro Grande,
13:51ma mi è piaciuto ricordare come tutte le realtà importanti
13:56come il Teatro Grande, piuttosto che Fondazione Brescia Musei,
13:59lavorino nella direzione di acquisire un linguaggio
14:03e delle modalità sempre più vicine a un pubblico
14:07che ha bisogno di essere coinvolto,
14:10magari attraverso linguaggi che sono meno standard
14:13o meno, come dire, c'è bisogno di creare una strada
14:16che sia sempre più seducente verso un pubblico nuovo,
14:20se no è un disastro perché i teatri sarebbero pieni di persone
14:23che sono sempre più agè e poi a un certo punto non ci sono più
14:27e quindi se non c'è un ricambio, l'ho detto brutto,
14:29mi rendo conto, l'ho detto male, però avete capito.
14:33No, allora, credo che sia proprio un cambiamento di mentalità,
14:37sia da parte delle imprese sia da parte delle istituzioni culturali.
14:40Cioè uscire dalla logica dell'impresa come Bancomat,
14:44ma considerare l'impresa un partner
14:46e dal punto di vista dell'impresa immaginare che l'istituzione culturale
14:52è fondamentale, soprattutto oggi,
14:55per costruire un ambiente sociale e anche culturale
15:00capace di attrarre anche quelle che sono le migliori professionalità.
15:05Perché oggi, da un lato, anche pensiamo al lavoro dello smart working,
15:10dall'altro anche il fatto che la competizione tra le imprese
15:14è sempre di più una competizione di eccellenze e di professionalità,
15:18ma l'eccellenza e la professionalità decidono di trasferirsi in una città
15:21se per loro stesse, per la loro famiglia,
15:23quella città non è solo in grado di dare un ottimo stipendio
15:29o un buon stipendio,
15:31ma anche se la qualità della vita è importante.
15:35Allora, siccome la competizione non c'è più una difficoltà a spostarsi,
15:40non c'è più una mentalità come poteva essere,
15:42io penso ai miei genitori,
15:44i miei genitori appena hanno deciso di fare una famiglia
15:46hanno comprato la casa vicino al posto di lavoro,
15:48perché per tutta la vita avrebbero fatto quel lavoro.
15:52Oggi non è più così.
15:53È un mondo cambiato da questo punto di vista.
15:55E quindi l'impresa intelligente capisce, da un lato,
15:58di sfruttare un beneficio oggettivo,
16:00perché oggi in Italia c'è un beneficio che nessun altro ha in Europa,
16:05cioè significa che oggi chi sostiene un'istituzione come il Teatro Grande
16:08ha dallo Stato una restituzione del 65% di quello che ha investito.
16:12E quindi da un lato c'è il fatto di dire
16:15io faccio parte del territorio,
16:17io l'azienda arricchisco il territorio,
16:20ma io sono arricchita dal territorio.
16:22E noi come istituzione culturale,
16:24che non dimentichiamoci, siamo senza scopo di lucro,
16:26perché siamo delle no profit,
16:29abbiamo desiderio di stringere queste collaborazioni,
16:31perché noi stessi cresciamo confrontandoci con la filosofia di impresa.
16:36E questo connubio, in questo caso, con Gefran è stato molto importante,
16:41perché Gefran ha deciso di sostenere il Teatro Grande
16:44e in particolare il FSA di Storia,
16:47quindi uscendo dalla logica della pura sponsorizzazione,
16:50ma immaginandosi proprio come un partner pluriennale.
16:54E questo lo fa Gefran, come l'hanno fatto altre imprese,
16:58e mi auguro che altre imprese lo faranno.
17:01E quindi, in questo caso, il festival accentua ancora di più
17:08quella trasversalità di cui parlavamo
17:10e ci auguriamo anche che la presenza dei giovani,
17:13anche visto la dislocazione, anche il venerdì, la sera,
17:16così sia anche più massiccia, insomma.
17:19Entriamo un po' nel vivo, perché abbiamo fatto qualche citazione,
17:24ma secondo me sia sui contenuti che sui relatori
17:26vale la pena di aprire una piccola parentesi.
17:29Allora, il venerdì 9 ottobre, iniziamo alle 18.30,
17:34con una delle storiche più conosciute,
17:36perché la Michela Ponzani è anche una presenza televisiva
17:39molto importante.
17:42Michela Ponzani è principalmente una studiosa,
17:45non solo, però insomma, non me ne voglia,
17:47della resistenza, almeno negli ultimi anni,
17:51e la lezione che lei terrà è appunto il 4 febbraio del 1945,
17:57è alta.
17:59Quindi il mondo che viene divisi da ordine al mondo
18:02e le tre grandi potenze decidono di dividere il mondo
18:08e di ridare un ordine che la Seconda Guerra Mondiale
18:14aveva e stava appunto distruggendo.
18:18Quindi c'è un obiettivo, quello di riportare l'influenza in blocchi.
18:26Tutto questo poi condizionerà ovviamente tutto il dopoguerra
18:31e per poi crollare definitivamente nel 1989
18:35e oggi però siamo ancora lì a dover guardare
18:40a quella divisione del mondo che sembra in qualche modo riproporsi,
18:44anche se poi con soggetti che allora erano soggetti conflittuali,
18:49pensiamo all'Unione Sovietica e agli Stati Uniti,
18:51che oggi invece sembrano convergere in una dimensione oppositiva
18:56rispetto all'Europa.
18:59Quindi l'Europa ancora al centro di una geopolitica internazionale,
19:02anche se ovviamente con un ruolo inferiore rispetto a quello di 80 anni fa.
19:08Ti do tre minuti perché poi dobbiamo chiudere.
19:10Te lo dico, sono tre minuti perché così tu,
19:13che sei bravissimo anche a fare questo,
19:15ti disciplini decidendo tu come li vuoi spendere.
19:19Vado veloce.
19:20Anna Foa, straordinaria storica della storia degli ebrei,
19:28in quest'ultimo anno con posizioni critiche molto forti
19:32nei confronti di Israele,
19:35ci racconterà una data determinante,
19:38determinante per tutto quello che stiamo vivendo anche oggi,
19:41che è il 10 agosto del 70 d.C.,
19:43ed è praticamente la distruzione del Tempio, del Regno di Giuda.
19:47Sempre venerdì o sabato questo?
19:50Venerdì alle 21.
19:50Ok, grazie.
19:50Poi invece la mattina alle 11 abbiamo la battaglia di Legnano,
19:55quindi è l'anniversario.
19:57Se pensiamo anche al tema politico,
20:00la Lega Lombarda,
20:01l'appropriazione di tutta la storia legata a Alberto da Giussano,
20:07viene eletta, inquadrata nella sua dimensione storica,
20:10ovviamente non nella sua direzione politica,
20:12anche perché le letture che ne vengono date,
20:14poi dagli storici,
20:15sono state nel corso dei decenni differenti.
20:17Chi ne riconosce l'affermazione contro il centralismo romano,
20:22ma non tutti poi vivono questa...
20:25E poi abbiamo invece Lisa Roscioni,
20:27un'altra storica che insegna la sapienza di Roma,
20:31invece è il 6 maggio del 1527 ed è il sacco di Roma.
20:36Poi abbiamo Canfora, noto storico,
20:39anche lui divenuto oramai un personaggio iconico
20:42anche della televisione, della storia,
20:45che parla della dittatura giacobina.
20:47Quindi in questo caso siamo nella rivoluzione francese,
20:50siamo posti alla rivoluzione francese
20:52e Canfora ci tratteggerà quelle che sono le dinamiche
20:57e quelle che sono state poi anche gli sviluppi
21:00della rivoluzione francese.
21:01La domenica mattina alle 11 abbiamo un altro evento
21:05molto importante che è la caduta di Costantinopoli.
21:08Quindi siamo in questo caso nel 1453
21:13e lì abbiamo poi tutta una serie di avvenimenti
21:17che scatenano, che troveremo poi nel rumanesimo,
21:19nel rinascimento.
21:21Invece alle 1530 Paolo Arrivetti, appunto,
21:24il primo aprile del 1970,
21:26purtroppo non era uno scherzo,
21:28nasce la rivoluzione iraniana.
21:31A me è molto cara,
21:33perché ho una particolare sensibilità e amore per l'Iran.
21:35mi capita spesso di lavorare con artisti iraniani
21:39e devo dire che è un paese davvero straordinario
21:45con una vitalità incredibile.
21:48La scena underground iraniana di Teheran
21:52è qualcosa che nessuna capitale europea ha.
21:55E che spesso non viene colto.
21:57Guarda che gesti brutti che ci fanno.
22:00Chiudiamo con Paolo Di Paolo
22:01e la letteratura e la storia.
22:03I romanzi che al loro interno
22:05hanno grandi pagine di storia
22:08e quindi verranno lette pagine di questi romanzi.
22:12È possibile acquistare concretamente
22:15i biglietti in biglietteria, online.
22:17Sono le formule di abbonamento.
22:18Il festival sta andando benissimo.
22:21Sono più di 4.000 le persone.
22:22Complimenti anche proprio per i temi che avete trattato.
22:24Siamo contenti.
22:25Sono già oltre 4.000 le persone
22:27che hanno acquistato i biglietti.
22:29e quindi siamo davvero molto molto contenti
22:31di come sta andando.
22:32Chiudiamo.
22:34Grazie a Ruggero Tavelli
22:35che in questo momento sta facendo dei gestacci.
22:38Non è una cattiveria.
22:39No, lo ringraziamo lo stesso.
22:40Grazie a Ruggero Tavelli.
22:42Ci dà ordine e disciplina.
22:43Per la regia audio e video.
22:45Ringrazio ovviamente voi che ci avete ascoltati alla radio,
22:48voi che ci avete guardati in tv,
22:50ma soprattutto grazie di cuore a Umberto Angelini
22:54che sa sempre rapirci e portarci in mondi
22:57che ci piace approfondire
22:59grazie a tutto quello che organizza il teatro grande.
23:02A me piace molto l'indisciplina.
23:04E io, come dire, vengo in scia sull'indisciplina.
23:08Grazie, alla prossima.
23:09Buona giornata.
23:11Grazie a Ruggero Tavelli.
23:18Grazie a Ruggero Tavelli.

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