00:00I did expose myself, you see me through the entire show, but at the same time I create the space
00:07where we can communicate.
00:30Da quella fotografia sono generati dei nuovi disegni che dialogano con alcuni lavori recenti, pitture in particolare che sono state
00:38realizzate su dei supporti anomali, dei cofani di macchina o altri oggetti di scarto.
00:43È un riferimento all'attività di famiglia che si basava proprio sulla vendita di questi oggetti di scarto e la
00:52loro valorizzazione in qualche modo.
00:53Già questa scelta, ci ha raccontato, è una scelta di chi può avere uno sguardo artistico come il suo.
01:00Ci sono soltanto pitture e disegni, c'è anche un monolite, un totem al centro della sala dove è proiettato
01:07un video, un video che fa riferimento a una memoria specifica.
01:11Un passaggio della madre su questo ponte con Selma in braccio e un gesto, quello della madre che copre gli
01:17occhi alla figlia impedendole di vedere i tanti corpi morti attorno a loro.
01:21Questi traumi, queste memorie, questi ricordi entrano all'interno della mostra e portano ovviamente una visione che è anche conflittuale
01:31al proprio interno.
01:32E questo conflitto è anche presente nelle 140 lettere a Omer che abbiamo deciso di pubblicare per questa occasione.
01:44Nel video Selma riattraversa quel ponte, lo fa correndo.
01:48Questa è anche una forma di liberazione, in qualche modo un modo per rielaborare quel trauma e per tornare a
01:55osservare con speranza il proprio contesto di origine, il proprio paese e se stessa più grande dopo un percorso lungo,
02:04fatto di viaggi, fatto di incontri, fatto di trasformazioni della propria identità e di crescita.
02:10E quindi anche una mostra che si parla di memorie, traumi, sofferenze, ma anche una mostra che porta attraverso lo
02:16sguardo un'immagine di speranza.