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  • 11 ore fa
Bergamo, 25 feb. (askanews) - Dal 25 febbraio 2026 la GAMeC - Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo presenta nello Spazio Zero, Eau, la prima mostra personale in un'istituzione italiana dell'artista angolana-portoghese Ana Silva.Per la produzione dei suoi lavori, Silva affida in una prima fase i soggetti da lei ideati e disegnati a ricamatori angolani in Angola solo agli uomini è consentito utilizzare la macchina da cucire - per poi ultimare lei stessa le opere, aggiungendo a mano decorazioni, glitter e paillettes. Nei lavori realizzati fra il 2021 e il 2023 visibili nella seconda sala della mostra l'artista utilizza borse di plastica intrecciata accumulate e dimenticate. Ana Silva trasforma quelli che sono diventati rifiuti di un sistema globale di produzione e consumo accelerato, recuperandoli e risemantizzandoli attraverso la pratica del ricamo: rallenta il tempo industriale e introduce una temporalità manuale, ripetitiva e corporea. Nella prima sala i lavori realizzati fra il 2024 e il 2026 su teli di filiselina e crinolina. Attraverso il linguaggio del ricamo tradizionalmente associato alla cura, alla memoria e alla resistenza l'artista denuncia in questi lavori la carenza di acqua e rende visibile una realtà in cui questa non rappresenta un diritto, ma un privilegio. Ogni punto testimonia silenziosamente un bisogno fondamentale negato, sottolineando il contrasto tra il gesto delicato del ricamo e la drammaticità del tema di una delle crisi più gravi del nostro tempo: l'accesso all'acqua.Il direttore della GAMeC Lorenzo Giusti ha raccontato ad askanews la mostra e la programmazione della galleria per il 2026: "Inauguriamo oggi la mostra di Ana Silva che per GAMeC è una sorta di progetto ponte tra il programma biennale 2024-2025 Pensare come una montagna e l'attività annuale del 2026 Pedagogica della Speranza. È una mostra che scaturisce da un processo di delega in cui l'artista ha coinvolto una rete di ricamatrici non professioniste bergamasche per la realizzazione di un grande pannello che uno degli elementi della mostra. Solitamente lei si affida a ricamatori e ricamatrici in varie parti del mondo, l'Angola, che è il suo Paese di nascita, il Portogallo dove risiede ma anche il Brasile. La mostra di Ana Silva rimarrà visibile alla GAMeC fino a settembre del 2026, dopo di che arriverà la mostra di Selma Selman, un'artista bosniaca di origine rom che ha aperto una scuola per donne rom: di nuovo, quindi, torniamo sull'idea di riferire ad artiste e artisti che hanno attivato processi educativi o che sperimentano processi di apprendimento attraverso la propria attività. Il programma di quest'anno quindi avrà una serie di mostre che andranno a sostegno in realtà di una ossatura centrale che è il public program. Realizzeremo numerose conferenze, incontri e laboratori, anche un laboratorio permanente in Palazzo della Ragione a Bergamo Alta, ispirati dal pensiero di Paulo Freire. L'idea è che i proce(...)

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Trascrizione
00:00Inauguriamo oggi la mostra di Ana Silva, che per GAM, che è una sorta di progetto ponte tra il programma
00:06biannale Pensare come una montagna
00:07e questa attività annuale Pedagogia della Speranza, qui dediceremo tutto il 2026.
00:13È una mostra che scaturisce da un processo di idee che all'artista ha coinvolto una rete di ricamatrici non
00:19professioniste bergamasche
00:20per la realizzazione di un grande pannello, che è uno degli elementi della mostra.
00:24Solitamente lei poi si affida a ricamatori e ricamatrici in varie parti del mondo.
00:27L'Angola, che è il suo paese di Nas, dal Portogallo dove risiede, ma anche in Brasile.
00:32La mostra di Ana Silva rimarrà visibile alla GAMEC fino a settembre del 2026,
00:37dopodiché arriverà la mostra di Selma Selman, un'artista bosniaca di origine rom,
00:41che ha aperto una scuola per donne rom.
00:44Di nuovo quindi torniamo sull'idea di riferire ad artisti e artisti che hanno attivato processi educativi
00:50o che sperimentano processi di apprendimento attraverso la propria attività.
00:54Il programma di quest'anno quindi avrà una serie di mostre che andranno a sostegno in realtà di un'ossatura
00:59centrale
01:00che è il Public Program.
01:02Realizzeremo numerose conferenze, incontri e laboratori, anche un laboratorio permanente in Palazzo della Ragione,
01:08ispirati dal pensiero di Paolo Frere.
01:10Quindi l'idea è che i processi di apprendimento ed educativi possano essere condivisi
01:13e non un semplice trapasso di nozioni da un elemento A o un elemento B.
01:17Osbury Architecture, questo collettivo di designer e architetti italiani,
01:21stanno realizzando un display e quindi all'interno del Palazzo della Ragione,
01:26nella Sala dei Capriati, dove solitamente realizziamo mostre più tradizionali,
01:31quest'anno permetteremo a tutto il pubblico passante di confrontarsi con una serie di attività laboratoriali
01:36che stimolano sui tre assi attorno a cui abbiamo costruito questo programma,
01:40quindi il tema di come l'intelligenza artificiale e le nuove tecnologie
01:43stanno trasformando i nostri processi di apprendimento.
01:46L'idea di riferire a parti della società che solitamente sono estromesse
01:51dalla condivisione di esperienze di carattere educativo
01:54o che possono insegnare qualcosa secondo la prospettiva di Freire
01:57e poi nuovamente, come dicevo, gli artisti,
02:00cioè la possibilità di, attraverso i linguaggi dell'arte,
02:03condividere esperienze di tipo pedagogica ed educativa.
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