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  • 1 giorno fa
Rilettura del passato, battaglie identitarie su lingua e scuola: le ultradestre altoatesine e tedesche concordano su molti contenuti e strategie. Ora anche sul Sud Tirolo: «Non è Italia». Perché ai tedeschi di Alternative für Deutschland interessa tanto l’Alto Adige? Ripartiamo dall'accordo De Gasperi-Gruber sulle minoranze firmato il 5 settembre 1946 a Parigi.​«Visto da vicino», la videorubrica di approfondimento: qui tutte le puntate.

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Trascrizione
00:0823 settembre 2026, gli uffici del Parlamento tedesco a 50 metri dalla cupola in metro del
00:14Bundestag ospitano un evento di Alternative Für Deutschland per gli 80 anni dell'Accordo di Parigi
00:20sulla minoranza di lingua tedesca del Trentino Alto Adige. Sull'invito la regione a statuto
00:25speciale rigorosamente denominata Su Tirolo è colorata di giallo, staccata dall'Italia.
00:31Un mese prima, 29 agosto, Congresso federale dei giovani di AfD a Magdeburgo, capitale della
00:36Sassonia a Analt, dove sta per arrivare il trionfo alle regionali. Sul palco c'è anche Melanie
00:41Meyer, portavoce dei giovani separatisti della Su Tirol Freiheit di Eva Klotz. A 29 anni Melanie
00:47è già figura divisiva criticata dai più moderati autonomisti della Su Tirol Volkspartei per i
00:53contatti con i sovranisti di Germania e per le idee etnonazionaliste su scuola, lingua,
00:58storia. Ha definito combattenti per la libertà, i terroristi del Basque tra anni 50 e 60 uccidevano
01:04con bombe e mitra.
01:06Alla stazione di Verona un uomo è morto vittima di un attentato terroristico. I dinamitarvi
01:10avevano collocato una bomba a orologeria in una valigia lasciata presso il deposito bagaglio.
01:15Oggi queste ultradestre, altoatesine e tedesche che non condividono alcun confine concordano.
01:20Il su Tirolo non è Italia. Ma perché ai tedeschi interessa l'Alto Adige?
01:26L'accordo di Parigi firmato il 5 settembre 1946 dal ministro degli esteri austriaco Karl
01:32Gruber e dal nostro Alcide De Gasperi garantiva autonomia regionale e tutela delle minoranze
01:38di quei territori dell'ex impero austro-ungarico che dopo la prima guerra mondiale erano passati
01:43al Regno d'Italia e dove tedeschi e ladini avevano poi subito le politiche etniche di repressione
01:49del fascismo, fino al patto tra Mussolini e Hitler sulle cosiddette opzioni. Chi voleva
01:55conservare la cultura tedesca doveva andarsene nel Terzo Reich.
01:59Nel 1946, dopo lo sfacelo della Seconda Guerra Mondiale, la neonata Repubblica Italiana e la
02:04risorta Repubblica Austriaca si accordano così su un modello che sarà aggiornato nelle successive
02:10modifiche allo Statuto e che in sostanza supera la separazione su base etnica per affermare
02:15il principio democratico del rispetto delle minoranze, delle differenze nel pluralismo
02:20di lingue e culture. Un modello che contribuirà attivamente alla costruzione della Comune Casa
02:26Europea a partire dalla pacificazione compiuta proprio lì dove pareva impossibile, sui confini
02:32bagnati dal sangue delle guerre. Le forze politiche che oggi ridiscutono tutto questo a voce sempre
02:38più alta tornano a quei confini. Esaltano in società scollate identità collettive
02:44di fatto inesistenti. Tutta è terra, sangue e propaganda a fini elettorali.
03:00Il 5 settembre, a 80 anni dalla firma di Parigi, il presidente Sergio Mattarella era a Merano,
03:05in Alto Adige, con il capo di Stato austriaco Alexander Van der Bellen, per ricordare.
03:09I confini sono divenuti punti d'incontro fra terre e popoli desiderosi di vivere in armonia
03:18e di prosperare insieme.
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