L’officina di famiglia di Senna Comasco però, accanto all’attività ufficiale dichiarata, era anche la base per un fiorente traffico di cocaina. Nelle macchine in sosta nel piazzale venivano nascoste le dosi di droga, poi consegnate ai clienti da spacciatori in tuta da meccanico. Per coprire le vendite venivano utilizzati anche i documenti di ignari clienti.