00:05L'altra notte uno o più vandali hanno deturpato il murale dedicato a Franco Baresi nella piazza
00:13Gino Valle, dove c'è la sede del Milan. Gli hanno cancellato la faccia con lo spray,
00:18hanno raschiato via altre parti della figura. In definitiva hanno colpito la memoria di quanti,
00:25e siamo in tanti, hanno ammirato le imprese del capitano Rossonero. Da tifosi del Milan,
00:31da semplici appassionati, da tifosi di un altro club ma felici davanti alla grandezza,
00:37o se anche quella che nei 90 minuti contribuisce a farti soffrire. Quando succedono queste brutture,
00:43le reazioni sono sempre uguali, in qualche modo prestampate. Parole di critica che si spingono
00:50all'esecrazione. Rimpianto per tempi più sportivi, più cavallereschi, breve ricerca di un antidoto,
00:58allargamento delle braccia. Non si può fare niente. Anche perché questi episodi si susseguono. La
01:04settimana prima un centinaio di ultra della Juventus si era girato di spalle e aveva intonato a Cori
01:10per Gaetano Scirea, mentre il resto dello stadio celebrava con un minuto di silenzio l'addio a Sandro
01:15Mazzola. E non passa stagione senza che qualche disgraziato non esponga uno striscione che irride
01:23alle vittime della Isel, oppure faccia il gesto dell'aeroplano per richiamare in modo canzonatorio
01:29la tragedia di Superga. O qualsiasi altra blasfemia che alla maggioranza delle persone fa orrore, ma a una
01:38non trascurabile minoranza vive con un malinteso senso di libertà e di politicamente scorretto.
01:45Il rispetto per i morti è una frontiera di civiltà che non si valica a cuor leggero. È evidente che
01:52chi
01:52lo fa sente di affermare così il proprio ribellismo. Inoltre, i social network sono pieni di figure
02:00dichiaratamente tifose che si dissociano, sì, dalle manifestazioni più incivili, ma ci aggiungono
02:06sempre una circostanza attenuante, richiamando un precedente che a loro giudizio non fu criticato
02:12come l'ultimo perché riguardava la tal squadra, perpetuando così il cattivo pensiero che la
02:19censura venga a targhe alterne. E dunque, è il punto d'arrivo implicito del ragionamento,
02:25non scandalizziamoci per quel che è successo ieri. È molto rara la condanna senza sé e senza male,
02:32senza attaccarsi ai precedenti, senza risalire a una schifezza uguale e contraria per giustificare
02:39in qualche modo l'accaduto. E questo per un motivo quasi ovvio. Nessuno vuole perdere la
02:44propria clientela social, a prescindere da chi sia composta. Ho sempre pensato che questo stato
02:51delle cose sia migliorabile attraverso la scuola. È inutile illudersi che gli adulti di oggi possano
02:59cambiare atteggiamento e recuperare almeno il rispetto per i morti. Non succederà. Si può e si deve
03:06invece lavorare su bambini e adolescenti. E un'ora scolastica di storia dello sport,
03:12magari anche con la partecipazione di qualche vecchio campione, affascinerebbe i ragazzi
03:17educandoli ai valori della competizione. A considerare il rivale un avversario e non un
03:23nemico. Ad apprendere quanta fatica e quanto sacrificio ci siano dietro a una vittoria. A
03:30conoscere le infinite storie di grandezza che il calcio per esempio ci ha raccontato
03:35attraverso Baresi, Mazzola, Scirea, il grande Torino. E quelle figure trattate oggi in modo
03:42divisivo, mentre invece fanno tutte parte di un unico e straordinario racconto. Dal Coni
03:48al Ministero dell'Istruzione, l'idea è a vostra disposizione.