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Un anno fa, l’Inferno, nella versione vernacolare di Tommaso Cannizzaro, restituiva ai versi di Dante una voce sorprendentemente vicina a noi.
Oggi, il viaggio prosegue con “Lu Purgatoriu”, sempre firmato da Giampiero Cicciò, con William Caruso ed Eugenio Papalia. Lo spettacolo inaugura la stagione teatrale 2026-27 del Teatro Vittorio Emanuele e andrà in scena alla Sala Sinopoli a partire da giovedì alle 18. Al pianoforte, Marcello Conti.

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Trascrizione
00:00Dante è un genio immortale proprio perché i suoi temi sono i temi dell'umano e quindi sono immortali appunto.
00:11Per esempio l'invettiva celebre Ai Serva Italia, sembra che sia stata scritta stamattina,
00:21Dante attacca in maniera coraggiosa anche i corrotti del suo tempo e lo fa con una cattiveria, diciamo così, nel
00:36senso più alto del termine, che diventa poesia immensa.
00:40Il Purgatorio è il luogo della transitorietà, come appunto sulla terra.
00:49L'ironia è enfatizzata dalla traduzione di Tommaso Cannizzaro, ma c'è ovviamente in Dante, per esempio quando Stazio dice
01:01passerei un anno in più al Purgatorio pur di poter conoscere Virgilio, ma Virgilio è lì davanti a lui e
01:08Dante se la ride.
01:09C'è una grandissima ironia.
01:11Al di là dell'impatto linguistico e visivo, qual è il sentimento che vorresti il pubblico portasse con sé?
01:18Come dicevo, il Purgatorio è molto vicino a noi vivi perché c'è la possibilità di redenzione, di cambiare, di
01:31migliorarsi.
01:32Ecco, lo puoi leggere in chiave religiosa, ma lo puoi leggere anche in chiave laica, perché migliorarsi è qualcosa alla
01:43quale tutti noi dovremmo aspirare.
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