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  • 16 hours ago
“Nel corso di questi anni abbiamo imparato come la gestione di un tumore sia un vero gioco di squadra: dal punto di vista diagnostico non ci si può soffermare solo al giudizio di un singolo specialista, come l’otorinolaringoiatra, ma è necessario integrare queste informazioni con altri colleghi, come il patologo e il radiologo. Quando, poi, si raggiunge la diagnosi, è necessario discutere, in modo collegiale, tutte le opportunità per i nostri pazienti. Da qui entrano in gioco delle figure fondamentali, dal radioterapista, all'oncologo e dallo psicologo al nutrizionista. Si lavora in squadra, discutendo le possibilità terapeutiche e questo ha dimostrato un vantaggio in termini di miglioramento della prognosi del paziente”. Lo ha detto Giuseppe Mercante, professore di otorinolaringoiatria dell’Alma Mater Studiorum - università di Bologna e direttore dell’Uo di otorinolaringoiatria e audiologia dell’Irccs azienda ospedaliero-universitaria di Bologna del Policlinico Sant’Orsola, partecipando all'evento “Tumore rinofaringeo in Italia: evidenze, bisogni dei pazienti e prospettive future”, organizzato da Teha Group a Roma, durante il quale è stato presentato un paper sulla patologia con numeri, stato dell’arte e prospettive terapeutiche.

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Transcript
00:01Come è la gestione di un tumore?
00:04Abbiamo imparato nel corso di questi anni come la gestione di un tumore sia un vero gioco di squadra
00:09e in questo caso la squadra ha un ruolo fondamentale, nel senso che dal punto di vista diagnostico
00:15non ci si può soffermare solo a quello che è il giudizio di un singolo specialista
00:20nella fattispecie dell'ottorino a ringoiatra.
00:22C'è bisogno di integrare queste informazioni con altri colleghi che sono il patologo e il radiologo.
00:28Nel momento in cui poi si raggiunge quella che è la diagnosi dobbiamo discutere in maniera collegiale
00:34tutte le opportunità per i nostri pazienti e da qui entrano in gioco delle figure fondamentali
00:39come il radioterapista, l'oncologo, lo psicologo, il nutrizionista e quindi questo è il classico esempio
00:45in cui la partita non può essere giocata da un giocatore singolo ma si lavora in squadra,
00:50si discute su quelle che sono le possibilità terapeutiche e questo ha dimostrato chiaramente
00:55un vantaggio in termini di miglioramento della prognosi del paziente.
00:59In questo caso parliamo di un tumore raro per cui è difficile per un singolo centro
01:03riuscire ad avere un'esperienza tale da poter portare a dei risultati ottimali.
01:11Per cui concettualmente bisogna entrare nell'ordine di idee che questi pazienti vanno condivisi
01:15dal punto di vista di quelli che sono i dati in modo da poter avere il meglio per loro
01:20dal punto di vista di un risultato terapeutico. Ciò vuol dire che bisogna avere dei centri
01:25che possano raccogliere la casistica, dare le indicazioni e poi delegare a dei centri SPOC,
01:33quindi un centro hub che delega al centro SPOC, quello che può essere la gestione del paziente
01:38dopo aver ricevuto la cura per quanto concerne i follow up, quindi i controlli successivi.
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