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  • 6 ore fa
Un illustratore anziano torna a Napoli per badare al nipote e scopre fragilità, ricordi e tensioni tra generazioni diverse.
Trascrizione
00:00Mario e Martone, Serena Rossi, benvenuti. Grazie.
00:03Grazie a essere qui con noi.
00:04Grazie.
00:06Scherzetto. Partiamo da una cosa importante, quello che hai letto e avete dichiarato.
00:13Mario è stato un set difficile o comunque impegnativo, sia dal punto di vista lavorativo,
00:21avendo un bambino, Lorenzo Perrotta, a poche ore al giorno con cui poter lavorare,
00:25il set è ristretto, ma anche forse a livello simbolico, ho letto che ti sei portato la pendola del nonno
00:31sul set.
00:32Beh, sì, perché in questa storia c'erano, la prima cosa da dire è che è una storia prismatica,
00:40cioè nel senso che ha tante facce, e quindi questo significava affrontare il film da vari punti di vista.
00:49Uno di questi punti di vista, appunto, sono fantastici, perché è anche film comico,
00:54per certi mezzi, familiare per altri, è una storia di fantasmi, è un viaggio in una certa Napoli,
01:03insomma, tante cose.
01:05E i fantasmi, certo, come si fanno i fantasmi?
01:09Quindi è una domanda, e lì era interessante perché i fantasmi evocati da Starnone
01:15appartengono a un mondo napoletano, il dopoguerra, che a me è familiare, per questioni appunto
01:23legate a mio padre, una famiglia di mio padre che stava su alcuni spagnoli, eccetera.
01:27Quindi si fondevano un po' questi fantasmi, anche perché poi credo che i fantasmi,
01:32cioè non è che tutti vediamo gli stessi fantasmi, non lo vedi proprio i fantasmi.
01:38Quindi sì, è chiaro che ci sono certe cose, ho pensato a questo oggetto che avevo visto
01:44in casa di mio nonno, avevo visto mio nonno tante volte salire e mettere...
01:50E metta a posta le lancette.
01:52Poi quando è morto mio nonno, ho visto mio papà fare questa cosa, insomma, quindi alla fine
01:57e da lì appunto quel rumore, quel fio, che poi sapendo io a un certo punto l'avevo,
02:06non sapevo dove metterla e quindi l'avevo portata come mi capita, con alcuni oggetti
02:11che avevo passato in un mercatino, perché faccio uno scambio.
02:15Certo.
02:15Non so, allora non ho più questi oggetti da cosire e quindi prendo un'altra cosa che prende
02:23quel valore affettino.
02:24E sta prendendo la legata del mercatino?
02:25E' robata, dopo di che mi è venuta in mente dopo di farla nel film, quindi avevo disperato
02:30e che ormai avevo filmato, quindi pregavo che il film non si prendesse sapendo,
02:35a che quando ho lanciato la sua propria, la fila l'ho riscattata io.
02:39Te l'hai ricomprata da te stessa.
02:41Esatto, e quindi no, questo per dire quindi la parte...
02:45E poi era difficilissimo perché c'era un bambino piccolo, Lorenzo Perrotta, straordinario,
02:52che ha...
02:54Cinque anni innanzitutto, quindi già questo.
02:58Cinque anni, quindi ha terremotato il set quotidianamente.
03:03Ecco, Serena ne sa qualcosa.
03:04Io ne so qualcosa perché ho iniziato il film nelle prime settimane di ripresa,
03:08proprio per un periodo non ci sono stato, ho fatto le mie cose.
03:10Sono ritornata a chiudere il personaggio dopo un tot di settimane e le ho trovati provati, devo dire,
03:16perché all'inizio era tutto un entusiasmo.
03:18Ma quante forze, ma questo bambino è in gama, è in gama e alla fine, mamma mia, non ce la
03:22facciamo più.
03:23Siamo un pochino...
03:24Sì, provati, perché grande personalità aveva capito di tenerci tutti un po' in pugno.
03:29Esatto.
03:30Di avere potere su di noi.
03:31Lui aveva potere su di noi e quindi chiaramente qual è il gioco più bello per lui di esercitare questo
03:37potere.
03:38Assolutamente.
03:39Però come ha detto Tony, in questi giorni aveva capito perfettamente le regole del gioco.
03:43La regola del gioco dell'attore è quella di imparare le battute a memoria.
03:46Quindi lui arrivava su un senso preparatissimo, dobbiava le battute di tutti,
03:50criticava anche gli attori che gli davano le battute magari non precise,
03:55quindi criticava anche te.
03:56A volte si riprende...
03:57Questo così, quello là, quello così...
04:00Era proprio...
04:00Hai detto che si faceva così, poi mi c'è il gara...
04:04Era proprio Mario, insomma.
04:05Molto Mario.
04:06Molto Mario.
04:07Molto Mario, devo dire.
04:08Molto Mario.
04:08Infatti gli amici che mi conoscono bene stanno grazie.
04:11E risato, insomma, quello stai qui.
04:13Anche allo stesso tempo...
04:14Cacchettarsi.
04:15Irresistibile.
04:17Se lo è, si può dire.
04:19Ma anche molto tenero e con una grandissima sensibilità.
04:22Ieri dopo il tappeto rosso ha dimostrato proprio...
04:25È stato molto tenero.
04:27Molto tenero.
04:28Sì, sì.
04:28E Serena, quindi hai fatto un pochettino come betta il tuo personaggio.
04:32Esatto, sono arrivato...
04:33Sei entrata e poi...
04:33Ho fatto, sono andata, poi sono ritornata, insomma...
04:36Quindi è stato un bene, sia per Serena che per Betta.
04:38Io in realtà sarei stata con loro sempre, tutti i giorni.
04:41Cioè, mi mancavano.
04:42Io ho girato, non so, tre giorni di fila, poi sono andata a fare teatro e scriveva a Mario,
04:46Ma come state?
04:47Che si dice?
04:48Mi avete lasciato addosso...
04:49Mi ha lasciato addosso un sacco di emozioni che hanno continuato a suonarmi dentro.
04:54Non so come dirti.
04:55Come stanno con me più volte.
04:56Esatto, anche.
04:58Accade quando ci sono degli incontri un po' speciali, come quello con Mario e con Tony,
05:02che è stato anche lui di una generosità veramente incredibile.
05:06Si dice che i più grandi siano i più semplici e i più umili, ed è proprio così.
05:11Sì, infatti vorrei chiederti, appunto, della tua Betta, perché è un pochettino la dea ex machina di questo film.
05:19Tutta colpa sua.
05:20Non alla fine, ma all'inizio risolve, diciamo, la questione, appunto, richiamando il padre da Milano.
05:25Sì, è lei che mette insieme questo nonno e questo nipote che si conoscono poco.
05:30Daniele forse non sa fare il nonno, non l'ha mai fatto veramente, e questo bimbo non lo conosce affatto,
05:35questo nonno, si lo conosce dai racconti che gli hanno fatto, dalle opere d'arte che ha visto,
05:39che anche in casa ci sono delle opere d'arte realizzate da Daniele, che appunto è un artista,
05:44un illustratore famosissimo, eccetera.
05:46Lei anche vuole molto bene a questo papà, che però vive lontano, quindi un rapporto un po' a distanza,
05:53che ha fatto un po' fatica, e questa cosa si percepisce, così come fa fatica anche il suo matrimonio.
05:57Insomma, una donna molto pratica, pragmatica, è una matematica donna del suo tempo,
06:03ansiosa, piena di responsabilità, una vita che va a duemila, che corre,
06:08deve correre in Sardegna a fare un convegno con suo marito, che fa il matematico anche lui,
06:13e quindi chiede al suo papà, ci può venire a Napoli tre giorni a stare con questo bambino,
06:16ma non semplicemente a Napoli, nella città in cui Daniele è nato.
06:20L'obbliga a stare nella casa di famiglia in cui lei ha scelto di restare,
06:24e da cui invece Daniele è scappato in qualche modo,
06:26e quindi questa casa diventerà una grande protagonista del racconto.
06:31Oltre ad essere appunto la ex macchina, diciamo,
06:36perché ovviamente è quella che architetta il tutto,
06:41però diciamo appunto Beth è anche, sì, è una persona del nostro tempo,
06:47laddove Daniele è un uomo del Novecento,
06:51e Mario è una creatura del tempo nuovo.
06:55Questo è, fa di questo film una cosa che io ho la stessa storia,
06:59girata 50 anni fa,
07:02non avrebbe avuto questo aspetto,
07:05perché comunque le generazioni,
07:07cioè quando, non so, io da ragazzino,
07:11stavo seduto a tavola con gli adulti,
07:14ascoltavo quello che dicevano gli adulti,
07:16in qualche modo interagivo,
07:17quando sono cresciuto magari mi sono ribellato,
07:21ho contrastato i miei genitori,
07:22ma c'era un legame, c'era un legame,
07:24perché era piccolo e che era grande.
07:26Nel nostro tempo, invece, la cosa interessante è che chi è nato adesso è nuovo,
07:32cioè sono altre persone,
07:36quindi non,
07:38che non vanno in nessun modo giudicate,
07:41non sono per niente meno affettive,
07:44o meno intelligenti,
07:45o meno colte,
07:47hanno un altro proprio modo,
07:50il mondo è completamente tagliato in due,
07:53e la cosa interessante è che Daniele e Mario appartengono proprio a due tempi diversi,
07:59e Besta è invece una donna nel nostro tempo,
08:02quindi con quella neuroticità che in qualche modo sta in mezzo a questi due tempi.
08:12e poi sempre rimanendo sul tuo personaggio,
08:13perché mi ha colpito molto,
08:15mi ha interessato molto,
08:17e lei che riesce a spezzare la spirale,
08:22ma che invece Daniele, il padre,
08:24non è riuscito a spezzare,
08:25perché lei rimane a Napoli,
08:27che si indirizza verso un altro tipo di pensiero,
08:31che è quello razionale,
08:32matematico,
08:33rispetto a quello puramente artistico,
08:35se mi passate questa polarità,
08:36insomma,
08:37e sta dentro quella casa lì,
08:41costringe in quel quartiere anche,
08:42in quel quartiere al rinaio,
08:45e quindi come dicevi tu,
08:48appunto nonno e nipoti,
08:51due,
08:51che appartengono a due magari momenti diversi della storia,
08:54però la figlia è quella che è riuscita appunto
08:56a spezzare questo circolo,
08:58a prendere un'altra direzione,
08:59forse Mario è anche figlio di Betta,
09:02anche e soprattutto per questo, no?
09:04Sì, sicuramente,
09:05anche se poi il nonno dice,
09:07questo bambino non ha pigliato niente da Betta,
09:10non ha pigliato niente da me,
09:11è come se avesse un,
09:13perché come dice Mario,
09:14è un essere umano di un altro tempo,
09:17forse è questo quello che Daniele vede,
09:20anche in questo bambino,
09:21Betta ha deciso di restare,
09:24e ci vuole coraggio,
09:25secondo me,
09:26a restare più che ad andare.
09:27Ci vuole coraggio,
09:28vero?
09:28Per lei sicuramente,
09:30anche perché si capisce che ha contrattato il marito,
09:33sì,
09:34oltre il padre,
09:35insomma,
09:35appunto perché questa casa,
09:36forse adesso basta,
09:38no?
09:38Dice Daniele,
09:39e invece lei è inopi,
09:41perché è legata,
09:42e questo è bello,
09:44no?
09:44Avere,
09:45diciamo,
09:46il legame con i conti,
09:48le amore famiglie,
09:49c'è una mamma che non c'è più,
09:50non sappiamo quando è morta,
09:52ma evidentemente è morta che Betta era giovane,
09:56quindi è iniziato che,
09:59come dire,
10:00che qui dice una,
10:02quando accadono queste cose,
10:04uno vuole tagliare,
10:05uno vuole restare,
10:07Betta vuole restare,
10:08vuole restare,
10:09vuole restare con le memorie,
10:11ma perché a Betta non fanno così male,
10:13che invece ha subito il peso di quella società patriarcata,
10:20da cui è scappato,
10:21che ha detto che il patriarcato,
10:22che non è,
10:23diciamo,
10:24pesante e praticoso solo per le donne,
10:26ma lo è anche per il dono,
10:28che non è stato per me da ragazzo,
10:31e penso che sia stato per per tutte le persone come me.
10:35Mario,
10:36ti volevo chiedere,
10:36magari è facilmente incasellabile,
10:40con un grande appunto errore,
10:43un film come Scherzetto,
10:44diciamo,
10:44un film piccolo,
10:45raccolto eccetera eccetera,
10:46perché io lo trovo precipitato
10:48di tutta la tua filmografia,
10:49di tutta una serie di ossessioni,
10:51che vanno in questo caso
10:52dall'epifania artistica,
10:54dal come nasce l'epifania artistica,
10:57come si spegne,
10:58al questo nostos napoletano,
11:00comunque alla tensione sempre verso la città.
11:03Il tema del ritorno,
11:05perché è chiaro,
11:06il tema del ritorno,
11:07secondo me è molto universale,
11:09è chiaro che qua Napoli prende
11:11delle caratteristiche particolari,
11:14perché Napoli è una città
11:15che ha delle caratteristiche particolari,
11:18però il ritorno,
11:19siamo in tempo di olisea,
11:20insomma,
11:22perché il ritorno,
11:24quando si torna,
11:26è il momento in cui ci sconosce,
11:28in cui anche si accetta
11:31di fare i conti con se stessi,
11:33perché quando vai,
11:35vivi altro,
11:36scopri altro,
11:37ti allontani anche da te stesso,
11:40felicemente,
11:41bisogna allontanarsi dalle radici,
11:43bisogna allontanarsi,
11:44andare per crescere,
11:46per vivere,
11:47anche per cercare una felicità,
11:49però è chiaro che quando decidi di ritornare,
11:52poi il ritorno ti mette in rapporto
11:54con l'origine,
11:55quindi con quello che poi tu sei,
11:57e quindi è un grande tema che mi affascina,
12:00è il primo di un film,
12:02e che è vero,
12:02in questo film,
12:03certo,
12:03ci sono tanti partichemi,
12:05c'è un artista,
12:06ancora una volta,
12:07mi piace raccontare gli artisti,
12:10quindi,
12:11sì, sì,
12:12è proprio così.
12:13Allo stesso tempo però,
12:14l'ho trovato un film davvero,
12:16ma davvero inquietante,
12:17nel senso,
12:18una sottigliezza proprio,
12:21l'accostamento che tanti a me hanno fatto,
12:25che poi ho letto che in realtà,
12:26tu hai un film che fai vedere sempre all'inizio delle riprese,
12:29quindi l'accostamento che tu mi hai fatto,
12:30è proprio lo stesso,
12:31che è il primo e il terzo piano di Polanski,
12:34però ci vedrò anche i fantasmi eduardiani,
12:37poi c'è,
12:38normalmente Henry James,
12:39che è uno degli autori più inquietanti,
12:41con l'angolo salice,
12:44e quasi quindi lo scherzetto si configura come,
12:46perché loro dicono sempre scherzetto,
12:48quindi per esorcizzare questo tipo,
12:51quello che sta venendo lì attorno,
12:54di cui magari Mario è consapevole,
12:55però, sì.
12:57Allora, intanto la parola scherzetto
12:59viene usata per la prima volta dal nonno,
13:01il quale accetta di giocare per la prima volta,
13:05perché?
13:06Perché poiché ha maltrattato il bambino,
13:09che sa che sta per arrivare la telefonata della mamma,
13:13e allora cerca il qualche modo di,
13:16e non gli andrà bene,
13:20e il bambino sarà bene,
13:22è troppo più furbo di lui,
13:25e quindi lui lancia questa parola scherzetto,
13:29e quindi non l'hai mai fatto,
13:31perché il bambino immediatamente come un boomerang,
13:33prende questa parola,
13:35e da quel momento,
13:36diciamo...
13:37La usa contro di lui.
13:38La usa contro di lui.
13:40Serena, ti volevo chiedere,
13:41appunto, abbiamo detto che un film che vive di sottili equilibri,
13:44tanti livelli di lettura,
13:45eccetera,
13:45come è stato sul set per rinascere questo equilibrio,
13:49eri preoccupata,
13:50e poi la prima volta che l'hai visto,
13:51chiuso realizzato,
13:54ma quindi si è incastrato.
13:55Sì,
13:56ero ovviamente preoccupata,
14:00ero nel bel mezzo di una turnée teatrale,
14:02che mi portava in giro in tutta l'Italia,
14:03cioè io ho rischiato di bucare,
14:04questo Mario non lo sa,
14:05di bucare il primo giorno di set,
14:07perché se avessi perso quel volo,
14:08delle sei del mattino,
14:09che partiva da Milano,
14:11non sarei mai arrivata alle sette e un quarto al trucco,
14:13cioè io sono arrivata sul set con quest'ansia,
14:17legata anche al primo giorno diretta da Mario Martoni,
14:20accanto a Tony Servillo,
14:21quindi ero veramente un po' nel panico,
14:23cercando di mascherarlo,
14:24con tutti i sorrisi possibili e immaginabili,
14:26però un uomo di grande sensibilità come Mario,
14:29e come Tony,
14:29insomma loro se ne sono accorti subito.
14:31Infatti prima del primo Chuck,
14:33hanno battuto il Chuck,
14:35non arrivava l'azione,
14:36ho detto cosa sta succedendo,
14:38mi sono molto preoccupata,
14:39ed è invece in quel momento che Mario è venuto da me,
14:43mi ha guardato,
14:44mi ha preso la mano,
14:46la testa tra le mani,
14:47e mi ha dato un bacio sulla fronte,
14:49ed è stato proprio come per dire,
14:50stai tranquilla che ti vogliamo bene,
14:52allora io ho detto,
14:53mi sono rilassata.
14:55Detto ciò,
14:56ho cercato a volte anche di confondermi con le pareti,
14:58per non disturbare il processo creativo
15:00che vedevo nascere meravigliosamente davanti a me,
15:02anche di questa coppia di amici,
15:05e anche con Ippolita,
15:06insomma questo gruppo di persone
15:09che si conoscono così bene,
15:10che si vogliono così bene da così tanto tempo,
15:12che hanno vissuto il sogno,
15:14insieme da ragazzi,
15:16e che si ritrovano con qualche capello bianco in più,
15:20a creare,
15:21a giocare ancora insieme con lo stesso spirito,
15:23conoscendosi profondamente,
15:24quindi questa è una cosa meravigliosa,
15:26e forse quella è l'emozione
15:28che mi sono portata dietro per tantissimi giorni.
15:30Mi faccio un'ultima domanda,
15:32ad entrambi da napoletani e da meridionali,
15:35come sono anch'io,
15:36e sul fatto che è bello vedere
15:38una Napoli meridiana un pochettino diverso,
15:41non stereotipato, caldo,
15:43accogliente,
15:44ma verso altre direzioni,
15:46e già questo,
15:47cioè nelle prime righe del romanzo di Starnone,
15:50in cui lui dice,
15:52scrive,
15:53fu un viaggio infastidito
15:54da sudori di debolezza
15:55e dalla voglia di tornarmene a Milano,
15:57un po' più avanti,
15:57ma una volta a Napoli
15:58mi sentì meglio
15:59malgrado il freddo e la pioggia.
16:02Che meraviglia,
16:03ma...
16:04Sì, perché, appunto,
16:06è chiaro che...
16:09insomma,
16:09lui sente di...
16:12insomma,
16:12lui è andato via
16:13perché ci sono ottime ragioni
16:15per andare via
16:16e anche perché ha seguito
16:17la sua vocazione.
16:19Però a un momento
16:20in cui la sua vocazione,
16:21non dico vacilla,
16:22però evidentemente
16:23si interroga,
16:25no?
16:25Perché succede?
16:26A noi succede,
16:27a noi.
16:28È chiaro che a un certo punto
16:30ti trovi
16:30e ti chiedi, no?
16:32Che cosa...
16:33che cosa hai fatto?
16:35Che cosa...
16:36Tutto quello che hai fatto
16:37era veramente
16:38quello che volevi fare?
16:39O che cosa
16:40ti ha orientato?
16:43Questo è uno
16:43dell'aspetto
16:44che è difficile,
16:45diciamo,
16:45muoversi.
16:46Questo è proprio
16:46un discorso
16:47su essere artisti
16:48che tu sia un giocista,
16:50un attore,
16:50un attrice,
16:52impegnatore,
16:53un musicista,
16:54insomma,
16:54ecco,
16:54però il...
16:57diciamo la...
16:59trovare quella...
17:00E quindi Daniele
17:01si interroga
17:02in quel momento,
17:03che vuol dire
17:03che stanno
17:04su delle sabbie mobili
17:05e è proprio lì
17:06che il bambino
17:07aspetta,
17:08cioè il bambino
17:08chiuta
17:09il nonno,
17:12la fragilità
17:13del nonno
17:14e non c'è niente
17:15di meglio,
17:15diciamo,
17:16quando vedi
17:17perché lo scherzo
17:18che cosa è lo scherzo
17:20per funzionare
17:21o per fare male.
17:23il ritorno comunque
17:24a Napoli
17:24è sempre un po'
17:29respingente,
17:29non so come dirti,
17:31è quello che credo
17:32che volesse anche dire
17:33Starnone
17:34in queste prime righe,
17:35cioè l'impatto
17:36che ha lui
17:37quando ritorna
17:37da Milano
17:38e arriva a Napoli
17:39e parla di
17:39puzza di sudore,
17:43perché è anche
17:45violenta
17:45da un punto di vista,
17:46cioè proprio
17:47è molto forte,
17:48però allo stesso tempo
17:50ci si riabitua subito
17:52e ci si riconosce subito
17:53in tutto questo
17:54e quindi capisco,
17:55io sposo perfettamente
17:57queste parole
17:58perché per tanto tempo
17:59mi è,
17:59adesso meno,
18:00per tanto tempo
18:01mi è capitato
18:01di provare
18:02le stesse emozioni
18:04di insofferenza,
18:05di fatica
18:06e dopo un po'
18:07di ma come ho fatto
18:07a sta assenza?
18:08è una città
18:11molto potente
18:12sono delle radici
18:13che non si possono
18:14tagliare
18:15quelle con Napoli
18:16non so esattamente
18:17io dire il perché
18:18non so se accade
18:19anche in altre città
18:20però da figlia di Napoli
18:22io questa cosa
18:23la sento tantissimo
18:26Mario,
18:26Serena,
18:27grazie
18:27grazie a te
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