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  • 2 ore fa
Il regista racconta il suo film fuori concorso a Venezia, Dio ride.
Trascrizione
00:00Giovanni Veronese, benvenuto, sono molto felice che tu sia qui con noi.
00:04Allora, Dioride, vorrei sgombrare subito il campo parlando del nome della rosa di Umberto Eco,
00:13in cui anche lì c'era il finto problema della risata applicata alla religione,
00:21però se lì avevamo una riflessione sulla teologia, la teoria della letteratura,
00:26e vi dicendo, insomma, conosciamo il film, conosciamo Umberto Eco e il romanzo,
00:30qui invece mi sembra che il posizionamento sia molto, lo dico, diretto, molto politico anche,
00:37perché si parla degli ultimi, si parla dell'avvicinanza, tutta una serie di questioni,
00:43e l'ho trovato molto interessante, insomma, la riflessione, cioè questo posizionamento.
00:49Sì, sai, era tanto che giravi intorno a questo argomento, ho chiuso un cerchio praticamente,
00:55perché ho fatto tantissimi film comici, tante commedie, e quindi mi sentivo di dover parlare
01:04della comicità in modo serio, no?
01:07La comicità, secondo me, è una cosa seria, anche è vero che se vai a chiedere a qualcuno
01:13di portarsi cinque film sull'isola d'eserta, uno comico c'è, quasi sicuramente.
01:19Per forza.
01:20E quindi penso che sia una cosa seria, penso che sia una cosa che vada fatta in modo serio.
01:25Il potere, il potere, il grande potere, di solito l'ha sempre esclusa dal suo raggio
01:33d'attenzione, perché la comicità è una cosa troppo istintiva, è troppo immediata,
01:39la politica invece, e il potere in generale, tende a non far riflettere il popolo, ma a
01:49impaurirlo in qualche modo, no?
01:51Quindi farlo ubbidire senza dover pensare troppo.
01:56In questo film invece la risata cerca di accomunare Dio, in questo caso, con la gente.
02:05In un'epoca in cui molto probabilmente i poveracci non sapevano nemmeno quello che
02:11stavano pregando, perché si pregava in latino, la messa era in latino, quindi insomma erano
02:16sottoposti a un dogma ferreo dal quale non potevano scappare.
02:22Assolutamente.
02:22Ma per caso ti è capitato di incontrare, se l'hai letto o meno, il libro di Papa Francesco
02:28che si tratta proprio di ride, in cui una delle frasi, te la volevo citare, che a quanto
02:34ho letto è una delle sue preferite, è figlio per quanto ti è possibile non privarti di
02:39un giorno felice.
02:41L'ho scoperto dopo, perché quando ho messo alla fine del film la citazione di Papa Francesco,
02:49ho scoperto pure che avevamo questo in comune, cioè che c'era proprio la volontà di essere
02:59felice attraverso l'ironia, attraverso la comicità e la risata in generale.
03:06Io non credo in Dio, o moderatamente forse, però penso che sia molto importante riuscire
03:17a trovare anche delle vie traverse per avvicinarsi al potere, non soltanto l'imposizione, ma
03:24anche la libertà di poter essere se stessi e di potersi avvicinare, in questo caso a Dio
03:31in un modo completamente diverso, attraverso la risata.
03:35È un film storico, un period drama, come si direbbe, e quanto avete lavorato tu e i
03:42tuoi cosceneggiatori sulla ricerca appunto storica? C'è stato un processo di ricerca
03:47storica?
03:49Sì, io sono stato molto tempo negli archivi vaticani, che è un posto che consiglio a tutto
03:54il mondo, perché sono delle sale bellissime.
03:59ci sono solo tre sale, solo di eretici, e mi hanno spiegato che nei primi del Novecento
04:06hanno bruciato altre tre sale proprio perché quello che aveva fatto la Chiesa in quei secoli
04:13non è rappresentabile, diciamo.
04:17ho trovato varie storie che mi hanno ispirato, una in particolare è quella di San Filippo
04:23Neri, che ha rischiato veramente tanto perché lui raccontava le storie di Cristo così, come
04:32se fossero storie semplici per farle arrivare alla gente, ed era tenuto d'occhio dall'inquisizione,
04:39poi ha avuto la fortuna che è morto quel Papa ed è diventato Papa un suo amico cardinale,
04:47che avevano fatto il seminario insieme, e da essere inquisito è diventato santo, quindi
04:52quello che confine tra gli eretici e i Santi è sempre molto gentile.
04:57che poi è uno dei temi principali anche del film, insomma, diciamo, come ben porta avanti
05:04il cardinale interpretato da Silvio Orlando, insomma, e ti vorrei chiedere appunto proprio
05:08del cast, come è nato questo insambolo attoriale che hai tirato su, che mette insieme attori
05:15di generazioni diverse, provenienze diverse, da Fabino, Orlando, Francesco Gheghi, Maurizio
05:20Lombardo e via dicendo.
05:21Ma ci sono degli attori che mi porterei dietro sempre nella mia vita, Picchio è uno
05:27di questi, Fabino, noi lo chiamavamo Picchio, Fabino si chiama Picchio, lo dico così almeno
05:35Picchio-Favino, che sia chiaro.
05:40Con Picchio avevo già fatto insieme due film, ci troviamo molto bene e poi è un'esperienza
05:46che ogni regista dovrebbe fare, quella di lavorare con lui, perché è un work in progress
05:52continuo, è un'apertura mentale a 360 gradi, mi piacciono molto gli attori che non si fossilizzano
05:59sulla battuta, che non si fossilizzano sul personaggio, tutto può cambiare ed essere in evoluzione.
06:06Questo personaggio, sebbene fosse molto inserito dentro a un contesto, è stato modificato
06:12giorno dopo giorno, abbiamo inventato parole, ci siamo divertiti sul linguaggio.
06:17Naturalmente l'ispirazione di tutto questo viene da Dario Fo, viene dal gran blog di Dario
06:24Fo, dal mistero buffo, da quel modo di raccontare le avventure di Cristo come se fossero davvero
06:32dei racconti per tutti, non soltanto per teologi raffinati o per persone di cultura.
06:40Se tu leggi i Vangeli, cosa che io ho dovuto fare per scrivere questo film, e anche i Vangeli
06:48apocrifi, ti rendi conto che questi apostoli non erano per niente dei pescatori ignoranti,
06:58erano dei teologi raffinati, Giovanni addirittura dice delle cose altissime.
07:05credo che lavorare con questi attori e portarli a una dimensione più terrena, sebbene si parli
07:12della fede e quindi della religione, sia stato un lavoro veramente molto importante e necessario
07:20anche per me e per la mia crescita. Il Seicento lo conosco benissimo, adesso è uno di quei
07:27secoli che a scuola ti fanno studiare poco, perché non succede quasi niente, passi dal
07:31rinascimento all'illuminismo e in mezzo c'è il Seicento, ma il Seicento è un secolo
07:37importantissimo proprio perché c'è il cambiamento. La Chiesa, ad esempio, il potere cambia
07:42completamente e i miei due personaggi sono proprio gli uomini del futuro, sono proprio
07:48quegli uomini che intravedono, che deve cambiare qualcosa, la Chiesa deve assolutamente modificare
07:55il suo modo di porsi nei confronti dei fedeli. E ho messo due personaggi giovani, Francesco
08:03Gregi, Armanoce e anche l'altro ragazzo che fa l'assistente al cardinale, proprio perché
08:11devono essere, ci deve essere come un passaggio di testimone, no? Quei ragazzi lì non saranno
08:17più quegli uomini di potere che ci sono stati fino ad ora. E spero che questo possa avvenire
08:24anche oggi, no? Cioè che un ragazzo capisca che cosa significa essere al potere e poter
08:33disporre delle vite degli altri. Credo davvero che l'ultimo piccolo messaggio che c'è nel
08:43film è proprio quei due primi piani di quei due ragazzi che vedono quello che accade.
08:49sì, ecco da lì forse parte un'epoca migliore, parte un'epoca diversa e questo è anche
08:55l'augurio che faccio alla nostra epoca. Per il nostro presente, sì. L'hai prima accennato,
09:02però ti volevo chiedere appunto come avete lavorato con Favino quotidianamente sul set per
09:07le parabole che lui racconta, questo grammelò appunto, questo impianto quasi da performance
09:14teatrale, perché io mi sono divertito molto. Le parabole erano molto scritte, perché erano
09:21tanto pensate, perché ogni parola poteva essere ostentiva, poteva essere blasfema, quindi ho
09:28cercato di mettere insieme proprio la sincerità e la purezza di uno che racconta avendo fede,
09:34avendo profonda fede, perché quel frate crede molto in Dio e lo prega tutto il giorno, tutti
09:40giorni della sua vita, quindi non è un blasfemo, non è un eredico, è un puro. La purezza è una
09:47di quelle cose che fa veramente spavento al potere. Quando si trova di fronte una persona pura, vera,
09:53sincera, è spaventoso per il potere, perché il potere è abituato a suddolamente mentire, è la loro
10:02pratica principale, quotidiana, quella di mentire. Lo vediamo ogni volta che accendiamo
10:10la televisione, ci sono i politici che mentono clamorosamente, poi quando sono al potere
10:14non riescono a fare quello che avevano in testa o quello che avevano detto. Quante volte ci siamo
10:20sentiti dire abbasteremo le tasse, ma le tasse non si possono abbassare, si sa che non si possono
10:26abbassare. Però la povera gente che tu guarda la televisione ci crede. Ecco, trovare persone
10:32pure, trovare persone sincere sarebbe veramente una manna, dicendo. Questo è una delle cose
10:40che volevo che venisse fuori. Queste parabole sono l'espressione di questa purezza, di questa
10:45sincerità. Poi lui ha questo modo di raccontarle che fa anche ridere, però in realtà se vai a
10:52vedere dentro a queste parabole c'è sempre una morale finale molto importante. Per cui
10:58insomma è stato molto bello e delicato, molto raffinato il nostro lavoro sulle parole, su
11:05anche i gesti per non essere offensivo. Insomma è stato un lavoro sia fisico che psicologico.
11:15voglio dire che Picchio è veramente una persona più che un grande attore, questo lo sappiamo
11:22tutti, è proprio una persona forte in questo, cioè riesce a cambiare in un attimo perché
11:28riesce a capire che quella cosa lì è meglio dell'altra. E anche se avviene sul set, avviene
11:33poco prima di girare, lui ce la fa a entrare dentro a quella cosa nuova. Ci sono tanti attori
11:39invece che sono schematici, sono fermi su quello che hanno imparato.
11:43vanno dritti. Invece lui è veramente un funambolo di questo e anch'io sono così, per cui ci troviamo
11:51molto bene insieme. Orlando invece è uno di quelli che entra in punta di piedi, entra al personaggio
11:57e poi lo fa diventare se stesso. Non è di quelle scuole dell'attore che va a casa del personaggio,
12:04no? È il personaggio che va a casa d'Orlando, parla come lui, mangia come lui, si siede come
12:09lui, non cambia, rimane all'80% se stesso e il 20% col costume diventa cardinale. Ma è bellissimo
12:17perché si impossessa del personaggio, lo fa diventare se stesso.
12:22E Moschettieri del Re e Tutti per uno, uno per tutti, sono due degli ultimi tuoi tre film
12:28a cui si aggiunge appunto adesso Diorido. Quanto ti sta piacendo girare in costume, girare...
12:35Ma è come avere una macchina del tempo personale. Se pensi, la mattina ti svegli, vai sul set
12:41e stiamo nel 1600. Tutto è nel 1600. Entri in una taverna, ci sono le comparto rostite
12:47nel 1600 e stai tutto il giorno nel 1600. Poi stop, finito tutto, ti spengono le luci,
12:53torni nell'albergo, stai lì, mangi, ritorni nella tua epoca e il giorno dopo dai con la macchina
12:59del tempo, torni indietro, torni nel 1600. È una figata assoluta, una fortuna incredibile
13:07che mi è capitata nella vita. Quella di poter avere questa macchina del tempo, tornare indietro,
13:12andare avanti, è come voglio. Tutti la vogliono inventare, la macchina del tempo.
13:18E c'è già, è il cinema.
13:20Ultima battuta, il Dioride chiuderà la mossa al cinema Venezia di 2026, l'83. Come è stata
13:28la chiamata con Barbera? Come hai reggito appena ti ha annunciato la cosa?
13:33Barbera è stato molto intelligente e sensibile, perché è coraggioso anche. Perché io non sono
13:41mai stato con un film a Venezia e pensavo alla mia età ormai di non venirci più a questi
13:47festival, dove la commedia comunque, insomma, o è una commedianiera particolarmente affrontata
13:55in un modo particolare o se no, insomma, autoriale, insomma, più...
14:00Sì, insomma, non viene invitata. E mi ero rassegnato, francamente. Quando mi ha telefonato
14:10non mi ha parlato di comicità, mi ha parlato di un film che aveva visto, che gli era piaciuto
14:15molto, che era piaciuto molto a tutti i selezionatori e che voleva a tutti i costi che fosse presentato
14:23qua. Io ho pensato che la vita è davvero sorprendente. Mario Monicelli mi diceva sempre una cosa,
14:33era vecchio ormai, era sfinito, però mi diceva, vedi, perché è bello fare la commedia nel cinema?
14:40Perché la commedia comprende un po' tutti i generi. È come la vita, tu svolti un angolo
14:44e ti viene da ridere per qualcosa. Poi svolti l'angolo successivo e c'è un dramma, c'è un
14:48incidente
14:49con qualcuno che si è fatto male o che è morto. La vita è fatta così. Quindi la commedia è
14:54proprio la vita.
14:55Ecco perché ho pensato che Barbera avesse intuito questa cosa nel mio film e mi avesse invitato
15:02proprio per questo, per rappresentare quella commedia lì, quella commedia che adesso si fa più poco in Italia
15:09perché la commedia si è spostata in un equivoco madornale nel cinema comico. Il cinema comico è un altro genere
15:17ancora.
15:18La commedia è la vita difficile, la grande guerra, il sorpasso. Quelle sono le commedie all'italiana
15:24dove quasi sempre i protagonisti muoiono. La grande guerra muoiono, il sorpasso muoiono.
15:29Cioè questa cosa di ridere per forza nelle commedie, sì, nella vita si ride, un po' si piange.
15:36La commedia è un genere veramente completo, è anche abbastanza azzardo a dire
15:43forse uno tra i più difficili da fare perché fare un horror è abbastanza semplice come mentalità.
15:51poi che ti venga bene o male, poi è un altro discorso. Però insomma l'horror lo sai che a
15:56un certo punto
15:56beh è fuori il mostro, con l'accetta, l'accetta tutti e quindi è chiaro che ti devi mettere dentro
16:03a un mondo particolare. La commedia invece è la vita delle persone, quindi devi essere molto più sensibile
16:09della finata, devi raccontarla. Grazie Giovanni. Grazie a te. Grazie, grazie.

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