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  • 23 ore fa
La storia del partigiano Gio, nome di battaglia, deciso a sopravvivere dopo essere rimasto da solo a presidiare un rifugio di montagna sulle Alpi. Ispirato a fatti realmente accaduti.
Trascrizione
00:00Giorgio, Samuele e Luca, benvenuti, grazie di essere qui con noi.
00:04Grazie a voi.
00:07Inizierei subito con, se venisse anche l'inferno,
00:11e ho apprezzato molto il fatto di proporre, sì, la resistenza naturalmente,
00:18ma quella parte della resistenza è il momento più puio, più duro, l'inverno del 44,
00:23e di farlo, non senza sconti, perché il posizionamento del film è chiaro, è onesto, è preciso,
00:29ed è, se mi posso veramente, il nostro, però anche puntando molto sul realismo della guerra,
00:36su quello che è, purtroppo, e su quello che avveniva, quindi anche non fare sconti su tutta una serie di
00:42dinamiche
00:43che purtroppo in un momento di guerra succedono. Mi vuoi dire qualcosa, se non me ne ricordo?
00:48Guarda, è ovviamente una domanda centrale, perché fare un film su resistenza oggi,
00:56e come mi è capitato di dire, in un'altra situazione, è di cosa vuoi parlare, in realtà,
01:03in questo mondo, in questo periodo, in questo momento storico.
01:07Il pentimento della resistenza, stare dentro il mondo, stare dentro la realtà,
01:12quando tutto attorno ti stende a crollare, come in questo momento,
01:15dove tutto veramente sembra, sembra lentamente stivolare verso, di nuovo,
01:20un abistro che ha forma diversa, ma ha altrettanto cubo e tragico come quello di 80 anni fa,
01:26e che il male prende forme diverse, ma rimane sempre, ahimè, saldamente vivo,
01:31e mi sembrava che nel ruolo che io ho, in quello grande che sia, di regista,
01:35fosse quello di portare più grande e fermo, una storia,
01:38che rappresentasse anche un impegno, una volontà, un desiderio, di esserci,
01:41di incidere, sono studenti, di riportare nel dibattito pubblico cosa?
01:46In primi casi, in questa parola, la resistenza, che era anche un sentimento,
01:52ma soprattutto anche qualcosa estremamente pubblico, per come è stato, ovviamente, 80 anni fa.
01:57E quindi vengo, appunto, alla tua domanda.
01:59Ovvero la volontà di portare in continuo un racconto, che non fosse quello,
02:04e sarebbe stato comunque importante, il racconto, il contenuto della resistenza,
02:09dei suoi valori, della sua dimensione più ideale,
02:12ma di portare quel contenuto nel corpo del protagonista, nei corpi dei personaggi,
02:19nella fisicità di quello che è rappresentato, perché a volte la dimensione fisica
02:22e la dimensione dell'esperienza diventa più formativa, più importante, più inclusiva,
02:27di quanto non sia a dire qualcosa.
02:30E io volevo che mi scrivino, invece, che fosse la parte più fisica e la parte più tragica,
02:35come ha detto, per il periodo più in puro.
02:37Ecco perché non ho senso di raccontare i momenti più luminosi
02:40o che hanno rappresentato la conquista della libertà,
02:42ciò che ho senso di raccontare la resistenza quando invece ha toccato il momento della difficoltà maggiore,
02:47quando tutto sembrava perduto.
02:48Lui, nel racconto di quella dimensione, di quell'esperienza,
02:52mi sembrava piuttosto un significato non solo come memoria da raccontare oggi,
02:55ma anche un significato che potesse raccontarsi il nostro contemporaneo
03:02e le tante resistenze che oggi viviamo quotidianamente,
03:06noi e ovviamente anche fuori dal nostro paese.
03:09E poi per te quasi passami il pensiero, la chiusura di un cerchio,
03:15perché agli esordi ho fatto la memoria degli ultimi,
03:19appunto parlava degli ultimi partigiani toscani,
03:21e anche magari uno spostarsi su un altro tipo di pensiero,
03:25perché prima di essere visto anche l'inferno hai fermato la regia di prima della fine,
03:29quindi è qualcosa che ritorna comunque, sia a livello, per esempio, di archivi,
03:33sia a livello di memoria o di ricostruzione funzionale, in questo caso.
03:38Sì, devo dire di fine nel senso che è evidente che il tema della resistenza
03:46è un filo conduttore, che lega molte o alcune delle cose più importanti
03:52che ho fatto nel mio percorso di regista e d'autore,
03:55e il primo documentario, appunto, è un viaggio,
03:58che raccontava attraverso sette partigiani quello che aveva rappresentato la resistenza,
04:04e fare la resistenza, e poi quella pagina è diventata in modo diverso argomento
04:10e racconto anche in altri documentari che ho fatto,
04:13prima di arrivare in modo ovviamente più marginale di riflesso
04:16nel mio ultimo documentario prima della fine.
04:18Ed è qualcosa che mi ha segnato, non tanto come l'institutore,
04:22quella è una conseguenza, ma prima di tutto come essere umano, come cittadino,
04:25per me è una pagina che mi ha lasciato un'impronta nella mia formazione,
04:29nel modo di guardare il mondo,
04:30e quindi a quella pagina in qualche modo ritorno e riguardo quando sento Lugensky raccontare qualcosa di importante.
04:35Io mi sento come regista, mi sento ancora prima come essere umano,
04:40mi sento impegnato, io cerco di essere impegnato nella volontà di dire qualcosa
04:47e di lasciare un segno nel mio presente
04:49che possa provare a migliorare nel mio piccolo quello che mi circonda e il mondo che attraverso.
04:54E per me fare il film ovviamente è quello che faccio, quello che desidero fare,
04:58e quindi il mio lasciare un segno parte da lì.
05:01E ritornare alla resistenza attraverso i film è il modo che ho anche appunto qui in cucino
05:07per provare a contribuire in qualche modo alla costruzione,
05:10sia di un discorso personale, ma anche di un modo di stare nel mondo e forse anche di migliorare.
05:16Giorgio, tu e Samuele vi conoscete da tanti anni,
05:20perché avete lavorato insieme sulla strada verso casa e Glass Boy.
05:25Com'è tornare al cinema di Samuele dopo tanti anni
05:28e poi per un progetto così centrato, importante e particolare pure?
05:34Poi impareremo al lavoro sul set anche.
05:36Intanto tornare a lavorare con Samuele è stato un piacere,
05:42e è stato un piacere particolare per fare un film sulla resistenza.
05:46L'ho già detto, a me mancava, ora non è che mi mancassi dal punto di vista del catalogo,
05:53delle cose che fa, del curriculum, come dite?
05:56Mi mancava perché mi sarebbe piaciuto fare un film su qualcosa
06:02che la mia generazione di padri, diciamo, ha un pochino omesso di trasmettere ai figli.
06:15Non che io l'abbia vissuta la resistenza, ma i miei genitori me l'hanno trasmesso e me l'hanno
06:20raccontata.
06:20Io a mio figlio non ho raccontato nulla, forse era fisiologico, forse non è da considerarsi una colpa,
06:29però con l'andare del tempo e con quello che stava succedendo mi è sembrato invece un'omissione grave.
06:39E quindi l'idea, visto che faccio questo lavoro, di essere coinvolto in eterna esposizione,
06:47la mia professionalità per un progetto che ha visto a capire la resistenza in maniera così intima e così nuova,
06:54mi ha subito accassionato.
06:56Perché già dalla lettura della sceneggiatura, sapendo che per, prima di tutto,
07:00che per la stramarella la resistenza era un argomento centrale,
07:04e quindi ero sicuro che il suo modo di trattarla sarebbe stato sentito, appastonato, proprio e documentato.
07:15In più, la sceneggiatura mi ha fatto capire questo taglio diverso della narrazione della resistenza
07:22che è tenuto nel film, questa specchia di prospettiva individuale di livella, attraverso il suo protagonista.
07:30E come ha detto Samuele, questa maniera molto concreta, fisica,
07:34di vivere un periodo storico in un corpo umano.
07:40La criticità di quel momento storico è diventata l'indicazzo e la sofferenza fisica di un essere umano,
07:50che proprio nella solitudine ha mantenuto fedeltà a una richiesta,
07:58a un quasi un ordine che i suoi superiori, che i comandanti gli avevano dato,
08:05e che lui continua a perseguire da solo, nonostante l'assenza di quelli che il compito gli avevano dato,
08:11nonostante la mancanza di qualunque tipo di sostegno.
08:16Ed è un po' la situazione che viviamo noi oggi di fronte a quello che accade nel mondo.
08:21L'idea di vari remi in barca, di dire non ce la faccio da solo, ma che cosa sto facendo,
08:28viene tutti i giorni.
08:30Ma tutti i giorni dobbiamo resistere, dobbiamo pensare che la nostra piccola resistenza,
08:35il nostro rimanere fedele a certi ideali e a certe conquiste,
08:42è di per sé un atto di sopravvivenza e quindi anche di esistenza e di identità.
08:51Luca, invece a te volevo chiedere, tu sei in termini di Giolto,
08:55il protagonista, il partigiano che sta al centro della storia,
08:59ma sta letteralmente al centro della storia perché non c'è sequenza,
09:03quasi inquadratura in cui tu non sei presente.
09:07E come è stato, poi veniamo rispetto a tutto quanto, la parte più tecnica,
09:13come è stato appunto avere la camera puntata per quasi tutto il film,
09:18quanto è stato fisicamente, non fisicamente, a livello proprio di immagine,
09:22sentirsi sempre, sempre, sempre in scena?
09:26Allora, intanto è una cosa che non avevo, è un modo ovviamente di lavorare
09:30che non avevo mai sperimentato, questa vicinanza così proprio costante
09:35alla macchina da presa.
09:38È stato molto interessante, chiaramente abbiamo avuto noi la fortuna,
09:43per scelta di Samuele, di girare rispettando alle stagioni,
09:46quindi con un ordine cronologico, che per un attore è una cosa rarissima.
09:51Quindi, conseguentemente, ho avuto anche il modo,
09:54io ho potuto raccontare un Joe che si sviluppa in modo cronologico,
09:58quindi ovviamente anche da attore questa è stata una cosa che mi ha aiutato,
10:00e quindi all'inizio io ho preso piano piano confidenza
10:04con tutto quello che stavamo facendo,
10:05perché oltre alla vicinanza con la macchina da presa
10:07c'era anche la difficoltà della natura e tutto il resto che avevamo intorno
10:11e tutte le varie complicanze.
10:13E ho costruito insieme a Marco Minghi, che è il direttore della fotografia,
10:18un dialogo molto silente, devo dire,
10:20cioè è partito piano piano, ma ci siamo capiti,
10:24nel creare un grandissimo ascolto con la macchina,
10:27perché alla fine è quello, devi accettare che sarà sempre lì accanto a te ovunque,
10:32spesso anzi non avevo neanche veramente bene la consapevolezza
10:35di quello che loro facessero,
10:37perché cercavo di rimanere nella mia bolla di solitudine,
10:39anche perché Samuele mi spronava sempre a non fare delle cose a favore,
10:43che comunque è giusto,
10:45io cercavo magari di velocizzare i tempi
10:47o cercare di capire cosa volevano da me,
10:50ma invece era proprio il contrario di quello che voleva Samuele,
10:52Samuele voleva seguirmi con la macchina da presa,
10:55io dovevo fare quello che volevo.
10:57E quindi questa è stata una grande occasione,
11:00all'inizio difficile da gestire,
11:02perché proprio mi sentivo che non sapevo quello che stavamo facendo,
11:06ma quando mi sono fidato completamente,
11:08e ci siamo fidati secondo me a vicenda,
11:10anche con Marco,
11:12ecco, tutti questi pensieri sono scomparsi,
11:14io mi sono sentito veramente sempre da solo.
11:18E volevo chiedere a tutte e tre,
11:20come è stato girare su un set così appunto fisico,
11:24avete girato a 2000 metri d'altezza,
11:26con 5 gradi sotto zero,
11:29rispettando l'ordine di stagione,
11:31e poi con una cosa molto particolare,
11:32che come dicevi tu,
11:33infatti la vorrei sviluppare,
11:34non avviene quasi mai,
11:36quindi in ordine cronologico.
11:37Sì, quello allora da un punto di vista è presente,
11:42parlo da revista e produttore insieme,
11:45perché sono entrambi i valori che ovviamente trovano,
11:50come dire, forza nel film.
11:52Da una parte rispetto alla cronologia,
11:54era essenziale,
11:55da un punto produttivo,
11:56perché rendeva anche più facile stare dentro un implanto,
12:01che economicamente era molto fisico,
12:04quindi per noi ricostruire o immaginare di,
12:11appunto, ricostruire quegli spazi altrove,
12:13sarebbe stato talmente inutile,
12:15e fuori anche scala rispetto a quello che potevamo fare,
12:18ma questo è stata in realtà una risorsa,
12:19perché andare nei territori,
12:20andare là dove quelle storie sono realmente avvenute,
12:24erano realmente avvenute,
12:25e rispettando il ciclo delle stagioni,
12:29e quindi lasciando che il passare del tempo,
12:32il passaggio del tempo,
12:34veniva assorbito in modo naturale dalla storia,
12:36e dall'arco ovviamente del personaggio,
12:38che in questa base è quello che attraverso tutto il racconto della storia,
12:41quel racconto temporale,
12:42quel passare del tempo,
12:43diventava per lui una possibilità di raccontare,
12:45di raccontare il personaggio.
12:47Questo è stata ovviamente una forza del film,
12:49che ha messo noi nella condizione di fare una,
12:52prima di tutto una cosa che i set non fanno,
12:54proprio quello di spezzottare il tempo.
12:55Di solito, proprio per ottimizzazione,
12:57anche per facilità,
12:58apri il set, fai il film e lo chiudi.
13:00Noi l'abbiamo aperto e chiuso tre volte,
13:02perché abbiamo dovuto girare all'inizio dell'autunno,
13:05nel cuore dell'autunno,
13:07e poi ovviamente interno inverno quando c'era la neve.
13:09In più, in un momento storico generale,
13:11dove la neve è anche difficile,
13:13che a certe altitudini,
13:15torni come succedeva di 8 o 20 anni fa,
13:19anche in questo momento climatico,
13:22e quindi quando mi è detto ora i 2000 metri,
13:24non c'era l'alternativa,
13:25se noi dovevamo avere la certezza di avere la neve,
13:29quando avevamo programmato il ripresto,
13:30dovevamo andare ad un'altitudine che ci garantisse la neve,
13:33e che girare a 1200, 1300 o 1400,
13:35non ci garantiva la sicurezza di trovarla.
13:38E quindi cambiano anche le dinamiche
13:42che devi affrontare come troupe,
13:44perché allora lì arriva il predovero,
13:47arrivano i tempi molto più corti,
13:49arriva che anche se il sole è coperto
13:50le temperature scendono ancora di più
13:52di quelle che puoi programmare,
13:54arriva una sfida che non è solo per l'attore,
13:56ma è per tutta la troupe.
13:58E quella è diventata comunque parte anche del racconto,
14:01perché quella sfida poi la troupe l'ha sentita,
14:04appunto, ma abbiamo i vari diffusicità del racconto.
14:07Tutti hanno interpretato la necessità
14:09di trasferire l'esperienza della resistenza
14:11anche in qualche modo su quello che facevano loro,
14:13perché loro stessi vivevano questo sentimento,
14:15sentimento della resistenza,
14:17della sfida su quello che facevano
14:18per raccontare quella storia.
14:21E quindi ogni reparto ha avuto una sua piccola sfida
14:25che è risonato nel racconto,
14:28in quello che abbiamo fatto in quei mesi di ripresa,
14:32perché alla fine sono stati da ottobre a febbraio,
14:34quindi è un film che si è morto e si è costruito,
14:37in 5 mesi di lavoro,
14:38per 21 giorni due di ripresa.
14:40E poi è un emi,
14:55è stato un emi internato militare italiano
14:56per un breve periodo, insomma,
14:58quindi ha attraversato tutto,
15:00purtroppo, le fasi della guerra.
15:01Il suo minutaggio è davvero poco,
15:04quindi ti volevo chiedere come avete costruito,
15:06appunto, che poi imbocca tutta una serie di battute
15:09o diverse di posizioni molto interessi,
15:12che ci sono molto pregne, insomma.
15:17Quindi voglio dire come siete arrivate
15:19a costruirlo anche con questo piccolo minutaggio,
15:21mentre Joe, il partigiano,
15:24mi è passo doppiamente,
15:25triplamente straniero,
15:26perché è giovane,
15:27non ha mai affrontato la guerra,
15:29per fortuna,
15:30fino in quel momento,
15:31e Toscano,
15:32in una zona che non è la sua,
15:38quindi naturalmente non conosce i luoghi,
15:40non sa nulla,
15:41poi l'altro è sempre in solitaria,
15:43aspettando qualcosa che forse dovrà arrivare.
15:49Io ho fatto la pengettura,
15:51io ho vinto anche nell'accelerato
15:53l'ultimo di giornata,
15:53che avevo questi filmini e tutte,
15:56poi ci sono i filmini e tutte,
15:58sono arrivato il giorno prima,
16:00ho lavorato poi ogni giorno,
16:01ho anche tutto quello che ha detto Luca,
16:04tutto il faccio a me,
16:05tutto il gruppo del film,
16:07l'etronologia,
16:08c'era prima,
16:09hanno rilontato questo film,
16:10ho provo,
16:11non ho niente,
16:12diciamo che è un filmino,
16:13si è un filmino,
16:14si è un filmino,
16:14si è un filmino,
16:14si è un filmino,
16:14si è un filmino,
16:15si è un filmino,
16:16si è un filmino,
16:17si è un filmino,
16:19si è un filmino,
16:19di più di più di più di più di più di più,
16:20e come abbiamo gli studi di forti piùSN.
16:25In realtà rastanti all'estero,
16:27perché il personaggio parla molto,
16:29a differenza del giorno,
16:32è un personaggio che è quello di tutti,
16:35il corpo non si parla,
16:39il corpo non parla,
16:41si busca da una parte,
16:44che parla, parla, parla, parla, parla quello che si fa, perché è il primo periodo, se non ci fosse il
16:49piano d'ascolto di Joe e del piano parlare da solo,
16:56è una storia di sogno che lui, in qualche modo secondo, che non potrà realizzare, realizza parlando, no?
17:10Sì, è stato un po' di rilassurizzato a materializzarlo per una parola, che si riesce a parlarne, poi sempre non
17:18si invaglia a che non c'era parata,
17:19ma è stato un po' di rilassurizzato che non c'era parata, è stato che se sono un dettivo che
17:27c'era parata, sia il dolore,
17:30con un reddito delle due guasi, con un post formato di guava, un esce titale, che della guava ha fatto,
17:41ma neanche il risultato, lo che c'è il difficile, l'appeggiamento attivo del tuo domicilio, è proprio ora spagnato,
17:47che è stato un po' di rilassurizzato, che è stato un po' di rilassurizzato, che è stato difficile,
17:57quando dopo le battute, che viene in presso, e il senso forte di questo tipo di rilassurizzato,
18:08che si prendono a vedere, che il modello di un ca' di uno è abbastanza,
18:17è un po' la zona che viene a vedere, che è un po' importante,
18:22ed ho anche i risultati di queste direzioni, che sono anche piuttosto prevedibili,
18:30quello che fa la corsa, invece, della rilassurizzazione, è la sensualità e l'ascolto,
18:37che in qualche maniera rappresentano, come un passaggio di testimone,
18:44questo è un po' importante da me, da parte mio, da parte mio, da parte mio,
18:48ma da qualche cosa, l'atto della mia esperienza, all'importante,
18:55e non solo la rilassurizzazione, ma il rispetto dell'altro,
19:02infatti è vero che è indubbiamente un viaggio in solitudine, quello di, in solitaria, quello di Joe,
19:09nel senso che la maggior parte del tempo io l'ho passata veramente da solo,
19:13però è anche un romanzo, una sorta, l'ho sempre detto a Samuele,
19:16mi piaceva pensarlo come un romanzo di formazione di questo ragazzo,
19:20che appunto, come mi aveva detto una volta Samuele,
19:23che a un certo punto cade, diciamo, dalla sua,
19:27cade in una verticalità di incontri, situazioni pericolose,
19:34fughe, nascondigli, cose eccetera, e da lì parte questo viaggio incredibile
19:39che è vero che appunto Joe probabilmente ascolta molto,
19:43io ho cercato di concentrare il mio lavoro a togliere certe cose,
19:49per esempio tante battute, tante piccole cose di Joe le abbiamo anche ripulite,
19:53perché io sentivo la necessità che questo ragazzo fosse più silente,
19:58proprio perché il suo, la sua cosa principale era ascoltare queste persone
20:04che incontrava durante questo percorso in solitaria,
20:07e sicuramente appunto come in un romanzo di formazione Joe riesce a prendere da ognuno qualche cosa,
20:13magari in maniera anche inconsapevole,
20:14quindi questo, indubbiamente questa solitudine, questo silenzio,
20:19il fatto che Joe fosse in terra sicuramente straniera,
20:23nel senso che non era in Toscana,
20:24quantomeno per come ci siamo raccontati noi un inizio che non viene detto nel film,
20:30sicuramente mi ha reso ancora più solo,
20:33ma è una cosa che abbiamo deciso anche insieme a Samuele di cavalcare,
20:36proprio sia partendo dall'atmosfera sul set,
20:40dai ragionamenti che facevamo sulle scene,
20:42a proprio una mia ricerca nei momenti vuoti del set di solitudine
20:46per riuscire veramente a portare avanti un lavoro che fosse non sulla parola,
20:51ma sugli sguardi, come dicevi tu prima, sui silenzi,
20:53sui piccoli movimenti e sul rapporto con la natura appunto.
21:23Vado al volo io, per me è la prima volta a Venezia in generale,
21:27non sono mai stato al festival, è stata un'emozione, un frullatore di veramente
21:33una mucchiata di ore che stiamo vivendo con un'emozione incredibile
21:38perché l'accoglienza oggi è stata francamente veramente bella,
21:42è stata molto emozionante e come ho detto altre volte,
21:47però per me è una cosa importante, appunto io ho la fortuna,
21:51Giorgio aveva già lavorato con Samuele sulla strada verso casa,
21:54anche io ho lavorato sulla strada verso casa, facevo la comparsa con Samuele
21:57perché avevo 17 anni, quindi l'ultima volta che ci avevo lavorato era là come comparsa,
22:02quindi indubbiamente mi conosce una bellissima comparsa e mi conosce da quando ho 4 anni,
22:09quindi diciamo che la più grande, la parte più bella di essere a Venezia,
22:14che è già bellissimo e alle giornate degli autori con Gaia Furrer che ci ha insomma
22:18insieme a altri estremamente voluti e siamo felicissimi di questi
22:21e anche esserci con persone veramente a cui vuoi veramente bene oltre ad avere stima artistica,
22:27quindi questa è la cosa più bella per me.
22:29Io ero una volta a Venezia, però ho cercato a un'opportunità molto forte,
22:38io sono stato comunque confronto e ho partecipato nel film,
22:43comunque l'ho morto sia durante il film sia agli applausi perché ho avuto proprio la sensazione colpita
22:50di aver partecipato a qualcosa di importante e di utile e poi in queste giornate ho condiviso
23:01con Samurai che conoscevo, con Luca che conoscevo molto meno,
23:07una bella conferma del quale la qualità umana di tutti e due,
23:12Samurai appunto ricorda una conferma per Luca, è un po' più una scoperta,
23:15ma tutte e due le cose mi hanno veramente riempito di gioia e quello che diceva Luca
23:22del bello di vivere questa stagliata a Venezia con degli amici prima ancora che con dei colleghi,
23:30io l'ho sentita, l'ho sentita nella sua emozione,
23:34in tutto quello che ci ha circondati, ho sentito la passione e il calore del...
23:43quando si lavora in queste condizioni c'è sempre qualcosa di più nella qualità di quello che si fa,
23:49io ci credo fermamente.
23:52Beh, sull'onda di questa emozione il film racconta una storia anche produttiva e quindi distributiva,
24:02nel senso che quel tentativo di raccontare la resistenza nella sua forma più nuda, cruda, chiara, netta,
24:12è diventato anche il modo di raccontare una resistenza che è del nostro settore
24:16anche rispetto a una difficoltà che stiamo vivendo nel tentativo di fare un cinema,
24:21soprattutto un cinema indipendente che è il cinema che più in questi anni non solo ha sofferto
24:28ma è stato messo nella condizione quasi di dover sparire e quindi il film racconta anche la possibilità
24:40di credere ancora in un cinema che è quello indipendente che spesso ha raccontato i migliori esordi
24:46sia per gli attori che per i registi, ha raccontato la possibilità per giovani professionisti di stare dentro una troupe,
24:52ha raccontato nel cinema italiano, e lo sappiamo molto bene negli ultimi vent'anni,
24:56la possibilità di vedere dei bellissimi film grazie a impianti produttivi che oggi sono seriamente impossibili da costruire.
25:05Noi siamo nel nostro piccolo e forse anche un po' nel nostro grande, abbiamo cercato di raccontare una storia diversa.
25:12Un cinema indipendente ovviamente dove ognuno di noi ha fatto dei sacrifici ma ha cercato di interpretare il tentativo
25:18e là, ora non è più un tentativo, il fatto compiuto di aver realizzato un certo tipo di film di
25:25alimentare quello spirito.
25:28E quindi il mio augurio, ovviamente il nostro augurio e il nostro lavoro è quello di trasferire questo spirito anche
25:34nella distribuzione.
25:36Noi My Movies è un partner che ci ha accompagnato ovviamente produttivamente e di cui siamo estremamente orgogliosi,
25:41e abbiamo questi cinque giorni ovviamente che già porteranno il film verso il pubblico.
25:47Abbiamo già due importantissimi appuntamenti internazionali che purtroppo non possiamo condividere
25:52perché devono esserci ancora le conferenze stampe di questi due festival,
25:57ma tra la fine di ottobre e la metà di novembre il film avrà il suo primo confronto molto importante
26:05con due contesti internazionali fuori ovviamente Italia e daranno il là a quello che è il viaggio internazionale del film.
26:15Nel nostro piano, nella nostra strategia, il viaggio internazionale deve essere un po' il preludio alla distribuzione in sala del
26:22film
26:23che immaginiamo a primavera 2027.
26:26Non abbiamo ancora un distributore o non abbiamo ancora chiuso un accordo col distributore nazionale,
26:31ma ci siamo detti che Venezia sarebbe stato il giusto momento per coltivare nel modo giusto quel tipo di prospettiva.
26:39Perché questo film, proprio perché è un film che ha una natura indipendente ma anche fragile potenzialmente,
26:45soprattutto in termini distributivi, ha bisogno della scelta migliore.
26:47L'abbiamo fatta produttivamente, l'abbiamo fatta artisticamente, l'abbiamo fatta col distributore internazionale
26:52che ha già prospettato degli appuntamenti straordinari
26:55e questo spirito vogliamo che si ripeta anche nella distribuzione nazionale che forse è la scommessa più grande.
26:59Portare questo film al più vasto pubblico possibile in Italia
27:04non tradendo lo spirito che ha accompagnato il film fino ad oggi.
27:08Speriamo sia così. Giorgio, Samuel e Luca, grazie.
27:11Grazie a voi.
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