00:16We Were the Lucky Ones di Erika Lippetz, otto episodi su Disney Plus.
00:26We Were the Lucky Ones si ispira al romanzo scritto nel 2017, Noi i Salvati, con il quale Georgia Hunter
00:34racconta delle vicende della sua famiglia di origine ebrea dall'inizio della Seconda Guerra Mondiale fino alla conclusione del conflitto.
00:41Siamo a Radom, in Polonia, e i Kirk sono dei benestanti commercianti di tessuti. Abitano in un'elegante grande casa
00:49del centro della cittadina, animata dai cinque figli ormai adulti.
00:53L'avvento del nazismo sconvolgerà le loro esistenze, dando luogo ad una simbolica diaspora dei cinque fratelli, tre fratelli e
01:00due sorelle, per tutto il mondo.
01:02La dispersione dei cinque fratelli offre alla serie una struttura corale e impone una sfida precisa a raccontare l'Olocausto
01:09con lo stile della nuova serialità.
01:10Ne viene fuori un racconto multiplo, intimo e privo di enfasi, dove la molteplicità non frammenta la narrazione.
01:17L'attenzione è sui tratti distintivi dei personaggi, travolti dall'orrore dell'Olocausto.
01:23Ciascuno reagisce in modo diverso, elaborando una personale strategia di difesa e di resistenza, pragmatismo, organizzazione, scaltrezza, capacità di adattamento,
01:34resilienza e spiritualità.
01:35Sono le risorse con cui i Kirk affrontano la dispersione e le persecuzioni, ciascuno seguendo una propria strategia.
01:43La regia, discreta e rispettosa, arretra davanti alla gravità degli eventi, che non ha bisogno di enfasi o forzature.
01:51Al tempo stesso rafforza l'unità del racconto e rende percepibile il filo che unisce i Kirk nonostante le migliaia
01:59di chilometri che li separano.
02:00E' questa invisibile, sotterranea e coriacea condivisione a dare alla serie la sua forza più autentica.
02:08Come scrive Aramide Tinibu su Varaiti, trascorrere molto tempo con ogni membro dei Kirk permette allo spettatore di entrare nella
02:16loro psiche,
02:17mentre si assorbono prospettive e opinioni diverse, invece di una panoramica monolitica dei sopravvissuti all'olocausto.
02:25The Killer di David Fincher, film su Netflix
02:31Adattamento cinematografico di una serie a fumetti, ha come protagonista assoluto un killer a contratto, Michael Fassbender,
02:38che per la prima volta nella sua vita fallisce sorprendentemente la sua missione sbagliando il bersaglio.
02:44Ne conseguono violente ripercussioni che mettono alla prova la freddezza e la rigidissima impostazione del sicario,
02:51che si trova a gestire situazioni difficili e nefaste, che arrivano a sconvolgere anche la sua vita privata.
02:57Diviso in capitoli distinti, ambientati a Parigi, Santo Domingo, New Orleans, New York e Chicago,
03:05il film basa la sua forza sul perfetto protagonista, algido e introverso,
03:10persino quando la sua glaciale, spietata routine di assassino, viene turbata da eventi che si susseguono in modo catartico.
03:18Fassbender gioca il suo ruolo con una maestria dilaniante, fredda e feroce allo stesso tempo,
03:24distante sia dall'empatia passionale di Leon che dal caos adrenalinico di John Wick,
03:30proteggendo se stesso da una minaccia costante.
03:32Qualcuno ritiene sia il doppio della personalità del regista David Fincher,
03:37maniaco della tecnica e della precisione chirurgica dei dettagli della messa in scena.
03:42Da segnalare il sofisticato cameo di Tilda Swinton,
03:45assassina eterea e consapevole della brutalità della vita,
03:49è anche una distruttiva e traumatica scena di collutazione fisica che,
03:53in un immaginario di film straordinariamente ipertrofico di scene analoghe,
03:58si ritaglia una sua nicchia di virtuosismo ed estenuante fisicità.
04:04Hometown, la strada dei ricordi, di Matteo Chiuda e Anna Kokoska Romer,
04:10documentario su Sky.
04:15Hometown non è solo un documentario,
04:18è un viaggio emotivo che attraversa il tempo, la memoria e le ferite della storia.
04:23Roman Polanski e Richard Ogrovitz,
04:25due amici di infanzia sopravvissuti all'orrore dell'occupazione nazista,
04:30tornano nella loro città natale, Cracovia,
04:33per confrontarsi con i luoghi che hanno segnato la loro esistenza.
04:36La regia ci accompagna in un percorso intimo dove ogni strada, ogni muro, ogni silenzio
04:42diventa un archivio vivente di ricordi.
04:45Non c'è retorica, ma un dialogo sincero tra due uomini che,
04:48pur avendo intrapreso vite straordinarie e molto diverse,
04:52condividono un passato che non smette di pulsare sotto pelle.
04:55Il film alterna momenti di leggerezza e ironia a passaggi distruggenti intensità,
05:01mostrando come la memoria possa essere al tempo stesso un peso e un dono.
05:07Le immagini, spesso delicate e sospese,
05:10si intrecciano con testimonianze dirette,
05:12creando un tessuto narrativo che avvolge lo spettatore
05:15e lo costringe a interrogarsi sul valore del ricordo
05:18e sulla capacità di sopravvivere alla perdita.
05:20Hometown è un'opera che parla di amicizia, resilienza e identità,
05:25ma soprattutto della necessità di guardare indietro per capire chi siamo oggi.
05:30Nella scena finale, i due amici anziani, ma con lo spirito dei ragazzi,
05:35camminano vicini e con gli ombrelli aperti
05:37a voler rappresentare l'amicizia fraterna e la leggerezza ritrovata
05:42contro gli orrori del passato.
06:03Grazie per la visione!