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Trascrizione
00:14Buongiorno, ben trovati agli amici di Teletutto che da questo momento sono connessi con Radio Brescia 7 per il nostro
00:20incontro quotidiano.
00:22Siamo alla terza puntata della nuova stagione, io sono molto contenta perché è la prima volta che viene a trovarmi
00:28nel magazine di dare il bentrovato a Don Giuseppe Fusari.
00:33Buongiorno, grazie per essere qui.
00:34Buongiorno a te, grazie per l'invito.
00:36Allora, sono molto contenta perché ci consentirà di parlare del tuo primo romanzo, perché tu hai scritto già molto in
00:45quanto storico dell'arte, docente, certamente hai raccontato il tuo mondo attraverso la scrittura.
00:54Qui però ti cimenti, e devo dire lo fai molto bene, in un romanzo noir che si chiama I morti
01:02non mi sono mai piaciuti, è anche il titolo, come dire, abbastanza deflagrante, che tra l'altro ha vinto la
01:09settima edizione del premio Neri Pozza, che ti pubblica di fatto.
01:13Mi piacerà raccontare attraverso le tue parole del libro e anche di quello che c'è dietro le quinte della
01:21scrittura, come è nata l'idea, so che tra l'altro è un libro che ha avuto una gestazione longeva
01:28perché prende spunto da un laboratorio di scrittura, da questa esperienza, è corretto?
01:33Sì, sì, è verissimo, parte da questo laboratorio che in verità partiva, cioè quando ho iniziato il laboratorio, partivo da
01:43un testo che avevo scritto al tempo di quando ero direttore del Museo Diocesano.
01:48E lo sei stato per dieci anni, tra l'altro.
01:50Sì, sì, sì, sì, e quindi in quel periodo avevo deciso di scrivere un giallo, ma proprio per scherzo, nella
01:59quale facevo morire il direttore.
02:02Cioè, ti auto-infliggevi questa punizione.
02:05Esattamente, però era una cosetta, insomma, proprio un giochino.
02:10Poi, al contrario, l'idea di mettermi in gioco anche con la scrittura creativa mi ha molto interessato e mi
02:23sono detto, per fare le cose seriamente bisogna andare a scuola.
02:27E quindi sono andato, frequentato questo laboratorio della bottega di narrazione, nel quale, come ho detto già anche altre volte,
02:35non mi hanno insegnato come scrivere.
02:37Perché il come lo sai tu e il perché.
02:39Anche perché come scrivere è determinato molto da quello che è il tuo animo fondamentalmente, per cui se la scrittura
02:48avesse delle regole troppo rigide ti potrebbe in qualche modo togliere la spontaneità e l'esclusività di come lo scrittore
02:57poi è.
02:58Esattamente, quella che poi in gergo tra scrittori si dice la voce, quindi la ricerca è proprio quella della voce
03:05personale.
03:06Però la cosa interessante è la scoperta del perché scrivi.
03:09Cioè, inteso come perché scrivi così?
03:13Perché quando ti esprimi devi usare queste parole, devi usare questo modo, devi usare questo stile.
03:19Partendo da qui che poi si arriva a una consapevolezza nella propria scrittura che anche nel mio caso, ad esempio,
03:28ha portato alla scoperta di uno stile che io quando faccio lo storico dell'arte non ho.
03:32Quindi uno stile molto franto, molto teso, ecco.
03:35È vero, quello che dici l'ho riscontrato appunto in questo viaggio che sto facendo della lettura di un romanzo
03:44giallo, per cui noi ne parleremo con la dovuta cautela.
03:47Perché quando si presenta nei libri gialli è un problema, nel senso che non sai mai, guardo molto lo scrittore,
03:53dove puoi arrivare e dove è meglio non arrivare per non disvelare troppo.
03:59Questo è un libro però, secondo me, che va al di là dell'essere un giallo.
04:03Ci sono tante cose.
04:05C'è per esempio una cosa che mi piace molto del protagonista, che è un commissario, che si chiama Amedeo
04:10Alessandri,
04:11che ha un trascorso di vita molto complesso e che si riverbera parecchio su quella che è la sua realtà
04:20quotidiana, che un po' fa parte di tutti noi.
04:23Cioè, quando noi osserviamo le cose o siamo chiamati a dire qualcosa, è difficile essere così sgravati da un giudizio
04:31che ha a che fare con delle esperienze che hanno a che fare con il nostro passato.
04:34Assolutamente sì.
04:35Infatti, il commissario Alessandri, in questo romanzo, lo chiamo sempre romanzo perché io dico che è un romanzo camuffato da
04:44giallo, perché c'è un morto e ci sono delle ricerche,
04:50ma poi per me è un romanzo, è nato proprio così.
04:55Alessandri, proprio attraverso questa inchiesta, a un certo punto deve entrare in rapporto con se stesso ed entrare in rapporto
05:02con la sua storia, il suo passato,
05:03con una rottura molto forte che succede vent'anni prima e quindi va alla ricerca anche di se stesso, costretto
05:12quasi, a ritornare sui suoi passi.
05:15C'è un punto nel quale dice ecco, come mi sento oggi, mi sento come quello che ha tirato i
05:20dadi male e ha dovuto tornare alla partenza.
05:23Come il gioco dell'oca, torna all'inizio di un viaggio.
05:28Esatto.
05:29Un'altra cosa che mi devi permettere di chiederti è legata al fatto che tu parli di morte, il titolo
05:37è I morti non mi sono mai piaciuti,
05:40così che non è il titolo originale, ne aveva un altro, poi invece siete arrivati con la casa editrice a
05:46scegliere questo
05:47e che lo faccia un don, un sacerdote, fa guardare la cosa in un modo un po' diverso.
05:55Non so se sono riuscita a farti capire che cosa intendo.
05:59Sì, sì, allora il libro quando è stato presentato al Miripozza aveva il titolo La regola dell'arte.
06:05Andavi sul sicuro lì, eh?
06:07Sì, però era un po' un titolo di studio, nel senso, mettiamolo lì perché siccome c'è molto l'arte,
06:12all'interno si poteva farlo funzionare.
06:15Poteva starci.
06:16Era molto molto meno, molto meno...
06:18D'impatto.
06:19Sì, di questo.
06:20Quando Miripozza mi ha detto, guarda, vorremmo cambiare il titolo, ho detto va bene, volentieri.
06:25Quando mi hanno detto che il titolo era la prima frase del libro con uno spostamento dei morti,
06:30Certo.
06:30E ho detto, ma sì, molto volentieri, secondo me, anzi, avete ragione.
06:35Sui titoli è sempre meglio ascoltare chi sa fare i titoli.
06:39E quindi, sì, mi è piaciuto molto che sia partito con i morti, perché il mio Alessandri
06:46chiaramente riflette molto quello che sono io nel pensiero, no?
06:50Eh, stai anticipando una domanda, perché volevo poi...
06:53No, no, ma va benissimo, intendo dire, dovrai in qualche modo esprimerti in questo senso,
06:58perché ti avrai certamente chiesto, questo commissario quanto ti somiglia?
07:05Allora, dal punto di vista del pensiero mi assomiglia molto, nel senso che è una persona
07:10che non si accontenta di vedere le cose, si domanda il perché.
07:15E domandandosi il perché soffre, per quello che i morti non gli piacciono.
07:20Certo.
07:21E lui dice, non mi piacciono, perché poi a un certo punto dice, io devo sopportare le morti inutili.
07:30Sono... è una domanda che si fa perché ci sono morti inutili.
07:34E questo un sacerdote se lo domanda evidentemente ed è chiamato a darsi una risposta ben più altisonante
07:43di quella che potrebbe fare un laico, mi viene da dire.
07:46Allora, credo che forse sì, nel senso che forse ha alcuni strumenti che gli permettono di darsi alcune risposte
07:56per le quali poi però ha il dovere di interrogare e sollecitare anche gli altri.
08:02Certo.
08:03Perché un prete non predica soltanto, un prete sollecita a ricerche, sollecita a cercare dentro di sé.
08:12E quindi per me è molto importante questa dinamica della ricerca.
08:18E l'ho fatta diventare anche la ricerca di Amedeo, Adesaldi si chiama Amedeo, l'ho fatta diventare sua.
08:24Chiaro che comunque ho attenuato alcune cose perché ad esempio non c'è nessun riferimento al fatto religioso in questo
08:32libro.
08:32Ma l'ho voluto fare per rispetto alla mia vocazione, cioè per rispetto anche al fatto che sono un prete.
08:39Anche un po' a tutela, come dire, di quello. Ti è costato, cioè ti sarebbe venuto facile farci entrare anche
08:46questo argomento
08:47e ti sei in qualche modo autoprivato di questa cosa oppure no?
08:53No, devo dirgli no. Nel senso che comunque la costruzione di questo personaggio in senso laico
09:00mi ha molto aiutato, pensa paradossalmente, a chiarirmi alcune idee proprio da prete.
09:06Ho provato a ragionare da laico ed è molto difficile perché sai, io è una vita, sono 35 anni che
09:14sono prete,
09:15ci aggiungi gli 11 della formazione, sono 46 anni che ci sono dentro, però per me è stato un bellissimo
09:22esperimento,
09:22cioè ragionare sugli stessi valori, sulle stesse domande, sulle stesse richieste profonde che io mi faccio da prete,
09:32ma ragionando stando dall'altra parte, cioè stando dalla parte di chi magari è un non credente.
09:37Io non lo so se Amedeo è credente o non credente, non gliel'ho mai domandato.
09:42Nel tuo dialogo mentre scrivevi non gliel'hai mai chiesto.
09:45No, non gliel'hai mai chiesto.
09:46C'è una frasettina ma non è in questo e nel secondo.
09:52Perché diciamolo, qui parliamo di... vi anticipo che sarà una trilogia, almeno questo è l'obiettivo, vero?
09:58Sì, sarebbe questo l'obiettivo e quindi nel secondo c'è un accenno che mi ha fatto immaginare che qualche
10:06cosa ci sia,
10:06però è proprio un accenno, quindi non sono molto... cioè non so bene come la pensi Amedeo su questo.
10:13Tu sei tante cose, sei sacerdote e questa è la cosa che è evidente, oggi neanche tanto perché sei, come
10:20dire, in abiti civili,
10:22mi viene da dire, però insomma si sa, abbiamo parlato del fatto di essere un critico, esperto, docente d'arte,
10:31ma sai anche tante altre cose, ragioni di religione attraverso i tuoi profili social che sono seguitissimi.
10:40Si fa fatica, perché questa è una domanda che per istinto ho voglia di farti da quando ci siamo visti
10:45la prima volta,
10:46si fa fatica a tenere un mondo così complesso come il tuo in equilibrio?
10:55Allora sì, si fa fatica, si fa fatica anche se io uso sempre per definirmi l'immagine dell'albero,
11:05cioè io ritengo che il mio essere prete sia il tronco e poi ci sono dei rami,
11:11è chiaro che i rami magari c'è uno un po' più lungo e sembra che crei squilibrio poi a
11:18un certo punto
11:18quando l'albero fiorisce ti rendi conto che i fiori vanno insieme.
11:21È tutto armonizzato.
11:23Però ecco non è facilissimo proprio perché io faccio tante cose,
11:29cerco di farle sempre a livello migliore che posso,
11:34ma proprio perché in questa maniera io riesco a esprimere quello che sono nella mia interezza,
11:38ecco non mi piacerebbe che ci fosse qualche cosa che a un certo punto diventa così preponderante
11:46da togliermi il gusto di essere prete.
11:49Ti spaventa, ti disturba, non ti interessa il giudizio di chi ti guarda magari in modo superficiale
11:56per i tatuaggi, per il tuo modo di usare i social, che approccio hai con questo tema?
12:02Allora io parto da questo principio, nel momento nel quale uno si mette sulla piazza,
12:06diciamo così, o sulla piazza dei social deve in qualche modo stare a giocare con questo...
12:11Mettacro in conto.
12:12Esatto.
12:13La cosa importante è non lasciare che questo mondo e questa logica ti cambi
12:21perché in questa maniera o diventi più simpatico oppure ti lasci perdere.
12:28Secondo me è un mondo bellissimo però bisogna essere abbastanza, non dico corazzati,
12:36però bisogna essere un po' strutturati perché altrimenti il rischio è proprio quello di sentirsi dire delle cose
12:42che poi ti fanno star male.
12:44A me ad esempio quando mi parlano dei tatuaggi o della palestra e mi dico vergognati e queste cose
12:49io guardo e dico ma perché dovrei, nel senso mi paiono delle cose secondarie, ma sono secondarie per me
12:57perché per me la cosa più importante è essere prete, scrivere, studiare, queste cose.
13:02E' anche un bel modo per raggiungere un pubblico che probabilmente riesce ad accogliere anche la grande bellezza
13:09del tuo linguaggio attraverso uno strumento e quindi magari avvicinarsi a temi che diversamente
13:15terrebbe lontano, penso ai più giovani.
13:17Sì, sì, sono d'accordo, sono d'accordo, però ecco il rischio è sempre quello di di fermarsi al primo...
13:23Certo, all'apparenza.
13:24Alla prima pagina, diciamo così.
13:26Alla famosa prima pagina del libro.
13:28Allora noi ci fermiamo per 30 secondi, poi torniamo con Don Giuseppe Fusari, stiamo parlando del suo libro
13:35I morti non mi sono mai piaciuti, torneremo al libro ma torneremo come vedete anche a lui,
13:41glielo ho detto in premessa.
13:42Allora partiamo ma sarà un viaggio dove non sappiamo dove andremo a finire perché di cose da raccontare
13:49probabilmente ce ne sono così tante che meriteresti tre puntate, facciamo del nostro meglio fra poco.
13:55Rieccoci in diretta, Tele Tutto e Radio Brescia 7 insieme per una bella chiacchierata fatta questa mattina
14:01con Don Giuseppe Fusari e un'altra cosa che ti accomuna, e ne stavamo parlando adesso, con il tuo commissario
14:09sono i tatuaggi. Perché? Perché lui osserva, scopre insomma evidentemente che il morto, che è un curatore d'arte,
14:21un organizzatore di mostre eccetera eccetera, ha il corpo completamente tatuato di una sola parola.
14:29Si può dire qual è o meglio di no? La parola è falso. Come mai questa scelta e mi dici
14:37qual è stato, scusa eh, divago dal libro,
14:39il tuo primo tatuaggio e che cosa ti ha spinto a tatuarti la pelle?
14:44Allora.
14:45Parti da dove vuoi.
14:47Sì perché è complessa, è molto molto complessa. Partiamo dalla più facile. Allora, la più facile, l'ultima.
14:55Il primo tatuaggio l'ho fatto perché, così, ho sentito la necessità, come dico anche nel libro, di scrivere qualcosa.
15:03In genere noi scriviamo qualche cosa fuori di noi.
15:06Certo.
15:07Facciamo in maniera che qualcosa resti di noi per la scrittura, per l'immagine e tutto il resto.
15:12E invece a me serviva scrivere qualche cosa che fosse per me, anche perché era talmente invisibile che l'avrei
15:19visto solo io.
15:20Cosa c'è su questo tatuaggio? Se te lo posso chiedere.
15:23No, era un piccolino maori qui, che non si vedeva.
15:27Ed è stata una, come si può dire, un percorso che mi ha portato poi anche ad altri.
15:32Cioè, più bello che ho è questa scritta in ebraico che dice del Cantico dei Cantici, è il Cantico d
15:39'amore, no?
15:40E della Bibbia, insomma. L'ho voluta proprio mettermela sul braccio, come dice il libro, di mettimi come un tatuaggio
15:46sul tuo braccio.
15:47Come perché è forte come la morte e l'amore.
15:49E a me piaceva molto questo.
15:51Perché per me il tatuaggio è qualche cosa che deve esprimere a me il momento nel quale io l'ho
15:58fatto,
15:59il momento nel quale per me è diventato importante scrivere.
16:02E è quello che, a un certo punto, è il senso un po' anche del tatuaggio nel libro.
16:08Per Amedeo è un momento topico nel quale improvvisamente decide di farsene uno e non dirò perché viene a leggerlo.
16:17Ma poi se è così, è importante capire perché questo povero Riccardo Mazza,
16:22che è un storico dell'arte, che era impeccabile, di quelli proprio giacca-cravatta,
16:27di quelli proprio legati all'estetica delle cose in generale e anche un po' all'apparenza probabilmente.
16:36Esatto, però a un certo punto decide di martoriarsi il corpo con questa scritta,
16:41questa scritta ossessiva, falso.
16:43E che quindi se lui se la scrive vuol dire che qualcosa vuol dire per lui.
16:48E quindi questa ossessione per me era molto importante comunicarla
16:52perché è uno dei fili conduttori di tutto il libro.
16:55Come mai hai deciso di ambientarlo? Dov'è ambientato il libro? Non a Brescia, per dire, ma a Ferrara?
17:01Allora, il libro è ambientato nel presente, è ambientato in una città che potrebbe essere Brescia.
17:06Ah, ok.
17:07Però il racconto di Amedeo, cioè del suo passato, è a Ferrara.
17:13Ok.
17:14E Ferrara perché? È una bella domanda questa qui.
17:19Prima di tutto perché Ferrara è una città che adoro.
17:21E' una città dove la prima volta che ci sono stato mi orientavo come se fossi sempre stato.
17:28Una città dove io mi sono...
17:29L'hai riconosciuta senza averla conosciuta prima, diciamo.
17:32Assolutamente sì.
17:32Ed è stato proprio questo il momento, quando mi sono messo a scrivere, ti sembrerà una cosa stupida.
17:38La prima volta che cito Ferrara, l'istante prima di scrivere Ferrara non sapevo che avrei scritto Ferrara.
17:43E da lì e poi è nato tutto il discorso Ferrara.
17:47Immaginati che non c'era nessuna idea di pensare che Amedeo sarebbe stato di Ferrara.
17:53Ma è stato un istinto.
17:54Assolutamente.
17:55E per me è stato dirompente perché ha generato molta parte del libro.
18:00E quindi mi hai dato una chiave d'accesso che diamo ai nostri ascoltatori e telespettatori.
18:05Poi questa città dove è ambientato il libro, immaginate come Brescia o come volete voi.
18:10Qui avete l'ampia libertà.
18:12C'è un'altra cosa che accompagna la tua vita e che è la passione per la musica, che entra
18:19anche nel libro.
18:20Certo, sì sì sì.
18:21Nel libro entrano molte cose di musica.
18:25Cioè io sono un onnivoro.
18:26Certo.
18:27E' chiaro, io sono di formazione classica.
18:32E sai che chi ha la formazione classica spesso guarda molto al rock.
18:36Sì sì sì sì, infatti io guardo anche a quello, ma addirittura guardo al metal.
18:40Perché è una delle cose, è una parte che io adoro.
18:44Cioè veramente c'è molto metal lì dentro perché è quello che io ho ascoltato per tanti anni.
18:49E che sembra un po' cozzare col fatto che poi dall'altra parte c'è Mozart.
18:53E invece no, perché in realtà è una cosa che mi è capitato spesso di accogliere anche in interviste con
19:01i metallari.
19:02Che però ascoltano la musica classica perché c'è un connubio anche come dire di scrittura per certi versi.
19:08Io sono convinto di sì.
19:09E quindi qui c'è, ci sono poi i miei amori, c'è un po' la musica classica.
19:16C'è molto Mozart perché è uno degli elementi fondamentali anche per il nome.
19:21C'è un po' di cantare sempre la musica, è la tua linea di basso Mozart.
19:25Sì sì sì sì sì, esattamente.
19:27Non si sarebbe chiamato ammedeo.
19:29Giustamente.
19:31E però poi oltre a questo ci sono altre forme.
19:35Chiaramente il metal che per me è importantissimo e poi ci ho ficcato dentro ogni tanto anche il pop.
19:40Perché secondo me il pop ha quella capacità di prendere il momento.
19:45L'ho citato Tina Turner ad esempio che per me è una grandissima.
19:49E beh poi è pop altisonante.
19:51Sì sì sì sì, voglio dire.
19:53Però mi piaceva seminare anche un po' di cultura pop ma per il fatto che mi piaceva una colonna sonora
20:01del libro che fosse ricca di tante sonorità.
20:07Che non ce ne fosse solo una, che non ci fosse soltanto un tipo di musica che diventa l'unica.
20:14Addirittura poi diventa l'accompagnamento che so io quando sono al bar dice che cosa stanno suonando alla radio.
20:22Insomma quindi c'è pure la radio.
20:24Grazie di questo noi ti siamo enormemente grati.
20:28Quando hai vinto il premio Neri Pozza, uno te l'aspettavi, ci credevi eccetera e al di là del premio
20:36qual è la cosa più bella che ti hanno detto,
20:39che ti ha dato più soddisfazione di qualcuno che ha letto il libro e tornato a te e mi ha
20:43detto sai questa cosa e ti è piaciuta particolarmente perché magari ha colto nel segno.
20:49Hai un minuto per dirmelo.
20:50Oddio, allora quando ho vinto Neri Pozza non ci credevo.
20:54Lo speravo come tutti però sai si parte in 1348 e dici si parte.
21:00Poi quando vedi vai nella dozzina, vai nella cinquina, vai lì.
21:05Allora si può fare.
21:06Si può sperare, però erano bravi gli altri perché li ho conosciuti, erano molto bravi e alcuni avevano già pubblicato,
21:12io invece no.
21:13Cosa mi è piaciuto?
21:15Posso dire che mi è piaciuto la direttrice di Neri Pozza che mi ha detto il tuo libro mi è
21:22piaciuto per il tuo stile.
21:24Questa è una cosa che mi è piaciuta tantissimo.
21:25È vero, ha uno stile molto profilato, molto preciso, netto, molto tuo.
21:31Questo lo riconosco appunto, ti ripeto sai che sono in viaggio di lettura ma questo l'ho già riconosciuto abbondantemente.
21:38Siamo arrivati al termine di una chiacchierata che come detto meriterebbe più puntate ma magari ci rivediamo presto.
21:44Molto volentieri.
21:44E allora grazie a Ruggero Tavelli che ha curato la regia audio e video.
21:47Grazie a voi, buongiorno.
21:48Grazie a voi che ci avete ascoltati alla radio, a voi che ci avete guardati in tv ma grazie soprattutto
21:52al nostro ospite di oggi, Don Giuseppe Fusari.
21:56Complimenti.
21:56Grazie.
21:57Grazie infinite.
21:57Grazie a tutti.
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