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  • 16 hours ago
"L'unione del mercato energetico è necessario". Così Renato Mazzoncini, amministratore delegato di A2A, in un'intervista all'Adnkronos nel corso del Forum Teha in corso a Cernobbio rispondendo a una domanda sul mercato unico dell'energia.

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Transcript
00:00Grazie, siamo qui in compagnia di Renato Mazzoncini, amministratore delegato di A2A, ben arrivato, grazie per essere con noi.
00:07Grazie e buon pomeriggio a tutti.
00:09Andrea, parto io con la prima domanda perché è un po' il punto interrogativo che tutti si stanno facendo.
00:15Adesso con la fine del PNRR, quello che le diverse realtà possono fare per sostenere la crescita in tema di
00:26utilità.
00:27Se ricordiamo che il messaggio del Presidente della Repubblica, Mattarella, è sulla responsabilità delle imprese.
00:35Siete subito stati chiamati voi imprenditori a raccolta, cosa potete fare?
00:40Insomma è chiaro che il PNRR, o almeno è chiaro il nostro sistema delle imprese, è stato il più grande
00:45piano di investimento pubblico dopo il piano Marshall della Seconda Guerra Mondiale.
00:49E' altrettanto chiaro che 194 miliardi di euro negli ultimi 5 anni hanno sostenuto la crescita.
00:54Alcuni anni saremmo stati in recessione senza il PNRR.
00:58Quindi il PNRR finisce adesso, è finito il 30 giugno di colpo e bisogna tenere il volano dell'economia in
01:06funzione.
01:07Quindi abbiamo presentato oggi uno studio per dire che il sistema delle utility, che sono le aziende che investono nell
01:13'energia,
01:13nella generazione delle reti elettriche, nelle reti del gas, nell'acqua, nella gestione dei rifiuti, nei data center,
01:19può essere un pezzo importante di questo volano, perché possiamo arrivare a investire 33 miliardi di euro all'anno.
01:26Vuol dire da qui al 2035 315 miliardi di euro e da qui al 2050, che è l'anno in
01:31cui dovremmo avere un'Europa più decarbonizzata, 825 miliardi di euro.
01:36In più sono investimenti sani, perché sono investimenti che ci portano in una direzione, per esempio, sull'energia,
01:43di maggiore elettrificazione, quindi vuol dire maggiore autonomia da quei combustibili fossili, petrolio e gas,
01:49che oggi con Ormuz ci stanno facendo tanto sudare.
01:53Le fonti autoctone che abbiamo in Europa sono fondamentalmente l'acqua, il sole, il vento e i rifiuti,
02:00e almeno quelli dobbiamo utilizzarli al massimo per aumentare l'autonomia energetica del nostro paese e della nostra Europa.
02:06Mazzoncini, leggendo lo studio, la cosa che mi ha colpito sono investimenti, oltre che sani, anche investimenti privati.
02:13Non c'è un soldo pubblico su questo?
02:17Sì, perché sono investimenti che sono fatti in settori che o sono a mercato, quindi investo in una paleolica,
02:23poi l'energia la vendo a mercato, come si vendono a mercato e tante altre cose nella nostra Europa,
02:29oppure a tariffa, nel senso che se investo per esempio nella rete elettrica, la remunerazione, la fissa, l'autority,
02:34ed è quella che poi va in bolletta nei costi di rete.
02:40Quindi uno potrebbe concludere, quindi se sono a mercato a tariffa sono ancora i cittadini che lo pagano,
02:45sì, certo, però oggi abbiamo riportato nello studio una cosa interessante,
02:49la famiglia Tipo, prima di Hormut, qualche mese fa adesso è una situazione un po' peggiorata,
02:55aveva un costo energetico complessivo di 4.000 euro, come composti,
02:581.800 euro il Bancomat per andare al distributore, 1.300 euro il gas per scaldare casa,
03:04800-900 euro l'elettricità, quindi è la parte più piccola, il 20%.
03:09Se ci si elettrifica in maniera spinta, quindi spendono auto elettrica, una pompa di calore,
03:15un piano induzione, il Bancomat non lo uso più evidentemente,
03:19la bolletta gas si riduce fortissimamente o si azzera, cresce quella elettrica,
03:24al saldo complessivo sono 3.000 euro, non 4.000, cioè ho quasi il 30% di riduzione,
03:29perché? Perché fondamentalmente uso delle macchine che consumano meno energia,
03:35quindi compro meno energia, la compro sotto forma elettrica, ne compro di meno e quindi ho un risparmio.
03:41Questa è una cosa molto importante, cioè in tutto il pianeta ormai è chiaro che l'elettrificazione
03:46non solo riduce la CO2, quindi forse evita che si sciolgano tutti gli acciai e che passiamo estati come la
03:53scorsa,
03:53ma sono anche più saving in termini di risparmio per cittadini e imprese.
03:59Io volevo chiederle un po' il mantra di tutti gli imprenditori che sono arrivati qui,
04:05che quando si parla di energia adesso è l'Europa che deve fare una grande spinta.
04:10Il mercato unico dell'energia non può più di fatto aspettare.
04:17Lei la pensa in questo modo o secondo lei c'è ancora un magine che le varie realtà italiane
04:22al di là dell'Europa devono fare e che non tutto è stato fatto?
04:26Allora, ogni paese ha un piano, si chiama Piano Nazionale Integrato Energia e Clima.
04:32La somma di questi piani sono il piano europeo, quindi incominciamo a dire che ogni paese deve fare la sua
04:37parte,
04:38il suo piano.
04:38Il governo Meloni nel 2024 ha approvato l'aggiornamento del piano spingendo le rinnovabili a 2030 dal 55%,
04:46il famoso Feed for 55 al 63,4%, quindi noi questo è quello che dobbiamo fare e anche gli altri
04:52paesi.
04:53Poi il mercato unico dell'energia sarebbe una bellissima cosa, vi faccio un esempio,
04:58se dal punto di vista fiscale la fiscalità è completamente diversa tra i vari paesi,
05:03se gli incentivi che anche da noi hanno alcuni comparti, gli energivori, hanno dei meccanismi
05:08che li aiutano a abbassare il prezzo dell'energia, ma se sono tutti asimmetrici,
05:12si crea una concorrenza intra-europea che sicuramente sarebbe bello evitare.
05:17Già abbiamo la concorrenza con gli Stati Uniti, la Cina, l'India, se almeno in Europa fossimo più coerenti,
05:22da questo punto di vista sicuramente un mercato unico dell'energia sarebbe meglio.
05:26Anche per comprare il gas che ancora servirà per molti anni in maniera più efficiente,
05:31perché se oggi a ogni paese si fa i suoi acquisti, i suoi stoccaggi di gas,
05:36evidentemente anche questa è una perdita di efficienza.
05:38Ecco, a questo proposito Mazzoncini, parlando un pochino con gli esperti del settore,
05:43il mercato dell'energia unico europeo è bello, obiettivo ambizioso, ma molto complesso,
05:50perché abbiamo 27 paesi, con 27 fa bisogno anche differenti, insomma con condizioni diverse anche di partenza.
05:58Quindi quale potrebbe essere proprio in concreto un primo passaggio, perché cerchiamo di essere pragmatici,
06:05che potrebbe poi magari pian piano, secondo quel pragmatismo tipico dell'Unione Europea,
06:10portare poi in prospettiva un mercato unico dell'energia?
06:14Allora, bisogna fare due cose.
06:16Per avere un mercato vero e unico dell'energia elettrica bisogna potenziare le reti.
06:20L'elettrone già si muove.
06:22Noi importiamo ed esportiamo elettroni con la Francia, con la Svizzera, con l'Austria, con la Slovenia.
06:28Più noi potenziamo le reti e più l'elettrone automaticamente diventa un elemento del mercato.
06:35La Spagna, per esempio, in questo momento è un grande produttore di rinnovabili,
06:38ha poca domanda, potrebbe esportare energia, ma sono molto deboli le reti che vanno dalla Spagna
06:44verso la Francia e verso il resto dell'Europa.
06:46Quindi più potenziamo le reti e più creiamo quell'autostrada dell'elettrone
06:51che consente all'elettrone di diventare automaticamente un mercato europeo.
06:55Per quanto riguarda invece gli acquisti di gas,
06:59bisognerebbe assumere delle decisioni più strutturali
07:03e decidere che il gas si acquista in qualche modo tutti insieme,
07:06una sorta di gruppo d'acquisto solidale tra i vari paesi.
07:10Ad oggi la verità è che ci sono sicuramente paesi che acquistano in maniera diversa
07:16perché hanno delle strategie diverse, anche strategie legate a situazioni di bilancio
07:23e di debito pubblico diverso tra i vari paesi.
07:27Io ringrazio davvero per essere stato con noi, grazie.
07:29Grazie davvero Renato Marconcini, amministratore del Dato.
07:33Grazie, per vederci.
07:34Grazie per essere stato con noi, grazie Andrea.
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