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  • 1 giorno fa
Venezia, 3 set. (askanews) - Il non sentirsi abbastanza, il desiderio di visibilità e di apparire a tutti i costi. C'è molta attualità ne "Il Grande Giaffa", opera prima di Marco Santi che apre la 41esima Settimana Internazionale della Critica alla Mostra del Cinema di Venezia.Racconta la storia di Giacomo Falta, interpretato da Edoardo Pesce, un uomo dall'esistenza anonima che resta ammaliato dal successo del carismatico Grande Giason (Roberto Zibetti), che senza un particolare talento riesce a catturare le folle, come un guru.Una popolarità immotivata che lo ossessiona quella di Giason, al punto da voler assumerne l'identità in una notte assurda, in cui il confine tra illusione e realtà diventa sempre più labile. Il regista l'ha definita una favola nera sull'invisibilità sociale:"È sicuramente una metafora dell'attualità, senza giudizio, non giudica ma è una metafora di quello che ci circonda e un'esasperazione di quello che io vedo attorno a me".Per Edoardo Pesce il film è una fotografia del momento che viviamo: "C'è questa fame di fama, l'occasione per avere riscontro di un pubblico, e questo personaggio rappresenta questo, si trova ad essere riconosciuto e diventa quasi una specie di droga e di avvelenamento da questa cosa qui".

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00:04Il non sentirsi abbastanza, il desiderio di visibilità e di apparire a tutti i costi.
00:08C'è molta attualità nel Grande Giaffa, opera prima di Marco Santi,
00:12che apre la 41esima settimana internazionale della critica alla mostra del cinema di Venezia.
00:16Racconta la storia di Giacomo Falta, interpretato da Edoardo Pesce,
00:20un uomo dall'esistenza anonima che resta ammaliato dal successo del carismatico Grande Giazon,
00:26che senza un particolare talento riesce a catturare alle folle come un guru.
00:30Una popolarità immotivata che l'ossessiona, quella di Giazon,
00:33al punto da volerne assumere l'identità in una notte assurda
00:36in cui il confine tra illusione e realtà diventa sempre più labile.
00:40Il regista l'ha definita una favola nera sull'invisibilità sociale.
00:44Sicuramente è una metafora dell'attualità, senza giudizio,
00:48non giudica né positivamente né negativamente niente,
00:51però sì, è una metafora di quello che ci circonda
00:55ed è poi anche un'esasperazione di quello che ci si trova attorno in questo momento qua,
01:02o almeno quello che io vedo che è attorno a me.
01:05Per Edoardo Pesce il film è una fotografia del momento che viviamo.
01:09Questa fame di fama, diciamo, quindi di l'occasione per avere riscontro di un pubblico
01:17e quindi questo personaggio qua rappresenta proprio questa cosa qui
01:21che si trova ad essere riconosciuto
01:25e quindi diventa quasi un po' subito una specie di droga, di avverenamento da questa cosa qui.
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