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  • 1 giorno fa
Cernobbio, 5 set. (askanews) - L'export come leva della crescita economica, diversificazione dei mercati per ridurre il rischio di incertezza geopolitica e supporto concreto alle imprese. Sono questi i temi chiave che Sace ha portato al 52esimo forum Ambrosetti in corso fino a domenica 6 settembre a Cernobbio. Ne abbiamo parlato con il presidente Guglielmo Picchi anche alla luce dell'ultimo dato sulle esportazioni, cresciute del 4,5% nel primo semestre oltre i 337 miliardi."Ci sono crisi geopolitiche che rendono difficili le esportazioni, però le imprese italiane sono estremamente resilienti - ha detto Picchi - sono imprese che nonostante i gap strutturali, penso in primis al costo dell'energia, continuano ad esportare, andare sui mercati. Quindi diciamo che abbiamo fiducia nei nostri esportatori e sicuramente il sistema Italia nel suo complesso, il governo ha messo a disposizione tantissime risorse, e Sace anche, per poterli sostenere al meglio. Quindi crediamo che i risultati del primo semestre possano continuare anche nel secondo, nonostante tutte le difficoltà ci circondano". Per sostenere la crescita delle vendite italiane all'estero, però, occorre ampliare e diversificare la presenza internazionale delle nostre imprese. Sace ha individuato 16 Paesi strategici, dalla Cina alla Turchia, passando per Brasile, India, Egitto e Filippine solo per citarne alcuni, verso i quali l'export italiano dovrebbe crescere in media del 4,4% nel biennio 2027-2028, fino a raggiungere 92 miliardi di euro. "Il 45% delle imprese esporta in un solo mercato, quindi possiamo essere ottimisti perché già andando su un secondo mercato ci può essere crescita dell'export. La risposta vera - ha sottolineato Picchi - è accompagnandole e informandole di quali sono tutti gli strumenti che il Sistema Italia mette a disposizione loro per andare sui mercati. È cambiato anche l'approccio da parte di Sace, mentre prima eravamo in attesa degli esportatori, oggi noi andiamo a creare le opportunità e a identificare quali possono essere le aziende che vanno in determinati mercati". Nel concreto attraverso il piano strategico Sace50, il gruppo sta rafforzando la propria missione di export credit agency, supportando le aziende che si spingono sui mercati a maggiore potenziale."Vogliamo essere proattivi, perché l'export è il motore della crescita italiana, quindi noi nel nostro piano industriale Sace50 abbiamo inserito tantissimi strumenti - ha raccontato il presidente di Sace - dallo strategic import delle materie prime critiche alla push strategy per poter permettere ai grandi contractor internazionali di acquisire filiera italiana. Penso a Piattaforma Italia, che è lo strumento domestico per permettere di portare liquidità anche alle aziende che non sono esportatori ultimi ma sono esportatori indiretti, perché producono e sono nelle filiere di approvvigionamento dei grandi champion nazionali". "Questo insieme di strumenti - ha concluso - fa sì che sia possibile aumentare l'export e aumentare anche chi tradizionalmente non è esportatore".

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00:00L'export come leva della crescita economica, diversificazione dei mercati anche per ridurre il rischio di incertezza geopolitica e supporto
00:07concreto alle imprese.
00:09Sono questi temi chiave che SACI ha portato al 52esimo forum Ambrosetti in corso fino a domenica 6 settembre a
00:15Cernobbio.
00:15Ne abbiamo parlato con il presidente Guglielmo Picchi, anche alla luce dell'ultimo dato sulle esportazioni cresciute del 4,5
00:22% nel primo semestre, oltre i 337 miliardi.
00:25Ci sono crisi geopolitiche che rendono difficili le esportazioni, però le imprese italiane sono estremamente resilienti, sono imprese che nonostante
00:35i gap strutturali, penso in primis il costo dell'energia, continuano ad esportare e andare sui mercati.
00:41Quindi abbiamo una confidenza nei nostri esportatori e sicuramente il sistema Italia nel suo complesso, il governo ha messo a
00:49disposizione tantissime risorse e SACI ha anche per poterli sostenere al meglio.
00:55Quindi crediamo che i risultati del primo semestre possano continuare anche nel secondo, nonostante tutte le difficoltà che ci circondano.
01:03Per sostenere la crescita delle vendite italiane all'estero, però, occorre ampliare e diversificare la presenza internazionale delle nostre imprese.
01:11SACI ha individuato 16 paesi strategici, dalla Cina alla Turchia, passando per Brasile, India, Egitto e Filippine, solo per citarne
01:18alcuni,
01:18verso i quali l'export italiano dovrebbe crescere in media del 4,4% nel biennio 2027-2028, fino a
01:26raggiungere i 92 miliardi di euro.
01:28Il 45% delle imprese esportano in un solo mercato, quindi possiamo essere ottimisti perché solo andando già su un
01:35secondo mercato ci può essere crescita dell'export,
01:39accompagnandoli, la risposta vera è accompagnandoli e informandoli di quali sono tutti gli strumenti che il sistema Italia mette a
01:46disposizione per loro per andare sui mercati.
01:48È cambiato anche l'approccio da parte di SACI, mentre prima eravamo in attesa degli esportatori, oggi noi andiamo a
01:57creare le opportunità e a identificare quali possono essere le aziende che vanno in determinati mercati.
02:03Nel concreto, attraverso il piano strategico SACI 50, il gruppo sta rafforzando la propria missione di Export Credit Agency, supportando
02:10le aziende che si spingono sui mercati a maggiore potenziale.
02:13Vogliamo essere proattivi perché l'export è il motore della crescita italiana, quindi noi nel nostro piano industriale SACI 50
02:20abbiamo inserito tantissimi strumenti,
02:22dallo strategic import delle materie prime critiche alla push strategy per poter permettere ai grandi contractors internazionali di acquisire filiera
02:32italiana,
02:33pensa a Piattaforma Italia che è lo strumento domestico per permettere di portare liquidità anche alle aziende che non sono
02:41esportatori ultimi ma sono esportatori indiretti
02:43perché producono e sono nelle filiere di approvvigionamento dei grandi champions nazionali e quindi questo insieme di strumenti fa sì
02:52che sia possibile aumentare l'export
02:55e aumentare anche chi tradizionalmente non è esportatore.
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