IL 13 SETTEMBRE si celebra l’International Chocolate Day. Del resto, anche il cioccolato merita una giornata tutta per sé. Perché è un nutricosmetico d’eccellenza che fa bene alla pelle contro l’invecchiamento. C’è chi crede che aiuti anche nell’allenamento, ma in realtà non è proprio così. A spiegarlo chiaramente è Valeria Galfano, medico dietologo, nutrizionista, personal trainer e autrice del volume Dieta e allenamento in menopausa: «Chi pratica attività fisica a livello amatoriale non ha bisogno di alimenti speciali prima o dopo ogni seduta di allenamento. Il cioccolato fondente può essere usato quindi come alimento piacevole, non come integratore sportivo. Non ci sono prove sufficienti per raccomandarlo come strategia per migliorare la performance. Prima dell’allenamento, una piccola quantità di cioccolato può essere tollerata da alcune persone, ma non è sempre ideale. Il contenuto di grassi rallenta lo svuotamento gastrico e, se consumato troppo vicino all’esercizio, può risultare pesante. Meglio evitare di usarlo come principale fonte energetica immediatamente prima di una seduta intensa. Dopo l’allenamento, invece, può essere inserito in piccola quantità all’interno di uno spuntino più completo, purché non prenda il posto di ciò che serve davvero al recupero, cioè liquidi, carboidrati e una quota proteica adeguata. Per chi si allena con obiettivi di composizione corporea, il cioccolato può avere un ruolo anche psicologico: mantenere una piccola gratificazione programmata può rendere più sostenibile il percorso. La sostenibilità, nella pratica clinica, è spesso ciò che fa la differenza tra un piano alimentare perfetto sulla carta e uno realmente mantenuto nel tempo».
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