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  • 1 giorno fa
Puoi andarci a cena anche se sei da solo, tanto ti troverai seduto accanto a qualcun altro, in un tavolo collettivo dove il cibo è quello della tradizione fiorentina, e popolare, a prezzi modici. La forza della Trattoria Sabatino è tutta qui: cibo e allegria in compagnia. Pastasciutta, crostini, minestrone e vino buono. Come scriveva Vasco Pratolini: «I fiorentini amano il vino. Dante medesimo fu altissimo poeta e grande bevitore. Il vino sta ai fiorentini come il caffè ai napoletani, come sta la birra ai tedeschi, il tè agli inglesi e la coca-cola agli americani».Da Sabatino è così fin dagli anni Cinquanta, quando lui stesso, Sabatino, arrivò a Firenze come sfollato dal Mugello, con la moglie Fidalma e il bambino piccolissimo, con il sogno di aprire un ristorante. Quel sogno piaceva anche al figlio, che quando aveva 12 anni guardò negli occhi il padre e gli disse: «Dai babbo, ce la facciamo, apriamo una trattoria». E così fu.Sono passati settant’anni e Sabatino è ancora qui, in San Frediano, gestito dalle nipoti di quel Sabatino che ebbe l’intuizione iniziale. Loro sono Ilaria e Letizia, e con loro c’è mamma Laura e il genero Massimo.La trattoria nacque nel 1956 al 39 rosso di Borgo San Frediano, dentro un locale che aveva già una storia lunghissima: nel Settecento era stato il refettorio di un convento di suore, poi, all’inizio del Novecento, una sorta di mensa-trattoria popolare. Negli anni Cinquanta, fra quei tavoli, si giocava a carte nel pomeriggio, con una mescita di vino e un panino al prosciutto. Entravano gli abitanti del rione, gli operai, i lavoratori, ma anche personaggi di passaggio, artisti e intellettuali. La porta era la stessa per tutti e spesso anche il tavolo.Quei locali furono invasi dall’acqua nell’alluvione del 1966. Poi si arriva al 1999 quando, a causa dello sfratto, la trattoria si è trasferita nella nuova sede, poco prima di Porta San Frediano, rimanendo però sempre fedele alla sua natura. Anche in via Pisana, al 2 rosso, è piacevole entrare da quella porta a vetri e ritrovarsi in un’ampia sala, con il solito verde alle pareti, il bancone di marmo e le piastrelle bianche e nere sulla sinistra, il frigorifero «Stanzani» anteguerra, gli stessi tavoli dei primi del ’900 e le sedie che erano già lì prima dell’alluvione. E dentro, un ambiente familiare.Certo non è facile mantenere intatta la tradizione, soprattutto in una strada come via Pisana che sta cambiando a vista d’occhio, con sempre più ristoranti e sempre meno botteghe di quartiere. Ma Sabatino ci sta riuscendo. E i risultati si vedono, con lunghe file che si registrano spesso durante l’ora di cena per conquistarsi un tavolo.
La trattoria celebra i suoi settant’anni sabato 5 settembre a partire dalle 18, in una festa dove sono invitati tutti gli amici.

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Trascrizione
00:06Sabatino era mio nonno, i miei nonni erano sfollati di guerra, loro erano del Mugello
00:11e solo che abitavano proprio dove passava la linea gotica, i miei nonni dovevano sfollare
00:17con mio padre in braccio, avevano una carretta e vennero verso Firenze con questa carretta
00:22e il babbo in pollo. Il sogno del mio nonno da quando era arrivato in città era sempre
00:27stato quello di aprire una trattoria e fu proprio all'età di 12 anni che mio padre guardando
00:33suo babbo negli occhi gli disse oh babbo ma lo sai che si fa, si piglia una trattoria
00:38e fu così che presero quella trattoria che allora era in Borgo San Frediano, era proprio
00:44la trattoria del quartiere, la trattoria popolare del quartiere dove si veniva e si condividevano
00:50i pasti anche a tavoli comuni. Sono passati 70 anni, questa tradizione come resta viva?
00:57Resta viva con me e mia sorella che ci impegniamo, mio marito e mia mamma che ci impegniamo
01:02ancora come allora per mantenere la stessa caratteristica di allora, la trattoria popolare
01:08del rione, quindi si mangia ancora a tavoli comuni, i prezzi sono ancora davvero modici.
01:14Noi abbiamo sempre avuto di tutti, dal povero al ricco, dall'operaio alla persona importante,
01:23dal senza tetto alla regina Dolanda che quando lei è alla cena degli uffizi, la sua famiglia
01:29viene a mangiare qua. Il quartiere un po' è cambiato perché se prima c'era il bar della
01:36zona, il circolino, l'alimentare, c'erano queste botteghe che facevano un po' da bottega
01:44del rione del ritrovo delle persone che avevano case sempre troppo piccole in San Frediano
01:50e quindi si buttavano fuori, San Frediano era una grande famiglia, adesso questi posti
01:58se ne trovano meno, per cui i luoghi di aggregazione ce ne sono sempre meno.
02:01È vero, la strada è cambiata, i ristoranti ce ne sono tanti, ma io ti dico come la penso.
02:06Quando le mie bambine crescendo sono dovute andare a casa da sole, francamente io la trovo
02:14una strada ancora vivibile, con negozi aperti e quindi anche il ristorante, anche il bar,
02:20anche il pub fanno viva questa zona. Devo dire, sì, mancano dei vecchi negozi, è vero,
02:31ci vorrebbe più stimolo ai giovani per poter riportare in auge anche quelli e soprattutto
02:37non far morire quei pochi sono rimasti.
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