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  • 2 giorni fa
Milano, 3 set. (askanews) - Le Nazioni Unite hanno alzato bandiera bianca: l'UNEP ha ufficialmente dichiarato che non sarà possibile contenere l'aumento delle temperature a 1,5 gradi centigradi rispetto all'epoca pre-industriale. In sostanza si è dichiarato che gli obiettivi climatici che si erano posti a Parigi non saranno raggiunti. Abbiamo commentato questa notizia, di portata globale e potenzialmente dirompente, con Ferdinando Cotugno, scrittore e giornalista, tra i più lucidi esperti di crisi climatica."Vuol dire - ci ha detto - che il fallimento di dieci anni fa oggi è la nostra migliore opzione possibile, il miglior scenario possibile, quindi l'ONU e l'UNEP ci danno una traiettoria, ed è il miglior scenario di oggi ossia superare la definizione di overshoot, quindi superare la soglia di sicurezza, starci molto poco al di sopra e per poco tempo e poi ritornare al di sotto. Però per fare questo servono due cose che al momento non abbiamo: la prima è una grande e fortissima volontà politica di mettere questo aspetto come priorità assoluta, e non mi sembra quello che sta accadendo. In secondo luogo tecnologie che al momento sono soltanto prototipali. Tecnologie per rimuovere la CO2 dall'atmosfera, perché se noi non cominciamo a rimuovere la CO2 dall'atmosfera l'overshoot non sarà né limitato nel tempo, né limitato nei decimi di grado".Lo scenario quindi è sempre più complesso e gli spazi di manovra sempre più limitati. "Questa - ha aggiunto lo scrittore - è una lettera di rescissione del nostro contratto di abitabilità sulla Terra con tre decenni di previsto, nessuna cauzione restituita".Detto questo, al di là dei negazionismi e dei forti interessi economici in campo, c'è una realtà con la quale occorre confrontarsi. "Dobbiamo uscire anche dalla retorica dell'ultima possibilità - ha detto ancora Cotugno - era trent'anni fa l'ultima possibilità, era vent'anni fa, era dieci anni fa, ora siamo in questa realtà e in questa realtà noi dobbiamo capire che la nostra vita e le nostre condizioni di vita sono frutto delle nostre scelte. Lo scenario è che le nostre scelte sono state solo parzialmente corrette, quindi la transizione è in atto, è anche in atto su una scala impetuosa, però non è la transizione che serve alla terra, è forse la transizione che serve all'economia, è la transizione che serve alla geopolitica, non è la transizione che serve alla realtà fisica di questo pianeta". Un altro aspetto cruciale del ragionamento sulla crisi climatica è la mancanza di un discorso culturale reale sul tema, l'assenza di filosofi che possano offrire prospettive di pensiero su vasta scala, forse anche questa sarebbe un'urgenza del momento. "Mancano gli strumenti culturali, mancano proprio le chiavi per dire quali sono le nostre priorità per ridefinire le nostre priorità come civiltà - ha concluso Ferdinando Cotugno - manca un discorso di civiltà. Secondo me in questo momento a livello intellettuale se vogliamo proprio fare questo discorso abbiamo bisogno di pensatori dell'impensabile, pensatori e pensatrici dell'impensabile".Anni fa Jonathan Franzen scriveva della "fine della fine della Terra", era certamente un pensiero lucido: il pianeta andrà comunque avanti: la questione è la nostra vita su questo pianeta, dove le condizioni di possibilità vanno assottigliandosi sempre più. Il cambiamento climatico, come ha detto Timothy Morton, è un iperoggetto non umano, per questo è indispensabile che gli uomini imparino a pensarlo in termini diversi. (Leonardo Merlini)

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00:00Le Nazioni Unite hanno alzato bandiera bianca. L'UNEP ha ufficialmente dichiarato che non sarà possibile contenere l'aumento delle
00:06temperature a 1,5 gradi centigradi rispetto all'epoca pre-industriale.
00:10In sostanza, si è ammesso che gli obiettivi climatici che si erano posti a Parigi non saranno raggiunti.
00:15Abbiamo commentato questa notizia di portata globale e potenzialmente dirompente con Ferdinando Cotugno, scrittore e giornalista tra più lucidi esperti
00:23di crisi climatica.
00:23Vuol dire che il fallimento di dieci anni fa oggi è la nostra migliore opzione possibile, è il miglior scenario
00:29possibile.
00:30Quindi l'ONU-LUNEP ci dà una traiettoria ed è il miglior scenario di oggi che è superare la definizione
00:38di overshoot.
00:39Quindi superare la soglia di sicurezza, starci molto poco al di sopra e per poco tempo e poi ritornare al
00:46di sotto.
00:47Però per fare questo servono due cose che al momento non abbiamo.
00:50Uno, una grandissima, fortissima volontà politica di mettere questa cosa come priorità assoluta e non mi sembra quello che sta
00:57accadendo.
00:57E due, anche tecnologie che al momento sono soltanto prototipali.
01:01Tecnologie per rimuovere la CO2 dall'atmosfera, perché se noi non cominciamo a rimuovere la CO2 dall'atmosfera,
01:07l'overshoot non sarà né limitato nel tempo né limitato nei decimi di grado.
01:12Lo scenario quindi è sempre più complesso e gli spazi di manovra sempre più limitati.
01:17Questa è una lettera di rescissione del nostro contratto di abitabilità sulla Terra,
01:21con tre decenni di preavviso e nessuna cauzione restituita.
01:25Detto questo, al di là dei negazionismi e dei forti interessi economici in campo,
01:28c'è una realtà con la quale serve confrontarsi.
01:31Dobbiamo uscire anche dalla retorica dell'ultima possibilità.
01:34Era 30 anni fa l'ultima possibilità, era 20 anni fa, era 10 anni fa.
01:36Ora siamo in questa realtà e in questa realtà noi dobbiamo capire che la nostra vita
01:42e le nostre condizioni di vita sono frutto delle nostre scelte.
01:46Lo scenario è che le nostre scelte sono state solo parzialmente corrette,
01:50quindi la transizione è in atto e anche in atto su una scala impetuosa,
01:56però non è la transizione che serve alla Terra.
01:59È forse la transizione che serve all'economia, è la transizione che serve alla geopolitica,
02:03non è la transizione che serve alla realtà fisica di questo pianeta.
02:06Un altro aspetto cruciale del ragionamento sulla crisi climatica
02:09è la mancanza di un discorso culturale reale sul tema,
02:12l'assenza di filosofi che possano offrire prospettive di pensiero su vasta scala.
02:15Forse anche questa sarebbe un'urgenza del momento.
02:18Mancano gli strumenti culturali, mancano proprio le chiavi per dire quali sono le nostre priorità,
02:24per ridefinire le nostre priorità come civiltà.
02:26Manca un discorso di civiltà.
02:27Secondo me in questo momento a livello intellettuale, se vogliamo proprio fare questo discorso,
02:31abbiamo bisogno di pensatori dell'impensabile, pensatori e pensatrici dell'impensabile.
02:35Anni fa Jonathan Franzen scriveva della fine della fine della Terra.
02:39Era certamente un pensiero lucido.
02:41Il pianeta andrà avanti comunque.
02:43La questione è la nostra vita su questo pianeta,
02:45dove le condizioni di possibilità vanno assottigliandosi sempre di più.
02:49Il cambiamento climatico, come ha detto Timothy Morton, è un iperoggetto non umano.
02:53Per questo è indispensabile che gli uomini imparino a pensarlo in termini diversi.
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