00:00Vi siete mai sentiti come i protagonisti di un libro che avete letto?
00:25Buongiorno a tutti, da Laura Musi mi trovo insieme al mio amico Matteo Bergamo, siamo quasi
00:33vicino al Passo del Bocco, Valico, a circa mille metri di altezza tra Mezzanego, provincia
00:41di Genova, e Santa Maria del Taro, provincia di Parma. Ci troviamo quindi al confine tra
00:46Liguria ed Emilia-Romagna.
00:57Abbiamo lasciato l'auto presso questo spiazzo in prossimità del Green Riviera, che è casa
01:06vacanze, qua a Giaiette. Giaiette è nel comune di Borzonasca. Qui abbiamo preso un ottimo
01:12caffè, fanno sia colazioni, pranzo e cene. Ovviamente è sempre meglio prenotare.
01:18Seguiamo per un breve tratto la strada asfaltata, che è quella che arriva poi al Passo del Bocco.
01:25Prima di arrivare al Passo del Bocco, imboccheremo un sentiero che porta giù a sinistra, verso
01:32il laghetto del Bocco. Sei pronto Matteo che andiamo?
01:42Abbiamo fatto circa 300 metri, lasciamo sulla nostra destra questa stradina asfaltata che
01:49sale alla chiesetta di Giaiette. Magari se abbiamo tempo ci torniamo a ritorno per vederla.
01:56Poco dopo incontrerete questo cartello piccolo e sottile che indica la discesa verso il laghetto
02:05del Bocco. Tra le altre cose c'è un altro simbolo che è questo, molto importante perché
02:11qui passa la via dei Celti e dei Liguri, vale a dire quel percorso di circa 222 chilometri
02:19che collega il Duomo di Milano con Sestri Levante. Qui stanno fiorendo le ginestre, sono
02:27bellissime, siamo a fine maggio. Alla mia sinistra scorre il rio Giaiette.
02:48Arrivati al laghetto del Bocco chiamato anche lago di Giaiette, è di origine artificiale creato
02:56nel 1970 grazie ad una diga sul rio Giaiette. Ora costeggiamo il laghetto del Bocco, potete
03:06tenerlo sia alla vostra destra che alla vostra sinistra, intanto è piccolo perché l'obiettivo
03:11è quello di risalire e ritrovarci sulla strada statale che dal passo del Bocco va verso l'abitato
03:18di Varese Ligure. Noi siamo sbuccati fuori da questa struttura, costeggiando questa struttura
03:34che sembra quasi in disuso, oppure si poteva risalire costeggiando il lago dall'altra parte
03:42e si veniva su da questo sentiero. Attraverso quindi questa strada statale che è quella che
03:55vi dicevo che dal passo del Bocco va verso l'abitato di Varese Ligure e si arriva a questo
04:01ampio spiazzo sulla destra dove potete tranquillamente parcheggiare e potete partire direttamente da qui
04:09per l'escursione del Monte Zatta.
04:19Qui ci sono anche questi cartelli che indicano che stiamo per imboccare l'alta via, l'alta via dei
04:26Monti Liguri e attenzione c'è anche quest'altro cartello. È molto importante perché nella nostra
04:34regione in molte zone d'Italia si sta diffondendo la peste suina, quindi ci sono delle norme da rispettare
04:42molto importanti, tra cui quella basica fondamentale è quella di tenersi nell'auto un paio di scarpe
04:51di ricambio in modo tale che a fine escursione le scarpe, gli scarponcini, vengano tolti, chiusi,
04:58sigillati in una busta di plastica e poi una volta a casa anche lavati, disinfettati e ci
05:05si mette appunto la scarpetta di ricambio. Queste norme sono molto importanti per evitare
05:09la diffusione. Girandoci a 180 gradi la vista è bellissima su alcune vette dell'Appennino
05:18Ligure come il Monte Aiona, il Monte Nero, il Monte Penna, eccolo là, e il Monte Trevine.
05:29Arrivati a questo bivio, in prossimità di questo pannello didattico, teniamo il sentiero
05:35che scende a destra, seguendo tra le altre cose la via dei Celti e dei Liguri.
06:06Continuiamo a seguire i segnavia dell'anello A10 che è uno dei 15 anelli all'interno del
06:13Parco Naturale dell'Aveto. Sono appunto in tutto 15 e è una rete escursionistica molto
06:20importante per venire a conoscere questo parco. Dopo circa 3,5 chilometri di cammino e una salita
06:29di 210 metri siamo arrivati in questo bellissimo punto panoramico e comincia a vedersi il mare,
06:36il Mar Ligure. Qui è davvero splendido. Tra le altre cose c'è questa vegetazione che ricorda
06:43poi quella già marittima e questo è l'Elicriso. Se lo strofinate ha un profumo molto simile
06:50a quello della Liquirizia. Sempre da qui la vista si apre splendida sul Monte Ramaceto.
06:57Matteo, che tra le altre cose è istruttore CAI e anche proprietario del negozio di abbigliamento
07:04tecnico sportivo a Parma, Move Mountain Lovers, specializzato in alpinismo, è anche l'autore
07:11del libro Jimmy Fango e il segreto della colonia devoto. Questo romanzo, che tra l'altro è pluripremiato
07:20e anche è molto, diciamo, sta riscuotendo un grande successo tra gli appassionati di montagna,
07:27è ambientato proprio qui nella foresta del Monte Zatta e diciamo che una parte di questo romanzo
07:36si svolge all'interno della ex colonia devoto, un edificio imponente all'interno della foresta
07:44del Monte Zatta che noi nella nostra escursione ci teniamo come ultima tappa.
07:50Ma ti sembra un buon momento per leggere?
07:53Ma è sempre un buon momento per leggere Jimmy Fango.
07:57Ma poi perché Jimmy Fango, Fango? Chi è Jimmy Fango?
08:02Jimmy Fango è un ex alpinista che ha vissuto un trauma in montagna dove ha perso il suo amico,
08:09ha un mestiere molto particolare e si ritrova qui alla colonia devoto insieme ai suoi vecchi
08:16compagni degli elementari dove vive un'esperienza molto molto particolare, però non la spoilero.
08:23No, questo non si dice, però io l'ho letto, è molto bello, mi è piaciuto molto.
08:28Qui subito dopo il punto panoramico, cioè questo bivio, noi decidiamo di percorrere il sentiero
08:36che scende sulla destra.
08:52Qui la vista si apre meravigliosa sul Monte Pinello e sulla zona di Sestri Levante e anche di Chiavari e
09:02Lavagna.
09:11Arrivati a questo punto, vedete, c'è questo sentiero che sale a gomito e bisogna seguire questo.
09:18Però, però, io consiglio di fare questo.
09:21Visto che sono con Matteo e visto che seguiamo un po' quello che hanno fatto i protagonisti del libro che
09:29ha scritto,
09:30andiamo leggermente dritto e facciamo del fuorisentiero, però mi raccomando, voi seguite il sentiero.
10:10Superati questi massi, che comunque si possono tranquillamente evitare prendendo quel sentiero che vi ho fatto vedere,
10:17si apre la vista sul Monte Zatta, è splendida.
10:31Adesso ci andiamo a ricollegare al sentiero che saliva a gomito.
10:40La salita comincia a farsi sentire del resto, insomma, avevamo percorso solo 250 metri di dislivello fino a lì sotto
10:49e là comincia a vedersi, là in fondo, la cima del Monte Zatta, caratterizzato da questi strati di arenaria
10:57e questo sentiero che stiamo percorrendo è contrassegnato qua e là da ometti di pietra.
11:04Comunque il sentiero è ben battuto, quindi non ci dovrebbero essere grandi problemi.
11:09Siamo saliti di quota, qua siamo a 1240 metri di altezza
11:14ed è spettacolare, molto speciale questo posto perché cambia da una zona all'altra la vegetazione.
11:22Abbiamo attraversato la vegetazione tipica mediterranea e adesso tornando su di quota
11:27ritorna la vegetazione dell'Appennino, quindi ad esempio qua c'è pieno di mirtilli, ovviamente di piante di mirtillo.
11:36I mirtilli non ci sono ancora.
11:38Oltre agli ometti di pietra incontrerete questo segnale, i due trattini rossi, quindi orientatevi anche seguendo questi.
11:54Continuiamo a salire attraversando questo prato di Asfodeli, questi fiori particolari e bellissimi
12:03che stanno cominciando a fiorire. Quando sono tutti fioriti sono davvero magnifici.
12:10Il sentiero si fa leggermente più impervio e ci sono questi aiuti per agevolare la salita.
12:48Grazie a tutti.
13:04Dalla partenza sono trascorsi 6,7 chilometri e un dislivello positivo di 400 metri.
13:11Siamo arrivati sulla prima cima, la cima del monte Zatta di Ponente a 1335 metri di altezza.
13:20Qui si trova questa cappelletta dedicata alla Madonna e ci sono due croci, una in ferro e l'altra in
13:28legno.
13:28La vista è meravigliosa.
13:31Salutiamo la cima del monte Zatta di Ponente e cominciamo a percorrere la lunga cresta del monte Zatta
13:39costituita da strati di arenaria.
13:44E tra l'altro questa cresta è spartiacque di quattro diverse valli
13:48che sono la Val Sturla, la Val Graveglia, la Val di Vara e la Val Taro.
13:56Per salire alla cima centrale del monte Zatta dove si trova la croce
14:01bisogna avere o la traccia o un po' di intuito perché non ci sono mai state qua grandi indicazioni.
14:07L'unica cosa è che se arrivate dalla parte da cui siamo arrivati noi
14:11arrivati a questo punto dove c'è questo faggio con queste indicazioni
14:16prendete tutto su a destra e arrivate sulla cima centrale.
14:42Siamo arrivati sulla cima centrale del monte Zatta a 1.404 metri di altezza.
14:49qui si trova questa bellissima croce.
14:52Salutiamo la cima del monte Zatta, la cima centrale
14:56e dovremmo poi continuare il nostro percorso andando verso la cima di Levante
15:03ma visto che siamo un po' in ritardo sulla tabella di marcia
15:06perché fare video comunque ci fa perdere anche abbastanza tempo
15:11abbiamo deciso di scendere dritto e andare a cercare la nostra prossima tappa.
15:18Siamo arrivati a questo piccolo bivacco che si chiama Riparo Faggio 40
15:22è aperto, è proprio minimal.
15:33Poco distante dal riparo si trova questo albero monumentale
15:39che viene chiamato Faggio 40.
15:42è caduto nel 2005 a causa di un'aggressione fungina
15:48era alto circa 20 metri e aveva circa 200 anni
15:52viene chiamato Faggio 40 perché si narra che durante un temporale
15:58circa 40 contadini si ripararono sotto questo imponente esemplare di Faggio.
16:06Stiamo percorrendo questo sentiero per arrivare a Poggio Buenos Aires
16:11è un sentiero ricco di questi pini neri
16:16che tra le altre cose non sono autoctoni
16:19sono stati trapiantati
16:21guardate che spettacolo
16:22che altro faggio imponente
16:30siamo arrivati a Poggio Buenos Aires
16:33si tratta di un'area attrezzata con tavolini e picnic
16:37viene da chiedersi perché viene chiamata Buenos Aires
16:42perché è questo nome argentino qua nella zona del genovese
16:46questo è per ricordare coloro i migranti
16:50che si sono spostati dalla zona di Genova verso l'Argentina
16:54soprattutto nella zona di Buenos Aires
16:57e uno di questi fu proprio il signor Antonio De Voto
17:02chi era questo Antonio De Voto?
17:04Antonio De Voto è un pioniere dell'immigrazione in Argentina
17:09come fecero tanti italiani
17:11partì insieme ai suoi fratelli a 17 anni
17:14e si ritrovò a Buenos Aires
17:17e grazie un po' alla sua voglia di lavorare
17:21grande capacità imprenditoriale
17:22insieme ai suoi fratelli
17:23sono riusciti a costruire un impero
17:26la chiamavano la famiglia dei milioni
17:28e sono diventate tra le famiglie più ricche
17:30dell'Argentina di quegli anni
17:32lui poi in particolare
17:34non fu solamente un imprenditore
17:36ma fu anche filantropo
17:38e cercò di aiutare anche il suo paese natale
17:41con i riservisti durante la prima guerra mondiale
17:43e fondando ospedali
17:45e altre attività di carattere benefico
17:48a favore degli italiani in Argentina
17:51alla sua morte
17:52la sua seconda moglie
17:54fece costruire attraverso la fondazione
17:57questa colonia Antonio De Voto
17:59riservata anche quella ai bambini poveri
18:01fu un grande personaggio
18:03quindi le mogli ogni tanto servono
18:06certamente
18:06continuiamo la nostra escursione
18:09verso la colonia
18:14siamo arrivati alla colonia De Voto
18:18alla ex colonia De Voto
18:20che è stata costruita intorno al 1930
18:22nasce inizialmente come sanatorio
18:25per i bambini malati di polmoni
18:28e successivamente viene trasformato
18:31in collegio per i bambini orfani
18:33negli anni 70 diventerà colonia estiva
18:37si tratta di un edificio impressionante
18:40all'interno di questa faggeta
18:42è costituito da sei piani
18:46e ha addirittura 365 finestre
18:50così come i giorni dell'anno
18:51e questa casetta di roccata
18:53che cos'è Matteo?
18:54Laura questa qui è la casetta del custode
18:56purtroppo si narra che uno dei custodi
18:59appunto della De Voto
19:00abbia avuto una fine tragica
19:01quindi si è morto suicida
19:03e proprio per questa ragione
19:05alcuni sostengono che qui all'interno della colonia
19:07ci siano delle presenze
19:09delle presenze
19:10ma noi non ci entriamo lì vero?
19:12questo edificio è davvero inquietante
19:15e tra l'altro Matteo se non sbaglio
19:18la maggior parte del tuo romanzo
19:20si svolge proprio all'interno dell'edificio
19:23nell'ampio spiazzo davanti alla colonia
19:25c'erano cumuli di segatura
19:26dovuti al taglio dei boschi
19:28un grande abete rosso allungava i suoi rami
19:30fin dentro le finestre dell'edificio
19:32ci fermammo davanti all'ingresso
19:34là si vedevano soltanto quattro dei sei piani
19:37era un monolite di cemento
19:38un cadavere grigio
19:39una struttura immensa abbandonata a se stessa
19:42aveva 365 finestre
19:44proprio come i giorni dell'anno
19:45tutte con i verteri rotti
19:47sembrava che dentro non ci fosse nessuno
19:50era salita anche la nebbia a generare ansia
19:52nonostante quelle in alto sul frontone dell'edificio
19:55si leggeva in rilievo
19:57fondazione Antonio De Voto
19:58a fianco c'erano dei pennoni
20:00per le bandiere ma non sventolava più nulla dall'assù
20:03né una bandiera né una camicia sporca
20:06c'era anche un cartello che vietava l'ingresso
20:09e molte scritte realizzate con la bomboletta spray
20:12una su tutte catturava l'attenzione
20:14morirete tutti
20:23abbiamo lasciato la colonia De Voto
20:26adesso ci dirigiamo verso il Passo del Bucco
20:31siamo arrivati sulla strada asfaltata
20:35che è quella che arriva al Passo del Bucco
20:47dopo una meritata birra
20:51al rifugio De Voto
20:53che nasce come casa del Bucco
20:55negli anni 30
20:56ritorniamo a Giaiette
20:58verso l'auto
21:00per la Giaiette di tutti noi
21:03stiamo rientrando a Giaiette
21:05siamo tornati vivi e vegeti a Giaiette
21:09e soprattutto al Green Riviera
21:12abbiamo percorso circa 14 chilometri e mezzo
21:16e 600 metri di dislivello positivo
21:20adesso prendiamo la seconda birra
21:23e basta
21:36grazie a tutti
21:55Grazie a tutti.