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  • 2 mesi fa

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Trascrizione
00:01Avete mai provato ad estrarre la spada nella roccia?
00:26Buongiorno a tutti da Laura Musi, sono in compagnia del mio amico Stefano, che oggi è molto
00:33impaziente perché vuole assolutamente riuscire ad estrarre Excalibur dalla roccia e diventare
00:41Re Artù, almeno per un giorno.
00:45Il trekking che percorreremo oggi si snoda lungo lo Spartiacque che separa la Val Daveto
00:52dalla Valtrebbia, con partenza da Fontanigorda, vi lascio il link della traccia in descrizione.
01:02Abbiamo lasciato l'auto presso questo spiazzo in Piazzale Roma e ora ci dirigiamo verso
01:10il centro del paese dove andremo a cercare la chiesa dei Santi Giacomo e Antonio e da lì
01:18troveremo le indicazioni per iniziare il nostro trekking.
01:26Il nome Fontanigorda deriva da Funtis ingurde oppure Funtis voracis, che significa ricca di
01:35fonti.
01:35Questa zona infatti è ricca di sorgenti e nel corso del tempo sono state create tantissime
01:42fontane.
01:45Fontanigorda è un comune dell'entroterra genovese collocata in una sorta di conca.
01:51sormontata da tre diverse vette che sono il Monte Castello del Fante, il Monte Gifarco
02:00e il Monte Rocca Bruna, tutte vette comprese tra i 1300 e 1400 metri su cui saliremo oggi.
02:26alle mie spalle la chiesa dei Santi Giacomo e Antonio e vedete le indicazioni seguiamo
02:34per Bosco delle Fate, da lì parte la nostra passeggiata.
03:03questo luogo sembra veramente magico.
03:08è caratterizzato da avvallamenti, da massi accatastati e questi smottamenti sono stati
03:17generati nel corso del tempo dall'erosione da parte dei corsi d'acqua, ma leggendariamente
03:24vengono attribuiti a delle forze magiche ed è per questo che viene chiamato Bosco delle
03:31Fate. Seguiamo queste indicazioni e ci sono anche le indicazioni del cartello il sentiero
03:42203 per Monte Rocca Bruna Passo del Gifarco. Siamo arrivati a questo Bibbio dopo circa un
03:51chilometro, un chilometro e mezzo dalla partenza. Attenzione, noi decidiamo di imboccare il sentiero
03:57209 per Monte Castello del Fante, due ore.
04:22Come al solito Stefano è andato avanti, mi ha lasciato qua da sola, è tutto ansioso di trovare
04:28la spada nella roccia ma... L'ho trovata, l'ho trovata, è là, è là. Non ci credo.
04:35Guarda, guarda, guarda. Laura ce l'ho fatta, ce l'ho fatta. Adesso mi premiano, mi premiano.
04:47Terminata l'incoronazione del nuovo re, ci incamminiamo seguendo sempre i tre pallini
04:54gialli. Voglio vedere se poi riesci a estrarre quella vera di spada sul Monte Gifarco.
05:01Beh, ci proviamo, dai. Siamo partiti seguendo i due trattini gialli, poi abbiamo iniziato
05:07a seguire i tre pallini gialli e ora compare anche il triangolo. Però il triangolo no,
05:17non l'avevamo considerato.
05:28Dopo circa 4,5 chilometri dalla partenza siamo arrivati al Passo del Fante. Attenzione perché
05:37non c'è l'indicazione per andare sul Monte Castello del Fante ma noi sappiamo, visto che
05:44abbiamo la traccia, che bisogna girare a destra una volta arrivati al Passo del Fante. Chi non
05:51volesse salire sul Monte Castello del Fante può andare da un'altra parte. Può andare da un'altra
05:57parte, esatto, grande Stefano. Siamo quasi arrivati sulla vetta del Monte Castello del Fante. L'ultimo
06:09tratto è un pochino più impervio ma abbastanza fattibile in mezzo alle rocce. Alle nostre spalle
06:17la vista è splendida ma aspettiamo di essere qui.
06:44Siamo arrivati sulla vetta del Monte Castello del Fante dove si trova questa
06:50croce e qui siamo a circa 1.391 metri di altezza.
07:10Il Monte Castello del Fante viene molto probabilmente chiamato così perché da lontano ha una forma a
07:19trapezio e la sua cresta dentellata vanno a ricordare un po' la forma di un castello, un castello un po'
07:28in rovina.
07:41Salutiamo il Monte Castello del Fante per tornare giù verso il Passo del Fante e poi
07:49ci dirigiamo verso il Passo del Gifarco.
07:57Un piccolo appunto. Il tratto che conduce sulla vetta del Monte Castello del Fante è un tratto di tipo E
08:06-E per escursionisti esperti, quindi prestare attenzione e se soffrite di vertigini evitate di farlo.
08:13Si vedono da qua il Monte Gifarco e il Monte Rocca Bruna, quindi adesso scendiamo per poi salire su quelle
08:22altre due vette.
08:28Siamo riarrivati al Bivio, questo è il Passo del Fante, ora procediamo praticamente in piano verso il Passo del Gifarco.
08:44Superato il Passo del Gifarco si comincia a salire verso il Monte Gifarco e tra le altre cose si narra
08:54che al passo del Gifarco si è passato anche Federico Barbarossa quando stava sfuggendo dai suoi nemici, dalle truppe nemiche
09:04della Lega Longobarda e veniva aiutato dai Malaspina.
09:14Dopo circa 7 chilometri dalla partenza e 630 metri di dislivello arriviamo all'indicazione per il Monte Gifarco che è
09:26quello sempre con i tre pallini gialli
09:28e il sentiero comincia a salire sulla sinistra, sul fianco sinistro della montagna.
09:37L'ultimo tratto che porta alla vetta è da fare passando attraverso la spaccatura della montagna.
10:22La leggenda narra che San Galgano, valoroso cavaliere di ritorno dalle crociate,
10:29conficcò nel terreno la propria spada per creare una croce come simbolo della vittoria cristiana in Terra Santa.
10:37La vera croce di San Galgano si trova a Montesiepi in Toscana ma sulla vetta del Monte Gifarco si è
10:45deciso di incastonare questa spada
10:47per rievocare la leggenda di San Galgano come simbolo di pace così come recita la targhetta a fianco della spada
10:55stessa.
10:58Attraverso questa croce che il santo cavaliere Galgano fece di sua spada possano l'amore e la pace del Cristo
11:06diffondersi sulla terra.
11:22Salutiamo la spada nella roccia del Monte Gifarco o Cifarco che si trova a 1381 metri,
11:32quindi 10 metri in meno rispetto al Monte Castello del Fante.
11:36Ora ci dirigiamo sul più alto dei tre che raggiunge i 1420 metri, il Monte Rocca Bruna.
12:11Arrivati tranquillamente sulla vetta del Monte Rocca Bruna chiamato così per le sue rocce bruno-rossastre
12:19e qui la vista è spettacolare come del resto sulle altre due vette su cui siamo saliti.
12:26Qui sotto si vede Fontanigorda che è collocata nella Val Pescia, cioè la valle dove scorre il torrente Pescia
12:36che è un affluente del fiume Trebbia.
12:39Da qui si vede anche la Val Daveto con le sue vette principali come il Monte Bue, il Monte Maggiorasca
12:46e anche là in fondo in fondo il Monte Penna.
12:51Girando ancora un po' di più si passa a vedere Stefano e Monte Ramaceto fino ad arrivare alle vette su
13:02cui siamo saliti prima,
13:03quindi il Monte Gifarco e il Monte Castello del Fante che da qui si vede bene appunto con la sua
13:11forma a trapezio.
13:13Mentre Stefano è impegnato a fare le sue foto di rito io fuggo con...
13:21Oh, dove vai con la mia spada?
13:24No, ma perché mi hai visto?
13:26L'ho estratta io, l'ho estratta, è mia, è mia.
13:42Una volta discesi dal Monte Rocca Bruna seguiamo le indicazioni per Ottone per andare verso il Passo di Esola.
14:00Dopo circa 10 chilometri dalla partenza e quasi 900 metri di dislivello siamo arrivati al Passo di Esola.
14:10Per la viabilità storica si tratta di un importante punto di collegamento tra la Val d'Aveto e la Val
14:19Trebbia
14:20e quindi tra Fontanigorda e Rezzoaglio.
14:23Ora, se noi procediamo dritto, il cartello ci indica che si va verso Ottone.
14:32Noi procediamo lungo il sentiero che gira tutto a sinistra per ricongiungerci con Fontanigorda.
15:13Con una piccola deviazione dal sentiero si arriva a questa zona umida, nel senso che viene chiamata Lago delle Canne.
15:23Non c'è più un lago in via di estinzione.
15:25Ci sono appunto queste canne, quindi torno sul sentiero principale che è meglio.
15:41Dopo circa 15 chilometri percorsi e i 900 metri di dislivello, sono sempre quelli perché poi abbiamo continuato a scendere,
15:50si percorre un tratto di strada asfaltata, l'SP18, alla nostra destra scorre il torrente Pescia.
16:01Ci sono le indicazioni Bosco delle Fate, 30 minuti ed è poi la strada che dobbiamo seguire.
16:09Ma, visto che non siamo ancora stanchi e abbiamo visto l'indicazione a 5 minuti c'è un mulino,
16:16andiamo a vedere il mulino.
16:32Bellissimi anche il ponte e il mulino in fase di ristrutturazione.
16:38Torniamo però adesso sulla strada asfaltata.
16:54Lungo questo ultimo tratto del Bosco delle Fate che stiamo percorrendo per arrivare alla macchina
17:00si trovano anche queste poesie del poeta Livornese Caproni che sono, diciamo, dedicate alla valle, alla Valpescia.
17:11Il percorso che abbiamo intrapreso oggi è sicuramente molto ben tenuto.
17:17Ovviamente per chi non conosce queste zone, come noi del resto, è bene muoversi con una traccia, una traccia GPX.
17:25Volevo ringraziare Stefano che mi ha accompagnato in questo trekking e tra le altre cose.
17:31Noi ci eravamo conosciuti la prima volta, anni fa, proprio perché lui mi aveva chiesto informazioni
17:37dopo che io avevo pubblicato un video sulla spada nella roccia del Monte Gifarco su Instagram.
17:44E da lì, da quel momento lì, sono iniziati i miei problemi.
17:48No, siamo diventati buoni amici e quindi molte passeggiate le facciamo volentieri insieme.
17:55E volevo anche ringraziare un nostro amico, amico soprattutto di Stefano, Giacomo Bracchi, in arte Orange Bart,
18:05che trovate su Facebook.
18:06Nella pagina, il mio appennino.
18:08che è molto esperto di queste zone e ci ha dato davvero tante informazioni per questo percorso.
18:14Si tratta di un trekking di circa 16 chilometri con 950 metri di dislivello.
18:40Comunque Stefano, se tu sei d'accordo, io metterei all'asta la spada nella roccia forgiata in Taiwan.
18:50Eh, non ci sono mica più le spade di una volta.
18:53Eh no.
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