00:00Grazie a tutti
00:34Cari fratelli e sorelle
00:37In questa ultima Catechesi sulla Costituzione Sacro Sanctum Concilium
00:44desidero oggi soffermarmi sulle ragioni per le quali i padri conciliari
00:51vollero promuovere una riforma della liturgia.
00:55E' illuminante in tal senso la terza lettera dal Concilio
01:02che il Cardinale Giovanni Battista Montini, allora arcivescovo di Milano,
01:09inviò il 28 ottobre 1962 ai fedeli della propria Chiesa.
01:17La liturgia scriveva
01:20E' espressione sincera sia del divino che dell'umano.
01:27E' linguaggio, e' veicolo di insegnamento divino da un lato, e' voce di colloquio con Dio.
01:37E' chiaro che essa non può rinunciare alla sua funzione didattica
01:42e non può non offrire alla fede e alla pietà la possibilità di esprimersi con spontanea intelligibilità.
01:54Mosso da queste convinzioni, il futuro Papa San Paolo VI affermava che i fedeli non possono e non devono più
02:06rimanere muti e passivi.
02:09La loro materiale presenza non può accordarsi con la loro spirituale assenza.
02:19E' evidente la consonanza di queste dichiarazioni con quelle che appariranno al numero 48 della Costituzione conciliare.
02:31La Chiesa si preoccupa vivamente che i fedeli non assistano come estranei o muti spettatori a questo mistero di fede,
02:46ma che, comprendendolo bene, mediante i riti e le preghiere,
02:51partecipino all'azione sacra consapevolmente, piamente e attivamente.
02:59Siano formati dalla parola di Dio, si nutrano alla menza del corpo del Signore,
03:08rendano grazie a Dio, offrendo la vittima senza macchia,
03:14non soltanto per le mani del Sacerdote, ma insieme con Lui.
03:20Imparino a offrire se stessi e di giorno in giorno,
03:25per la mediazione di Cristo siano perfezionati nell'unità con Dio e tra di loro.
03:35Si coglie, in queste parole, una rinnovata consapevolezza del valore della liturgia.
03:43Attraverso le azioni rituali della Chiesa,
03:47mentre si attua il memoriale dell'opera di salvezza,
03:51è data la possibilità di vivere la vera relazione con Dio,
03:57entrando in contatto con l'evento salvifico.
04:02Poiché i gesti e le parole della Sacra Liturgia
04:06sono decisivi per realizzare questa esperienza,
04:10la partecipazione dei fedeli non può essere passiva.
04:15La riforma conciliare, nel mettere al centro ciò che costituisce il cuore dell'esperienza ecclesiale,
04:25ha voluto far risplendere la liturgia come la fonte primaria di quel divino scambio
04:33nel quale ci viene comunicata la vita di Dio.
04:38Da tale convinzione nacque l'esigenza di rendere maggiormente disponibile a tutti i fedeli
04:47la ricchezza dei testi biblici e delle orazioni
04:51e di rendere più lineare l'ordinamento celebrativo rispetto a quello previsto
04:58nei libri liturgici allora vigenti.
05:03La liturgia, infatti, essendo una realtà viva,
05:08è sempre stata soggetta, lungo i secoli, a sviluppi e cambiamenti.
05:15Il Magistero ne ha adattato le forme alle esigenze delle diverse epoche.
05:22Non sorprende, allora, che anche il Concilio Vaticano II,
05:26con il massimo rispetto per il patrimonio della tradizione
05:31e proprio al fine di renderlo maggiormente fruibile,
05:36abbia ritenuto necessaria una revisione dei libri liturgici.
05:43L'obiettivo che i padri avevano a cuore
05:46è esplicitato nel numero 21 della Costituzione Sacro Sanctum Concilium.
05:54Perché il popolo cristiano ottenga più sicuramente le grazie abbondanti
06:01che la Sacra Liturgia racchiude,
06:04la Santa Madre Chiesa desidera fare un'accurata riforma generale della liturgia.
06:11Questa, infatti, consta di una parte immutabile,
06:18perché di istituzione divina,
06:21e di parti suscettibili di cambiamento,
06:24che nel corso dei tempi possono o addirittura devono variare,
06:30qualora si siano introdotti in esse
06:33elementi meno rispondenti all'intima natura della liturgia stessa,
06:38oppure queste parti siano diventate non più idonee.
06:45In tale riforma,
06:47l'ordinamento dei testi e dei riti
06:49deve essere condotto in modo
06:52che le sante realtà che essi significano
06:55siano espresse più chiaramente
06:58e il popolo cristiano possa capirne più facilmente il senso
07:04e possa parteciparvi con una celebrazione piena, attiva e comunitaria.
07:13Risale all'enciclica Mediator Dei di Papa Pio XII
07:20la distinzione nella liturgia tra elementi divini,
07:26immutabili ed elementi umani,
07:29che invece possono subire varie modifiche
07:34approvate dalla sacra gerarchia assistita dallo Spirito Santo
07:39secondo le esigenze dei tempi, delle cose e delle anime.
07:45Del resto, il desiderio di una riforma generale
07:50non nasceva all'improvviso,
07:52ma si era manifestato nell'azione dei Papi
07:56succedutisi fin dall'inizio del XX secolo,
08:00in sintonia con le istanze del movimento liturgico.
08:05L'affermazione della necessità
08:08che i fedeli non assistessero alle celebrazioni
08:12come stranei o muti spettatori
08:15era già stata ripresa dalla Costituzione Apostolica
08:20Divini Cultus del Papa Pio XI.
08:25Inoltre, si possono ricordare
08:28gli interventi di Pio XII
08:30sull'ordinamento dei riti della Settimana Santa,
08:34da Lui ricollocati nelle ore corrispondenti
08:38agli eventi pasquali,
08:40dopo che per secoli
08:42erano stati anticipati alle ore matutine.
08:47Non si deve poi dimenticare
08:49che San Giovanni XXIII
08:51ritenne necessaria una semplificazione
08:55delle rubriche del breviario del messale,
08:59approvandola con il motu proprio
09:01Rubricarum Instructum del 25 luglio 1960,
09:08nel quale rimandava all'annunciato
09:11Concilio Ecumenico
09:12la proposta dei principi fondamentali
09:15per una riforma della liturgia.
09:20La riforma liturgica,
09:22promossa dal Concilio Vaticano II,
09:24si pone dunque
09:26nel solco della tradizione vivente della Chiesa.
09:29La sua retta comprensione
09:32permette anche di rigettare gli abusi
09:35che si sono verificati
09:37in alcuni settori della Chiesa
09:40nella stagione post-conciliare
09:42e che purtroppo talora ancora oggi
09:46si verificano,
09:48assolutizzando o malcomprendendo
09:51alcuni dei principi
09:53che stavano alla base
09:54della riforma stessa.
09:56A questo proposito,
09:59vale la pena di ricordare
10:01come la Costituzione conciliare
10:03affermi
10:05che le azioni liturgiche
10:07non sono azioni private,
10:09ma celebrazioni della Chiesa,
10:12che è sacramento dell'unità,
10:15cioè popolo santo
10:17radunato e ordinato
10:19sotto la guida dei Vescovi.
10:20Perciò tali azioni
10:23appartengono all'intero corpo
10:25della Chiesa,
10:26lo manifestano
10:27e lo implicano.
10:30E pertanto,
10:32responsabilità principua
10:33dei pastori,
10:35dei Vescovi,
10:36ma anche di ogni singolo sacerdote,
10:38custodire e promuovere
10:40una liturgia
10:41che, nel rispetto
10:43delle norme liturgiche,
10:45risplenda per nobile semplicità
10:48e manifesti così
10:49la Chiesa,
10:51una,
10:51santa,
10:52cattolica ed apostolica.
10:55Una tale liturgia
10:57sarà anche un fondamentale
10:58veicolo di evangelizzazione,
11:01lo strumento di grazia
11:03attraverso il quale,
11:05come insegna il Concilio,
11:07potremo apprendere
11:09ad offrire noi stessi
11:10e per la mediazione di Cristo
11:13saremo perfezionati
11:15nell'unità con Dio
11:16e tra di noi.
11:20Grazie.
11:35Grazie a tutti.
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