00:06Buongiorno a tutti, io sono Pasquale Ancona, oggi è martedì 21 luglio e questo è Notizia
00:11Colazione, il podcast di classeritori che ogni giorno riporta notizie, fatti e analisi dal mondo
00:16per iniziare al meglio la vostra giornata. In Italia infatti sta diminuendo la dispersione
00:21scolastica. Secondo i numeri arrivati dal dato invalsi, la percentuale di dispersione scolastica
00:27in Italia nel 2026 dovrebbe scendere al 7,3% dall'8,2% dell'anno scorso. Per capire fino
00:36in fondo questo trend dobbiamo guardarci indietro. Soltanto nel 2023 il tasso di abbandono esplicito
00:42oscillava sopra il 10,5%. Subito dopo la pandemia la dispersione implicita sfiorava la doppia cifra,
00:50aumentata dall'isolamento della didattica a distanza. Cosa è cambiato? Gli analisti attribuiscono
00:56il merito a un mix di riforme strutturali e massicci investimenti. Parliamo delle risorse
01:01miliardarie del PNRR, dei progetti di orientamento personalizzato guidati da docenti tutor e di
01:07piani mirati come Agenda Sud, creati per iniettare risorse laddove la povertà educativa morde
01:13più forte. Tuttavia se prendiamo la lente di ingrandimento e analizziamo la macro voce
01:19dei dati nazionali, l'entusiasmo deve fare i conti con la realtà delle fratture geografiche.
01:24Quel 6,3% di oggi della dispersione implicita è la sintesi matematica di due Italie che
01:30viaggiano a velocità opposte. Se nel centro e nel nord i tassi di dispersione rasentano
01:36i minimi storici europei, nel mezzogiorno le ferite si stanno appena rimarginando. In regioni
01:42come la Sardegna o la Campania le percentuali di fragilità negli apprendimenti mostrano scostamenti
01:47pesanti rispetto alle zone più ricche del paese. Finché il codice postale di un ragazzo
01:52determinerà le sue probabilità di comprendere un testo scritto, la nostra scuola non sarà del tutto equa.
Commenti