Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 2 giorni fa
Come riconoscere la voce del proprio Daimon? Quando parla, qualcosa dentro di noi non riesce più a fingere. Il Daimon non è una vocina dolce che ci sussurra: “Segui il tuo cuore”. Questa frase, ormai, è diventata così abusata da non significare quasi più nulla. Il Daimon non consola, non motiva, non vuole renderci più efficienti, più performanti, più adatte al mondo. Il Daimon è una forza di precisione. Arriva quando una vita è diventata troppo larga o troppo stretta, quando stiamo indossando un’identità che ci sta bene agli occhi degli altri, ma non più sulla pelle, quando tutto sembra funzionare, eppure qualcosa dentro di noi si ritira, come un animale selvatico che non vuole essere addomesticato.

[idarticle id="1906060" title="Libri da leggere. La scrittrice Selene Calloni Williams: «Scoprite il daimon dentro di voi»  "]
Il daimon non è desiderio, ma irritazione
La sua voce non sempre appare come desiderio, a volte appare come nausea, come irritazione. Come un’improvvisa incapacità di continuare a essere brave nel modo in cui lo siamo sempre state. Molte persone credono che il Daimon indichi subito una strada luminosa. Ma spesso, prima ancora di mostrarci dove andare, ci mostra dove non possiamo più restare. E questo è il primo segno. La voce del Daimon non dice necessariamente: “Fai questo!”. Più spesso dice: “Non tradirti più in questo modo!”.  Non è una voce morale. Non ci rimprovera, Però ci rende impossibile abitare la menzogna senza pagarne il prezzo nel corpo. Il sonno si altera. Il respiro si accorcia. La gioia diventa una recita. La bellezza smette di raggiungerci.

[idarticle id="2733817" title="4 libri da leggere per nutrire l’anima"]
Il Daimon parla attraverso ciò che perde vita
[idgallery id="1782775" title="Depressione, ansia e intestino: il decalogo per stare meglio"]

Un lavoro può continuare a darci denaro, prestigio, sicurezza, e tuttavia essere già morto. Una relazione può continuare a essere corretta, educata, persino affettuosa, e tuttavia non contenere più destino. Un ruolo può ancora funzionare benissimo, ma non avere più anima. Riconoscere il Daimon significa imparare a distinguere ciò che funziona da ciò che vive. È una differenza enorme.Il Daimon non promette felicità immediata. Promette integrità. E l’integrità è una forma più profonda della felicità, perché non dipende dal fatto che le cose vadano bene. Dipende dal fatto che noi non siamo più divise. Nel mio libro Risveglia la tua mente torno spesso su un punto essenziale: la mente non si risveglia aggiungendo pensieri spirituali alla vita ordinaria, ma imparando a vedere con precisione ciò che accade. Il corpo, le emozioni, gli stati mentali, gli eventi quotidiani diventano luoghi di rivelazione.

[idarticle id="1972152" title="È il momento di capire il senso della vita con il libro di Vito Mancuso"]
Come riconoscere la voce del proprio Daimon
Anche il Daimon si ascolta così: non fantasticando su una missione grandiosa, ma osservando dove la vita si accende e dove si spegne. Dove il corpo si apre e dove si contrae. Dove diventiamo più presenti e dove diventiamo personaggi. La voce del Daimon non è sempre bella. Ma è viva. E la vita, quando è davvero viva, non sempre ci accarezza. A volte ci chiama fuori da una stanza che abbiamo decorato con cura, ma nella quale non respiriamo più. Riconoscere il proprio Daimon significa proprio questo: accorgersi del punto esatto in cui la nostra anima smette di collaborare con la nostra paura. Da lì comincia la strada.

Categoria

🗞
Novità
Commenti

Consigliato