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ELEONORA DANIELE: Davanti allo Schermo, Fingere è Quasi Impossibile! La conduttrice RAI ci racconta come nascono i suoi Programmi TV, la preparazione, l’empatia e quei momenti della sua Vita che in un modo o nell’altro hanno segnato il suo percorso Artistico. Quando si accende la telecamera della Diretta, la Persona prima o poi prende per forza il posto del Personaggio.
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✍️ Articolo/Contenuto a cura del Correspondent Creator @davidegerbino
Davide Gerbino | DG Network | Magazine DG85.it
Informazione Indipendente | Cultura Contemporanea | Festival della TV | Eleonora Daniele
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TVTrascrizione
00:04Allora, io ho la mania del controllo, partiamo da questo, per cui in una trasmissione così
00:11che è tutta in diretta, ovviamente chi come me ha la mania del controllo deve avere tutto
00:17sotto gli occhi, se no impazzisco. Per avere tutto sotto gli occhi devo sapere almeno
00:25qualcosa in più degli altri solitamente, per cui sono una che obiettivamente studia e si prepara tantissimo,
00:33però ci tengo anche a rapporto con le persone, ci tengo a chiamare il singolo ospite, Tiziana lo sa, Riccardo
00:41lo sa,
00:41ogni tanto lo chiamo prima della trasmissione, il direttore e i nostri amici, anche a te,
00:47ogni tanto ti ho chiamato, dico allora facciamo questo, facciamo quell'altro, perché comunque secondo me
00:51oggi essere curiosi non basta, bisogna anche conoscere e sapere, l'informazione è talmente ampia,
01:00che poi con ospiti come voi, ovviamente che comunque siete dei giornalisti, dei colleghi,
01:07ma rappresentate anche testate, giornali importanti, è ovvio che come dire ci sia una forma di ansia
01:14prestazione, ogni ospite va rispettato, dal più piccolo al più grande, però è chiaro che quando
01:22un ospite come te io devo essere molto preparata, perché sennò faccio una brutta figura.
01:28Ti dico che mi è capitato di essere ospiti in trasmissione in cui il conduttore o tutte le ricerche
01:34non è che non sperano chi ero io, non sperano chi ero, nessuna, però questa è una cosa che...
01:41Sono rimasti?
01:42Sono rimasti, sì, le trasmissioni ovviamente vengono male.
01:46No, nel corso degli anni.
01:47Sì, sono rimasti, hanno fatto, ovviamente le trasmissioni vengono fredde perché non c'è
01:53nessuna empatia, ma questa era una cosa che mi raccontava Fabrizio Fezzi, che aveva questo
01:58metodo, proprio lui prima di, anche nei quiz, lui voleva conoscere tutti i concorrenti,
02:03scrive le loro storie, cosa avevano fatto, chi c'era nella famiglia, perché diceva questo
02:07principalmente, la prima cosa mi aiuta nella conduzione, perché io so dove appigliarmi
02:14quando c'è qualcosa che non va, quando voglio far andare qualcosa in un verso o nell'altro.
02:19Io penso che all'inizio, quando ero una ragazzina, mi è stato con una mattina, avevo 24,
02:2826 anni, e mi davano sempre questi copioni lunghissimi, poi una mattina ho fatto di spazi
02:36da 5-7 minuti, e noi andavamo avanti una volta dalle 6.45 fino alle 11.45, mi ricordo
02:45ancora le scalette, per cui era tutto un bloccone unico, dove ogni 7-8 minuti più o meno
02:53cambiava spazio, per cui potevo passare da, non so, ai fiori, alla guerra, cioè non importava.
03:01Però mi ricordo che io mi rifiutavo di leggere i copioni e rispettarli perseguamente,
03:10cioè mi dava fastidio, perché mi sentivo ingabbiata.
03:14E allora io improvvisavo parecchio, cioè studiavo prima quello che dovevo sapere e poi improvvisavo.
03:21Mi ricordo che gli autori si arrabbiavano tantissimo, perché io mi permettevo, così giovane,
03:27di provare, sperimentare e cercare delle risposte e cercare qualcosa che magari loro non avevano
03:34scritto, ma poi l'improvvisazione per me è stata la mia cifra.
03:40In realtà io vado in onda la mattina e non ho nessun copione, non esiste, cioè io vado,
03:47abbraccio su tutto e cerco di capire quali sono i momenti salienti da sviluppare.
03:53A volte mi invento direttamente in trasmissione delle cose, perché magari un numero, un pensiero,
04:02un'azione, soprattutto sulla cronaca nera mi ha incuriosito, allora mi metto a ragionare
04:09direttamente su quello, faccio ragionare gli ospiti e poi anche il pubblico a casa ovviamente,
04:14perché poi mi vanno a scrivere proprio su quella cosa che non era strutturata già,
04:19ma che è stata un oggetto di improvvisazione.
04:23E poi deve continuare a essere popolare, perché deve essere un programma popolare
04:27che parla tutti, quindi non può essere immagino troppo specifico, troppo complesso, troppo complicato.
04:35Noi abbiamo un pubblico che è cambiato nel corso degli anni, perché il pubblico televisivo
04:42della televisione generalista è diventato un pubblico specializzato, è un pubblico che conosce, che sa,
04:50una volta si poteva generalizzare, adesso non si può più, bisogna che quello che tu vai a raccontare
04:58sia in qualche maniera un racconto ben dettagliato nello stesso tempo che vada in profondità, anche perché i canali
05:08che ci sono e che parlano di determinati argomenti sono aumentati, sono aumentati i programmi che fanno l'informazione,
05:19per cui il pubblico, cioè siccome è polverizzato un po' all'ascolto, no?
05:24Il pubblico ha bisogno di fidelizzare e seguire proprio quei programmi che hanno, come dire, un approfondimento speciale.
05:35Più lavoro per il pubblico e pensando a chi ti guarda, più chi ti guarda ti restituisce quel lavoro
05:46e appunto quell'attenzione che tu hai per loro. Io ogni volta che penso a quello che devo fare,
05:52prima penso, ma lo seguirebbero, farebbero questa cosa, potrebbe essere un argomento respingente,
05:59potrebbe lasciare troppo a caso l'interpretazione, rispetta le mamme, rispetta i nonni, i nonni che ci sono a casa,
06:09rispetta il telespettatore. Secondo me, quando una televisione, quando un programma ha il rispetto di chi ti guarda,
06:18sei già a un buon punto per portare a casa un buon lavoro.
06:26Questa cosa fa parte un po' della mia vita. In realtà io sono l'ultima di quattro figli
06:31e tu dici la quarta è sempre, no? Quella più attenzionata, più coccolata.
06:39Sì, è vero, però avendo avuto in casa un familiare autistico, in realtà io sono sempre stata abituata,
06:48sin da piccola, sin dai primi anni di vita, a seguire mio fratello che aveva sei anni di più di
06:55me.
06:56Per cui, diciamo, questa vita per sottrazione per me è sempre stata un'attitudine,
07:02è sempre stato un esercizio quotidiano.
07:05E quando io ho iniziato a lavorare in televisione, io ho semplicemente applicato la mia vita familiare
07:12alla vita della TV. Cioè il racconto che io avevo in casa, anche personale, emotivo,
07:21il rapporto, le relazioni che io avevo con loro, di fatto l'ho portato in famiglia, in televisione.
07:30E questo probabilmente passa. Io credo sempre che un personaggio di spettacolo,
07:36soprattutto per chi come noi segue delle quotidiane, no?
07:41Io vado in onda più o meno da 23 anni in diretta quasi tutti i giorni.
07:46Ci sono stati anni in cui sono andata in onda d'estate e d'inverno,
07:51in continuità tra il 15 agosto e il 25 dicembre.
07:55Non faceva differenza.
07:57Perché siamo a scopone.
07:58E questo però, ovviamente, cioè, quello che siamo, secondo me, non si può nascondere.
08:06Cioè viene fuori, nel bene o nel male.
08:10La televisione, sì, è vero che comunque sono le luci della ribalta,
08:15ma all'altro stesso tempo la televisione è un mezzo incredibile.
08:18che, secondo me, chi è a casa riesce a filtrare e a guardare veramente in profondità chi è quella persona.
08:31Ci sono tanti amici e amiche che mi seguono da tanti anni,
08:35che in qualche maniera sono cresciuti con me e io sono cresciuta con loro.
08:40Però un pochino la televisione ti dà il senso di famiglia.
08:44Io lavoro per la RAI, è un'azienda pubblica, la rete Ammiraglia, RAI1.
08:50Io penso che non possiamo nasconderci dentro e davanti le telecamere.
08:55Non è possibile.
08:57Penso che chi sei alla fine, la gente lo sappia, lo capisca.
09:01Il pubblico è un pubblico sempre attento, a volte anche femminile,
09:06per cui ancora più attento.
09:09E credo che non dobbiamo mai nasconderci davanti alla gente.
09:15Insomma, quello che sei viene fuori.
09:18Perché è stato campione di ascolto.
09:21Sì, una seconda serata veramente su RAI1, l'una di sera, che ritornerà.
09:27E devo dire, anche questo è stato un lavoro enorme,
09:30perché lì invece ci siamo accorti che il linguaggio televisivo doveva cambiare.
09:35Dalla mattina, dove siamo molto più on the road, è vero Riccardo?
09:40Invece la sera il pubblico ha bisogno, poi arriviamo dopo la fiction,
09:44per cui il pubblico ha bisogno di essere accompagnato in un racconto.
09:48Io devo dire che mi sono specializzata anche nelle storie legate alle donne,
09:53anche storie passate, perché secondo me le storie non vanno dimenticate.
09:58C'è un po' quello che viene definito l'effetto torcia.
10:01Quando interessa una cosa, tutti parlano di quella cosa.
10:05Dopodiché ci si dimentica di quella storia, di quella sofferenza,
10:10e si passa a quella successiva.
10:13E questo è anche un guaio che succede per i familiari,
10:18perché spesso e volentieri poi cercano di essere protetti e tutelati ancora,
10:22durante i processi, dopo i processi.
10:24Ci sono familiari che per vent'anni, trent'anni cercano la verità,
10:28e poi nessuno li considera più.
10:30Invece secondo me la televisione dovrebbe occuparsi in generale spesso anche delle storie passate.
10:36Allora mi sono andata a prendere un po' di storie un po' più vecchie,
10:40le ho portate nella trasmissione, le ho raccontate,
10:43e devo dire che è andato molto bene l'anno scorso,
10:46ho avuto il picco di ascolti,
10:48perché siamo arrivati al 20% in seconda serata su Ray Ola.
10:52E' un risultato straordinario.
10:53E' un risultato veramente importante.
10:55E' un po' di quel tipo di racconto.
10:58Esatto.
10:58Il racconto delle storie è un po' la tua cifra distruttiva,
11:02perché anche il dottor Incorsia è un'idea di questo tipo,
11:08cioè portare le storie, raccontare le storie delle persone.
11:12Allora, il dottor Incorsia racconta le storie del bambino Gesù,
11:16l'ospedale pediatrico che voi avrete sentito nominare tante volte, no?
11:21Abbiamo fatto anche la partita del cuore l'anno scorso,
11:24dedicata a tutti i bambini e le mamme dell'ospedale pediatrico.
11:27Il dottor Incorsia è un programma che è venuto da Sura i 3,
11:30sempre in seconda serata,
11:32e lì raccontiamo le mamme, le famiglie.
11:36Siccome spesso volentieri siamo presi da notizie sempre tremende sulla sanità,
11:44devo dire che il dottor Incorsia invece porta la buona sanità,
11:47quella dei medici del bambino Gesù che fanno delle cose pazzesche,
11:51cioè operano i bambini a cuore aperto,
11:53salvano delle vite incredibili.
11:57L'altro giorno ho raccontato la storia di una bambina
12:00che aveva ingerito una pila,
12:02sapete quelle tonde piatte?
12:06Ha ingerito una pila, aveva 5-6 anni quando l'ha ingerita.
12:11Tu dici ma che cosa potrà mai succedere?
12:13Invece purtroppo nell'ospedale dove era,
12:16non erano riusciti a toglierla, ad operarla,
12:19perché queste pile, fate attenzione,
12:23lì c'è una bacheca al bambino Gesù,
12:25anzi andate a vedere proprio nel sito,
12:28di tutte le cose e gli oggetti che devono essere tenuti lontani dai bambini,
12:32questa pila praticamente aveva iniziato a sciogliersi
12:36dentro lo stomacchino di questa bambina.
12:38Insomma per anni e anni questi medici di bambino Gesù
12:41hanno fatto un lavoro incredibile
12:43dando la possibilità a questa bimba di vivere bene insomma
12:48nonostante quello che le era accaduto.
12:52Però sono anche di servizio pubblico queste storie
12:55perché tante mamme magari hanno degli oggetti in casa
12:58che non si rendono nemmeno conto
12:59e invece se tu sai che quelle pire, quelle le devi proprio togliere,
13:03buttare o mettere, che ne so, in una credenza sopra
13:08dove i bambini non arrivano insomma.
13:12Una mala sanità.
13:13Adesso mi viene in mente la storia di Domenico Caliendo.
13:19Domenico era un bambino che doveva avere un'operazione al suo cuoricino,
13:24era arrivato al cuore, il trapianto doveva andare tutto bene
13:29perché comunque lui fra l'altro non era un bambino che stava morendo,
13:33poteva stare altri due anni con questo cuoricino.
13:38e lì ad esempio i giornali hanno fatto un lavoro straordinario
13:42perché noi siamo riusciti a sapere quello che stava accadendo,
13:46quello che è successo e non era successo in quella sala operatoria
13:49grazie al mattino di Napoli,
13:52grazie a qualcuno lì dentro che non ce la faceva più
13:55a sopportare un certo tipo di situazione
13:57e alla fine ha deciso di denunciare i giornalisti.
14:01Se non ci fossero stati i giornalisti,
14:04se non ci fossero stati i giornalisti,
14:07non avremmo mai saputo quello che era accaduto a Domenico.
14:13Riccardo, questa è una storia veramente che mi ha segnato tantissimo,
14:19io sento sempre questa mamma,
14:21io non so che forza abbia,
14:23io forse sarei andata e avrei spaccato lui,
14:26io non so come avrei reagito ad una cosa del genere,
14:29sentendo gli audio di questo professore che parlava e che diceva
14:36e che trattava questo bambino veramente come se fosse un oggetto.
14:43Io penso che la sanità in Italia sia assolutamente un fiore all'occhiello
14:49per noi anche rispetto all'Europa,
14:53però penso che ci siano anche dei casi che vanno segnalati e denunciati,
14:57perché non è che possiamo stare a guardare una malasanità per anni
15:02che è stata denunciata dalle associazioni da fedeli consumatori,
15:07non solo per anni, nessuno li ha mai ascoltati,
15:09perché su questo dobbiamo dire che il giornalismo può fare una grande prevenzione.
15:14Noi abbiamo un potere enorme in questo senso,
15:19perché facendo prevenzione permettiamo che certe cose non succedano.
15:25Se qualcuno avesse ascoltato quella persona,
15:27magari domenico oggi non ci sarebbe,
15:30non sarebbe morto.
15:32E adesso?
15:35Allora Lorenzo, ti alzi per favore?
15:38Allora lui è Lorenzo, un mio amico, ciao,
15:42e il papà, che non mi ricordo come si...
15:45Franco, alzati anche tu Franco.
15:47Lo faccio pure, alzati anche le mezze.
15:49E' una delle cose che mi piace di più di questo lavoro,
15:58e sono le persone, no?
16:00Perché qua alla fine noi lavoriamo in televisione,
16:02ma noi lavoriamo per voi, cioè noi siamo qua per voi.
16:05Allora, prima vedendo la commozione di questo padre,
16:09devo dire io, buono, mi sono sciolta.
16:13Perché mi rendo conto che poi il contatto col pubblico
16:17quando lavori in tv a volte può mancare,
16:21e invece poi quando giri così e vieni a questi bellissimi eventi,
16:25queste manifestazioni,
16:27poi le persone iniziano a parlarti,
16:30iniziano a dirti che quello che stai facendo
16:34è nel verso giusto.
16:37Io ti devo ringraziare per quelle lacrime di prima,
16:41e devo ringraziare tuo figlio,
16:43perché per te è una forza della natura,
16:45però lui ha un messaggio bellissimo
16:48che porta in giro per tutta Italia,
16:51con questa maglietta,
16:53eccola qua,
16:55perché lui saluta tutti,
16:57cioè Lorenzo,
16:59che ama la vita,
17:02andrà a salutare le persone.
17:04Pensate a quante volte noi entriamo negli uffici,
17:07nei posti,
17:08non ci salutano,
17:09siamo noi stessi che non salutiamo,
17:11perché ormai si vive di maleducazione
17:13e pensiamo che la maleducazione sia una cosa normale.
17:16In realtà poi ci sono le persone speciali,
17:19come Lorenzo,
17:20che ci ricordano
17:21speriamo di fare un'altra cosa.
17:24Con te grazie.
17:27Assolutamente,
17:27diciamo che mi ha dato quella sensibilità
17:29che a volte,
17:30come dici tu,
17:32altri magari non hanno,
17:33ma semplicemente perché hanno vissuto diverso.
17:37Non so,
17:38se io avessi potuto scegliere,
17:40forse avrei scelto da piccola
17:41di non soffrire così tanto
17:43come in quel periodo della mia vita,
17:44però nello stesso tempo
17:45mi rendo conto
17:46che quella sofferenza
17:47poi mi ha dato una visione diversa,
17:51quando io dico
17:54che gli occhi
17:55che gli occhi
17:56me li ha dati mio fratello,
17:57perché io le cose le vedo attraverso,
17:59cioè come le guardava lui,
18:01e lui le guardava
18:04diciamo
18:04con un mondo totalmente differente
18:06rispetto alla normalità,
18:09per cui ho imparato
18:10a guardare le cose
18:11e le persone
18:11con grande profondità.
18:13ah, buongiorno signore,
18:15grazie,
18:15grazie che siete qua.
18:17Dico io,
18:18dottorio iniziale,
18:19dico alle 10,
18:19non ci saranno tutti a dormire,
18:21invece mi ringrazio
18:23che siete venuti,
18:24grazie.
18:24E' vero lì di sera
18:25che molte persone
18:26mi chiedono che qua
18:27era Leonardo.
18:28Ah, sì?
18:29Ah, ok, va bene.
18:30Diciamo non avevo
18:30quella preoccupazione.
18:33No, ho buttato giù dal letto
18:35pure i miei colleghi,
18:36guardali qua,
18:37pure mio marito
18:38con mia figlia.
18:40No, sono molto contenta,
18:42veramente,
18:42perché è bellissimo
18:43poter raccontare
18:45anche questa storia,
18:46perché poi spero
18:47che veramente
18:47possa essere utile
18:49a chi,
18:51insomma,
18:51i genitori,
18:52e anche i fratelli,
18:53le sorelle,
18:54i sibling,
18:55così li chiamano,
18:55di bambini,
18:58di ragazzi autistici,
18:59ma non solo,
19:00anche di ragazzi disabili,
19:02insomma,
19:02in generale.
19:04La disabilità
19:05non è,
19:06la disabilità
19:07è una ricchezza,
19:08io penso che noi
19:09sbagliamo proprio
19:10l'approccio culturale
19:14che noi abbiamo
19:14verso le disabilità.
19:17Mi sbaglio
19:18questo approccio
19:18della politica,
19:20le istituzioni,
19:21la cultura in generale,
19:23noi dovremmo
19:23iniziare a pensare
19:25alle differenze
19:26e alle diversità
19:27come una ricchezza
19:28per noi
19:29e lo sviluppo
19:31di queste differenze
19:33e di queste fragilità
19:34dovrebbe essere
19:35la nostra forza.
19:37Invece
19:37è tutto al contrario,
19:39questo lo capisce
19:40chi vive dal dentro
19:41i problemi,
19:42ovviamente,
19:44e chi li guarda
19:45tutti i giorni
19:46nella propria quotidianità.
19:48Io ho affrontato
19:49con Luigi,
19:50devo dire,
19:51delle pagine
19:52molto dure
19:53della mia vita
19:54e anche perché
19:56poi ho visto
19:57mio fratello
19:58in un istituto
19:59per cui
19:59non è proprio
20:00mio fratello
20:01aveva un alto tasso
20:04grave di autismo
20:05e sapete che
20:07c'è un range,
20:08no?
20:09lo spettro
20:11autistico
20:11infatti
20:13viene chiamato
20:14solitamente
20:15non l'autismo
20:16ma gli autismi
20:17proprio perché
20:18ogni autismo
20:19ha delle caratteristiche
20:21simili
20:21però possono essere
20:22più o meno
20:23gravi.
20:25Per cui
20:25vivendo
20:25da piccolina
20:28addirittura
20:29io mi ricordo
20:29che entravo
20:30da piccola
20:31negli ospedali
20:31psichiatrici
20:32perché come ben sapete
20:34sbagliavano
20:34a curare
20:35i ragazzi autistici
20:37e a volte
20:37i familiari
20:39si trovavano dentro
20:40quelli che una volta
20:41si chiamavano manicomi
20:43e poi dopo
20:44sono diventati
20:45appunto
20:46gli ospedali
20:47psichiatrici
20:47per i ragazzi autistici
20:48ma non cambiava molto
20:49perché c'erano sempre
20:50i ragazzi legati
20:52letti
20:52vicino a persone
20:53che magari vivevano
20:54di malattia mentale
20:55che nulla
20:56c'entrava
20:56con l'autismo
20:57io poi
20:58l'ho raccontato
20:59nel secondo libro
21:00che è
21:00Ma siamo tutti matti
21:01proprio per
21:02per dire
21:03come oggi
21:04viene curata
21:05e pensata
21:06la salute mentale
21:08in generale
21:09dalla disabilità
21:10a poi
21:11i problemi
21:12molto più gravi
21:13di malattia mentale
21:15e
21:16per cui
21:17mi ricordo
21:18questa
21:19è andata
21:20quel Natale
21:21ero piccolina
21:22avevo avuto
21:228-9 anni
21:24in cui io sono entrata
21:25in questo ospedale
21:26psichiatrico
21:27perché mio fratello
21:28lo avevano
21:28ricoverato lì
21:30e
21:30mia mamma
21:32prima di portarmi
21:33da Babbo Natale
21:34mi portò lì
21:35in quell'ospedale
21:37mi ricordo
21:37quel giorno
21:38come se fosse adesso
21:39cioè
21:40non posso
21:41dimenticarlo
21:42anche perché
21:43mio fratello
21:44che non c'entrava niente
21:45con
21:46le persone
21:47che soffrivano
21:48di salute mentale
21:49lì dentro
21:50c'era una donna
21:51che aveva
21:51totalmente perso
21:52il lume
21:53della ragione
21:54e
21:55mio fratello
21:56era lì
21:58per cui
21:58sai
21:59tante cose
21:59ti chiedi
22:00ma perché
22:00è successo a lui
22:02non è successo a me
22:03no?
22:03cioè mi chiedo
22:03siamo figli
22:04della stessa madre
22:05perché lui
22:06deve vivere
22:07quelle cose lì
22:07io non le ho vissute
22:09allora ho pensato
22:11che probabilmente
22:12lui adesso
22:13non c'è più
22:14però se io sono qua
22:15è perché lui
22:16forse vuole
22:17che io parli
22:18di quello
22:18che ha vissuto
22:19non c'è
22:20non c'è
22:21non c'è
22:23Grazie per la visione