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  • 2 days ago

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00:00Siamo con la psicologa e psicoterapeuta, la dottoressa Maura Manca, grazie intanto per aver accettato il nostro invito.
00:08Dottoressa, delle 268 vittime di figlicidio tra il 2010 e oggi, 151 sono maschi e 117 femmine.
00:19Nella maggior parte dei casi l'autore è il padre, ma le madri sono le autrici prevalenti
00:26della quasi totalità degli infanticidi che riguardano la fascia 0-5 anni.
00:32Ci può commentare questi due aspetti?
00:36Sono sicuramente dei dati che bisogna, per dare un'interpretazione bisogna contestualizzare sempre il gesto
00:46e capire quello che c'è sotto, perché è vero che noi tendiamo a generalizzare e tendiamo a creare un
00:54filo conduttore,
00:55però queste situazioni sono tutte differenti, portate sicuramente da che cosa?
01:01La linea comune è una distorsione dell'interpretazione della realtà, perché tanti casi che noi abbiamo visto
01:08sono dei casi di non accettazione o di non accettazione di una separazione, di non accettazione di una problematica,
01:15di tante condizioni di questo tipo, tante condizioni nate appunto da quella condizione del anche
01:23che non riesco a trovare un'altra soluzione, non riesco a gestire quella condizione in un altro modo,
01:31in maniera differente ed è questo quello che dobbiamo evitare, perché è lì la fase più critica.
01:36La fase più critica è proprio quella dei primi anni, quella gestione in cui non si riesce quasi,
01:42come in certe situazioni a tenere sotto controllo, perché? Perché ci sono già condizioni in cui il bambino
01:48non è visto come bambino, non è visto come, in questo anche caso di Elena, i bisogni del bambino,
01:56le esigenze del bambino, ma ci sono le proprie. Io non tollero questo, io non accetto questo,
02:03né la problematica del figlio eventuale, né la separazione, né che me lo possano portare via,
02:09come se a volte, se ascoltiamo queste parole, si parlasse di oggetti. Nel momento in cui
02:17non c'è una, si toglie l'aspetto umano e quindi è mio, posso spostarlo, metterlo e toglierlo,
02:24è lì che si crea un problema, ma lì c'è già una distorsione. E questo, quando sentiamo
02:29queste parole, devono scattare campanelle di allarme.
02:33Ecco, mi ha anticipata parlando dei moventi, appunto, oltre un terzo dei figlicidi attribuibili
02:40ad un disturbo psichico dell'autore. Quanto conta però anche il concetto di possesso in queste vicende
02:48e quanto anche quello della gelosia, soprattutto oggi, in un'epoca social dove è possibile spiarsi di continuo?
02:57Tanto, tanto, la risposta è tanto, ma quella gelosia è in termini proprio di possesso,
03:03cioè anche con le coppie, anche quando vediamo, perché molto spesso, è capitato tante volte
03:10che gli uomini, i mariti, magari abbiano ucciso anche i figli, ma il nucleo familiare intero, figli, mogli,
03:19abbiamo visto tanti casi, purtroppo, in questi ultimi mesi e anni. Il problema lì è
03:27tu sei mia, voi siete miei e io non accetto e non tollero che cosa? Che ci sia uno spazio
03:35altro.
03:36La paura è che nel momento in cui si ricrea e c'è la libertà di scegliere o di fare
03:43altro,
03:44io vengo escluso, io vengo messo da parte, c'è una sostituzione. Questo è un pensiero
03:50che non si accetta, che non si tollera e tollerare significa che nel momento in cui non l'accetto
03:56lo agisco, non penso più, perché fanno male, sono anche le separazioni, le fini, le chiusure,
04:02fanno male. Ma come si gestisce la sofferenza? Come si legge quella realtà? E questo è il problema.
04:09ma quando parlo di distorsioni da un punto di vista cognitivo e di disregolazione, cioè
04:14di non regolazione delle emozioni, parlo proprio di questo. Io leggo una realtà che comunque
04:20non è quella, è una mia realtà ed è quella realtà che mi porta poi ad agire e a comportarmi
04:28in questo modo. Questo è il senso del profiler, cioè quello che fa il profilo ed entra quindi
04:33nella mente di chi agisce e va ad analizzare queste situazioni. Ma questa condizione del
04:40possesso è quella che noi troviamo già fin dai primi anche innamoramenti o dalle prime
04:46coppie, già dall'adolescenza. Noi è lì che dobbiamo sradicare questo concetto, sia
04:51del figlio che è del genitore proprietario e quindi non tollera che ci sia altro rispetto
05:01a lui, che nelle coppie. Perché se noi non lavoriamo così avremo sempre più agiti e sempre
05:07più condizioni estreme in un'epoca, come diceva lei, anche social che tende a estremizzare,
05:13a polarizzare tutto. Certo, certo. Quello che fa impressione è che molti di questi omicidi
05:20sono organizzati, quindi non si parla di gesti folli. Questo è importante anche da sottolineare.
05:28Bisogna sottolinearlo con un evidenziatore molto importante, perché io sento troppo spesso
05:36questo discorso, ha agito in preda a un raptus. Il fatto che lì si sia raggiunto un picco
05:44magari emotivo e che porti, che la famosa goccia che ha fatto grabboccare il vaso, non
05:50significa che quello sia il raptus del momento e che prima non ci fosse, non fosse stato covato
05:58un po' tutto quello che è stato agito e che è stato fatto. Cioè attenzione a questo, è
06:03come quando si parla di psicopatologia. Anche chi ha un disturbo di personalità o comunque
06:10un determinata distorsione da un punto di vista cognitivo, ha la lucidità comunque di agire
06:15ed è in quel momento ha la capacità di intendere e di volere, nonostante ci sia un filtro sbagliato.
06:23Attenzione ad associare queste due cose, perché sennò qui rischiamo non di comprendere, ma di
06:28andare quasi a giustificare determinati gesti. Il lavoro nostro è quello di comprendere
06:33cosa scatta in quella testa per avere chiaro quello che è successo anche in termini di
06:38studio, di casistica e poi di prevenzione. In questo specifico caso, idem, ci sono tante
06:45variabili che fanno ben pensare in maniera evidente e chiara che ci sia una pianificazione
06:51piuttosto lucida e anche coerente. L'esempio è il tentativo di depistaggio subito dopo l'omicidio,
06:58ma è un tentativo anche pertinente, cioè riferendosi a un qualcosa che era reale e che
07:04quindi avrebbe potuto far pensare a. Quindi c'è anche un pensiero in quel momento pertinente
07:12in termini di credibilità e di manipolazione dell'altro e questa è lucidità in quel senso,
07:17nonostante ci sia un movimento interno che obiettivamente non è appropriato. C'è comunque
07:24una distorsione da questo punto di vista. La signora in quel momento aveva ucciso già
07:29la bambina e subito dopo aveva la calma e la tranquillità di poter inscenare tutto
07:34questo. Attenzione a questi segnali e a queste evidenze. Quindi prima di parlare di raptus
07:40bisogna sempre analizzare il contesto, perché è quello che fa la differenza. Il tutto è
07:45inserito in un contesto, anche le parole che utilizziamo. Le parole che utilizziamo dicono
07:50tanto di noi, la sequenza delle parole. Se andiamo anche ad analizzare quello che
07:55l'hanno riportato sia la zia che la nonna della piccola Elena, dove lei diceva
08:00sì, l'hanno rapita dicendo che così l'avrebbe fatta finita di comportarsi in quel modo, così
08:06non si comportava più. C'erano già segnali di la devi far finita, chiusura. Quindi problema
08:12suo della chiusura e dell'accettazione da un lato, ma nello stesso momento che sottolineava
08:17che era già stato chiuso e finito qualcosa. Ecco perché dico attenzione a tutti questi
08:23segnali e a tutti questi indicatori. L'aspetto importante quando facciamo un profilo è a
08:30tutti i livelli, di tutte le varabili. Però attenzione, ogni segno, segnale, sintomo e comportamento
08:38prende e assume il significato giusto e appropriato dentro un contesto specifico. Noi non possiamo
08:44prendere, estrappolarlo e analizzarlo senza contestualizzarlo in quella situazione specifica.
08:50Certo. Dottoressa, secondo i dati elaborati dall'Eures tra il 2010 e il 2022 si è registrata
08:58una prevalenza di casi di felicidi al nord, seguito dal sud e dal centro. A livello regionale
09:05invece circa una vittima su cinque è stata uccisa in Lombardia, seguono la Sicilia, la Campania
09:12e il Lazio. C'è un motivo legato alla geografia di questi delitti o è una casualità semplice
09:20statistiche? Bisognerebbe andare ad analizzare in maniera un pochino più specifica anche questi
09:28dati per comprendere sia, come abbiamo detto, le differenti regioni e quindi le aree geografiche,
09:37però anche la tipologia del nucleo familiare, perché chi come me viene dal mondo della ricerca
09:44sa quanto possono anche essere variare in funzione anche delle singole variabili.
09:51Secondo lei oggi più che mai serve una nuova educazione dei sentimenti oppure alcuni tragici episodi
09:58sono ineluttabili e si ripeteranno sempre. Serve una rieducazione sotto tantissimi punti
10:06di vista. Serve un sistema che va modificato perché evidentemente, qui stiamo parlando solo
10:13di felicidi, ma come dicevo prima, se andiamo a sommare il tasso di maltrattamenti in famiglia,
10:21violenze intrafamiliari, basti vedere anche negli ultimi dieci giorni come anche ci sono stati
10:27di figli che hanno ucciso i genitori, ha coltellato i genitori, quindi stiamo parlando
10:33sempre di violenza intrafamiliare in maniera importante. Significa che dobbiamo, quando
10:37dico contesto, ricontestualizzare anche in funzione di quello che è successo negli ultimi
10:43anni, per cui andare a formare anche meglio, creare una rete sociale di rinforzare il sistema
10:50degli assistenti sociali, rinforzare gli educatori che sono fondamentali, non solo la parte
10:56psicologica. Io sento parlare troppo spesso solo della parte psicologica e non è così,
11:01perché molto spesso noi interveniamo, la parte soprattutto della psicoterapia o della
11:06psichiatria, quando il sintomo è già manifesto ed evidente. Serve invece ricreare un supporto
11:11e un'assistenza anche da un punto di vista sociale, perché? Perché a un certo momento
11:15si chiede aiuto, non si trova aiuto, non c'è il personale competente, tutto questo estremizza
11:21i sintomi. Tutto questo crea una condizione che accelera i processi, che amplifica i processi
11:27e bisogna lavorare fin dall'infanzia, ma anche dai nuclei, perché io quando lavoro anche
11:34con i più giovani mi rendo conto che per esempio il possesso, il possesso dell'altro,
11:39ma anche in amicizia, non solo nei fidanzamenti, c'è già dai 12, dai 13 anni, lui è mio,
11:45non deve fare questo, quello che dico io, ma come crescono questi ragazzi? E allora
11:50poi non ci meravigliamo dopo se questo è quello il seme che si portano dentro, che viene coltivato
11:57e alimentato nel corso degli anni. Ecco perché dico siamo il paese del dopo e gli interventi
12:04di cui parlo non sono quelli sporadici di una tantum, qui bisogna riscrivere tante cose
12:09e andare a creare quello che sono invece una giusta direzione nello sviluppo e nella
12:15crescita, perché altrimenti questi estremi li vedremo nel quotidiano, come stiamo iniziando
12:21a vedere dai casi di cronaca purtroppo quotidiani.
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