00:19L'Italia dello spazio punta sui nano-satelliti con Alcor, il programma dell'Asia e Agenzia
00:26spaziale italiana per il sostegno allo sviluppo delle tecnologie e delle missioni per i satelliti
00:32miniaturizzati. Il programma Alcor è un programma dedicato ai nano-satelliti, quindi a quella
00:39categoria di satelliti per intenderci che ha una massa inferiore a 20 kg e che punta a investire
00:47in maniera mirata e continuativa nel settore dei nano-satelliti sia per quanto riguarda
00:54le tecnologie abilitanti queste missioni, sia per quanto riguarda le missioni stesse, ma anche
00:58iniziative di supporto a queste missioni. L'idea a lungo termine è quella di creare un incubatore
01:08che consenta poi agli operatori economici, ma anche alle università, ai centri di ricerca
01:15di poter fare business in questo settore, quindi nel settore dei nano-satelliti che è un settore
01:20come tutti sanno in grandissima espansione, in crescita esponenziale.
01:24I ricercatori cercavano non solo un nome che avesse attinenza con lo spazio, ma che potesse
01:30anche esprimere al meglio l'innovatività e la capacità di un'azione sinergica fra i
01:36piccoli satelliti e i grandi satelliti, caratteristiche fondanti di questo programma. Alla fine il nome
01:43scelto, Alcor, è stato proposto proprio dal presidente dell'ASI, Giorgio Sacoccia. È il
01:49nome di una stella della costellazione dell'Orsa Maggiore che, insieme alla sua sorella maggiore
01:54Mizar, costituisce una binaria visuale fra le più famose del cielo. La binaria visuale è un sistema
02:01doppio di stelle che si riescono a distinguere a occhio nudo o al telescopio. Per questo,
02:07nell'antichità, Alcor veniva utilizzata per fare una sorta di visita oculistica. Che riusciva
02:14a vedere Alcor aveva una vista perfetta, era dotato di lungimiranza. E guardare lontano
02:20è proprio uno degli obiettivi di questa missione, ma le analogie fra la missione e la stella della
02:26costellazione dell'Orsa Maggiore non sono finite. Infatti, le due stelle binarie, Alcor
02:32e Mizar, si danno luminosità l'una con l'altra, in un rapporto di reciprocità, così
02:38come i piccoli satelliti possono essere di grande supporto alle missioni tradizionali
02:44e ai grandi satelliti. Il mercato dei nanosatelliti è in grande sviluppo. Si stima che entro il
02:502030 raggiungerà gli 8,9 miliardi di dollari. Anche negli anni della pandemia questo settore
02:57non ha subito contrazioni, anzi ha continuato a crescere attenendosi sui 2,2 miliardi di
03:03dollari. Ma quali sono i vantaggi dei nanosatelliti? Innovazione, velocità, versatilità, ma anche
03:10costi contenuti, tempi di sviluppo ridotti che permettono di ottimizzare al meglio le
03:15tecnologie disponibili e masse ridotte che permettono di aumentare la frequenza di lanci.
03:21I nanosatelliti, infatti, oltre a poter essere lanciati con missioni dedicate, possono anche
03:28entrare a far parte di missioni tradizionali, come carichi secondari, abbattendo di conseguenza
03:34i costi.
03:35Allo stesso tempo il fatto che siano poco costosi e rapidi nello sviluppo ci consente di pensare
03:43a missioni dedicate, puntuali, con un obiettivo molto specifico, mentre invece le missioni
03:48tradizionali ad alto costo, per proprio massimizzare questo impegno importante, tendono a centrare
03:55più obiettivi, si pensa alle grandi missioni scientifiche che normalmente imbarcano una serie
04:01di payload, una serie di sensori per andare a capitalizzare il più possibile l'investimento.
04:06Invece in questo caso è utile pensare anche a delle missioni molto circoscritte per aspetti
04:12specifiche, cosa che appunto non è pensabile con un investimento in gente.
04:17Poi un altro aspetto significativo dei nanosatelliti è sicuramente quello di poter garantire delle
04:23prestazioni allo stato dell'arte.
04:25I nanosatelliti utilizzano fortemente la componentistica commerciale, quindi componentistica che in qualche
04:30maniera non è sviluppata in maniera specifica per lo spazio, è anche se a volte molto affidabile.
04:36Questo consente, siccome la componentistica ha tempi di sviluppo molto più ristretti di
04:42quelli della componentistica spazio, chiaramente garantisce prestazioni sempre innovative, mentre
04:47invece magari componentistica sviluppata 5-6 anni prima magari non è sufficientemente, non
04:56garantisce prestazioni allo stato dell'arte.
04:59Poi un altro aspetto importante è che questo basso costo e tempo di realizzo ridotti consentono
05:06sicuramente di allargare la platea delle persone, cioè degli enti oppure degli operatori
05:12economici, ma anche di paesi in via di sviluppo che possono essere interessati a questo settore.
05:18Questo quindi il nanosatellite garantisce a molti soggetti a cui prima era precluso il
05:25settore spaziale di entrare a far parte di questa realtà.
05:28L'ultimo aspetto che però è anche quello attualmente più dirompente e più importante
05:34è quello che i nanosatelliti possono essere, garantire una produzione di massa, cioè facilmente
05:42prodotti con una produzione di massa e questo dà la possibilità di dispiegarli in costellazioni,
05:48anche in megacostellazioni, cosa che invece non è facile da realizzarsi con i satelliti
05:53di tipo tradizionali.
05:55Queste costellazioni consentono un miglioramento significativo delle prestazioni di alcuni servizi
06:01essenziali, come ad esempio nelle telecomunicazioni possono garantire una copertura globale, oppure
06:07nelle missioni di osservazione della terra garantiscono un miglioramento del tempo di rivisita
06:11e questo è un aspetto importantissimo per missioni di tipo, per la gestione delle emergenze,
06:19per missioni che devono garantire la sorveglianza e il monitoraggio di magari obiettivi anche sensibili
06:25o di obiettivi insomma importanti comunque per la vita anche di tutti i giorni e questo
06:34diciamo mi sento di dire sono gli aspetti più importanti, chiaramente si potrebbe parlare
06:38ancora tantissimo, però sicuramente questi direi che sono quelli su cui focalizzarsi, sono
06:44gli aspetti più significativi dell'utilizzo dei nanosatelliti.
06:47L'ASI non è nuova al mercato dei nanosatelliti, basti pensare all'Icecube a bordo della missione
06:55di difesa planetaria della NASA DART che avrà il compito di fotografare l'effetto dell'impatto
07:01della sonda sull'asteroide bersaglio e Argomon che volerà a bordo del lanciatore statunitense
07:08Space Launch System durante la missione lunare dell'agenzia spaziale statunitense Artemis
07:16One. Nel 2020 però l'ASI ha deciso di dotarsi di un'unità dedicata, l'unità di sviluppo
07:23di micro e nanosatelliti guidata proprio da Silvia Natalucci.
07:27C'è l'esigenza che è venuta nel 2020 di creare questa nuova unità, è nata proprio
07:32per mettere a fattor comune tutte queste esperienze, per capitalizzare al massimo questo
07:37know-how e massimizzare tutti gli investimenti che erano stati fatti già in questo settore.
07:42Che cosa apporta di nuovo questa unità? L'unità apporta di nuovo
07:45diciamo la volontà di mettere appunto una serie di metodologie sia di gestione
07:54degli aspetti tecnologici che anche gestionali di questa categoria di missioni che ha degli
08:00aspetti peculiari come appunto evidenziamo in precedenza. In particolare nelle missioni
08:09tradizionali quello che si utilizza è un concetto se vogliamo di risk avoidance, cioè evitare tutte
08:14quelle situazioni che possono mettere a rischio l'investimento, la missione, metterla a rischio,
08:20quindi vuol dire perderla o degradarla. Qua diciamo il punto di partenza è diverso,
08:26cioè proprio perché siamo consapevoli che dobbiamo mantenere i costi bassi e dobbiamo
08:30mantenere i tempi di sviluppo bassi, normalmente si utilizza un concetto, un approccio del tipo
08:37risk management, cioè accettiamo che ci siano ancora delle situazioni che possono in qualche
08:44maniera degradare la missione o comunque in qualche maniera non raggiungere l'obiettivo appieno,
08:50però gestendole, gestendole sin dall'inizio, quindi minimizzandole e soprattutto accettando il rischio
08:58in funzione della tipologia della missione, dell'investimento che c'è dietro, della durata
09:05della missione, quindi un calcolo. Inizialmente bisogna ovviamente fare una categoria della
09:12missione, capire quanto è strategica, quanto costerà, che obiettivo si pone e su questa
09:19base appunto adattare le tecniche di gestione sia degli aspetti tecnici, sia degli aspetti
09:26metodologici e quindi di gestione, proprio per fare in modo che queste missioni siano
09:32missioni di successo, però appunto accettando un minimo di rischio che ci consente di abbattere
09:39i costi e i tempi di sviluppo. E questo è quello che ha la base della nostra unità, cioè
09:46un'unità che vuole garantire una gestione specifica per queste categorie di satelliti che
09:53hanno bisogno di aspetti peculiari. Il primo atto della nuova unità è stato il lancio del
09:59bando future emissioni CubeSat, che ha visto una grande risposta con 22 partecipanti fra
10:07centri di ricerca e università e 78 aziende, prevalentemente piccole e medie imprese, per
10:13un totale di 49 proposte. Di queste ne sono state selezionate 20, che l'ASI conta di avviare
10:21entro i primi mesi del prossimo anno, grazie all'aumento del budget disponibile. Infatti
10:27ai 15 milioni di euro inizialmente previsti si sono aggiunte altre risorse, a valere sugli
10:34stanziamenti di 90 milioni di euro per missioni e 30 milioni di euro per tecnologie previsti
10:41dal piano triennale delle attività 2021-2023 dell'Agenzia Spaziale Italiana.
10:47Il bando è stato anche abbastanza innovativo, perché era un bando che prevedeva di avanzare
10:54delle proposte in maniera abbastanza, se vogliamo, libera, una sorta di call for ideas, nel senso
11:00che potevano essere proposte di tipo dimostrazione tecnologica in orbita, missioni di tipo scientifico,
11:08applicative o service oriented. Quindi abbiamo lasciato abbastanza libero il campo alle iniziative
11:15dei proponenti. È stato difficile, devo dire, scegliere. Abbiamo scelto le missioni
11:21che ci sembravano quelle appunto più innovative, ma anche quelle con la maggior possibilità
11:27di realizzo in un tempo sufficientemente breve. Sono state scelte 20 missioni, 20 missioni
11:35ad altissimo contenuto tecnologico, nei campi più disparati delle applicazioni spaziali,
11:41quindi dallo space weather, alla earth observation, telecommunication, insomma tante tante applicazioni
11:49veramente diverse, sia scientifiche che tecnologiche.
11:53E la situazione di questo bando adesso è questa, che noi siamo riusciti a finanziare 11 missioni
12:00delle 20 selezionate, sia in nazionale sia anche nell'ambito di collaborazioni internazionali
12:06come quelle con l'ESA, in cui abbiamo sottoscritto due missioni nel programma GSTP, che prevede
12:11appunto di dimostrare in orbita tecnologie grazie a missioni di tipo nanosatellitare.
12:17Allora, le prime quattro sono sostanzialmente avviate, ne abbiamo quattro in fase di firma
12:23del contratto, ne mancano di queste 11 tre su cui stiamo definendo alcuni aspetti tecnici,
12:30appunto quello che noi definiamo lo statement of work e per il resto, invece per le rimanenti
12:37nuove missioni, l'idea è di finanziarle entro luglio e avviarle entro la fine dell'anno,
12:43inizi del prossimo anno.
12:44Quindi di fatto vorremmo finanziare ed avviare queste missioni, tutte le 20 missioni del bando
12:52entro la fine di quest'anno massimo, diciamo i primi mesi del prossimo anno.
12:56Quindi direi un ottimo risultato considerando l'effort che c'è dietro l'avvio di ogni
13:02missione, perché di fatto è vero che stiamo parlando di nanosatelliti, ma il satellite è
13:07un satellite, cioè le complessità tecnologiche sono le stesse, è diverso il modello di business.
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