00:00Francesco Rotondi, avvocato giurlavorista, parliamo di smart working dopo la fine dell'emergenza.
00:10Un decreto del governo ha spostato il termine dal 31 marzo al 30 giugno.
00:18Che cosa accadrà in questi mesi? Che cosa succederà per chi vorrà ancora ricorrere allo smart working?
00:26E' una risposta apparentemente semplice, perché da un punto di vista meramente tecnico,
00:37cessata l'emergenza e cessata la deroga a quello che era l'impianto originario dello smart working,
00:46o meglio del lavoro agile, la risposta potrebbe essere banale.
00:51Si rientra a pieno regime nell'applicazione di tutto quello che questo decreto che va a modificare la legge 81
00:59del 2017 e prevede.
01:02Ma questa sarebbe una risposta, come posso dire, fintamente compiuta.
01:07Perché in realtà noi sappiamo che il lavoro agile è uno strumento che ha una finalità molto diversa
01:16da quella che viene prospettata nella norma, apparentemente semplice.
01:20Perché seppur individuato a livello normativo come una modalità di prestazione e di dare la prestazione lavorativa
01:32un po' scollegata dal luogo e dal lavoro di lavoro nel 2017, non ha avuto né modo né tempo di
01:40palesarsi bene nel nostro ordinamento.
01:43Perché? Perché poi c'è stato l'evento pandemico.
01:46L'evento pandemico ha comportato una necessità, o meglio, quella di preservare la salute del lavoratore.
01:54Quale migliore strumento per preservare salute e occupazione se non il lavoro agile?
02:03Cioè l'idea di collocare a casa però la prestazione di lavoro in modo tale che non vi fossero quelli
02:11situazioni di contatto
02:14che avrebbero poi portato a eventuali contagi e quant'altro.
02:17Quindi in realtà quello che noi fino ad oggi abbiamo vissuto non è un reale utilizzo di uno strumento organizzativo
02:26della prestazione
02:27ma è stato un reale strumento di utilizzo a salvaguardia della salute dei lavoratori
02:37che nel contempo portava con sé anche la possibilità di salvaguardare occupazione e quindi capacità redditoriale.
02:43Quindi quello che ci aspettiamo, secondo me, a decorrere dal 30 giugno del 2022
02:49sarà la verifica effettiva della tenuta di uno strumento organizzativo.
02:57E quindi vedremo se in effetti lavoratori ed imprese hanno inteso e intenderanno dare pieno sfogo a questo.
03:07E quindi direi che così abbiamo un attimo inquadrato il tema.
03:11Avvocato Rotondi, lei è anche managing partner di Lab Lab che con l'Agenzia Dire il 31 marzo
03:19ha organizzato anche un confronto su questo importante tema dello smart working dopo la fine dell'emergenza.
03:26Con lei ci sarà Tiziana Nisini, sottosegretario al Ministero del Lavoro,
03:31Nunzia Chetalfo, già Ministro del Lavoro, Anna Maria Testa, direttore delle risorse umane di ZTE Italia,
03:42Stefano Bottaro, direttore delle risorse umane di Abio,
03:46e Filippo Palombini, direttore delle risorse umane di TPR.
03:50Quindi aziende che hanno utilizzato questo strumento
03:53con cui ci si confronterà per capire come intendono gestire questa fase
04:01che poi il 31, a fine giugno, dovrà essere decisa tra un confronto tra aziende e dipendenti.
04:16Non solo, sarà molto interessante questo scambio di idee perché c'è stato evidentemente
04:22come abbiamo detto un utilizzo massiccio dello smart working in questo periodo
04:27e comunque al di là della disciplina tecnico-giuridica agevolata per le cose che ci siamo dette
04:32comunque c'è stato un utilizzo gestionale importante, quindi un'esperienza da questo punto di vista
04:39le aziende ce la porteranno sicuramente.
04:42Quello che sarà interessante però condividere con gli ospiti
04:47sarà proprio quello di come andranno risolte delle tematiche che sono state lasciate pending
04:53da questo periodo emergenziale, perché è evidente che dopo il tema
04:58tra virgolette della gestione della paura
05:02sia gli individui, sia gli imprenditori, sia attenzione, novità decisamente molto importante
05:09sotto questo profilo. Le organizzazioni sindacali a tutti i livelli avranno la volontà di mettere
05:17nero su bianco e di mettere alcuni puntini sulle prestazioni, sui diritti, sulle modalità
05:25e sulla formazione, sulla sicurezza.
05:28Questo sarà molto importante perché a mio avviso da un punto di vista invece della gestione, ma financo
05:34amministrativa, di questo rapporto qualche cosa da dire ci sarà.
05:41E così dando un'occhiata a quelle che sono le modifiche apportate e che avranno come decorrenza il primo di
05:50luglio
05:50ci sono delle cose che mi hanno un attimino lasciato perplesso.
05:55Una su tutte, e la dico così all'inizio, se noi andiamo a prendere l'articolo 18 vecchia formulazione
06:02nell'incipit del primo comma aveva una dichiarazione di principio e finalità
06:07che ovvero si dice che la disposizione presente capo è allo scopo di incrementare la competitività
06:15e agevolare la conciliazione dei tempi di vita e lavoro.
06:19Quindi, come si suol dire, vi era una dichiarazione di principio, cioè la finalità della norma
06:25che andava a determinare la regolamentazione dell'istituto con quelle finalità.
06:29Bene, nel nuovo articolo 18 tutto questo scompare e si parte subito con le disposizioni del presente capo
06:37tendono a regolamentare.
06:38È una dichiarazione di principio al contrario, anche questa, che ne so, non ha più quella finalità
06:44e se non ce l'ha come mai.
06:46Dico questo perché è evidente che laddove dovessimo scollegare l'istituto, lo strumento
06:55dalla finalità, esso diventa un mero strumento utilizzabile a prescindere da.
07:02Questo non è vero, lo sappiamo perfettamente perché comunque nelle pieghe delle norme
07:07troviamo addirittura che il datore di lavoro deve promuovere lo smart working
07:13e laddove questo non dovesse essere promosso può essere addirittura letto come un comportamento
07:19antisindacale.
07:20Nello stesso tempo però questo provvedimento inserisce delle logiche un po' strane come
07:28l'idea che si debbano individuare i luoghi di prestazione al di fuori del luogo deputato
07:37inizialmente. Poi ovviamente ci sarà il discorso del diritto alla disconnessione e della durata
07:43della prestazione. Però mi sembra, e qui lancio già un tema a mio avviso, che sotto le mentite
07:50spoglie del lavoro ibrido, del lavoro smart, del lavoro agile, che mi sembrano più questioni
07:58definitorie, quasi dialettiche. In realtà sotto le mentite spoglie tutto questo si stia
08:05parlando della mera vecchia flessibilità, termine ovviamente desueto e osteggiato per il ricordo
08:14di quello che è la flessibilità in uscita, ma se andiamo a vedere esattamente la disciplina
08:21che dovrebbe venire fuori da questa ultima modifica, io non vedo altro che una determinazione
08:27flessibile del luogo e del tempo della prestazione. Non ci vedo nulla di innovativo o di veramente
08:35riferibile allo smart working come organizzazione del lavoro. Questo ci lascia un po' riflettere
08:47e secondo me ci fa anche un po' ripensare a tutto il dibattito che c'è stato fino ad oggi
08:54attorno allo smart working. Perché? Perché è evidente che tutto quello che si immaginava
08:59essere questa famosa concilia, non so, un po' di spot, mi rimbbero in mente di spot, uno al mare
09:06che mentre beve, sorseggia, sta lavorando, mi sembra che si stia sempre più avvicinando
09:12al buon vecchio telelavoro, con tutti i limiti del caso, ovviamente ci sarà da interpretare
09:20e da offrire spunti e modalità, però mi sembra che ci siano queste, secondo me, queste dinamiche,
09:31non un reale rapporto giuridico, tecnico, organizzativo con lo smart working, un'idea a mio avviso
09:41di ricostruzione di una sorta di flessibilità che a questo punto non sarà più in entrata
09:47e in uscita, ma in mentre, in itinere, quindi nella gestione, un tentativo timido di mettere
09:54mano al contratto di lavoro. Perché questa flessibilità che comincia a indirizzarsi
10:00verso il luogo, quindi smontando alcuni totem del contratto di lavoro, che sono il luogo
10:07e l'orario, e poi soprattutto l'obbligazione di mezzi e non di risultato, sia un tentativo
10:14di andare a modificare de facto un contratto che evidentemente sarà molto difficilmente
10:21modificabile attraverso un processo legislativo e normativo, perché, come abbiamo visto in
10:29questo caso, secondo me la mano pesante delle organizzazioni sindacali si inserisce e determina
10:38un bel vecchio niet a questa idea. Per questo sarà molto importante eseguire questo confronto
10:46che avremo il 31 marzo dalle 11 alle 12 in diretta sul sito dell'Agenzia Dire e anche
10:53sui social e sui canali di Lab Lab. Parleremo appunto di smart working e che cosa succede dopo
11:02la fine dell'emergenza e soprattutto che cosa accadrà dalla fine di giugno quando appunto
11:09il decreto ha spostato l'attuale normativa. L'avvocato, lei come giurlavorista, ha messo
11:17già davanti quelli che possono essere i problemi che ci troveremo qui nei prossimi mesi ad affrontare.
11:27Mi sembra che lo smart working vada comunque ripensato e potenziato come nuovo modello
11:35organizzativo di lavoro senza ritornare invece alla vecchia flessibilità di cui non si vede
11:41nessuna utilità in questa nuova fase.
11:46Sì, sicuramente. Adesso al di là del legarsi o meno ad una definizione, io credo che si debba
11:55prendere atto del fatto che il mondo è cambiato e il mondo del lavoro è cambiato, ma non solo
12:02da un punto di vista gestionale, organizzativo e normativo. È cambiato a mio avviso il rapporto
12:09che si incardina fra lavoratore e datore di lavoro. Io credo che quel famoso patto sociale
12:15in effetti sia cambiato, ma è cambiato dal punto di vista delle esigenze, dal punto di vista
12:21della relazione collettiva o individuale che ormai si sta sempre più ponendo all'attenzione
12:29tra lavoratore e attore di lavoro, l'attenzione del lavoratore alla propria vita privata, che
12:35è un tema psicosociale, quindi sociologico, ancora prima che giuridico e giuslavoristico.
12:43Ma è un tema che evidentemente, ed è una via che sicuramente impatta poi sulla costruzione
12:50dello scheletro giuridico all'interno del quale vanno inserite le norme. Quindi, ripeto,
12:57al di là del nomen iuris, dobbiamo prendere atto che questo tipo di rapporto di lavoro sarà
13:05il rapporto di lavoro del futuro.
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