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Trascrizione
00:13Buonasera, buon mercoledì, ben ritrovati con il TG Preview di tra il tutto l'approfondimento
00:17cura della nostra redazione.
00:19Questa sera parleremo di boschi, di clima e territori, di come trasformare la sfida
00:23del verde in un'opportunità.
00:25Lo facciamo partendo da uno studio, l'approfondimento della collega del giornale di Brescia, Giovanna
00:30Zenti.
00:30Buonasera Giovanna, ben trovata.
00:32Buonasera, buonasera.
00:33E con Giorgio Vacchiano che è scrittore e docente dell'Università Statale di Milano.
00:39Buonasera professore, benvenuto.
00:41Buonasera, buonasera a tutti e a tutti.
00:44Partirei da Giovanna inquadrando quello che mostrano i dati nel Bresciano, ovvero che la
00:50superficie forestale ha superato quella agricola.
00:53Come siamo arrivati a questo punto e quali sono le aree della provincia dove il fenomeno
00:58è più evidenziato?
00:59Sì Fabio, diciamo che questo approfondimento nasce da una pubblicazione recente che si chiama
01:05Forest in Comune e che è stata fatta da PFC Italia, Uncem e Legambiente che di fatto
01:12mappa quella che è tutta la superficie boschiva delle nostre zone d'Italia e quindi ne abbiamo
01:19fatto un focus chiaramente su Brescia. Iniziamo col dire che la superficie boschiva in provincia
01:24di Brescia si aggira intorno ai 180 mila ettari e come dicevi giustamente tu negli ultimi
01:28anni si è registrato un aumento tale che ci porta a dire che sono state superate le superfici
01:40agricole. Forest in Comune in particolare, ma poi probabilmente il professor Vacchiano
01:45ci spiegherà meglio qual è l'originalità di questa ricerca, fa tutto un approfondimento
01:51che lega di fatto il bosco anche alla ricchezza delle aree boschive. Il bosco sappiamo bene
01:58che coincide per lo più con le aree delle valli che negli ultimi anni hanno assistito a
02:03un progressivo spopolamento, ci sono meno abitanti quindi nelle zone boschive, ci sono
02:10redditi che sono più bassi anche perché la tipologia di lavoro industriale e manifatturiera
02:15è inferiore. Insomma Forest in Comune fa un po' un'analisi a tutto tondo, non solo da
02:23un punto di vista ambientale quindi della diffusione della superficie boschiva ma anche da un punto
02:27di vista socio-economico e quindi va a studiare quello che è proprio il tessuto della popolazione
02:33che vive in queste zone. Condensiamo quanto sostiene il professor Vacchiano, dove il bosco
02:40cresce l'uomo arretra in sostanza. Le chiedo come si è arrivati qui e come in qualche modo
02:47si può invertire questa dinamica facendo tornare il bosco a essere una risorsa economica e sociale
02:54per chi vive la montagna? Il processo di spopolamento delle nostre montagne parte da lontano, parte
03:02tra le due guerre, in particolare dopo la seconda guerra mondiale, quindi è oltre 80 anni che
03:07gran parte delle montagne italiane vedono partire molte persone, soprattutto i giovani, per cercare
03:13opportunità migliori nella città. Questo è il risultato di cambiamenti sociali, di cambiamenti
03:20economici che vanno molto al di là del bosco evidentemente, hanno a che fare con la difficoltà
03:25di fare impresa, di vivere nei nostri territori montani, ma hanno anche a che fare con una concezione
03:32del bosco che lo guardava solo, lo vedeva solo per la sua produzione di legno, soprattutto di legna
03:40ad ardere, in particolare nelle nostre montagne con poche eccezioni. Di conseguenza nel secolo scorso,
03:47il secolo dei combustibili fossili, anche questa importanza strategica del legno come fonte di
03:54energia, fonte di materiale, è venuta sicuramente meno, anche se dobbiamo dire che oggi la domanda
04:01di legno, sia per scopi materiali sia per scopi energetici, è nuovamente in aumento, ma non solo,
04:07sta aumentando l'importanza dei boschi anche per tutti gli altri benefici non materiali che però i boschi
04:14danno alle popolazioni locali, ma anche alle popolazioni urbane, la regolazione del dissesto
04:19idrogeologico, la regolazione del clima, l'opportunità di benessere fisico e mentale, e anche lì dove il
04:27prodotto legnoso non risultasse di interesse, anche se è tutto da vedere questo, questi altri benefici
04:34offrono comunque l'opportunità di fare impresa, di fare nuove imprese, imprese locali a chilometro zero,
04:40che valorizzino i benefici del bosco, soprattutto magari per chi viene da fuori, e perché no,
04:47con una buona pianificazione forestale, anche rivalorizzare il legno, ovviamente nei limiti
04:53di quello che l'ecosistema può darci, mantenendosi sano e mantenendo tutte le altre sue funzioni.
04:59Sul tema del clima ci torniamo molto presto, come accennava la collega Zenti, le chiederei qual è
05:06in qualche modo l'unicità, la peculiarità del report foresta in comune?
05:12Questa associazione tra i dati forestali e in particolare di copertura forestale, cioè
05:18qual è l'area di ciascun comune italiano coperto da boschi e i parametri socio-economici
05:24dei comuni, effettivamente dà uno spaccato molto vivo della situazione della montagna italiana.
05:30I dati forestali non sono una novità esclusiva di questo rapporto, il rapporto riprende quello
05:36che è stato la nuova carta forestale nazionale, uno strumento che l'Italia si è data grazie
05:43al lavoro del Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste l'anno scorso, ma questo rapporto
05:50effettivamente riprende i dati della copertura, quindi l'area coperta da foreste e li sgrana,
05:56diciamoli, rende fruibili comune per comune appunto appaiandoli, e questa è la novità,
06:02con i dati sociali ed economici, proprio per far capire che il bosco è tutt'oggi una risorsa,
06:09è una risorsa non da sfruttare selvaggiamente chiaramente, ma una risorsa da conoscere e da
06:16pianificare. Quello che sta succedendo è che invece ci stiamo disinteressando dei boschi,
06:21l'abbandono non è certamente mai la scelta migliore, può essere la scelta migliore anche
06:28lasciare alcuni boschi al proprio sviluppo se è una scelta consapevole, se è una scelta che ha
06:34valutato le conseguenze di questa azione sulla biodiversità, sul rischio idrogeologico,
06:40sull'economia locale. Abbandonarsene, non curarsene e lasciarli a se stessi certamente
06:46non è mai la scelta migliore. Giovanna, il rapporto evidenzia una correlazione tra l'aumento
06:51del bosco e le aree economicamente più fragili, e lo vediamo in qualche modo anche nella nostra
06:57provincia. È una coincidenza, esiste un legame diretto tra spopolamento, abbandono delle attività
07:03tradizionali e crescita delle foreste? Sì, allora, se vediamo uno sguardo alle mappe che abbiamo
07:09pubblicato all'interno dell'articolo di approfondimento che trovate su www.giornaledibrescia.it,
07:15vediamo proprio questo. Quella che vedete ora è la mappa che mostra, quello che diceva
07:21prima il professor Bacchiano, ovvero quanta percentuale di bosco c'è sulla superficie
07:25di ogni singolo comune. E quindi si nota che le parti con un verde più intenso sono quelle
07:30che hanno una percentuale molto alta di bosco rispetto al totale della superficie comunale.
07:37Se scendiamo e andiamo a vedere la mappa dei redditi, vediamo che le parti, in questo
07:43caso più scure con un colore più intenso, sono quelle che hanno i redditi più alti,
07:47il reddito medio più alto. E notiamo che nelle valli, soprattutto nella parte alta della
07:52provincia, quindi a eccezione ovviamente di Ponte di Legno, ma perché sappiamo che è
07:56una località di grande richiamo turistico, è evidente che c'è una sorta di sovrapposizione
08:05tra le aree più chiare da una parte, quindi dove i redditi pro capite sono più bassi,
08:09e le aree boschive dall'altra invece più intense dove c'è più bosco. Questo insomma
08:14è un po' quello che mostra Uncem. Diciamo che se avessimo a disposizione probabilmente
08:20un'altra mappa che è quella con l'età media anche della popolazione, ci sarebbe un'altra
08:25sovrapposizione anche in questo caso perché, come dicevamo prima, i giovani tendono ad abbandonare
08:32le aree più periferiche della provincia, si spostano per lo più soprattutto lungo le grandi
08:38vie di comunicazione, quindi non necessariamente in città, ma se avessimo a disposizione un'ulteriore
08:43mappa che rappresenta la distribuzione demografica delle popolazioni, vedremo che negli ultimi
08:50cinque anni sono aumentati i residenti soprattutto lungo l'asse autostradale, quindi diciamo
08:55idealmente dalla zona del Lago di Garda passando per la città fino alla Franciacorta, diciamo
09:00che quelli sono i paesi che hanno così avuto un aumento maggiore della popolazione a discapito
09:07delle aree rurali, delle aree più interne che sono rimaste diciamo così con meno abitanti.
09:14Scendono i redditi perché naturalmente restano gli anziani che hanno le pensioni più basse
09:18e quindi è tutta una situazione conseguenziale che ci porta appunto ad avere meno abitanti,
09:25uno spopolamento e chi resta ha anche un livello di reddito, una fascia di popolazione,
09:31passami il termine Fabio, un po' più povera rispetto a quella in altre zone.
09:34Chiedo a Giovanna quanto deve preoccupare il fatto che molti di questi nuovi boschi
09:38siano risultato dell'abbandono di prati, pascoli ma anche terreni agricoli.
09:42E certo perché poi l'altro grande risvolto dello spopolamento è proprio questo che prima
09:48rimaneva nelle aree urbane, chi si occupava anche dei pascoli appunto di queste aree ovviamente
09:53essendoci meno gente ma anche meno addetti alla cura del bosco il risultato è che sì ci sono
10:01questi boschi di nuova formazione che vanno un po' a soppiantare i pascoli e tutte le zone rurali.
10:08Se analizzassimo e trovato un altro approfondimento sempre sul giornale delle scorse settimane,
10:13lo trovate sempre online anche, la distribuzione delle colture nella provincia,
10:19vediamo che negli ultimi anni anche questo è cambiato, sono diminuiti i pascoli,
10:22la crisi climatico ovviamente ci mette del suo perché gli agricoltori cercano di dedicarsi
10:29a coltivazioni che siano più resistenti ai periodi di siccità e quindi colture magari
10:35di cui prima non si vedevano molto nelle nostre campagne, per esempio il sorgo insomma sono aumentate,
10:43ha diminuito un certo tipo di mais, c'è proprio a livello agricolo e in questo caso comprendiamo
10:49anche i boschi, tutta una rivisitazione delle superfici, non solo di bosco ma anche proprio
10:55delle coltivazioni, vuoi per lo spopolamento, vuoi anche per necessariamente il fattore climatico
11:01che vediamo proprio in questi giorni, si fa sentire ogni anno sempre di più.
11:07Professor Vacchiano, i nuovi boschi, i boschi giovani che avanzano spontaneamente,
11:11sono sempre una buona notizia oppure possono diventare un problema se in qualche modo non vengono gestiti?
11:18Sì, dipende dove sono e con che occhiali li guardiamo, offrono buone opportunità per esempio
11:24per l'assorbimento supplementare di eneride carbonica, quindi qualcosa che ci aiuta almeno
11:29in parte contro la crisi climatica, se sono però in zone ad esempio a rischio di siccità
11:35possono diventare un maggior veicolo di diffusione degli incendi boschivi, uno studio recente
11:40di colleghi dell'università, degli studi di Torino dimostra che metà dei grandi incendi
11:45che si sono verificati in Italia negli ultimi 30 anni, sono proprio passati da questi boschi
11:49di neoformazione che omogeneizzano il paesaggio, creano una copertura verde più omogenea, più
11:56continua, rimpiazzando il mosaico tradizionale, qui facevate riferimento di prati, pascoli, campi
12:02e boschi e quindi portando anche alla propagazione di incendi di maggiori dimensioni, indipendentemente
12:09dalle loro cause di innesco, come sappiamo che avviene soprattutto nelle annate calde
12:14e secche.
12:15Andate calde e secche come questa, le chiedo, oggi si parla molto di boschi come alleati
12:20anche nel combattere in qualche modo il cambiamento climatico, quanto possono davvero contribuire
12:26alla riduzione da una parte della CO2, dall'altra parte anche come nelle città, ad essere dei
12:33polmoni anche di abbassamento della temperatura, ma quali limiti non dobbiamo dimenticare?
12:40Allora, gli ultimi dati disponibili legati all'anno 2023 ci dicono che in Italia i boschi
12:46assorbono circa il 15% delle nostre emissioni di gas clima inquinanti, una cifra interessante
12:54che però non copre certamente tutto il problema climatico, quindi gli alberi e le foreste ci
13:00possono aiutare, ci devono aiutare, dobbiamo mantenerli sani perché gli alberi assorbono
13:06anidride carbonica fanno la fotosintesi solo se sono in buona salute, ma non possiamo
13:10delegare a loro tutta la soluzione, dobbiamo prima ridurre le nostre emissioni in tutti
13:16gli altri settori, con le politiche legate alle energie rinnovabili, all'industria e
13:20ai trasporti.
13:21La città è tutto un altro pianeta perché qui non conta tanto l'assorbimento di anidride
13:25carbonica, perché le emissioni della città sono talmente alte che quei pochi alberi che
13:30esistono difficilmente possono incidere, ma possono invece essere molto importanti in
13:35fase di adattamento locale, cioè per rinfrescare le temperature, qualcosa di cui in questi giorni
13:41sentiamo veramente molto il bisogno, assorbire le polveri sottili, quindi gli inquinanti che
13:47fanno direttamente male alla nostra salute, non tanto al clima, assorbire le piogge estreme
13:53sempre più intense che sono un po' l'altra faccia dell'estremizzazione del clima, quindi
13:59importantissimi anche se non l'oro come chiave strategica per il carbonio.
14:03Possiamo parlare di cambiamento climatico anche per gli alberi e le chiedo, noi parleremo
14:09in qualche modo, parliamo della capacità di adattamento che possiamo avere noi, umani,
14:14al cambiamento climatico, ma qual è la capacità di adattamento telepiante al cambiamento climatico?
14:19Guardi, mi fa una domanda che è una questione aperta, in questo momento i migliori scienziati
14:24forestali, ecologi del mondo stanno cercando di capire qual è il limite di resilienza, cioè
14:30di adattamento e di risposta delle foreste a un clima che, lo vediamo, cambia così velocemente
14:36da mettere anche noi in difficoltà. Da una parte le foreste e gli alberi hanno e dimostrano
14:43incredibili capacità di adattamento, anche a condizioni estremamente difficili. Diciamo
14:49che possono ritornare anche dopo eventi estremi di forte intensità, dopo grandi incendi, dopo
14:56grandi siccità, però lo fanno con i loro tempi e i loro modi. Il bosco ritorna quasi
15:01sempre, anche dopo gli eventi più distruttivi, ma magari ci mette anni o anche decenni a farlo
15:07se siamo in alta montagna con dinamiche rallentate. Magari lo fa con specie diverse da prima, più
15:13adattate ai nuovi climi, magari addirittura con specie esotiche e invasive in alcuni casi.
15:19E quindi è vero che il bosco ritorna, ma non sempre ritorna al tipo di bosco che a noi
15:23interessa, non soltanto per produrre legno come dicevamo prima, ma soprattutto per tenere
15:28sui versanti, per ritornare presto a darci una copertura forestale lì dove ne abbiamo
15:33bisogno. In alcuni casi limitati stiamo cominciando a vedere invece proprio dei limiti fisiologici di
15:41resilienza delle piante. Un esempio è la combinazione di grandi incendi e annate secche, magari l'anno
15:48successivo al fuoco, fa sì che certo gli alberi mandano in giro i loro semi, come fanno sempre,
15:53per cercare di rinascere dopo il fuoco, ma se manca l'acqua questi semi non riescono a germogliare.
15:59Queste sono proprio delle combinazioni particolari che stanno riducendo la capacità delle foreste
16:05europee e in parte italiane, per esempio nell'assorbire carbonio. Proprio alla fine di quest'anno
16:11l'Unione Europea probabilmente rivedrà a ribasso gli obiettivi obbligatori di assorbimento di carbonio
16:16da parte delle foreste e degli Stati membri, proprio perché ci stiamo accorgendo che questi
16:20eventi estremi mettono le foreste in difficoltà, perlomeno una difficoltà temporanea, sperando che non
16:26diventi definitiva. Giovanna, parliamo di gestione del bosco, nel Bresciano quali sono
16:32oggi i principali rischi legati a boschi poco gestiti? Incendi, di cui abbiamo parlato anche
16:38in questo spazio, di sesso idrogeologico, perdita di biodiversità o altro?
16:43E la manutenzione, diciamo che diventa anche una questione di sicurezza e diventa anche però,
16:50per citare il Presidente di Uncem, Marco Bussone, con cui abbiamo parlato appunto per
16:57commentare foresti in comune, sono potenzialmente anche una grande opportunità economica e questo
17:03forse può diventare il tema dei temi per rilanciare un po' il bosco negli anni successivi,
17:11la cura quantomeno nel bosco, perché se non basta lanciare l'allarme ambientale, se non basta parlare
17:17di crisi climatica, sappiamo bene che bisogna arrivare necessariamente al tema economico perché lì forse
17:23riusciamo a raggiungere un maggiore interesse che non teniamo pulito il bosco per ragioni
17:29idrogeologiche di sicurezza. Dunque il rapporto foresti in comune serve anche a questo proprio per dire che
17:35il bosco è un'opportunità. Come può essere opportunità? Diceva il Professor Bacchiamo prima, c'è richiesta
17:41di legna e quindi si può ritornare ai vecchi lavori, chiamiamoli così, della raccolta della legna,
17:50delle falegnamerie che possono essere fatte magari proprio in queste zone boschive o dell'Alta Valle.
17:57Oppure quando parliamo di CO2, di anidride carbonica, può essere interessante magari anche per le aziende
18:06compensare le proprie emissioni con la cura del bosco in altre zone come quelle provinciali
18:13o comunque ci sono delle opportunità oltre a quelle turistiche che magari sono quelle che ovviamente
18:19in questo momento sono quelle un pochino più sfruttate. Come farlo? Bussone diceva anche che
18:27andrebbero potenziate a suo avviso le collaborazioni tra privati, quindi magari i gruppi tra privati
18:34perché ovviamente è chiaro che il bosco è anche in alcuni casi, quando non è comunale, molto parcellizzato
18:39e il privato giustamente da solo del suo pezzettino di bosco se ne fa poco. Quindi una delle chiavi
18:46anche da un punto di vista politico, anche se la Lombardia da questo punto di vista non è impreparata
18:52sulla gestione dei boschi proprio a livello legislativo, potrebbe essere quello di mettere in condizioni
18:56privati di lavorare in gruppi proprio per trovare delle chiavi di, passami il termine, sfruttamento
19:03del bosco per prendersene cura da una parte e fare in modo che diventi anche un'opportunità economica
19:11e quindi anche di rilancio proprio del territorio.
19:13Quello della parcellizzazione è sicuramente un tema, ti chiedo se nella nostra provincia ci sono degli esempi
19:19virtuosi di gestione forestale capace di creare da una parte occupazione e dall'altra economia.
19:25Pensiamo, penso non so, alle comunità montane o comunque i consorsi forestali, sicuramente
19:34non possiamo dire di essere un territorio impreparato, questo sicuramente no, che poi queste possono essere
19:40le basi per qualcosa di più strutturato, sicuramente sì.
19:45Professor Vacchiano, noi ci avviciniamo alla conclusione del chiedo se dovesse indicare una priorità
19:50per le foreste italiane nei prossimi dieci anni, guardiamo un orizzonte non troppo in là
19:56ma neanche troppo vicino, quale sarebbe una gestione attiva, adattamento climatico, prevenzione
20:01degli incendi, valorizzazione economica, tutti?
20:05Io direi la pianificazione forestale che sottintende e genera tutti questi obiettivi.
20:11La Lombardia, dobbiamo dire, è una delle eccellenze italiane, in particolare la provincia di Brescia.
20:24Ricordiamo che il comune di Virone è il primo piano di stato di tutto e quindi abbiamo quasi 100 anni
20:31continui di pianificazione, davvero un'eccellenza per tutta Italia.
20:35Ciononostante, metà delle foreste lombarde restano ancora senza un piano di gestione,
20:39si tratta soprattutto di quelle foreste private di cui parlavate correttamente poco fa
20:44e dove è necessario favorire la pianificazione cercando di mettere insieme i proprietari.
20:51C'è proprio una proposta di legge in discussione in questo momento al Consiglio regionale
20:54che va in questa direzione e anche il coinvolgimento di enti privati, aziende,
21:00ad esempio tramite il meccanismo dei crediti di carbonio, ma non solo, i crediti di biodiversità,
21:04i crediti per la protezione dal dissesto, cioè dando un valore economico
21:08alla buona gestione del bosco, che fa bene al territorio e dove magari anche le aziende
21:14che lavorano in quel territorio potrebbero essere molto interessate a investire,
21:18a impegnarsi per contribuire allo sviluppo locale.
21:21Secondo lei la vera sfida oggi è salvare i boschi dal cambiamento climatico,
21:28aiutare le comunità che vivono nei territori forestali a restare e prosperare in qualche modo?
21:35È difficile scegliere, le due cose vanno a braccetto.
21:39Tra l'altro esistono casi e buone pratiche che permettono di fare entrambe le cose contemporaneamente.
21:47Mi riferisco ad esempio alla prevenzione degli incendi boschivi e alle possibilità che ci mostrano
21:52paesi come la Francia, la Spagna, il Portogallo, di aprire via l'Italiafuoco,
21:57realizzare interventi di prevenzione, di rallentamento dei futuri incendi che diventano anche opportunità
22:04di generare impresa, di sviluppo economico, di valorizzare prodotti locali come le vigne per esempio,
22:10la viticoltura, il pascolo che poi produce dei formaggi, la generazione di prodotti locali
22:16con la vegetazione che viene asportata per la prevenzione di incendi.
22:20Ovviamente si tratta di realtà piccole, localizzate, bisogna capire bene anche con l'aiuto della ricerca
22:26scientifica dove effettuare quegli interventi e quando, ma le opportunità esistono e quindi
22:32mettere insieme proprio l'adattamento delle foreste con la generazione di opportunità.
22:38Questo credo sia la sfida più grande e interessante da cogliere.
22:41Giovanna abbiamo 30 secondi. Quali politiche o investimenti servirebbero per trasformare il
22:46patrimonio boschivo presciano, da indicatori di marginalità risorsa per le comunità?
22:52La prima cosa che mi viene in mente forse è proprio quello che diceva il professore adesso,
22:57cioè fare in modo di trovare delle soluzioni che colleghino il prendersi cura e quindi anticipare
23:05gli incendi con la buona cura del bosco, la prevenzione del disesso idrogeologico perché
23:10poi di fatto passa tutto da lì, con il fatto di farlo con imprese strutturate sul territorio
23:15che creino quindi dei posti di lavoro. In questo sicuramente i consorsi, piuttosto che come dicevamo
23:21prima le comunità montane, ma i comuni stessi e invogliare anche i privati potrebbe essere un'idea
23:27e di sicuro poi sappiamo bene che riporterebbero abitanti nelle valli e questo genererebbe poi
23:33tutta una serie di servizi concatenati. La partenza, il turismo mi sembra che da questo punto di vista
23:39non sia una priorità, nel senso che anche in montagna abbiamo parlato l'anno scorso di overtourism,
23:44quindi diciamo che a livello di turismo possiamo considerarci a posto. Su invece qualcosa di economico
23:51che così risponda anche alle esigenze di sicurezza si può lavorare.
23:56Io ringrazio Giovanna Zenti, colleghia del giornale di Brescia, anche per averci accompagnato
24:01durante tutta questa stagione del preview con i suoi approfondimenti partendo dai dati
24:07della nostra provincia. Ringrazio il professor Giorgio Vacchiano dell'Università Statale di Milano
24:12e per essere stato con noi questa sera. Ringrazio anche voi che ci avete seguito da casa.
24:16Noi ci fermiamo qui, non ho l'informazione di Teletutto che come sempre torna tra pochi minuti
24:20e questa sera ad aspettarvi ci sarà Jacopo Bianchi. Da parte mia l'augurio di buon proseguimento
24:24di serata, sempre con Teletutto.
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