- 2 mesi fa
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00:24Buongiorno, eccoci, la sentiamo perfettamente.
00:30Allora, è sempre molto complicato, complesso capire quello che effettivamente sta succedendo, però le ultime dicono appunto di una roadmap
00:39della pace, che quindi insomma questo accordo tra Stati Uniti e Iran sia davvero, diciamo, a un passo da una
00:47definizione. Lei quanto ci crede?
00:50Poco, non credo affatto siamo vicini a una definizione della miriade di conflitti e questioni su cui Stati Uniti e
01:01Iran sono su posizioni distanti.
01:05Il memorandum d'intesa firmato la scorsa settimana è comunque uno sviluppo fondamentale, importantissimo, perché porta, o dovrete portare, lo
01:19speriamo tutti...
01:28Una guerra che è andata avanti in un modo o nell'altro per oltre 100 giorni.
01:33Il memorandum, però, è soltanto un passo preliminare verso un accordo di lungo periodo, i cui negoziati sono cominciati ieri,
01:40ma sulla cui conclusione felice io ho moltissimi dubbi,
01:45perché temo che l'amministrazione Trump non abbia la pazienza strategica, anche le competenze per fare un investimento politico enorme
01:58e anche essere capaci di subire e assorbire le critiche interne che deriverebbero da un compromesso con l'Iran e
02:07il governo iraniano stesso,
02:08che ha una nuova leadership, è anche un grande punto interrogativo.
02:12Stiamo vedendo intanto le immagini del vicepresidente Vance.
02:17Qual è, secondo lei, davvero il nodo più importante, lo scoglio più alto?
02:26È la questione Libano? È la posizione di Israele che comunque sta mostrando, l'ha detto anche Netanyahu nelle scorse
02:34ore,
02:35sta mostrando una certa resilienza su quelle che sono le sue mire e su quelli che sono i suoi obiettivi
02:41in Libano e nella sua guerra con Hezbollah.
02:44Io credo che l'ostacolo principale sia la sfiducia reciproca fra Iran e Stati Uniti,
02:54la relativa incompetenza in preparazione dell'amministrazione Trump,
02:59su fattori su cui si innesta la radicale opposizione di Israele ad ogni forma di compromesso con l'Iran,
03:11che non veda l'Iran dal punto di vista israeliano o sottomesso militarmente,
03:18o destabilizzato politicamente o cooptato politicamente di nuovo.
03:23E questo non, diciamo, avendo fallito la guerra in questi obiettivi, è difficile per Israele uscire a conseguirli.
03:35Quello che può fare però è mantenere l'Iran in uno stato di permanente conflitto con una coalizione guidata da
03:42Israele stesso,
03:43con il supporto guidato, cioè a una coalizione fra Israele e Stati Uniti,
03:47e per questo tenterà di opporre tutta la resistenza possibile e in qualche modo anche a far deragliare il treno
03:55dei negoziati,
03:56qualora dovesse vedere dai negoziati emergere elementi che non gli piacciono,
04:00ma questo è, diciamo, io penso che sarà così perché, come dicevo prima,
04:05un qualunque accordo che sia un compromesso, quindi dove anche l'Iran, questo Iran, guadagni qualcosa,
04:11per Israele è un problema e il Libano è il primo elemento sul quale l'attività, chiamiamola così,
04:18di spoiling, di spoiler di Israele diventa rilevante,
04:23fermo restando che Israele ha degli interessi di sicurezza reali con il Libano,
04:29però è anche vero che Israele ha invaso il Libano e un'invasione, diciamo,
04:35è difficile da difendere esclusivamente come un'operazione di difesa e basta,
04:44in un contesto in cui c'è una cornice negoziale,
04:49in cui quel conflitto con Esbola può essere, se non risolto, gestito altrimenti.
04:56Siete con noi, prende forza anche per quanto riguarda il futuro dello stretto di Ormuz,
05:03quelle ipotesi che si è ventilata spesso di un pedaggio sotto forma di una sorta di premio assicurativo
05:10per passare lungo le sponde non soltanto dell'Iran, ma in parte anche dell'Oman.
05:16Tutto questo che impatto potrebbe avere anche sui traffici dell'area,
05:20perché è vero che si tratta poi alla fine di un balzello che le aziende potrebbero pagare tranquillamente,
05:26però diventa anche una forma di controllo e di diritto acquisito per quanto riguarda l'Iran sullo stretto.
05:34Sì, sarebbe un precedente importante, importantissimo,
05:40che potrebbe essere visto come esempio da stati che sono anche adiacenti
05:47e possono esercitare un controllo su vie di passaggio marittime naturali,
05:53sulle quali fino adesso non è mai stato esatto alcun pedaggio,
06:00anche se in questo caso l'Iran lo chiamerebbe sotto altra forma.
06:03Per quanto riguarda, quindi diciamo sul piano della legalità internazionale,
06:08sul piano della stabilità del commercio internazionale,
06:13nella sua dimensione geopolitica uno sviluppo del genere sarebbe più negativo che altro.
06:18Per quanto riguarda i commerci, nella misura in cui il Golfo Persico,
06:24la regione del Golfo Persico assume contorni di maggiore stabilità politica
06:28e i rischi di sicurezza diminuiscono, io non credo che sarà un piccolo balsello
06:33pagato sotto forma di commissione o fino assicurativa o per la gestione del passaggio,
06:43il recupero dei costi ambientali e così via, che scoraggerà il commercio in quell'area.
06:51Le navi continueranno a passare per lo stretto di Ormuz,
06:55per quanto potranno, per quanto le condizioni di sicurezza lo permetteranno,
06:59quindi se queste condizioni di sicurezza miglioreranno, il traffico tornerà a crescere,
07:04ma la situazione geopolitica generale è tale che tutti saranno anche impegnati
07:12in grandi attività di hedging, si dice, di lavorare su più tavoli,
07:15quindi si tenteranno di costruire alternative, perlomeno per il trasporto di idrocarburi,
07:22allo stretto di Ormuz e si cercheranno anche nuove tecnologie e nuovi fornitori.
07:28È un po' la nuova cifra delle relazioni internazionali di oggi.
07:32Sì, Torcaro, prima di salutarla le volevo chiedere,
07:34lei nella sua carriera ha tanti studi proprio sulle relazioni transatlantiche,
07:42le volevo chiedere un po' cosa ne pensava di quello che sta accadendo
07:45tra gli Stati Uniti e l'Italia, quello che stiamo assistendo in questi giorni,
07:49insomma qualcosa anche effettivamente di insolito proprio su quelle che poi sono
07:55tra l'altro delle realtà dei due paesi che hanno una fortissima tradizione di alleanza
08:02chiaramente nell'Occidente.
08:05Quanto c'è di vero, quanto c'è invece di scenografico in quello che stiamo vedendo?
08:12Direi che c'è quasi tutto scenografico, non nel senso che non abbia una sostanza reale,
08:18che non ci sia una reale rottura o estragnamento fra Giorgia Meloni e Donald Trump,
08:25ma è coreografico e scenografico nel senso che questa rottura innanzitutto è pubblica,
08:34è sui social, non è su politiche, per quanto Trump sia in bocchi il mancato appoggio italiano
08:44alla guerra americana contro l'Iran, non è questa la ragione per cui litigano,
08:51o meglio non è una differenza di policy così forte che allontana l'Italia dagli Stati Uniti.
08:57In passato Meloni è rimasta silente quando Trump ha inflitto tariffe,
09:04richiesto rialzi della spesa militare impossibilmente alti,
09:10ha abbandonato l'Ucraina, ha picconato la Nato in tutti i modi.
09:16Soltanto sulla questione iraniana e soltanto dopo l'attacco al Papa
09:20e soltanto dopo il fallimento del referendum ha tentato di stabilire una distanza
09:27e io credo che se il G7 fosse rimasto quello delle immagini in cui lei discute amichevolmente con Trump
09:36allora il messaggio sarebbe stato che ci sono state delle incomprensioni,
09:40come diceva lei, ma siamo entrambi rappresentanti dell'interesse nazionale,
09:46ovvio ci sono dei contrasti, ma siamo amici.
09:48Il fatto che Trump si lasci andare a queste continue, non so neanche come chiamarle,
09:53sembrano a volte anche aspetti quasi deliranti,
09:57nel senso è chiaro che il quadro clinico come principale lente analitica delle parole di Trump
10:06non è affatto implausibile, direi che potrebbe essere il primo.
10:10Meloni ha anche visto la sfida che viene da destra, da vannacci,
10:14che è qualcuno su cui Trump magari o Trump o la destra maga potrebbe anche investire
10:19per mettere la sottopressione, ha voluto subito rimarcare una differenza,
10:23sapendo che Trump è molto impopolare in Italia e quindi affermandosi come una leader nazionalista
10:29non trampiana, così difendendosi un po' anche a destra.
10:35Questa è la mia interpretazione.
10:37Non vedo un contrasto profondo fra Italia e Stati Uniti,
10:41diverso da quello che c'è fra Europa e Stati Uniti,
10:44nel senso che effettivamente gli Stati Uniti un po' vogliono mollare l'Europa,
10:49però c'è modo in modo di ricalibrare la propria presenza sul vecchio continente.
10:54Quello di Trump è una rottura.
10:58Grazie, grazie Riccardo Alcaro per essere stato con noi,
11:02dell'OIAI, Istituto Feo Internazionali.
11:04Alla prossima occasione.
11:06Grazie.
11:06Grazie a voi, arrivederci.
11:07Grazie.
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