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  • 2 giorni fa
Roma, 12 giu. (askanews) - A poco più di due mesi dal referendum sulla separazione delle carriere, il tema della riforma della giustizia torna al centro del dibattito politico e istituzionale. A Roma, nella Sala Angiolillo di Palazzo Wedekind, si è svolto il convegno "Dal No ai Sì. Per una riforma condivisa della giustizia", promosso dalla Fondazione Iniziativa Europa e da Kleos. Al centro del dibattito il futuro delle riforme, il rapporto tra politica, magistratura e avvocatura e la ricerca di soluzioni condivise per rendere la giustizia più efficiente e vicina ai cittadini.Michele Vietti, Presidente della Fondazione Iniziativa Europa ed ex vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: "Il referendum sulla giustizia è stato un trauma che ha diviso il Paese, ma oggi ce lo dobbiamo lasciare alle spalle e affrontare i problemi della giustizia che purtroppo sono rimasti tutti sul tavolo e tutti insoluti, dalla lunghezza dei processi alla scarsa fiducia dei cittadini nei confronti della magistratura. La Fondazione Iniziativa Europa, insieme a Kleos, mette intorno a un tavolo i protagonisti della politica che si occupano di giustizia per avviare un confronto che, fuori dalla dialettica elettorale, possa trovare i punti di convergenza per fornire ai cittadini un servizio più efficiente". Pur partendo da posizioni differenti, tutti i relatori hanno condiviso la necessità di intervenire su un sistema che da tempo mostra criticità e richiede risposte concrete. In particolare, al convegno hanno partecipato anche la capogruppo di Italia Viva alla Camera, Maria Elena Boschi, il Senatore del Partito Democratico, Andrea Giorgis ed il Presidente del Consiglio Nazionale Forense, Francesco Greco.Giuseppe Tango, Presidente ANM, ha dichiarato: "Bisogna sicuramente sedersi attorno a un tavolo e discutere innanzitutto di quelle che sono le emergenze. Noi come Associazione Nazionale Magistrati già ne abbiamo segnalate almeno quattro". Non sono mancati momenti di confronto acceso, che hanno espresso visioni diverse sui temi della responsabilità civile dei magistrati e del correntismo nelle toghe."Dialogare significa ascoltarsi reciprocamente, ma non significa certamente venir meno a quelle che sono le prerogative costituzionali" - afferma Francesco Paolo Sisto, Viceministro della Giustizia - "Il Parlamento scrive le leggi, la magistratura le applica. Se questo è chiaro si può dialogare da qui all'eternità. Se qualcuno pensa di poter, dopo il referendum, condizionare l'attività legislativa si sbaglia. Noi siamo pronti a difendere il principio della Costituzione anche con le leggi ordinarie e non perdiamo l'amore per il cittadino e per le garanzie che devono assistere".Al di là delle differenti sensibilità politiche e istituzionali, dal confronto è emersa però una convinzione comune: la necessità di mantenere aperto il dialogo e lavorare a una riforma della giustizia capace di coniugare efficienza, garanzie e tutela dei diritti.

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00:00A poco più di due mesi dal referendum sulla separazione delle carriere, il tema della riforma della giustizia torna al
00:07centro del dibattito politico e istituzionale.
00:10A Roma, nella sala Angiolillo di Palazzo Vedekin, si è svolto il convegno dal No al Si per una riforma
00:16condivisa della giustizia, promosso dalla Fondazione Iniziativa Europa e da Cleos.
00:21Al centro del dibattito il futuro delle riforme, il rapporto tra politica, magistratura e avvocatura e la ricerca di soluzioni
00:27condivise per rendere la giustizia più efficiente e vicina ai cittadini.
00:32Il referendum sulla giustizia è stato un trauma che ha diviso il Paese, ma oggi ce lo dobbiamo lasciare alle
00:39spalle e affrontare i problemi della giustizia che purtroppo sono rimasti tutti sul tavolo e tutti insoluti.
00:46Dalla lunghezza dei processi alla scarsa fiducia dei cittadini nei confronti della magistratura.
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01:01giustizia
01:02per avviare un confronto che fuori della dialettica elettorale provi a trovare i punti di convergenza per fornire ai cittadini
01:13un servizio più efficiente.
01:14Pur partendo da posizioni differenti, tutti i relatori hanno condiviso la necessità di intervenire su un sistema che da tempo
01:21mostra criticità e richiede risposte concrete.
01:25Bisogna sicuramente sedersi attorno a un tavolo e discutere innanzitutto di quelle che sono le emergenze.
01:30Noi come Associazione Nazionale Magistrati già ne abbiamo segnalati almeno quattro.
01:34La stabilizzazione degli addetti all'ufficio per il processo, la cui scadenza ormai veramente imminente, stiamo parlando del 30 giugno.
01:41Un rinvio del GIP collegiale che sembrerebbe dato acquisito dalle indiscrezioni che girano sul DL ultimo
01:50e che però, anche se fatto così, non rappresenta però una soluzione o soltanto una postergazione del problema.
01:58Infine, la situazione delle carceri è una maggiore digitalizzazione e, perché no, un maggior investimento sul personale amministrativo.
02:06Non sono mancati momenti di confronto acceso che hanno espresso visioni diverse sui temi della responsabilità civile dei magistrati e
02:14del correntismo nelle toghe.
02:16Dialogare significa ascoltarsi reciprocamente, ma non significa certamente venir meno a quelle che sono le prerogative costituzionali.
02:24Il Parlamento scrive le leggi, la magistratura le applica.
02:27Se questo è chiaro si può dialogare da qui all'eternità.
02:29Se qualcuno pensa di poter, dopo il referendum, condizionare l'attività legislativa, si sbaglia.
02:35Noi siamo pronti a difendere i principi della Costituzione, anche con le leggi ordinarie,
02:39e non perdiamo l'amore per il cittadino e per le garanzie che devono assistere.
02:44Al di là delle differenti sensibilità politiche e istituzionali, dal confronto è emersa però una convinzione comune,
02:50la necessità di mantenere aperto il dialogo e lavorare a una riforma della giustizia
02:54capace di coniugare efficienza, garanzie e tutela dei diritti.
02:59Grazie.
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