00:17You Don't Know Me di Tom Hedge, quattro episodi su Netflix.
00:27La scena è quella tipica del courtroom drama, l'imputato alla sbarra scrutato da un giudice
00:33con parrucca dai riflessi di ghiaccio, una giuria che lo scrutina con attenzione insieme ad un
00:38uditorio che attende che lui prena la parola. È imputato di omicidio, inchiodato da prove
00:44schiaccianti, ma ha deciso di rinunciare all'avvocato e di affidarsi interamente alla propria ringa
00:50finale. Ad istruttore già chiusa, cosa può sperare di ottenere ad un passo dal verdetto
00:55senza poter portare nuove prove? Scritto da un avvocato, Imran Mahmood, dal cui libro la
01:01serie è tratta, sceneggiata da un vero professionista della nuova serialità, Tom Hedge, capace di
01:07passare dalla spassosa commedia sessuale di Lovesick alla biografia regale di The Crown,
01:13in realtà You Don't Know Me è un lungo monologo teatrale cadenzato da movimentati flashback con
01:20il quale l'attore Samuel Advenumi di epiloga per la giuria e gli spettatori l'intero svolgimento
01:27dei fatti che hanno portato alla morte di un giovane spacciatore. Tutto inizia con l'appassionato
01:32resoconto del suo corteggiamento e innamoramento di una ragazza, Sophie Wilde, che sarà strettamente
01:37legata al suo coinvolgimento nell'omicidio. Da una parte il romanzo originario oppone una famiglia
01:43di origine nigeriana coinvolta a suo malgrado in un sottobosco criminale fatto di prostituzione
01:49e droga ad una corte di avvocati e magistrati bianchi. Dall'altra mette in scena una sfida
01:55giuridica da penalista magistrale. Riuscirà l'imputato, attraverso un occulto stratagemma,
02:01a guadagnare l'innocenza dalla giuria con una narrazione persuasiva e seducente. La vera verità di un
02:08Rigo, che vede la famiglia del protagonista tutta strenuamente impegnata per salvare la
02:13sua amorosa dalle grinfie della malavita, si scoprirà solo poco prima della fine, dopo una
02:19serie di colpi di scena a scatola cinese. Con questo ibrido piuttosto inedito di romanticismo
02:24e noir, dramma familiare processuale, la serie ha ottenuto un sorprendente successo di critica.
02:31Il mix di Melo e Crime presenta inevitabilmente qualche problema di dosaggio, ma gli attori tutti
02:37ne reggono con convinzione lo spartito. Povere creature di Yorgos Lantimos, film su Disney Plus.
02:48Tra i film evento del 2024 per Originalità e Audacia, Leone d'ora a Venezia e quattro premi Oscar,
02:55è una fantasmagoria fantascientifica sfrenata e statistica tratta dal romanzo di Alasdair Gray.
03:02La storia di Bella Baxter, Emma Stone, vincitrice di un Oscar, una donna riportata in vita
03:07dal genialoide dottor Goodwin Baxter, Willem Dafoe, è un sorprendente coming of age, un radicale
03:14romanzo di formazione femminista. Dopo un tentativo di suicidio, il dottore le impianta il cervello
03:20del feto che portava in grembo, in un chiaro richiamo alle suggestioni di Frankenstein, le cui
03:25citazioni attraversano un'intera pellicola. La crescita, l'emancipazione e la scoperta di sé da parte
03:31di Bella, tracciano un viaggio alla ricerca di libertà e autonomia che la spingono a sfidare
03:36le rigide convenzioni sociali e a esplorare apertamente la propria sessualità, rifiutando
03:42di essere manipolata o condizionata dagli uomini che incontra. La regia di Lantimos, nutrita di
03:48grand'angoli estremi e scenografie lussureggianti, grazie anche alla fotografia di Robbie Ryan, crea
03:53un affascinante mondo steampunk. L'uso del colore è fortemente simbolico. Il bianco e nero iniziale
04:01repressa di Bella a Londra, mentre l'esplosione di colori a Lisbona coincide con l'inizio dei
04:06suoi viaggi, la sua crescente gioia di vivere e l'insaziabile libertà che investono con galvanizzante
04:13euforia temi cruciali come l'autonomia femminile, la critica alla morale tradizionale e quello tra
04:19creatura e creatore. Il Festival del Proletariato Giovanile al Parco Lambro di Alberto Grifi, film
04:26su RaiPlay. Il Festival del Proletariato Giovanile al Parco Lambro di Alberto Grifi, disponibile
04:32su RaiPlay in fuori orario di Enrico Ghezzi, sfugge alle definizioni tradizionali di documentario
04:38e cinema militante. Non racconta un evento, ma ne disinnesca le contraddizioni mostrando
04:44un'utopia che si frantuma sotto il peso delle sue stesse promesse. Quel raduno, luogo di liberazione,
04:51diventa teatro di tensioni, dove corpi in rivolta si scontrano con un dispositivo fragile
04:56e contraddittorio. Diventa realtà per gli occhi, perché come in Anna, altro suo celebre documentario,
05:03considerato il padre o la madre del cinema sperimentale italiano degli anni 70, il primo
05:09riversato in pellicola da videocamera, Grifi supera la narrazione lineare, catturando la cesura
05:15tra immagine e realtà. Il suo cinema è un gesto politico radicale, permeato da un'energia
05:21iconoclasta che richiama il linguaggio sovversiva di un contemporaneo, Carmelo Bene, capace di
05:27alterare e vanificare la menzogna di corte del potere, le convenzioni e gli stereotipi
05:32di industria culturale, gettando uno sguardo sconosciuto dentro la natura anarchica e oscura
05:37della vita. Il suo cinema è sguardo periferico, eredità che in un luogo attuale potrebbe appartenere
05:43forse solo alle esigenze di Harmony Corrine. In questo cinema, Grifi costruisce una poetica
05:50frammentare e dissonante volta al caos, un cortocircuito visivo e sonoro che dissolve ogni
05:56appiglio e apre a ciò che resta invisibile. Ci lascia però una domanda importante all'epoca
06:02necessaria oggi. Cosa resti della ribellione quando il palco si sgretola in silenzio?
06:31Grazie per la visione!