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  • 2 anni fa

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00:00Musica
00:48Allora Fabio, sei pronto per cominciare questa quarta stagione di Be Wild?
00:51Quest'anno esploreremo le aree Mab unesco del territorio.
00:55Io e Chiaga sono prontissimo, ma perché ci troviamo davanti a una scuola?
00:59Non te lo spiego io, te lo faccio spiegare subito.
01:05Buongiorno direttore, buongiorno.
01:07Eccoci qua, vi aspettavamo.
01:09Buongiorno, buon Dio.
01:11Allora Fabio mi chiedeva, come mai siamo in una scuola quando esploreremo per questa quarta stagione le aree Mab unesco
01:17e il parco dell'Apenino Tosco Emiliano?
01:19Ce lo racconta lei?
01:20Siete in questa scuola perché da una scuola professionale da tantissimi anni ci occupiamo di formare persone nella filiera turistica,
01:31in particolare attraverso i corsi di guida ambientale escursionistica e accompagnatori turisti.
01:36In particolar modo, direi da qualche anno, abbiamo iniziato una bellissima collaborazione con il parco dell'Apenino Tosco Emiliano,
01:48proprio per valorizzare quei territori, offrire più opportunità ai professionisti tramite certificazioni di qualità e per valorizzare soprattutto la zona
02:00della Mab unesco
02:01che appunto rappresenta comunque un territorio molto attrattivo, sostenibile e che dà bellissime risorse per la filiera turistica.
02:12Le aree Mab unesco sono territori di valore ambientale, ma sono luoghi anche in cui l'uomo convive in maniera
02:21sostenibile con la natura,
02:22quindi voi proprio certificate le attività che ci sono, quindi la ristorazione piuttosto che…
02:31valorizzando ovviamente il territorio, la sostenibilità dell'ambiente, la caratteristica anche enogastronomica locale
02:41e soprattutto tutti i professionisti che all'interno del parco, a vario titolo, concorrono appunto alla promozione del territorio.
02:50Ecco, oggi cominceremo il nostro viaggio, ci accompagneranno delle guide che probabilmente sono state formate qui,
02:58proprio, quasi in tutta l'area che andremo a esplorare. Andrea, dove ci mandi oggi?
03:05Allora, oggi si gioca in realtà abbastanza facile, andrete con il nostro Elia,
03:10dico nostro perché è un nostro formatore da anni, lo chiamiamo anche Liander,
03:14andate nella zona del Lago Santo Parmense, è una zona che non ha bisogno di presentazioni,
03:20tanti di noi la conoscono di già, ma vogliamo farvela vedere anche con un occhio diverso,
03:25anche con l'occhio di Elia che è una persona che conosce quei luoghi come forse nessun altro,
03:31mi sentirei di dire, nella provincia di Parma.
03:33Dicevi che è un vostro formatore, ma come sono qua i corsi? Cioè quanto durano, quante ore,
03:39che impegno è necessario per seguire uno dei vostri corsi per guida escursionista?
03:44Certo, certo, sì, parlando del corso GAE, sono percorsi approvati dalla Regione Emilia-Romagna
03:50di 180 ore, dove si concentrano principalmente con uscite pratiche sul campo per valutare
03:57anche la sicurezza degli ambienti, le tecniche di conduzione del gruppo, ma anche tutti quegli
04:01aspetti naturalistici, diciamo culturali, da approfondire su quello che è l'ambiente
04:07che circonda una guida. Quindi più o meno sono 120 ore di attività pratica sul campo,
04:12mentre poi facciamo anche delle attività teoriche online di approfondimento con svariati esperti,
04:18tra cui gli esperti del Parco Nazionale dell'Appennio Autosco Emiliano per ciò che concerne
04:23l'ottenimento del titolo di guida parco del Parco Nazionale dell'Appennio Autosco Emiliano
04:28e la certificazione CEZ, cioè l'adesione alla Carta Europea del Turismo Sostenibile, su cui
04:34stiamo puntando tantissimo perché crediamo che l'unica forma di turismo in ambiente naturale
04:41da intraprendere sia proprio quella che dia una grande attenzione alla sostenibilità.
04:46Quindi può venire a seguire qualsiasi persona, anche magari uno che non è particolarmente
04:51esperto o uno che abita in via Cavour ad esempio?
04:55Assolutamente sì, assolutamente sì, a chiunque può accedere al corso, basta che sia maggiorenne
05:00e che abbia un diploma e può accedere appunto ai corsi. Ci saranno degli esami d'ammissione,
05:05ma ci sono anche delle attività di preparazione per sostenere l'esame d'ammissione e ovviamente
05:10poi l'obiettivo del corso è formare in pieno, insegnare a gestire al meglio questa professione
05:16una volta che si termina il corso e si supera l'esame finale.
05:20Perfetto, grazie Andrea. Allora noi adesso ci avviamo verso il Lago Santo, tu chiama Elia
05:26che così ci aspetta quando arrivi.
05:28Sarà già lì, è l'uomo dei monti.
05:30Grazie mille, buona giornata e buon lavoro.
05:32Buon viaggio.
05:39Fabio, siamo arrivati al rifugio Lagdei, qua come ci siamo detti incontreremo Elia
05:44che ci accompagnerà in un'escursione al Lago Santo e ci farà scoprire un po' delle magie
05:51di questo posto. Forse tu non lo sai ma il Lago Santo è un lago glaciale, quindi qua c'era
05:57un ghiacciare una volta.
05:59Pare che sia tra l'altro il lago più grande dell'Emilia Romagna questo.
06:04Adesso ce lo facciamo raccontare da Elia.
06:11Buongiorno.
06:11Ciao Elia.
06:12Sì, sono Elia Moni e collaboro sempre con Fuma Futura a fare il docente nei corsi Punto
06:19per le Guide. Oggi faremo un giro qui in zona, vi porterò a vedere sia il Lago Santo, sia
06:27il nostro crinale appenninico.
06:30Oggi ho visto arrivando che ci sono un sacco di alberi morti. Cosa è successo?
06:36Sì, infatti noi vediamo tutta questa zona qui dove ci sono gli abeti rossi che sono stati
06:43attaccati da un parassita, il bostrico tipografo, la cui larva appunto si insuina nella cortezza
06:50scavando gallerie. Infatti è chiamato tipografo perché proprio fa dei disegni sul Lago impedendo
06:57la circolazione della linfa. Questo succede particolarmente, è successo l'anno scorso
07:04infatti perché è un periodo particolarmente secco e l'albero non ha la protezione naturale
07:12che è data dalla circolazione della linfa per cui non riesce a creare la resina che blocca
07:19appunto questo parassita.
07:21E quindi c'è pericolo andare in quella zona?
07:24Questa zona dove passa qualche sentiero gli alberi possono eventualmente in condizioni
07:32di vento eccetera cadere perché poco alla volta stanno cadendo, si stanno battendo sia
07:38per la neve sia per il vento. Infatti hanno messo anche un cartello attenzione con lo piante
07:44in determinate condizioni ci può essere questo rischio.
07:48Ecco, cosa succede poi di queste piante cadute? Vengono rimosse, viene fatta legno oppure vengono
07:54lasciate sul posto?
07:56Attualmente qui in basso hanno iniziato a tagliarle, infatti se si rinsu nei giorni feriali si sente
08:02un gran rumore di motoseghe, li stanno battendo e però non so se riusciranno ad abbattere le
08:09tutte perché il lavoro è molto impegnativo.
08:12Dicevi che questo parassetta si è sviluppato qualche anno fa per una stagione particolarmente
08:18secca, quindi è una cosa incentivata anche dal cambiamento climatico immagino?
08:24Esatto, questo qui si è sviluppato particolarmente nel 2003 e poi è stato silente, il 2003 ricordiamo
08:32che è stato l'anno più secco che ricordiamo, poi è stato silente per un certo periodo e l'anno
08:39scorso che è stato un'estate particolarmente secca, di nuovo è tornato in auge e ha creato
08:46questa moria di alberi.
08:48Quindi questi abete rossi, se andiamo avanti di questo passo con questi sbalzi di temperature
08:55siamo destinati a perderli tutti?
08:58Sì, senza altro questi abete rossi, c'è da dire un'altra cosa che qui l'abete rosso
09:04è legato all'intervento umano nel senso che è stato piantato, non è autottono, infatti
09:10l'abete bianco di cui vediamo degli esemplari qui dietro, questi sono autottoni e sopravvivono,
09:18resistono a questo parassetta.
09:21Bene dai, direi che è ora di andare a prendere la seggiovia e alzarci di quota.
09:26E scoprire tante altre cose.
09:28Esatto.
09:28Andiamo.
09:29Andiamo.
09:52Ok, qui siamo all'arrivo della seggiovia e questa è la vecchia pista che veniva utilizzata
09:59una volta, adesso frequentata d'inverno solo da sci alpinisti e abbiamo questi bei fiori,
10:07si chiama epilobio angustifoglio che ha praticamente colonizzato tutta la pista, adesso
10:13la fioritura piena deve ancora venire.
10:16Questo fiore poi in autunno fa un fiocco tipo cotone che disperde il suo seme per cui
10:22si moltiplica sempre di più.
10:24Salendo con la seggiovia in mezzo a questa faggetta bellissima, oltre a questo fiore
10:30si possono ammirare tanti altri fiori.
10:33Che fiori possiamo vedere?
10:34In particolare un altro fiore che ha colonizzato la parte bassa della pista è la barba di capra
10:42che fa un bel cespuglio bianco e poi si vedono orchidee, iperico e tante altre specie.
10:53Fra l'altro c'è pieno anche di fragoline di bosco, fragoline selvatiche.
10:57Ricordiamo comunque che è assolutamente vietato raccogliere tutti i fiori che troviamo
11:02lungo il nostro cammino perché questa è comunque un'area protetta.
11:05Esatto, esatto.
11:06E siamo nel parco appunto dell'Appennino Toscomigliano e quindi è tutta un'area protetta
11:13e quindi sì, poi anche nel rispetto a natura i fiori naturali così non andrebbero mai raccolti.
11:20E lì ha però una fragolina, possiamo mangiarcela?
11:23Certo, la fragolina non c'è problema, anche i mirtilli che ce ne sono abbastanza anche
11:27lungo la pista, adesso cominciano a diventare maturi.
11:31Vista l'ora, allora andiamo lì a cercare.
11:34Va bene.
11:35Andiamo.
11:36Andiamo.
12:04Elia, siamo arrivati sulle rive del Lago Santo con pochi minuti di seggiovia, ma si può
12:11arrivare qua anche a piedi.
12:12Che vie si possono percorrere?
12:14Sì, infatti qui si può salire a piedi sia dal lag Dei che dai cancelli dove c'è il bivio
12:20per la strada andare ai lagoni.
12:23C'è un sentiero diretto, un altro sentiero che è il panoramico, che è il sentiero più
12:30lungo, bello anche come sentiero da vedere e si può salire sia dai cancelli che dal
12:39lag Dei per il sentiero delle carbonaie, è un sentiero che percorre il cammino che facevano
12:45una volta i carbonaie quando venivano a tagliare la legna e portavano giù il carbone poi con
12:51i muli.
12:52E ancora oggi percorrendo quella via a piedi non è difficile trovare del carbone ancora?
12:58Sì, infatti in queste carbonaie si vedono ancora residui del carbone appunto legato all'epoca
13:05che c'erano i carbonaie.
13:07Ecco, oggi siamo arrivati al rifugio Mariotti che è un punto iconico del lago che ha anche
13:15una bella storia.
13:16Questo rifugio è stato costruito i primi del Novecento, era un piccolo rifugio e poi successivamente
13:23è stato ristrutturato, allargato, reso più adatto al turismo di oggi.
13:31C'è anche qui un'ottima cucina, cucina a chilometri zero, quindi qui ci si trova bene
13:38sia ai turisti sia per chi vuole venire a pernottare il rifugio.
13:43Ecco, parliamo di chilometro zero, in quest'area è particolarmente importante perché siamo
13:47anche nel territorio mabunesco che fa della sostenibilità una delle sue chiavi di successo
13:54e di promozione.
13:55Esatto, infatti questo rifugio fra l'altro è stato considerato fra i dieci rifugi migliori
14:03d'Italia e nell'inchiesta che è stata fatta anni fa, i rifugi del cuore.
14:21Vi voglio far notare una cosa, intanto che saliamo questo sentiero che porta al Mar Magna.
14:27Qui ci sono dei faggi che hanno una certa età, infatti ne vediamo uno che è rotto e lì
14:33potete notare la base del faggio che era praticamente vuota, quindi un colpo di vento o la neve,
14:41il carico della neve possono far cadere queste piante.
14:44Questi erano faggi appunto che sono cresciuti molto tempo fa e siccome crescevano isolati
14:51c'è da notare un particolare della loro struttura che sembrano avvitati, no?
14:57Si vede in particolare questo, quell'altro là, eccetera.
15:02Questo perché? Perché avvitandosi la pianta diventava più flensibile.
15:07Infatti un cavo è sempre fatto in maniera che i fili sono avvitati, lo stesso le fibre di questo faggio.
15:15Quindi più resistente al vento?
15:17Quindi più resistente al vento e questi che crescevano piuttosto isolati sono cresciuti in questa maniera.
15:22Quindi proprio una sorta di adattamento al clima di questo popolo.
15:28Esatto.
15:28Però mi dicevi che i faggi non sono qui da sempre, qui prima era completamente diverso il paesaggio.
15:34Esatto, se noi andiamo indietro nel tempo, questa zona era tutte pietraie che sono state popolate
15:42poi dalla crescita dei faggi.
15:44In primi, se andiamo proprio indietro nel tempo, sono stati gli abeti, l'abete bianco.
15:49Poi dopo, quando il terreno è stato reso più propizio, reso fertile, dall'erba, eccetera,
15:58che appassiva, moriva e creava un po' di humus, ci sono nati questi faggi.
16:05Il faggio è una pianta abbastanza, diciamo, che non tollera piuttosto vicini di casa
16:12per cui la popolazione è quasi esclusivamente di faggio.
16:16C'è qualche acero, qualche salicone, ma in genere sono tutti faggi.
16:21E qui il faggio cresce anche perché siamo ad un'altitudine tale ideale per il faggio,
16:28perché siamo intorno ai 1500 metri.
16:29Sì, esatto, qui siamo in lago è 1507 e quindi questo terreno è ideale per la crescita dei faggi
16:38che vanno da poco più di 1000 metri, sotto c'è il castagno, fino ai 1600.
16:45Questi faggi che si fanno spazio tra queste pietrone, che tipo di roccia è questa?
16:51Che ne incontriamo tantissime lungo il cammino.
16:53Esatto, questa è la roccia tipica del nostro pennino, della zona del crinale, eccetera,
16:59che è chiamata Macigno, Arenaria del Macigno.
17:03Che immagino venisse utilizzata un tempo anche per le costruzioni di case,
17:07probabilmente già solo il rifugio Mariotti è costruito con questa pietra.
17:11Esatto, veniva utilizzata appunto per le costruzioni, essendo il sasso del posto.
17:18Lì, la vediamo ancora, là in fondo, le pietraie, che originariamente era tutto legato a frane,
17:29della roccia più compatta in alto e si sono create queste pietraie.
17:33Sono dovute praticamente a frane nel corso del tempo.
17:36L'erosione del ghiaccio, perché come dicevamo questo è un vecchio ghiacciario,
17:41l'erosione del ghiaccio ha creato questo.
17:44Esatto, questo qui è il lago di formazione glaciale.
17:48L'erosione del ghiaccio, quando il ghiaccio è praticamente scomparso,
17:53dopo la fase di glaciazione che era circa 20.000 anni fa,
17:58il terreno roccioso si è, diciamo, poco alla volta reso più friabile,
18:07per cui si sono formate queste pietraie.
18:23Durante il nostro cammino siamo arrivati a un bivio e abbiamo visto anche che il bosco intorno a noi
18:29è cambiato sensibilmente, non ci sono più faggi.
18:31Sì, infatti, qui siamo al bivio che da una parte si va verso il Mar Magna
18:36e si può proseguire poi sul cantiero 00 che passa sulle creste fino al lagestrello Pratospilla
18:43e invece da questa parte è verso il Monte Orsaro.
18:48E qui, in questa zona, è popolata da beti,
18:52c'è appunto questa chiamata Pinete, in realtà è una betaglia.
18:56Hanno fatto tanto lavoro su commissione del parco
19:02per bonificare un po' questa zona, dando più respiro a queste piante
19:07perché proteggerle appunto dal parassita di cui abbiamo parlato prima.
19:13Infatti, vediamo lì i tagli che sono stati fatti,
19:16anche la parte bassa dei rami, che non ricevendo più luce tendono a diventare secchi,
19:22sono stati tagliati.
19:24Quindi un grande lavoro da parte del parco dell'Appennino Tosco Emiliano
19:28per tenere questo meraviglioso bosco, insomma, il più bello possibile.
19:33Conservare appunto questo bosco.
19:35E via, come ti è venuto in mente di diventare una guida ambientale escursionistica?
19:40Quando sono andato in pensione ho pensato a una svolta professionale
19:45visto che sono appassionato di montagne e di natura,
19:48per cui l'idea di accompagnare gente, portarli in giro, fargli vedere il territorio,
19:56territorio che conosco molto bene e frequento habitualmente,
20:00mi avvinceva quest'idea.
20:02Quando ho visto la pubblicità di forma futuro che ho cominciato a fare questi corsi,
20:07mi sono appunto iscritto a uno di questi corsi
20:09e successivamente ho potuto addirittura fare il docente la formazione
20:15a quelli che erano interessati appunto a questa professione.
20:19Quali cose chiedono i clienti alle guide?
20:22In genere adesso le persone non sono più così autonome da poter dire,
20:29decidere, vado, eccetera.
20:30e quindi la soluzione più facile è appunto farsi accompagnare da una guida
20:36che magari gli propone sempre cose nuove.
20:40Sono giri spesso a tema per vedere la natura, i funghi, i fiori.
20:45E così poi nell'ambiente invernale ancora di più,
20:50perché chiaramente quando c'è la neve sentire non è difficilmente riconoscibile
20:56e la guida ambientale escursionistica dà una certa sicurezza.
21:00Elia, qual è la prima cosa che insegni ai tuoi studenti quando iniziano il corso?
21:05Io mi occupo in particolare dell'ambiente invernale,
21:08essendo anche un appassionato di neve
21:10e facendo tanto attività sulla neve, scialpinismo, eccetera,
21:19per cui spiego soprattutto la sicurezza nel muoversi
21:27e mi rivolgo appunto ai ragazzi che fanno il corso,
21:31che è una cosa fondamentale, perché la nostra montagna oggi la vediamo tranquilla,
21:37senza vento, condizioni ideali, ma improvvisamente tutto può cambiare
21:42anche nel giro di poco tempo e bisogna essere preparati.
21:45Se si accompagni in giro delle persone, si ha la responsabilità,
21:50perché abbiamo l'affidamento appunto di queste persone.
21:53Sarebbe molto bello vedere questi boschi innevati,
21:58deve essere sicuramente uno spettacolo unico
22:01e dicevi il discorso della sicurezza, anche questo credo che sia veramente importante,
22:07perché è cronaca di tutti gli inverni di persone che poco attrezzate
22:11devono essere poi recuperate da guide o comunque al soccorso del CAI
22:16perché si perdono nei boschi o restano...
22:18Sì, sì, non solo si perdono, ma in determinate condizioni,
22:23qui un giorno ci può essere neve polverosa e il giorno dopo può essere ghiaccio,
22:27quindi bisogna essere in grado di capire le condizioni che c'è,
22:31valutare e organizzarsi in questo senso.
22:35Ilia, quindi abbiamo capito che il ruolo della guida è un ruolo assolutamente importante,
22:39io ne so qualcosa perché in un certo modo mi occupo di Africa
22:44e in Africa è assolutamente indispensabile girare con una guida,
22:49ma a questo punto è indispensabile anche qui girare con una guida
22:52e invitiamo più persone possibili a contattarvi se si vogliono fare delle escursioni nei nostri boschi,
22:58anche perché si imparano, come abbiamo visto oggi, delle cose meravigliose,
23:02ma come si può fare a contattarvi?
23:05C'è un sito, un elenco, dove possiamo trovare l'elenco delle guide?
23:11Sì, forse è indispensabile, è esagerato, però direi molto utile soprattutto per chi non ha esperienza.
23:21Esistono elenchi delle guide nel sito della Regione Emilia Romagna,
23:26Forma Futuro opera appunto in convenzione con la Regione e anche nei siti del Parco
23:32e ci sono poi molte guide che fanno pubblicità di loro stesse,
23:37che lavorano in collaborazione con i rifugi.
23:40Bene, allora non resta che scegliere una delle direzioni possibili sui sentieri cai
23:44e andare a vedere che cosa ci aspetta.
23:47Io andrei verso il Monte Marmania, quello che avevamo deciso di fare all'inizio,
23:51ci vuole solo mezz'ora per arrivare alla sella, proviamo a vedere se ci arriviamo.
23:55Va bene, procediamo.
23:56Procediamo.
24:14Elia, siamo usciti dal bosco,
24:16ci troviamo in una bellissima prateria a pochi passi dalla sella del Marmania,
24:24una prateria ricoperta di questi fiori gialli bellissimi.
24:27Che fior è questo?
24:28È un iperico, un iperico montano diverso da quello che si trova più in bassi.
24:33e tante piante che non sono né faggi né abeti.
24:40Sì, infatti vediamo dei sorbi, sono sorbi montani che sono un po' diffusi
24:47e le piante, senza che diventino dimensioni particolari, ci si trovano comunque fino sul crinale.
24:55Beh, mi avevi promesso le fragoline, però vedo che c'è del Ribes.
25:00Beh, attenta Chiara che questo qui non è Ribes, sarebbe molto pericoloso mangiare questa bacca di questa pianta
25:09che si chiama fior di stecco, ha un fiore rosa bellissimo che cresce prima di mettere le foglie
25:17e il nome botanico è Daphne mezzereum.
25:21In effetti le foglie sono diverse da quelle del Ribes.
25:23Sì, le foglie sono diverse, anche le bacche sono un po' diverse.
25:29Ma questa è tossica o velenosa?
25:31No, no, è tossica, è successo che un anno fa una signora, appunto confondendole con Ribes,
25:39ha mangiato di queste bacche, non so esattamente il sapore se sia assimilabile,
25:44comunque dopo poco ho sentito dei sintomi, è stata trasportata d'urgenza con l'elicottero
25:50per un ospedale per una terapia antiveleno.
25:54Quindi insomma è meglio non raccogliere le cose di cui non si è proprio certe al cento per cento.
25:59Esatto, esatto.
26:00Andando in giro si trovano anche le bacche di Bella Donna, che è chiamata Atropa Bella Donna,
26:06che è una pianta molto tossica, una bacca nera, scura,
26:09e soprattutto controllare che magari qualche bambino potrebbe fare questa confusione.
26:16Andiamo avanti, vediamo se incontriamo qualche altro fiore o frutto interessante.
26:22Ok.
26:27Facciamo una piccola pausa prima di arrivare in cima.
26:30Allora, durante questo percorso abbiamo visto anche diverse tracce di animali.
26:38Che animali si possono avvistare qua?
26:40Qui si avvistano animali che sono abbastanza comuni in questa zona,
26:45soprattutto il lupo è diffuso ma è difficile vedere, si vede più facilmente gli escrementi.
26:54Invece si vedono, capita di vedere volpi, tassi, a volte si ha anche la possibilità di vedere dei giri
27:05e guardando in alto si può capitare di vedere l'aquila.
27:13Un'aquila che in queste zone ce ne sono, siccome hanno un territorio abbastanza esteso,
27:20arrivano delle volte anche dalla Gaffaiana.
27:23Può succedere anche qualche incontro meno piacevole con rettili tipo la vipera,
27:30che però se non è disturbata tende a fuggire.
27:33Bisogna stare attenti, se si mette le mani in mezzo all'erba per raccogliere virtilli o funghi,
27:40di guardare attentamente per non incorrere questo rischio.
27:45Ecco, più che altro noi ci siamo seduti su una roccia, l'abbiamo scelta attentamente
27:49perché ci sono rocce sovrapposte che potrebbero essere una giornata calda come questa,
27:53un buon rifugio per una vipera che rimane calda ma sufficientemente nascosta.
27:59Esatto, di solito vicino alle pietre è possibile incontrarne,
28:05anche se io girando spesso in questa zona ne ho viste veramente poche.
28:09Un altro animaletto fastidioso, oltre agli zanzari che ci sono in questo periodo, è la zecca.
28:17Si può incontrare anche le zecche, quindi quando uno torna a casa dopo un'escursione
28:22è bene che faccia un'esplorazione e verificare che non abbia zecche
28:25perché possono anche essere conseguenze di malattie che sono abbastanza noiose.
28:35La malattia di Lyme.
28:37La Lyme, sì.
28:38La malattia di Lyme è piuttosto pericolosa e quindi è importante magari dopo un'escursione
28:44fare anche attenzione a se si formano i caratteristici tondi rossi dove si è stato imorsicato dalla zecca.
28:53Se nella settimana successiva, dieci giorni, viene la febbre magari è meglio dare una controllatina.
28:59Sì.
29:00La zecca si aggrappa, tende poco alla volta con la sua testa a penetrare nella carne
29:05per succhiare il sangue e da del tempo si trasforma, eccetera.
29:11Nei primi tempi non è molto pericolosa, entro le 24 ore successivamente potrebbe essere pericolosa
29:18e va tolta con una pinzetta girando in senso antiorario.
29:23E sì, oltre alla Lyme, in alcuni casi addirittura ha creato le zecche inferte, hanno creato casi di meningite.
29:32Prima parlavamo di vipere, di rocce e noi adesso ci troviamo, come diceva Chiara,
29:39su queste rocce piatte, liscissime, dovute a quale fenomeno?
29:45Ecco, queste rocce così piatte e lisce sono rocce che hanno subito la pressione e la levigatura
29:54di un ghiacciaio che scendendole ha appunto lisciate.
29:57Infatti qui in questo vallone c'era un ghiacciaio e qui si parla di ghiacciai vallivi, non erano ghiacciai che
30:06andavano
30:06oltre il crinale, erano comprese fra delle catene, abbiamo visto prima quella che si vede dal Lago Santo
30:13e erano contenute in queste catene qui.
30:15Infatti si può vedere molto bene questo canalone che adesso è erboso, un tempo era tutto ghiaccio
30:23e alla fine di questo canalone troviamo un fenomeno piuttosto interessante.
30:29Sì, in fondo a questi canaloni ci sono specie di laghetti però inerbati che si chiamano torbiere,
30:38erano laghetti da sovraschiavazione, il ghiacciaio con la sua pressione scavava e si formavano questi laghi
30:45come si formano anche adesso negli ghiacciai delle Alpi.
30:49Bene, ci siamo riposati abbastanza, è arrivato il momento di vedere il panorama dall'alto
30:54e poi ritornare al rifugio, così magari mangiamo qualcosa.
30:57Va bene, senz'altro.
31:07Fabio, la nostra tappa nell'Appennino Toscomiliano al Lago Santo finisce qua.
31:13Abbiamo fatto un buon pranzo al rifugio Mariotti dove abbiamo mangiato tutto a chilometro zero
31:18perché qua la parola d'ordine è sempre sostenibilità.
31:22Che cosa abbiamo scoperto oggi?
31:23Abbiamo scoperto un posto che già conoscevamo perché comunque il Lago Santo è un posto conosciuto ormai da tutti
31:31ma abbiamo scoperto come sempre delle cose nuove e veramente molto molto interessanti.
31:35Tutto questo grazie a Delia che è stata la nostra guida per oggi.
31:39La puntata finisce qui e ci vediamo la settimana prossima.
31:45Grazie a tutti.
31:45Grazie a tutti.
31:55Grazie a tutti.
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