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Unlock the secrets of the heart with cutting-edge cardiac imaging! Join us as we dive deep into the world of cardiac magnetic resonance with our esteemed guest, Dr. Antonia Camporeale.



Discover how advanced diagnostic techniques like cardiac MRI are revolutionizing our understanding of heart tissues and dynamics. Dr. Camporeale shares her personal journey into cardiology and her fascination with magnetic resonance, a pivotal tool for studying cardiomyopathies.

Explore the innovative T1-T2 mapping techniques that offer unprecedented quantitative insights into myocardial tissue characterization. Learn how these methods are transforming risk stratification, early detection, and personalized patient management for various cardiac conditions.

Get an insider's look at the technical and clinical challenges in implementing these advanced imaging methods. Understand how MRI data directly influences therapeutic decisions, from initial diagnosis through long-term follow-up, especially in complex cardiomyopathies.

#CardioImaging #CardiacMRI #Cardiomyopathy
Trascrizione
00:00Telespedatori di eStoriesTV, buongiorno, bentornati, ai microfoni Deborah Cannone e Walter Negroni.
00:07Oggi parliamo di cuore, parliamo di cardiologia, parliamo di risonanza magnetica cardiaca.
00:14In studio con noi, il gredito ospite, la dottoressa Antonia Camporeale, cardiologa,
00:20buongiorno a lei, cardiologa, unità di multimodality imaging IRCCS Policlinico di San Donato.
00:29Buongiorno dottoressa Camporeale, la cardiologia materna non si limita più soltanto a curare,
00:35ma si spinge verso una comprensione sempre maggiore e sempre più profonda di cosa sia il cuore,
00:44dei suoi tessuti, delle sue dinamiche e questo grazie anche a tecniche diagnostiche sempre più avanzate,
00:52quali per esempio la risonanza magnetica.
00:55Ma come è nata la sua passione per la cardiologia, prima, e per la risonanza magnetica
01:04o l'utilizzo di queste tecniche diagnostiche avanzatissime nella sua storia professionale?
01:11C'è stato un momento, un'esperienza che ha definito questa scelta?
01:16L'interesse per la cardiologia è nato durante le lezioni di cardiologia del mio percorso
01:26di studi di medicina che ho seguito all'Università Cattolica di Roma e ho chiara memoria delle
01:33lezioni del professor Filippo Crea sulla terosclerosi coronarica che hanno avuto su di me un effetto
01:39magnetico nell'interessarmi all'ambito della cardiologia e a seguito poi ho iniziato a frequentare
01:45il reparto di cardiologia del professor Bellocci, il professor Fubbio Bellocci che aveva già
01:50un'impronta sulle cardiopatie di tipo aritmico e in quel reparto ho poi incontrato quello che
01:55sarebbe stato il mio maestro negli anni a seguire, il professor Pieroni che mi ha introdotto
02:01nel mondo delle cardiomiopatie e direi che da quell'incontro poi è nato un percorso che non è mai finito.
02:11Bene, quindi questo è stato il suo incontro con l'imaging e cosa ha dato l'imaging di particolare
02:18al suo percorso di cardiologa?
02:25Allora, durante gli anni della mia specializzazione la risonanza magnetica non era ancora parte
02:30della didattica, nel senso che non era uno dei temi che venivano affrontati sistematicamente
02:36nella scuola di specializzazione, quindi è stata una mia scelta di approfondire nell'ultimo anno
02:42di specializzazione il tema della cardiorisonanza e a questa scelta sono arrivata proprio dal mondo
02:48delle cardiomiopatie perché la risonanza rappresenta uno strumento imprescindibile per lo studio
02:54delle malattie del mio cardio. La mia formazione in risonanza è iniziata al Policlinico Sandonato
03:02con il dottor Massimo Lombardi che è un altro di questi incontri che sono stati un po' determinanti
03:08nel mio percorso e lui è stato il mio maestro in tutto ciò che riguarda la cardiorisonanza.
03:14Continuiamo nel racconto della sua esperienza dall'inizio e arriviamo un po' ad oggi. Lei
03:23è considerata un punto di riferimento nella diagnostica avanzata con risonanza magnetica
03:29cardiaca, particolare expertise nella valutazione delle cardiomiopatie con T1-T1 mapping, strumenti
03:37che le permettono quindi di integrare in maniera approfondita dati morfologici funzionali e prognostici
03:45per la personalizzazione della clinica sul paziente. Detto questo, uno dei suoi contributi
03:52più innovativi riguarda l'analisi T1-T2 mapping. Può raccontarci di cosa si tratta prima di tutto
04:00e poi qual è il potenziale di queste nuove tecniche nella valutazione delle cardiomiopatie?
04:06Allora, la risonanza ha la capacità unica di eseguire una caratterizzazione tessutale
04:11non invasiva, quindi di poter studiare in maniera non invasiva la composizione del tessuto
04:16miocardico e come questa si modifica nei vari scenari fisiopatologici. Normalmente le classiche
04:23sequenze di cardiorisonanza, quindi quelle T1 pesate, T2 pesate o di late enhancement, visualizzano
04:30il tessuto miocardico e i processi fisiopatologici in una scala di grigi, mentre il T1 e il T2
04:35mapping ci permettono di misurare questi fenomeni in maniera quantitativa valutandoli sia al
04:41tempo zero che nell'evoluzione del tempo con una accuratezza maggiore.
04:46Bene, molto interessante dottoressa, entriamo ancora più in profondità. Quali sfide tecniche
04:52e cliniche si incontrano nell'implementazione quotidiana di queste metodiche avanzate? Entriamo
04:58un po' più, magari nello specifico, proprio dell'attività clinica nella sua esperienza.
05:04Allora, l'impiego clinico di questa tecnica, come un po' di tutte le tecniche di imaging,
05:11richiede una padronanza tecnica importante delle metodiche. Questo significa che per poterci
05:18fidare e utilizzare clinicamente i numeri che noi misuriamo, dobbiamo sapere come sono stati
05:24misurati. Quindi, nell'utilizzo quotidiano di queste tecniche c'è da un lato lo sforzo
05:30tecnico appunto di ottenere delle immagini di buona qualità, dall'altro lo sforzo interpretativo
05:37di dare a questi numeri un valore clinico per generare una risposta al quesito per cui
05:43il paziente è arrivato a fare la cardioresonanza.
05:46In che modo, una curiosità, i dati ottenuti dalla risenanza magnetica influenzano o possono
05:53influenzare la gestione clinico-terapeutica del paziente dalla diagnosi al follow-up?
06:01Se rimaniamo nell'ambito delle cardiomiopatie, le ultime linee guida della Società Europea
06:07di Cardiologia del 2023 hanno sancito un po' il ruolo della cardioresonanza in tutte
06:14le fasi del percorso di gestione clinica di un paziente con cardiomiopatia, quindi a partire
06:19dalla diagnosi o dal sospetto diagnostico, perché non tutte le cardiomiopatie si possono
06:24diagnosticare con la risonanza, a volte poniamo un sospetto che va poi confermato con altre
06:29metodiche di imaging. La risonanza ci permette di eseguire una caratterizzazione approfondita
06:35del fenotipo del singolo paziente, che serve a stratificarne ad esempio il rischio ritmico
06:41o a prevederne la prognosi. La risonanza ci permette di individuare forme precoci di cardiomiopatie,
06:48ad esempio nei familiari di primo grado di pazienti affetti, e di seguire nel tempo le
06:53evoluzioni delle patologie, sia per storia naturale, sia seguito di interventi terapeutici
06:58specifici.
06:59Se le dovessi chiedere quali sono a suo avviso i risultati clinici e scientifici del suo
07:05gruppo più significativi, che hanno maggiormente segnato e avuto un valore nella storia delle
07:16cardiomiopatie e che siano percepiti come valore dalla comunità scientifica nazionale
07:23e internazionale?
07:25Negli anni in cui ho iniziato ad interessarmi di cardioresonanza e si è iniziato a parlare
07:33nella letteratura scientifica di mapping. Io mi portavo dietro dalla mia esperienza
07:39della specializzazione al polinico Giamelli un interesse specifico per la malattia di
07:44Fabri e l'incontro tra questo interesse specifico e la curiosità verso le nuove tecniche di
07:51T1 e T2 mapping di cui si iniziava a parlare hanno portato alla creazione di un filone di
07:56ricerca sulla malattia di Fabri e la cardioresonanza al polinico San Donato, che è l'ospedale
08:02dove attualmente lavoro. Nei primi anni il contributo scientifico del mio gruppo è stato
08:08incentrato soprattutto sull'identificazione precoce del coinvolgimento cardiaco tramite
08:15i dati di T1 mapping, in particolare i pazienti giovani che non hanno quindi ancora manifestato
08:20la patologia in maniera conclamata e che sono quindi in una finestra di malattia più
08:26suscettibile a trattamenti specifici. Con gli anni e grazie alla creazione di una rete,
08:33una virtuosa rete di collaborazione con diversi centri di riferimento per la malattia di Fabri
08:38sul territorio nazionale, abbiamo raccolto una casistica che ci ha permesso recentemente
08:45di generare anche dei dati di prognosi, quindi di assegnare ai parametri di risonanza che
08:51sistematicamente studiamo anche un valore prognostico. Negli ultimi tre anni la collaborazione
08:58con il gruppo del professor Piepoli al polinico San Donato ci ha permesso di ampliare un po'
09:03il focus dallo studio soltanto con cardioresonanza a un'integrazione del dato di risonanza con il
09:11lato funzionale che si ottiene dallo studio dei pazienti con il test cardiopulmonare combinato
09:16o meno con l'ecosforzo.
09:19Interessante, interessante questo utilizzo nell'individuazione precoce dell'interessamento
09:27cardiaco nelle cardiomiopatie, nella stratificazione del rischio e nella valutazione prognostica.
09:34Ma proprio a questo riguardo, quali sono secondo lei le prospettive future del T1 e T2
09:42mapping nella gestione clinica del paziente con cardiomiopatia?
09:47Non possiamo prescindere dal fatto che stiamo vivendo un'epoca storica molto emozionante dal
09:54punto di vista della presentazione di nuove opzioni terapeutiche per i pazienti con varie
10:02cardiomiopatie e nuove opzioni terapeutiche anche per lo scompenso cardiaco in generale,
10:06che è poi una delle complicanze a cui i pazienti con cardiomiopatie possono andare incontro.
10:11La prospettiva verso cui ci avviamo è quella di una personalizzazione della terapia, quindi
10:16la possibilità di poter scegliere la terapia migliore per il singolo paziente.
10:21La personalizzazione della terapia non può, secondo me, prescindere dalla personalizzazione
10:27tra virgolette della diagnosi, ovvero da un inquadramento che sia il più dettagliato
10:33possibile del fenotipo del singolo paziente e sicuramente in quest'ottica il T1 e il T2
10:39mapping possono dare un contributo importante, oltre che per valutare poi nel tempo gli effetti
10:46di queste terapie.
10:48Grazie dottoressa.
10:50Dottoressa Temporeale, proviamo a fare un salto in avanti, cercando di proiettarci,
10:56ma neanche troppo avanti, nell'immediato futuro.
11:00Quali sono a suo giudizio le principali sfide e opportunità della diagnostica avanzata cardiologica
11:08che oggi la entusiasmano maggiormente e che in prospettiva potrebbero essere anche un po'
11:15o una novità nell'ambito della cardiologia.
11:17Questo come primo aspetto.
11:19L'altro aspetto che ci interessa, perché i nostri telespettatori sono un po' affamati di informazioni
11:27che parlano legate alla salute, ma che vanno in parallelo con l'evoluzione del digital, della tecnologia,
11:37dell'intelligenza artificiale, immaginando sempre questo salto, come vede la sua professione
11:44e l'attività clinica proiettata in avanti sulla base di tutto ciò che abbiamo detto?
11:49Allora, la radiologia in generale e anche la risonanza sono degli ambiti in cui l'evoluzione
11:57tecnologica è una realtà quotidiana con la quale bisogna necessariamente confrontarci.
12:04Questo significa implementazione di nuove sequenze negli ultimi anni, un'altra sequenza
12:11ad esempio che abbiamo iniziato ad utilizzare in vari ambiti è il FordiFlow, una sequenza
12:18che ci permette di studiare la fluidodinamica all'interno dei vasi, all'interno del ventricolo,
12:22che è un altro degli ambiti sui quali il nostro gruppo ha lavorato e sta lavorando.
12:30L'intelligenza artificiale è una realtà di fatto che ci permette di pensare più in grande,
12:37quindi di lavorare su numeri più grandi nell'ambito della ricerca.
12:43Nel mondo delle cardiomiopatie i numeri non sono tanto grandi, un po' per natura, perché
12:48le patologie sono patologie, molte sono patologie rare per definizione, però un valore aggiunto
12:54dell'intelligenza artificiale è ad esempio la possibilità di poter integrare dati che
13:00derivano da più metodiche, perché poi sicuramente la risonanza è una metodica potente, ma la vera
13:05forza sta nell'integrazione del dato di imaging con i dati che derivano dall'elettrocardiogramma,
13:12dalla storia clinica del paziente. Questo è un altro messaggio forte che le linee guida
13:16mandano e che non dobbiamo scordare, perché la metodica non è un virtuosismo, non è un
13:22esercizio di tecnica fine a se stesso.
13:25E qui poi mi viene forse un po' la seconda prospettiva che nella pratica di tutti i giorni
13:32io perseguo, che è quella di avvicinare l'utilizzo della metodica, la risonanza alla
13:38pratica clinica, affinché non sia appunto un esercizio di stile, non sia una tecnologia
13:45che rimane, come dire, aggrovigliata su se stessa, ma che diventi un modo fattivo per
13:51dare delle risposte cliniche ai quei siti che vengono posti dai colleghi che inviano
13:58i pazienti a fare la cardioresonanza. È un esame impegnativo per i pazienti e per il
14:04sistema sanitario, oltre a richiedere un'expertise specifica e quindi è nell'interesse di tutti
14:10che venga utilizzato per dare delle risposte concrete piuttosto che per creare confusione.
14:17E quindi a fronte del fatto che su tanti fronti le linee guida propongono l'impiego
14:24della metodica in tanti ambiti della cardiologia, quello che è un lavoro importante che resta
14:30da fare è quello di accorciare la distanza che esiste tra la tecnica e l'utilizzo rutinario
14:37della pratica clinica. Uno dei temi che non riguarda solo la salute, ma che è orizzontale
14:44in qualunque ambito e in qualunque settore è un po' l'utilizzo delle nuove tecnologie,
14:53degli strumenti di intelligenza artificiale con i famosi agent e dei nuovi software che in parte
15:00sono in commercio e in parte verranno rilasciati nei prossimi anni e c'è sempre questo tema
15:06di fino a dove può arrivare il medico o dovrebbe arrivare il medico nel caso specifico e dove
15:14viene lasciato allo strumento, all'intelligenza, al software la possibilità di intervenire nella
15:24pratica. Ecco a suo modo di vedere come funziona oggi e come vede questo aspetto in l'avenire
15:32nei prossimi anni. L'impiego di tecniche di intelligenza artificiale fa già parte per alcuni
15:37aspetti della nostra pratica quotidiana perché il post processing delle immagini di cardioresonanza
15:42comunque utilizza in parte degli strumenti automatizzati e quindi ecco è di fatto una realtà
15:51che però chiama comunque sempre in causa il clinico per decidere che valore dare a questi
15:58dati, correggerli lì dove necessario e poi formularne una diagnosi. Quindi l'atto della
16:03diagnosi ad oggi è comunque a carico dell'operatore che vede le immagini e che analizza l'output
16:11del sistema di post processing. Di fondamentale importanza secondo me è avere la padronanza
16:17di come questi sistemi funzionano e saperci interagire e quindi poterli in qualche modo
16:23guidare per ottenere, per essere certi che i dati che vengono generati siano attendibili
16:30e congruenti poi con la clinica perché questo è un aspetto che un sistema attualmente almeno
16:37un sistema di post processing non è in grado di valutare. Quindi quello che io auspico è
16:46che nella pratica di tutti i giorni il ruolo dell'intelligenza artificiale o comunque di
16:53sistemi automatizzati di post processing possa alleggerire il clinico da tutta una parte del
17:00lavoro che li porta via del tempo, ma che come dire del tempo nobile che invece può essere
17:06impiegato per dare un valore a quei numeri e integrarli con tutto il resto delle informazioni
17:13che poi generano la risposta clinica del referto.
17:17Quindi diciamo in estrema sintesi sono strumenti che sono di aiuto e di supporto all'attività
17:26quotidiana dello specialista, ma in questo momento è corretto che rimangano a supporto
17:34perché il ruolo dello specialista deve e rimarrà sostanzialmente centrale nella gestione
17:42appunto clinica del paziente.
17:45Certo, se ragioniamo nell'ambito dell'attività di ricerca sicuramente la possibilità di analizzare
17:51grandi moli di dati in maniera rapida e anche di poter correlare tra di loro dati o moli
17:59di dati che la mente umana farebbe fatica a gestire già è un dato di fatto che rappresenti
18:07un valore aggiunto per lo studio soprattutto di patologie che hanno un'ampia prevalenza
18:11nella popolazione generale.
18:13Grazie dottoressa Comporreale, cardiologa, unità di multimodality imaging IRCCS Policlinico
18:20di San Donato.
18:21Ci vediamo nei prossimi minuti.
18:24A dopo.
18:25Ci vediamo le attivhWhat, la parabola come!

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