00:00Torna l'ora di Pedro Sanchez in Spagna. Il Parlamento uscito dalle urne, pallottoliere
00:06e alla mano, sbarra la strada ad una maggioranza di destra ma lascia aperta la possibilità
00:10che il premier socialista ricomponga faticosamente le tessere del puzzle per restare alla Moncloa.
00:16Al momento pare l'unica strada percorribile per evitare il ritorno al voto tra qualche
00:21mese. Il leader dell'Opsoe si dice fiducioso ma la strada resta in salita. L'ostacolo
00:27principale tra lui e un nuovo mandato è l'accordo che si annuncia difficilissimo con l'ala
00:32dura dei catalani, il partito Junts dell'esiliato Carles Puigdemont, contro cui la procura spagnola
00:39ha chiesto un mandato d'arresto internazionale. Poche ore dopo la chiusura dei seggi, Junts
00:44ha subito alzato il prezzo per il negoziato, per il Sanchez Bis ha chiesto l'amnistia e
00:49l'autodeterminazione. Il Movimento per l'Indipendenza, chiarito il segretario generale Jordi Turull,
00:55non può sprecare una situazione come questa. Saremo fedeli ai nostri impegni nei confronti
01:00della cittadinanza. Ovviamente i socialisti hanno risposto picche. Siamo pronti a dialogare
01:04con Junts ma è evidente, ha commentato l'ex premier Jose Rodriguez Zapatero, che il referendum
01:10sull'autodeterminazione non è sul tavolo, non è previsto dalla Costituzione, non discuteremo
01:15dell'indiscutibile. E anche i vertici del partito socialista catalano hanno chiuso la porta,
01:20definendo le condizioni poste da Junts irricevibili.
Commenti