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  • 2 giorni fa
Trascrizione
00:00Il leader dei popolari, Alberto Núñez Feijo, è stato bocciato definitivamente dal congresso
00:05spagnolo con gli stessi 172 voti che aveva ricevuto nella prima notte elettorale del
00:1023 luglio. Archiviato questo tentativo, la palla passa ora al leader del partito socialista
00:15operaio spagnolo, Pedro Sánchez, che già la settimana prossima potrebbe ricevere l'incarico
00:20dal re. A quel punto il premier avrà tempo sino al 27 novembre per trovare un accordo
00:25ed evitare il ritorno alle urne il 14 gennaio. Occhi quindi puntati sul negoziato già avviato
00:31da settimane tra il partito socialista operaio e i due partiti indipendentisti UNZ ed ERC.
00:36Le loro richieste sono note, amnistia e referendum. Sul primo punto pare che l'intesa sia ad un
00:42passo, il secondo invece, quello della consultazione popolare per chiedere l'autodeterminazione,
00:47è il vero scoglio che potrebbe far naufragare tutta la trattativa e portare il paese a nuove
00:52elezioni. I due partiti a Barcellona hanno lanciato un ultimatum a Sánchez mettendo
00:57nero su bianco che lo appoggeranno solo se si assumerà l'impegno di lavorare allo svolgimento
01:01del referendum sull'indipendenza della Catalogna, mossa a cui i socialisti hanno reagito a caldo
01:07in modo brusco. Quanto al centro-destra, Feijo ha demonizzato l'eventuale intesa tra i socialisti
01:13e i catalani. Sono contro l'amnistia e il referendum, una linea dura che gli ha permesso di assicurarsi
01:18l'appoggio unitario del partito.
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