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  • 2 giorni fa
Trascrizione
00:00La ripresa dell'economia italiana non ha ridotto il rischio di povertà ed esclusione sociale dei
00:05cittadini. Vivono in questa condizione oltre 14 milioni e 300 mila persone, poco meno di un
00:10quarto della popolazione nel 2022, secondo le stime dell'Istat. La percentuale di individui
00:16a rischio è passata dal 25,2% al 24,4% nell'insieme del paese, ma nel mezzogiorno è
00:23rimasta immobile
00:24e riguarda oltre 4 persone su 10, come nel 2021, ed è addirittura aumentata in Puglia,
00:30Sardegna e Calabria. Eppure qualcosa è cambiato, non le disuguaglianze nei redditi, che sono
00:36rimaste tali e quali, ma senza il reddito di cittadinanza e gli altri sostegni per il covid
00:40sarebbero state ancora più elevate e il rischio specifico di povertà colpisce sempre il 20,1%
00:47della popolazione, tuttavia sono diminuite le persone nella fascia di disagio più profonda.
00:52La condizione di grave deprivazione materiale e sociale vede il 4,5% della popolazione in
00:58calo dal 5,9% del 2021, grazie alla ripresa dell'economia dopo la crisi pandemica e all'incremento
01:05dell'occupazione e dei redditi familiari. Non c'è stato alcun progresso verso una maggiore
01:09equità, ma le disuguaglianze, in assenza delle misure di sostegno, avrebbero potuto
01:14essere ancora più elevate, con redditi superiori di quasi sei volte e mezzo per i più facoltosi.
01:19I sindacati, anche alla luce di questi dati, chiedono di intensificare il contrasto alla
01:24povertà con una misura universale e strutturale, forte attenzione all'inclusione sociale e politiche
01:29dedicate al mezzogiorno, come afferma il segretario confederale della UIL, Domenico Proietti.
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