00:00Una spiazza, perché può essere teoricamente qualsiasi spiazza fatta in questo modo,
00:06può essere la spiazza di De Pisis in Versilia, una cosa che viene immediatamente in mente,
00:12con qualche conchiglia, con il gesto del pennello che prende un suono veramente dirompente,
00:20pieno di eche, i dipinti quasi surrealisti di Tomea con le maschere appoggiate su un
00:26palcoscenico a forma di spiazza, diventa un palcoscenico dove si rappresentano su varie
00:32scale, ho trovato molto interessante, molto bello proprio questo giocare, su diverse distanze
00:39con la stessa cosa, una bottiglia rotta, poi un tavolino, tutte le cose che vedete in comune
00:46che sono un po' consumate, vecchie, abbandonate, magari abbandonate provvisoriamente come una
00:52giostra che da lì a qualche settimana o a poche decine di ore, sarà tutto rumoroso,
00:58verrà fuori il sole e tutto squiderà di colori pubblicitari, da cartonisti, però in questo
01:03momento c'è veramente l'uscita di tutto quello che disturba la percezione di noi stessi.
01:13E' quello che diceva Walter Benjamin in delle fotografie di Eugène Ajea a Parigi, diceva
01:20proprio questa cosa, le foto di deserte della Parigi degli anni venti di Ajea, Ajea era
01:26un fotografo che lavorava tra inizi del novecento fino alla metà degli anni venti, poi scompare,
01:35le fotografie dove non c'è quasi nessuno, non c'è nessun segno della modernità, è uno
01:40dei pochissimi che riesce a fotografare Parigi senza mai riprendere la torre Ifein.
01:45in queste foto di deserte Benjamin dice, Ajea con queste fotografie pompa fuori il
01:51kitsch dalla città per salvarla, dall'affondare sotto il peso di tutti gli orpelli e di tutto
01:58quello, e Benjamin era uno che aveva studiato, riflettuto intensamente fino a morirne alla
02:04lettera di tutti gli aspetti della modernità, compreso quello del più tremendo dittatore
02:10dei disastri politici e dell'insensatezza più grande, insomma. Ecco, questo silenzio
02:18è qualcosa che può veramente salvarsi.
02:21Innanzitutto grazie a tutti, il professor Baba ha già spiegato magnificamente il senso di
02:28queste foto, io mi permetto soltanto di leggere il verso della poesia dal quale ho preso ispirazione
02:34per costruire questo progetto.
02:43E' qua, il titolo è Ho bisogno di silenzio.
02:48Ho bisogno di silenzio, come te che leggi col pensiero, non ad altavoce.
02:54Il suono della mia stessa voce adesso sarebbe rumore, non parole, ma solo rumore fastidioso
03:02che mi distrae dal pensare.
03:04Questa è un'estrapolazione della poesia che mi ha dato idea di fare questo progetto.
03:08dove ognuno di noi penso che dobbiamo poi cercare il silenzio.
03:13Siamo continuamente disturbati dai rumori, non sappiamo neanche più se veramente il silenzio
03:17ha un rumore.
03:18Quindi andando a cercare, è un invito ad andare a cercare il silenzio di noi stessi.
03:23Ecco, tutto qua.
03:24Grazie.
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