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Trascrizione
00:00A 44 anni dall'entrata in vigore della legge 194-78, l'accesso all'interruzione volontaria
00:07di gravidanza resta difficile in molte parti d'Italia, in alcune addirittura impossibile.
00:12È quanto denuncia l'associazione Luca Coscioni, che ha presentato i risultati di un'indagine
00:16che ha constatato come tra 80 strutture che hanno fornito informazioni sul personale obiettore
00:21di coscienza ce ne siano 31, 24 ospedali e 7 consultori in cui il 100% di medici, infermieri
00:28e os, è obiettore. Quasi 50 le strutture in cui gli obiettori sono oltre il 90% e oltre
00:3380 quelle con un tasso di obiezione superiore all'80%. Una realtà che peraltro, sottolinea
00:39l'associazione Coscioni, è più critica di quanto non venga descritta nella relazione sullo
00:44stato di attuazione della legge che il Ministero della Salute invia ogni anno al Parlamento.
00:48Questo perché ci sono aree del nostro paese nelle quali l'accesso all'aborto è fortemente
00:53limitato, ma che scompaiono nell'accorpamento dei dati aggregati per regione utilizzato dal
00:59Ministero. Secondo Filomenagallo, avvocato e segretario nazionale dell'associazione Luca
01:03Coscioni, è che la legge 194 sull'interruzione volontaria di gravidanza è ancora mal applicata
01:10o addirittura ignorata in molte aree del paese. Per questo è stata inviata una lettera
01:14al Ministro della Salute Roberto Speranza e al Ministro della Giustizia Marta Cartabia,
01:19chiedendo loro di porre fine alla violazione in corso dei diritti fondamentali delle persone
01:24che necessitano di accedere all'interruzione volontaria di gravidanza.
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