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  • 1 settimana fa
Trascrizione
00:10Ad aprile 2022 il saldo del settore statale si è chiuso in via provvisoria con un avanzo di 6
00:16miliardi di euro con un miglioramento di circa 18,6 miliardi rispetto al corrispondente valore
00:21di aprile 2021 che si era chiuso con un fabbisogno di 12,6 miliardi. Secondo quanto rende noto il
00:27Ministero dell'Economia il fabbisogno dei primi quattro mesi dell'anno è pari a circa 24
00:31miliardi, un miglioramento di circa 29,7 miliardi rispetto a quello registrato nel primo quadrimestre
00:37del 2021. Nel confronto con il corrispondente mese del 2021 il miglioramento del saldo è
00:42dovuto principalmente all'incasso dei contributi a fondo perduto versati dall'Unione Europea e
00:46previsti dal Recovery Fund. Si registra inoltre l'andamento positivo degli incassi fiscali legato
00:52all'aumento dei versamenti delle imposte indirette, IVA interna e accise e dei contributi.
00:56Il saldo ha beneficiato anche di una riduzione dal lato dei pagamenti, determinata dalla minore
01:01spesa delle amministrazioni centrali e territoriali e, soprattutto, dal venir meno delle prestazioni
01:06erogate dall'Agenzia delle Entrate e dal Commissario straordinario per l'emergenza
01:10Covid.
01:12Nel 2021 solo due ministeri su 14 hanno rispettato i tempi di pagamento per i fornitori. Lo denuncia
01:18l'Ufficio Studi della CGA, secondo cui lo stock dei debiti commerciali di parte corrente
01:23della pubblica amministrazione, continua ininterrottamente a crescere. Nel 2021 ha toccato il record
01:28del 55,6 miliardi, una cifra che, rapportata al PIL nazionale, è pari al 3,1%. Nessun
01:34altro paese dell'UEA 27 registra uno score così negativo. Una situazione, secondo l'Ufficio
01:40Studi della CGA, che dimostra ancora una volta come la macchina pubblica fatichi a rispettare
01:45i tempi di pagamento dei beni e servizi erogati dai propri fornitori, così come previsto dalla
01:49legge. Negli ultimi anni i ritardi di pagamento, misurati con l'indice di tempestività dei
01:54pagamenti, sono mediamente in calo, anche se secondo la Corte dei Conti si starebbe consolidando
01:59una tendenza che vede le amministrazioni pubbliche privilegiare il pagamento in tempi
02:02brevi delle fatture di importo maggiore e ritardare intenzionalmente la liquidazione di quelle di
02:07importo meno elevato. Una modalità operativa che penalizza le piccole imprese che, generalmente,
02:12lavorano in appalti o forniture di importi nettamente inferiori a quelli riservati alle attività
02:17produttive di dimensione superiore. Continua la crisi dei quotidiani italiani. Nel corso
02:24del 2021 è stata venduta una media giornaliera di 1,7 milioni di copie, inflessione del 7%
02:30rispetto al 2020 e del 31% a confronto con i livelli del 2017. I quotidiani venduti in formato
02:36digitale non hanno registrato variazioni di rilievo, facendo comunque registrare nel corso
02:40dell'ultimo anno una crescita sia su base annua sia rispetto al 2017, quando le copie erano circa
02:46190.000 giornaliere. È quanto emerge dai dati dell'osservatorio sulle comunicazioni
02:51dell'Agicom. Le prime 5 testate del segmento digitale rappresentano oltre il 60% delle copie
02:56complessivamente vendute nel 2021, mentre il corrispondente valore per la versione cartacea
03:01quasi si dimezza. In relazione ai diversi generi editoriali presenti sul mercato, i principali
03:065 quotidiani di fusione nazionale considerati i generalisti, l'Avvenire, il Corriere della Sera,
03:11il Messaggero, la Repubblica, la Stampa, vedono su base annua una flessione nella vendita di copie
03:16cartacee superiore alla media, registrando peraltro, allo stesso tempo, una consistente
03:21crescita nella vendita giornaliera di copie in formato digitale, più 14,2% su base annua.
03:27I quotidiani sportivi in formato cartaceo, al contrario, sono quelli che nel corso di quest'anno
03:32hanno mostrato una riduzione minore, meno 3,3%, nonostante rispetto al 2017 abbiano quasi
03:38dimezzato le vendite.
03:40Sono 39,5 miliardi che gli italiani pagheranno in più di tasse per effetto dell'inflazione
03:49che a fine anno, ahimè, supererà il 7%, un fiscal drag che comunque lo Stato dovrebbe restituire
03:58agli italiani perché le famiglie sono già sotto stress economico, ha un aumento dei costi
04:06di 2.500 euro all'anno, quindi è opportuno che lo Stato trovi il modo di restituire alle
04:13famiglie, in modo particolare a quelle meno ambienti, questi soldi in più.
04:28Grazie a tutti.
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