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  • 2 giorni fa

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Trascrizione
00:0025 anni dalla nascita dell'istituzione del garante della privacy. Quali sono le principali conquiste?
00:09Guardi, innanzitutto la democratizzazione della privacy, cioè la sua affermazione come diritto di tutti e specialmente degli ultimi, degli emarginati.
00:19Perché precedentemente era stato percepito come una prerogativa della borghesia, mentre si è progressivamente affermato anche in Italia come un
00:31diritto al controllo dei propri dati e alla redistribuzione del potere informativo.
00:39E allora questo significa che è diventata sempre più la garanzia delle fasce deboli nell'ottica di una eguaglianza sostanziale
00:49garantita dall'articolo 3 della nostra Carta Costituzionale.
00:53Qual è il campo più pericoloso per il cittadino? La stampa, internet, i social network?
01:00Tutti allo stesso modo direi. La dimensione digitale sicuramente almeno per la enorme diffusività del dato in quella dimensione, per
01:10la pervasività di quel dato che quando vi approda è destinato a rimanervi per sempre.
01:16nel presente e nel prossimo futuro direi gli algoritmi che di fatto profileranno le persone associando ciascuno di noi ad
01:26un gruppo al quale in fondo non è detto che appartenga per davvero
01:30e da questa associazione faranno derivare conseguenze sempre più significative, sempre più pressanti sulla vita delle persone.
01:39La pandemia ha messo a dura prova la nostra privacy, ma la pandemia è stato un momento eccezionale che ci
01:47auguriamo di esserci lasciati alle spalle, dove abbiamo però tenuto alto anche il valore della riservatezza, bilanciandolo con il valore
01:57e col diritto della tutela alla salute.
01:58Lo abbiamo fatto perché le emergenze passano e i diritti debbano rimanere nella loro solidità, nel fatto di essere un
02:06punto di riferimento della vita quotidiana, non solo nei periodi eccezionali.
02:10Il rapporto tra protezione dei dati personali e il diritto di cronaca è sempre stato un rapporto molto conflittuale. Quali
02:19sono i punti fermi?
02:21In questi giorni lo stiamo vedendo con le cronache che arrivano purtroppo da Kiev e dall'Ucraina, è sempre un
02:29confine labile, un equilibrio difficile da tenere e da trovare.
02:34Certamente il diritto e il rispetto della persona, la tutela dei dati, la tutela della privacy, la tutela dei deboli,
02:40a volte entra in conflitto con il dovere di raccontare, il dovere di fare cronaca.
02:44Ed è proprio lì che il nostro ruolo si inserisce, il ruolo dei giornalisti che a un certo punto devono
02:49prendere delle decisioni e magari anche facendosi violenza pubblicare delle notizie e delle immagini
02:56che apparentemente sono contrarie allo spirito del rispetto dei deboli, ma che per la forza che hanno sono simboli che
03:06servono a far comprendere all'opinione pubblica quello che sta accadendo.
03:09Quindi i punti fermi sono cercare sempre il rispetto dei bambini, dei piccoli, dei deboli, degli emarginati, ricordandosi però che
03:18questo non può mai diventare una censura nel racconto che dobbiamo fare giorno dopo giorno della nostra realtà.
03:25Io è stato nel primo collegio dei garanti, possiamo fare un paragone tra quello che dovevate affrontare voi e quello
03:36che invece si sta muovendo oggi sul tema dei diritti alla privacy?
03:4325 anni fa si trattava di far mettere radici alla legislazione, contribuire a far cambiare le idee a persone insensibili
03:54verso questo tema, spiegare l'importanza della tutela dei dati personali
04:00e soprattutto dinanzi allo sviluppo sfrenato delle tecnologie e di certe attività economiche.
04:10Adesso dopo 5 anni intanto ci sono anche un po' di fallimenti o di scarsa efficacia dell'azione svolta in
04:19questi 25 anni, si è fatto molto ma si sarebbe potuto fare decisamente di più.
04:25In più continua a svilupparsi ferocemente, con grande forza, tutta una serie di innovazioni, di tecniche, di utilizzazione dei dati
04:38personali, a prescindere dal consenso delle persone, a prescindere dal rispetto della loro dignità.
04:46Tutto questo fa sì che ci si trovi dinanzi a situazioni non sempre così migliorate come speravamo.
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