00:00Un umiliante atto di scusa in Parlamento accompagnato da un'ammissione di colpa a metà per cercare
00:06di salvarsi dallo scandalo del cosiddetto Partygate.
00:09È l'ultima carta giocata da un sempre più traballante Boris Johnson sotto la pressione
00:14montante delle rivelazioni sui ritrovi collettivi organizzati nella primavera del 2020 a Downing
00:20Street, in barba alle restrizioni imposte dello stesso governo del lockdown anti-Covid
00:25allora in vigore nel Regno Unito.
00:27Mentre dalle opposizioni compatte sta ormai a voce alta la richiesta di dimissioni, il
00:32premier Tory, raramente così balbettante sulla difensiva, si è presentato al question time
00:37del mercoledì di fronte a una camera dei comuni rovente con una dichiarazione dei toni contriti.
00:42Per riconoscere in particolare quanto i media avevano già scoperchiato in settimana, a scoppio
00:47ritardato, sulla sua presenza personale con la first lady Kerry a un meeting organizzato
00:52il 20 maggio di due anni fa nel giardino della residenza ufficiale del capo della sua segretaria.
00:57Martin Reynolds. Una riunione convocata attraverso i mail circolari inviate ad un centinaio tra
01:02funzionari e collaboratori governativi, sollecitati in nero su bianco addirittura a portarsi tutti
01:08da bere e sfocia nella partecipazione finale di una quarantina di ospiti. Bojot stavolta
01:13non ha potuto sottrarsi, ha riconosciuto di essere intervenuto a quel consesso ed avervi
01:18trascorsa circa 25 minuti per ringraziare lo staff dello stress sopportato nei mesi precedenti.
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