00:00Quella notte, quella sera, verso le 21.45, quella nave a 16 nodi puntava l'isola del Giulio
00:12con una navigazione scellerata, avrebbe detto poi successivamente il procuratore capo di
00:18Grosseto, Verusio. Che cosa succede? Che ci arriva una telefonata a noi dai carabinieri
00:27di Prato, alle 22.06 e ci dicono che il carabiniere Formoso ci dice che ha ricevuto a propria volta
00:35una telefonata da una signora di Prato, la cui mamma è sulla Concordia. La signora, e non
00:40si ricordava il nome della nave, forse non la conosceva, e non si ricordava dove fosse,
00:45la mamma da bordo aveva chiamato la figlia e le aveva detto guarda, la nave è buia, si
00:52è spento tutto, ci hanno fatto indossare i giubbotti di salvataggio e dal tavolo cadono
00:59a terra le posate, le cose eccetera. La nave quindi, diceva lei, ci dicono che ha avuto
01:06un blackout, a noi arriva solo questa telefonata, valorizzano questa informazione, cercano la
01:14nave e finalmente trovano una nave Costa, ed è stranamente vicina all'isola, a circa
01:212,02 miglia dall'isola, cioè a 300-400 metri. La particolarità è che questa nave, la Concordia,
01:28era partita da Civitavecchia per andare a Savona, ma aveva in quel momento la PUA orientata a
01:32sud, quindi qualcosa che non andava. Pochi secondi prima che io entrasse in sala operativa,
01:38la nave aveva ammesso che non era soltanto un blackout, ma che c'era una via d'acqua,
01:44una via d'acqua può essere una sciocchezza anche. Lì invece le conoscenze, la consapevolezza
01:50che si aveva a bordo era tant'altra. Alle 21.45 c'era stato l'impatto, alle 21.50 uno
01:58degli
01:58ufficiali era sceso giù, a Carino, e aveva constatato insieme al direttore di macchina
02:04Piloni, che c'era completamente invasa dall'acqua. Ha detto un suo collega come se il Mediterraneo
02:09fosse entrato nella nave. E allora la nave subito, fin da quel momento, andava ritenuta
02:16nave persa, andava considerata nave persa, e cioè non era il posto più sicuro dove rimanere,
02:22andava abbandonata la nave. A quel punto, visto che avevano ammesso di avere una via d'acqua,
02:27che c'era una particolare vicinanza della nave all'isola, preoccupante, vento da grecale,
02:32e quindi da nord-est, che spingeva ulteriormente la nave verso l'isola, chiedo se non sia opportuno
02:39dichiarare il distress, anche perché noi nel frattempo, pur senza, e questo è stato
02:44un azzardo ovviamente, ma giusto, necessario, senza la dichiarazione di emergenza, avevamo
02:50dirottato un ugolo di navi, avevamo mandato fuori un mare di motovedetta, avevamo fatto partire
02:56gli elicotteri. La nostra ansia è che si procedesse, se si doveva procedere, a abbandonare.
03:02All'emergenza, cioè se andasse verso l'abbandono della nave in maniera più ordinata possibile.
03:09Perdendo tempo invece la nave peggiorava il proprio assetto. Alcune scialuppe di sinistra
03:15si sono fermate sulla fiancata, che era diventata semi-orizzontale, che non scivolavano più giù.
03:21E da lì ciascuna scialuppa conteneva circa 150 persone. Questi occupanti sono dovuti risalire
03:28sul ponte 4 e non avevano più come andare a terra. Quindi hanno percorso la nave, alcuni
03:34hanno tentato di passare sulla dritta e lì hanno trovato in molti la morte. Nel passaggio,
03:39nel passare da sinistra a destra, la nave molto inclinata a quel punto dopo mezzanotte,
03:46sono scivolati, sono finiti nei corridoi, che nel frattempo però dalla parte bassa si
03:51non riempiti d'acqua, sia i corridoi che il cavo dell'ascensore. A quel punto noi attuiamo
03:56un piano che non esiste, ma attuiamo il meglio possibile, creando le condizioni per evitare
04:03che la gente caduta in acqua possa, quindi mettiamo in alto gli elicotteri con i visori
04:08notturni per rilevare il calore del corpo umano e eventualmente in acqua. Al centro il coordinatore,
04:14il nostro elicottero guardia costiera, e sotto l'operatore, l'elicottero operatore, quello che andava
04:20sulla prua della nave, a prendere le persone infortunate molto spesso e le portava a terra.
04:25A un certo punto dopo la mezzanotte noi chiamiamo la plancia e non ci risponde più nessuno,
04:30non ci avevano detto che stavano abbandonando la plancia. Per fortuna l'ottimo sotto capo
04:37Tosi aveva all'inizio chiesto il numero di telefono portatile, ma non rispondevano anche
04:44niente.
04:45Voi sapevate che a bordo c'era ancora gente?
04:48Lo sapevamo perché gli elicotteri soprattutto, anche le motovedette, ma gli elicotteri citavano
04:52l'indicazione che a Poppa via, a Prua c'era un gruppetto non numerosissimo, ma a Poppa
04:58c'erano centinaia di persone.
05:01Dopo un po' riuscivano a stabilire un nuovo contatto con il comandante della nave e mi dice
05:08che sono di lui con un altro ufficiale, il comandante in seconda e in affiancamento,
05:13Dimitri Pestidis, sarebbero stati sulla scialuppa a coordinare i soccorsi. In realtà poi abbiamo
05:20saputo che in quel momento erano in compagnia di Roberto Gabri, che è il comandante della
05:26polizia municipale e stavano sugli scogli della gabionaria. Non era sul viso della scialuppa,
05:31non stava a coordinare.
05:32Quando arriva l'esortazione, insomma, che l'ha resa famosa poi?
05:37Per la telefonata mi pare che sia l'ultima. Perché lo invito a risalire a bordo, a tornarci?
05:43E tanto perché comunque nel frattempo noi avevamo fatto mettere a bordo, io avevo fatto
05:48mandare a bordo tre persone, tre aerosocorritori della Guardia Costiera. Però gli aerosocorritori
05:55non conoscevano la nave, non avevano nemmeno una cosa che è fondamentale, cioè l'autorità
06:00per dare ordine. Ecco perché comunque insistemo nel far ritornare quella persona a bordo.
06:08Dopo il suo, appunto, ritorno a bordo, Schettino cosa ha fatto?
06:14Non lo so, credo che abbia preso una lancia e sia andato in porto.
06:17Ci sono degli insegnamenti?
06:19Ci dovrebbero essere, ci dovrebbero essere. La questione ha a che vedere non con un incidente
06:26della navigazione per quanto caratterizzata dall'urto, dall'abbandono nave, eccetera,
06:30eccetera, eccetera, sicuramente, ma questa vicenda ha a che fare con la gestione del proprio
06:35ruolo, della responsabilità. Nella gestione delle responsabilità, quando si confondono
06:40i piani tra il fine immediato di tutela della collettività e quello proprio degli interessi
06:48o delle paure che uno, ciascuno di noi, può avere, e lì si crea la faglia.
Commenti