00:00Siamo al settimo appuntamento di MED, ormai è diventato una consuetudine, un appuntamento importante
00:06che serve per fare il punto su quello che sta succedendo in una delle regioni più nevralgiche del mondo.
00:13Il Mediterraneo continua nella sua dimensione allargata ad essere al centro della geopolitica
00:19ma è anche al centro di una serie di transizioni che in questo momento sono tutte da gestire.
00:25Queste transizioni riguardano l'epidemia e quindi il fatto di non fare un mondo a due velocitÃ
00:33tra i vaccinati e i non vaccinati, fra l'accesso ai vaccini più o meno scarso da un lato e
00:39dall'altro
00:40delle sponde del Mediterraneo, riguarda la crescita che rischia di essere a macchia di leopardo
00:45e rischia di provocare ulteriori diseguaglianze.
00:49Se riguarda, come dicevo, la transizione energetica, perché anche la transizione energetica si rischia
00:56se non è inclusiva, se non vi sono i fondi necessari per mitigare e adattare, di creare ulteriori divisioni,
01:03di creare disparità sia tra le due sponde che all'interno dei paesi della sponda sud.
01:09E poi c'è la geopolitica, dove ci sono delle potenze tradizionali, gli Stati Uniti, che sembrano essere in pieno
01:17retrenchment,
01:18l'Europa tenta a trovare un passo, nuovi protagonisti si affacciano.
01:23Ecco, tutto questo in qualche modo va messo sul tavolo, va evitato che il Mediterraneo passi dall'essere quello che
01:32deve essere,
01:33cioè un mare di pace, di coesistenza civile, a essere un mare minaccioso.
01:38Ecco, questo noi non lo vogliamo.
01:40L'ISPI, assieme al governo italiano, si propone appunto di far emergere questi problemi,
01:46mettere sul tavolo, assistere i governi.
01:49E le conclusioni di MED sono conclusioni corali, che coinvolgono i think tanks,
01:54coinvolgono le autorità pubbliche, ma coinvolgono anche la società civile, le grandi aziende.
02:00È uno sforzo corale quello che ci attende e dobbiamo essere all'altezza delle sfide.
02:05Quali sono le crisi geopolitiche più urgenti nel Mediterraneo?
02:10Ma sicuramente quanto sta accadendo nella Sponda Sud e quindi i risorgenti fenomeni di jihadismo.
02:18Mi riferisco alle aree di instabilità che sono nella Libia, che sono nel Corno d'Africa, che sono nel Sahel,
02:25che sono giù fino all'Africa australe, sono tutte zone che evidentemente sono riconducibili ad una nozione di Mediterraneo allargato.
02:35Ci sono poi le crisi locali, come appunto quella libica, quella siriana, la gestione non facile del nucleare iraniano.
02:44Sono tutte crisi che in qualche misura risentono negativamente dal nascere locali, ma essere poi potenziate da rivalità e da
02:55conflitti che sono interregionali
02:57e poi su questi si innesta anche il grande gioco delle grandi potenze.
03:02Queste sono crisi rilevanti, a questo si aggiunge la criticità derivante dei flussi, evidentemente flussi di persone,
03:11intanto ma non solo, flussi a volte positivi quando si tratta di merci, di servizi, di mercati aperti,
03:19a volte molto negativi quando si tratta di armi, di soldi, di dubbia provenienza e quant'altro.
03:24Ecco, queste sono le maggiori criticità e di questo ci dobbiamo urgentemente occupare.
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