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  • 5 anni fa
L'Italia scivola al 30/o posto nella classifica di 63 Paesi impegnati nella lotta alla crisi climatica
Trascrizione
00:01Il governo di sua maestà vuole che la COP26 di Glasgow sia un successo. Vuol dire chiudere
00:06venerdì con un accordo che tenga il mondo sotto il limite di un grado e mezzo di riscaldamento
00:11dai livelli preindustriali. Ma tre ricerche diffuse hanno distolto l'attenzione dei temi
00:15principali. La Carbon Action Tracker è quella che fa più rumore. Pubblicata da due centri
00:20di ricerca tedeschi e finanziata anche dai governi di Berlino e Londra, la ricerca spiega
00:24che con gli impegni presi a Glasgow per il 2030 la temperatura salirà di 2,4 gradi dai livelli
00:30preindustriali nel 2100. Il rapporto non è però così pessimista come sembra. Se venissero
00:35attuati gli impegni per zero emissioni nette presi da Stati Uniti e Cina, il riscaldamento
00:39al 2100 si fermerebbe a 2,1 gradi. Secondo la Met Office, l'Agenzia Meteorologica
00:44Pubblica Britannica, con un aumento di 2 gradi delle temperature, un miliardo di persone
00:49sarebbero a rischio di ondate di calore, siccità e inondazioni. Intanto un rapporto della ONG
00:54German Watch ha riservato una brutta sorpresa all'Italia. Il nostro paese perde tre posizioni
00:58e scivola al trentesimo posto nella classifica dei 63 paesi più l'Unione Europea impegnati
01:04nella lotta alla crisi climatica, colpa del rallentamento dello sviluppo delle rinnovabili
01:09e di una performance bassa nella politica climatica nazionale.
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