00:00A 80 anni dalla nascita della Repubblica, il rito che la fondò resta lo stesso, una scheda, una croce, una
00:08promessa.
00:09Ma è una promessa che convince sempre meno.
00:12Il costituzionalista Francesco Clementi, nel saggio votare appena pubblicato per il mulino, parte da qui, dal gesto più semplice della
00:21democrazia, oggi sotto pressione come mai prima.
00:25E votare è il simbolo della partecipazione. E se una democrazia è tale e vuole rimanere, se non ha cittadini
00:34che partecipano, lei si spegne.
00:36Quindi votare è innanzitutto lo strumento che serve a dire io ci sono, io esisto, mi interessa la vita di
00:43tutti, che è anche la mia naturalmente, e mi interessa farlo secondo le mie idee.
00:47E quindi voto, voto e partecipo. Il che non vuol dire che non si può criticare nel dissenso votando, ma
00:54appunto votando.
00:55Quante schede sono annullate, quante schede diciamo vivono anche di voti di protesta, ma appunto sono voti.
01:01Quello che non si può fare, se si tiene davvero la democrazia e quindi se si tiene naturalmente innanzitutto la
01:07propria libertà, i propri diritti, è scegliere di non andare a votare.
01:11Perché chi vota costruisce il futuro, invece chi si astiene naturalmente lo lascia agli altri.
01:16A ogni tornata l'affluenza tocca nuovi minimi, un rito scaduto dunque.
01:22Clementi rovescia la domanda, non una promessa tradita, ma una promessa da praticare ogni giorno, anche quando il tempo storico
01:30spinge nella direzione opposta.
01:32Oggi il tempo storico ci dà una forte polarizzazione, una forte disillusione, tanta rabbia e paura.
01:39D'altronde guardandosi intorno tra le guerre, la crisi economica e le disuguaglianze crescenti è difficile immaginare che tutto ciò
01:47sia contrastabile.
01:48Ma nel mondo, la storia del mondo, la storia dell'Europa, dell'Italia unita dopo la resistenza con la Costituzione
01:55repubblicana esattamente il 2 giugno ci dice che è possibile.
01:58È possibile cambiare ed invertire la rotta facendo quello che la Costituzione invece in fondo ci invita a fare,
02:05e cioè adottare un metodo democratico tra di noi per partecipare.
02:10È lo spirito di quel primo voto del 2 giugno 1946, il primo a suffragio universale, con le donne alle
02:18urne per la prima volta,
02:20raccontato anche dal film di Paola Cortellesi, C'è ancora domani.
02:25Da lì nasce la sovranità popolare scolpita nella Carta Costituzionale.
02:30Perché la sovranità popolare che nasce con il voto del 2 giugno 1946 è costituente e ricostituente di un'idea
02:38di democrazia,
02:40fa nascere la Repubblica appunto, lo sappiamo vince nel referendum istituzionale della Repubblica,
02:44e dà vita ad un testo costituzionale di lì a poco, dopo, entro due anni venne scritta la Costituzione,
02:50dal 1 gennaio 1948 entrò in vigore, che fa una cosa.
02:53Dice che la sovranità popolare di tutti e di ciascuno, donne comprese,
02:58e lo fa a maggior ragione nelle forme e nei limiti della Costituzione, come dice l'articolo 1,
03:02e cioè nessuno è sopra gli altri, siamo tutti allo stesso livello,
03:07naturalmente con le differenze, che sono differenze di idee, di posizione,
03:12ma che vanno composte perché l'uguaglianza sostanziale è l'elemento centrale che rende le libertà praticabili.
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