00:00Nell'anniversario del giorno in cui una parte dell'esercito tentò di rovesciarlo, Erdogan
00:05mette definitivamente l'esercito sotto il suo controllo. Prima di commemorare ad Ankara
00:09e Istanbul le vittime del fallito push di due anni fa, il presidente turco ha emesso
00:13un nuovo decreto che trasferisce lo Stato Maggiore delle Forze Armate sotto il controllo
00:18del governo. Un provvedimento frutto dei nuovi poteri del presidenzialismo dal forte valore
00:23pratico e simbolico, in un paese dove per decenni i militari si erano intestati il compito
00:28di difendere anche con le armi l'unità e la laicità dello Stato, volute dal padre della
00:32patria Mustafa Kemal Ataturk. D'ora in poi i vertici dell'esercito risponderanno direttamente
00:37il ministro della difesa, alla cui guida Erdogan ha nominato nel suo nuovo esecutivo il generale
00:42Ulusi Akar, che fino a una settimana fa era ancora capo dello stesso Stato Maggiore. Una
00:47dimostrazione plastica del controllo sempre più ampio del presidente anche sul potere
00:51militare. Con il nuovo decreto sarà lui a convocare il Consiglio Militare Supremo che
00:55stabilisce le nomine dei vertici dell'esercito e il Consiglio di Sicurezza Nazionale, che
00:59indica le misure da adottare nella lotta al terrorismo. Assicurati questi nuovi strumenti
01:03nelle sue mani, Erdogan si prepara a togliere lo stato di emergenza. Dopo due anni, almeno
01:08160.000 arresti e 150.000 epurazioni, mercoledì finiranno le misure straordinarie.
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