00:00A più di un anno dal colpo di Stato fallito non si ferma la repressione nella Turchia di Erdogan.
00:05Altri 928 dipendenti sono stati cacciati dalle pubbliche amministrazioni per presunti legami
00:09con organizzazioni terroristiche.
00:11Una decisione giunta ancora una volta con decreti dello Stato d'emergenza, in vigore
00:15ininterrottamente nel paese dopo il tentativo di Puc del 15 luglio 2016, attribuito da Ancara
00:21alla rete dell'imame magnate Fethullah Gulen.
00:23Tra i nuovi eppurati figurano soprattutto dipendenti del Ministero degli Interni e delle
00:27Forze Armate.
00:28Ma nella lista dei lavoratori cacciati ci sono anche altri 120 accademici.
00:32Gli stessi decreti prevedono poi il reintegro di 57 lavoratori e 734 agenti di polizia, allontanati
00:39in precedenza per sospetti legami con i gulenisti.
00:41Le nuove disposizioni aprono inoltre all'assunzione di 4.000 nuovi magistrati e migliaia di membri
00:46delle Forze di Sicurezza per compensare almeno parzialmente le epurazioni di massa dell'ultimo
00:51anno.
00:51I decreti portano anche a un ulteriore accentramento di poteri nelle mani di Erdogan.
00:55Dopo il vittorioso referendum che ad aprile ha approvato il superpresidenzialismo, il
00:59presidente si prende ora il controllo diretto dei servizi segreti, finora attribuito al
01:04capo del governo.
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