- 5 anni fa
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NovitàTrascrizione
00:11Grazie a tutti
00:41Grazie a tutti
01:20Grazie a tutti
01:33Grazie a tutti
01:48Penso che la nostra azienda, essendo anche un'azienda pubblica, debba avere anche tra le proprie priorità quello di valorizzare
02:00delle iniziative con un elevato contenuto di socialità e cultura come questa
02:11La storia parla del passato ma la facciamo oggi, la studiamo oggi
02:15Quindi l'intreccio tra presente e passato è inevitabile
02:20Per noi la libertà è una cosa scontata, mentre il fatto di dare la possibilità a questi ragazzi di toccare
02:29con mano quello che è successo appena qualche decennio fa, secondo me li fa ragionare
02:36Sta agli studenti, agli insegnanti, a tutti noi cogliere quegli elementi che ci possono essere utili per ragionare sull'oggi
02:50Penso sia molto utile come esperienza, anche perché queste cose non vanno mai dimenticate
02:58Pensiamo al viaggio che fanno i migranti attraverso il Mediterraneo adesso
03:03Il confronto è questo, il confronto per loro è toccare con mano una realtà ma secondo me devono attualizzarla in
03:15questo senso
03:16Le persone devono imparare, devono conoscere il passato soprattutto per fare in modo che non risuccedano certe cose che sono
03:27già successe
03:27La memoria è sempre parte da oggi, è attualizzazione che uno lo voglia o no
03:34Può succedere ancora oggi
03:36Si spera che dal passato appunto si impari che non deve più succedere, però non lo so
03:47Sicuramente devono restare in pressa nella nostra memoria negli anni a venire
03:51Io mi aspetto di entrare molto nell'ottica e quindi di provare delle emozioni forti che i libri non riescono
03:59a trasmettere
04:00Ritornare con le memorie in più da poter trasmettere anche quelli che non sono riusciti a venire
04:08È una lezione di vita, è una lezione che ci rimanda al passato ma ci fa senz'altro riflettere su
04:16quello che dovremmo affrontare nella nostra vita attuale
04:20Non ho voluto vedere niente di immagini così perché voglio tenermi tutto per domani
04:48L'ho letto alle vacanze di Natale e io le uso per leggere
04:55Bello questo giovane, leggere
04:57Poi c'è stata la guida che sta molto brava lì all'artiera
05:09Grazie
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07:00Grazie
07:23Grazie
07:29Per capire di che cosa parliamo adesso dobbiamo togliere i cappotti, le giacche e le scarpe pesanti
07:36La loro divisa, compreso il cosiddetto cappotto, era meno di quello che voi avete come pigiama di notte
07:43Più accappatoio e basta
07:51La ferrovia di Mauthausen, la stazione di Mauthausen, è in città di Mauthausen, sei chilometri da qua
07:59E questo significava che quando i deportati sono arrivati qui a Mauthausen, loro dovevano camminare finché sono arrivati in questo
08:08punto dove siamo adesso
08:15Lo scopo del concentramento qui dentro era di sfruttarli finché campavano e poi di buttarli via
08:37Quello che vi racconto su Mauthausen
08:43Mautandis, cioè con piccole differenze ma pressa poco, grosso modo, vale per tutti i campi di concentramento nazisti
09:00Tutti gli altri monumenti sono molto ufficiali ma il monumento italiano ha due lati, due facce
09:08Questa è la parte ufficiale ed è abbastanza austero come gli altri con una scritta naturalmente abbastanza tipica, giusta
09:18Ma dall'altro lato questo termine astratto di detenuto o per voi soprattutto deportato
09:28Diventa più accessibile, più personale
09:37Ricordare, imparare, non odiare
09:44Basta questo
09:47E sono contentissimo di avere questo sopra e sotto all'italiana qui dietro perché guardateli in faccia
09:59Sono i nonni
10:18E sono contentissimo di avere questo sopra e scopo del40
10:33È il gelo, è il gelo ad avvolgere una delle principali fabbriche di morte del nazismo,
10:40questo che fu il campo di concentramento di Mauthausen, che sebbene non fosse un campo
10:46di sterminio in senso stretto vide e contò la morte di circa la metà dei suoi 200.000
10:52internati, morte per condizioni di vita disumane, per malattie, per lavoro forzato, per le esecuzioni
11:00da parte delle SS. In tutto qui a Mauthausen ci sono una sessantina di campi e questo è
11:06il complesso sistema di cui questa è la struttura principale. Ci furono contemporaneamente addirittura
11:13circa 120.000, 140.000 prigionieri. Non avevo mai visto nulla del genere, non lo vivi finché
11:23non ci sei dentro e vedi un po' cosa c'è intorno.
11:29Normalmente al mattino e alla sera tutti quanti i detenuti del campo dovrebbero mettersi
11:35in riga e fila, blocco per blocco, baracca per baracca e poi si fece il controllo della
11:42presenza. Anche quando nevicava, anche quando pioveva, anche quando tirava vento e anche
11:50quanto aveva 35 gradi, questo appello si faceva.
12:11quello che ti lascia visitare questo posto, a parte qualche nozione, qualche informazione
12:17che probabilmente non avrai saputa rimanendo a casa. Cioè ti lascia proprio con l'emozione
12:23che sente anche nella voce della guida quando ti parla e ti spiega. Per esempio si è spiegato
12:27della sua famiglia, di suo nonno che era in questo campo. Ti lascia un'emozione dentro
12:32che non può essere spiegato stando dietro a un banco di scuola, non riesci proprio a
12:37entrare nel contatto.
12:46Veniva quella parte della ceremonia che era più brutta per tutti perché ti toglievano
12:52l'identità. Nei campi per uomini come nei campi delle donne quello che seguiva era una
13:01rasatura totale, non soltanto della testa ma anche di tutti gli altri peli sul corpo.
13:08Immaginatevi l'epoca delle nonne e bisnonne quando avevano i capelli lunghi, delle grandissime
13:14trecce e uscendo da lì erano tutte calve e rasate, tutti uguali a voi.
13:22Visito questo campo per la terza volta, quindi sono sempre colpita molto dal tipo di reazione
13:31in un certo senso dei ragazzi ma anche dal tipo di umanità che comunque scaturisce sempre
13:38dei racconti.
13:39Nei primi anni della guerra qui erano deportati soprattutto politici, repubblicani spagnoli,
13:46prigionieri e soldati sovietici ma non solo. Gli ebrei arrivarono ma solo dal 44 e solo dagli
13:54altri campi di concentramento. Ci furono anche tanti italiani, il nome si conosce di 8 mila
14:00di loro in questo che fu l'ultimo grande campo di concentramento liberato, qui l'armata,
14:06i soldati statunitensi arrivarono il 5 maggio del 45.
14:30Questi tre blocchi qui furono i blocchi delle donne dalla fine del 44 fino alla liberazione,
14:39più di 3 mila donne in tre baracche.
14:41È successo perché delle persone che credevano in certe cose, in certi ideali, hanno detto
14:49a tutte le altre persone che questi ideali erano gli unici veri, gli unici che contavano,
14:54le uniche cose che davvero erano vere, che tutte le altre cose che dicevano gli altri erano
15:01false e queste persone ci hanno creduto.
15:08Questo filo spinato è stato pieno di elettricità 230 volt, allora fuggire da Mauthausen,
15:16fuggire dal campo di concentramento di Mauthausen è stato quasi impossibile.
15:21Anche se ci sono i racconti, anche se ti cercano di far capire come vivevano nel campo i prigionieri,
15:30è impossibile, cioè non riesco a mettermi totalmente nei loro panni.
15:57Non è che in quel contesto lì in Germania nascevano per vent'anni suonati solamente dei mostri,
16:03erano delle persone che pensavano e facevano le cose con criterio.
16:07È una cosa che può accadere se non si è informati, se non si conoscono certe cose.
16:16C'è una differenza tra i nomi che conosci e la cifra che puoi calcolare,
16:21una differenza di circa 35.000.
16:25E sappiamo che non sapremo mai tutti i nomi delle vittime.
16:40Non ci hanno creduto perché erano stupidi, non ci hanno creduto perché non erano capaci di intendere o di volere,
16:47ma ci hanno creduto perché quando una persona continua a venire da te a dirti
16:55che, non so, questo pezzo di cioccolato magari in realtà è pietra e te lo dici un giorno,
16:59te lo dici due giorni, te lo dici tre giorni, prima o poi ti inizi a crederci.
17:10Oltre al clima, oltre a come erano disposte i vari luoghi, le camere e tutto,
17:17cioè ti fa proprio sentire come si sentivano appunto gli apportati 70 anni fa.
17:26Penso che l'uomo debba imparare da questo e io spero con tutto il mio cuore che non accada,
17:33però se dovesse accadere allora vuol dire che l'uomo non ha ancora imparato la lezione.
17:38Scegli una foto da far vedere ai tuoi amici per capire che cos'è Mauthausen, cosa scegli?
17:46Io sceglierei fra tutto quello che ho fatto quella della camera a gas.
17:54È un'occasione per riflettere sulle emergenze umanitarie che caratterizzano la nostra contemporaneità.
18:06È un'occasione per riflettere sulle emergenze anche culturali.
18:11Noi viviamo anche in un tempo nel quale queste cose che abbiamo visto sono negate.
18:24Se la memoria tradisce me che ho vissuto il lager, cosa accadrà a quelli che ne hanno solo sentito parlare?
18:59E' un'occasione per riflettere sulle emergenze.
19:09Siamo a Delcoven, siamo all'interno del castello di Artheim che è stato uno dei sei campi di sterminio del
19:16progetto T4,
19:17il programma di eutanasia nazionalsocialista che mirava allo sterminio di tutti i malati di mente e dei disabili e dei
19:26portatori di handicap.
19:27In tutto qui morirono oltre 30.000 persone di diverse nazionalità.
19:38Artheim era un luogo dove un'altra volta una parte della società tedesca è stata isolata e annientata
19:49perché non corrispondevano al concetto ideologico, politico, economico del Terzo Reich.
20:09Noi pensiamo a questi luoghi come una realtà sì, lontana, che però ha delle conseguenze che ancora oggi non sono
20:16completamente state scoperte, svelate
20:18e ogni giorno si scopre qualcosa di nuovo che ieri non conoscevamo.
20:26Questa è stata considerata una delle principali fortezze rinascimentali austriache
20:32e pensate paradossalmente a cavallo tra 800 e 900 iniziò ad essere un luogo di cura per i bambini con
20:40malattie mentali che erano curati dalle suore.
20:44E' impressionato molto il fatto che trattassero i propri connazionali tedeschi in modo anche qui feroce.
21:12La società molto spesso tende anche ad emarginarli le persone meno fortunate.
21:18Il concetto nazionale socialista voleva creare la razza superiore, come se ci fosse una razza tra gli uomini
21:27e quindi tutto quello che era dichiarato zavorra sociale, elementi genetici inutili, dovevano infatti essere isolati
21:40tramite la sterilizzazione in casi più gravi anche tramite la loro morte.
22:14Il concetto
22:24a conservare la memoria sono state le famiglie
22:28sostanzialmente che hanno acquistato
22:30il terreno
22:37a me personalmente il fatto che dove c'era il campo
22:40abbiano costruito delle case mi lascia abbastanza spiazzata
22:42perché io non riesco a concepirla come cosa
22:46non riuscire mai a vivere in un posto dove sono morte così tante persone
22:54è incredibile essere davanti a un forno
22:58e pensare che migliaia di vittime sono passate
23:02attraverso i cammini di questi forni
23:06nello stesso tempo la presenza di questi giovani
23:09ci infonde speranza
23:11speranza per il futuro perché queste cose non possono più succedere
23:16il senso comune spesso non sa e non ha neppure la volontà di andare a cercare
23:31forse la capacità o comunque l'interesse di sapere
23:42cioè noi ci poniamo
23:44questa problematica oggi
23:46per un certo contesto
23:48un contesto scolastico
23:51con un contesto di
23:52interessi storici
23:54di apprendimento
23:55che non è il contesto che trovi nella vita fuori
23:58nella quotidianità
24:01per me è inaccettabile proprio
24:02costruire delle case
24:04in un luogo in cui c'è stato veramente una cosa molto importante per noi
24:12come segre sosteneva
24:15chi sente parlare un testimone
24:17a sua volta si sostiene un testimone
24:20con l'insegnamento che hanno ricevuto dalle guide da un testimone
24:23questi giovani sono testimoni
24:25e possono testimoniare per il futuro
24:28quanto hanno appreso
24:53che esperienza è stata?
24:55bellissimo
24:56con i ragazzi?
24:58mi trovo bene con i ragazzi
24:59mi trovo bene con i professori
25:01con gli operatori
25:01poi non ne parliamo
25:02è una bella esperienza per i ragazzi
25:04io l'ho già vissuto altre diverse volte
25:07sempre con l'istituto storico
25:34ci troviamo all'interno delle gallerie di Ebensee
25:37le gallerie costruite nella montagna
25:40per un progetto voluto in prima persona da Hitler
25:43che qui voleva curare i progetti segreti del regime nazista
25:49in particolare la costruzione dei missili balistici V2
25:53questo è stato uno dei peggiori campi di concentramento nel loro complesso
25:58soprattutto per le condizioni di lavoro dei detenuti
26:07c'è una specie di peso in questo posto
26:10che è maggiore rispetto agli altri
26:12perché proprio le condizioni di vita
26:14secondo me sono molto molto peggiore
26:16in questo campo per esempio
26:17a differenza degli altri
26:18non ci sono le camera a gas
26:19non c'è un forno crematorio
26:20quindi le persone che morivano qui
26:22morivano per i loro stenti
26:29pensare che sia stato costruito in condizioni veramente improponibili
26:34scavato a mano
26:36scavato a mano in una montagna
26:38in un inverno
26:41cioè è abbastanza scioccante come cosa
26:51Ieri la nostra guida ha detto che l'ideologia nazista era proprio onnicomprensiva e totalizzante
26:56mi è rimasta proprio in mente questa espressione
26:59cioè come il sistema proprio prevedeva tutto
27:02ogni piccolo dettaglio era considerato e trovato una soluzione
27:13a me è impressionato principalmente il fatto che questa gente abbia fatto questo
27:22nonostante le condizioni in cui vivessero e lavorassero
27:27qui furono deportati e morirono anche migliaia e migliaia di italiani
27:33lavoratori in particolare deportati dopo gli scioperi del marzo 44
27:38questo fu anche l'ultimo campo ad essere liberato
27:42in particolare il 6 maggio del 1945
28:01non posso che esprimere grande soddisfazione per questo nono viaggio della memoria
28:07Giorgio Paini pensava a 10 viaggi della memoria
28:12siamo al nono siamo arrivati a 950 ragazzi circa in queste nuove edizioni
28:20e di questo sono particolarmente orgoglioso
28:26questi tre giorni che loro hanno trascorso in viaggio sono quelle cose che rimangono stampate
28:35nella memoria che faranno parte penso spero dei loro ricordi
28:41per noi ovviamente il senso del viaggio è la possibilità anche di accompagnare
28:47di essere noi stessi protagonisti all'interno di questo tipo di ricordi
28:56è importante la testimonianza delle scuole da parte degli ultimi testimoni delle associazioni partigiane
29:03degli ultimi ribelli viventi ma soprattutto è importante recarci in questi luoghi della memoria
29:10con i ragazzi
29:16la cosa che è più importante è capire il valore che ha il luogo della memoria
29:20che non è un museo, che non è un libro, che non è un laboratorio
29:23è un luogo che a volte non ha molte tracce di quello che era stato
29:30non ha molte didascalie, non ha molte foto
29:33però è il luogo, sapere che è lì che è accaduto
29:35poter portare i ragazzi a riflettere sulla aberrazione a cui si può arrivare
29:44che appunto torna a dire non è così lontano nel tempo
29:48nonostante noi la consideriamo, certi valori li consideriamo come valori tutto acquisiti da sempre
29:55secondo noi è qualcosa su cui la nostra azienda si deve impegnare
30:01proprio per questo, per ampliare la possibilità di accesso tra tanti altri ragazzi
30:08chiediamo, vogliamo e auspichiamo il contributo forte del mondo
30:15delle istituzioni pubbliche e private della nostra provincia
30:30sono partito con una parola che mi ha colpito particolarmente
30:36una parola che ha pronunciato Pietro Iotti
30:39un sopravvissuto al campo di concentramento di Mauthausen
30:42che è stata Stuck
30:44Stuck che vuol dire pezzo
30:46ovvero non siamo nient'altro che pezzi
30:49non siamo più esseri umani
30:51siamo soltanto un pezzo di quello che è il regime
30:55poi una domanda che è sorta forse a tutti qua in questo viaggio
31:01è se ci fossi stato io?
31:02se fossi stato io al posto di quel deportato
31:06al posto di quella vittima?
31:12alla fine poi mi sono chiesto
31:14ma esistono ancora queste ideologie qua?
31:17ho pensato
31:18ma noi assorbiamo tutto ciò che vediamo
31:22che sentiamo, che ci viene trasmesso
31:24anche attraverso la televisione
31:25mezzi come la televisione
31:26come fossimo delle spugne
31:29ma dobbiamo analizzarli in modo critico
31:31e non prenderle per vere
31:33quindi effettivamente
31:34finché continuiamo a prendere per buone
31:37tutto ciò che ci viene detto
31:39queste cose continueranno
31:41succederanno sempre
31:42continueranno ad accadere
31:43e non ce ne accorgeremo nemmeno
32:11non ce ne accorgeremo nemmeno
32:12se non accorgeremo nemmeno
32:12ciò che vorrei
32:12piaceremo nemmeno
32:12si può andare
32:12mi sono accorgeremo nemmeno
32:17ciò che vorrei
32:18aspettaremo nemmeno
32:27ciò che mi sono più
32:40Grazie a tutti.
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