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Trascrizione
00:00E' tutto pronto, vediamo come si svolgeranno questi quattro giorni, speriamo bene, i ragazzi
00:12sono ansiosi di partire, sono pronti per un'esperienza che nessuno sa come all'inizio, ma che sicuramente
00:21rimarrà nei loro ricordi e speriamo anche aggiunga qualcosa alla loro conoscenza dei fatti.
00:34Grazie, hanno fatto dei colloqui prima di arrivare a questa partenza, hanno letto libri, saggi,
00:44soprattutto si sono documentati sulle letture di Primo Levi e è stata una selezione dura
00:49perché la maggior parte dei ragazzi del liceo Zappafermi hanno partecipato con molto entusiasmo
00:56e con molto interesse. Ne abbiamo scelti otto e stamattina appunto siamo in partenza per
01:03appunto andare a prendere memoria di ciò che purtroppo è stato e dare il nostro significato.
01:47Perfetto, e l'Istituto Mainetti? Anche, perfetto. Meglio di così, non si muove. Lo spengo.
01:53Potremmo già partire. Sì, no, infatti verifico se gli altri sono a posto e partiamo.
01:58No, noi partiamo, noi altri saranno angeli. Ma come? Noi siamo qui. Ma lì da siamo qui,
02:03niente, basta sapere dove andare e devi cominciare a fare le fotografie a modo.
02:14Io sono molto emozionata perché ci tenevo particolarmente a prendere parte a questo viaggio e quindi
02:22siamo un po' in intrepidazione, solo che il viaggio è molto lungo, quindi dobbiamo un po' aspettare.
02:29Ti faccio io le domande. Da quanto tempo vi state preparando anche, insomma, leggendo, libri, documentando?
02:42Insieme al nostro prof abbiamo fatto delle piccole riunioni a scuola dove ci è stato consegnato del materiale,
02:50poi abbiamo preso parte delle riunioni con l'Istituto Storico della Resistenza di Parma
02:54e abbiamo sentito degli interventi molto autorevoli.
02:59Noi siamo su dei pullman, comunque in condizioni confortevoli, eccetera, con i nostri amici,
03:06comunque compagni della nostra età e invece loro hanno percorso questa strada su dei carri di bestiame,
03:13quindi anche questo qua è un motivo per riflettere, per capire in fondo quanto l'odio e la voglia proprio
03:21di sterminare
03:22ha toccato questi livelli, quindi anche qua è un motivo per riflettere.
03:27Mi aspetto delle buone reazioni.
03:30Sì, no, anche per quello che mi riguarda.
03:34Sinceramente noi sono tre anni che frequentiamo e partiamo per il viaggio dell'amorio come Giordani,
03:43però vedo che è passata quest'idea nell'Istituto, quindi chiedono.
03:48Penso che si aspettino di capire meglio insieme, cioè quello che si attendono è di vivere un'esperienza insieme
03:57e aiutarsi forse insieme a capire meglio qualcosa, forse non tutto ma qualcosa assieme.
04:03Io non ho ancora fatto un'esperienza simile per cui ovviamente non so ancora dire come sarà, come la vivrò,
04:09però, beh pronta è una parola grossa, però sì ci stiamo preparando comunque per affrontare la cosa.
04:15Sono sempre stata molto colpita e quindi il fatto che ci fosse questa opportunità di fare il viaggio
04:25mi ha proprio spronato a descrivermi senza neanche rifletterci sopra.
04:32e poi io sono stata a Dachau con la mia famiglia e quindi ho già avuto un po' un assaggio
04:39di quello che potrebbe essere qui a Mauthausen.
04:58In effetti ho un po' un po' la paura c'è di non riuscire a reggere, di emozionarsi un po'
05:04tanto.
05:06Sicuramente la forza del gruppo è una cosa che rassicura, però insomma mi aspetto di rimanere molto colpita sicuramente.
05:16Io l'anno scorso, con sempre l'istituto storico, avevo fatto il progetto sui luoghi della resistenza in città
05:23e quindi questo viaggio lo vedo un po' come un modo di proseguire questa esperienza che mi era piaciuta tantissimo,
05:29anche se in effetti è una cosa completamente diversa perché un conto è vedere una lapide e leggere dei nomi
05:37e saperne le storie
05:38e un conto è essere proprio all'interno della stessa situazione.
05:42Sicuramente le camere a gas saranno una visione molto cruda, molto forte.
05:53Ho letto anche che c'è la cosiddetta scala della morte a Mauthausen, che è questa scala sopra cui i
06:02deportati dovevano salire,
06:04portano delle pietre, chi dicono che cadesse da quella scala non si rialzava più, quindi anche quella è una cosa
06:12forse tipica soltanto di questo campo
06:15e perciò più particolare e più emozionante.
06:20Secondo me è solo attraverso questi viaggi che possiamo arrivare veramente a comprendere,
06:27anche perché perlomeno adesso noi a scuola non siamo ancora arrivati a parlare della seconda guerra mondiale,
06:34siamo abbastanza dietro come programma, ma anche alle medie non avevamo approfondito questo tema in maniera particolare.
06:43Volevamo salutare il nostro amico Alle, volevamo dirti che il viaggio va tutto bene, ci stiamo divertendo
06:49e la prof ha detto che se vuoi l'anno prossimo puoi venire. Ciao!
06:56Ciao papà, sono io. Per una volta ci sarei io in un video a parte te. Ciao!
07:03Ho passato due anni, belli, con i nostri progetti.
07:27Fra qualche chilometro però dobbiamo fare un'ulteriore sostra, ve lo diciamo,
07:32per un piccolo rifornimento di benzina, non so, per andare.
07:37Comunque, buon viaggio!
07:50Sì, ormai mancano ancora circa 280 chilometri ad arrivare all'Inz,
07:55sperando che non succeda niente nello svincolo di Salisburgo,
07:59ma per il resto penso di fare ancora due soste e poi dovremo arrivare all'Inz.
08:10alla prossima.
08:16Sì, ormai mancano, non so, per andare.
08:57Adesso quando arriviamo, ovviamente recuperiamo le nostre bellezza,
09:02il nostro ristorante ci aspetta per la cena alle otto e mezza, ci mettiamone anche un quarto d'ora a
09:08piedi.
09:45Sì, mio papà è di Cassio.
09:47Io l'ho preso e me lo conto.
09:49Ah sì? Davvero?
09:51Io ero nel secondo giugno.
09:53Lì a Cassio mio padre si è scappato su per i monti perché c'erano più tedeschi che erano lì
09:57a Cassio.
09:58Mi hanno preso la casa proprio lì.
10:07Siamo a 266 metri sul livello del mare per darvi un'idea.
10:11Avete visto la zona industriale di Linz che in effetti è la terza città dell'Austria per importanza economica dopo
10:18Vienna e dopo Graz.
10:19Qui sono nati tra i vari artisti e ovviamente scienziati Giovanni Keplero, era tedesco di Ratisbona però venne qui ad
10:30abitare, era un astronomo luterano.
10:32Mozart visse qui e qui si dice che compose tra le tante sinfonie quella in do maggiore, la K425, altri
10:42artisti l'hanno visitata e come forse ben saprete, come già avranno detto i vostri professori, in questa città visse
10:51la gioventù, sulla propria gioventù Hitler.
11:23Un'altra volta il presidente tedesco Weizsäcker ha detto che certamente noi, anche io, non?
11:32Se tantomeno voi, non abbiamo colpa per quello che è successo però abbiamo l'obbligo di ricordare le cose e
11:41di passare queste nozioni, queste conoscenze alle generazioni dell'avvenire.
11:47Se no, se non lo facciamo ci rendiamo colpevoli anche noi e io vado d'accordo con queste parole.
11:55Hitler era venuto al potere il 30 gennaio del 33 e già ad aprile 33 in una ex fabbrica di
12:04munizioni poco distante dalla città di Monaco di Baviera fu costruito questo primo campo a Dachau come si chiamava quel
12:11villaggetto lì.
12:12Dachau è diventato il sinonimo per campo in generale e sul modello di Dachau continuamente hanno costruito un campo dopo
12:25l'altro.
12:26Nel 38, la storia con Mauthausen inizio, questo 6 agosto, quando dal campo di Dachau furono trasportati 200 detenuti, soprattutto
12:41detenuti col triangolo verde, cioè criminale, di quello ne parleremo un po' più tardi,
12:46furono trasportati qui su a Mauthausen. Mauthausen è una piccola cittadina che da secoli si trova sul Danubbio, che da
12:56più di due secoli era il luogo di produzione di pietra dura perché c'erano delle grandi cave di pietra
13:03qui vicino
13:04e di fatti la più grande cava era proprietà del comune di Vienna. Quando arrivarono questi primi detenuti, qua si
13:11sono le colline e qui non c'era niente.
13:14Si trattava di un pezzo di campo che apparteneva a quattro contadini che erano stati costretti a vendere il territorio
13:23ad un prezzo simbolico, ad una ditta che l'Esses aveva appena inventata,
13:27la Deutsche Erdunsteinwerke, società tedesca per il lavoro del terreno e della pietra. Questa società a responsabilità limitata, se la
13:39trovava veramente limitata la responsabilità,
13:42praticamente quello che fece era di prendere in custodia i detenuti a spese dello Stato. Venivano rimborsati per quello che
13:52davano da mangiare, vitto alloggio, tutto quello,
13:54insomma vitto poco, alloggio poco, qui si guadagnava per la prima volta. Poi i prodotti che fecero questi detenuti, che
14:04naturalmente non erano qui per le vacanze,
14:07come gli veniva detto anche troppo spesso, ma che erano proprio qui per lavorare, i prodotti venivano venduti e tutto
14:16quello che veniva ricavato finiva nelle tasche dell'Esses.
14:21La destra prendeva per quello. Adesso dovete, quando cominciamo con la visita del campo, dovete cercare di immaginare una cosa.
14:31Siete appena arrivati, non col pullman comodo da Linz, ma dopo tre o quattro giorni in viaggio,
14:38in vagoni merce, per otto cavalli o quaranta uomini, ma in sessanta o settanta in uno di queste carrozze,
14:47siete scesi laggiù al villaggio di Mauthausen, alla stazione che si trova dall'altro lato del villaggio.
14:53Avete fatto tutta una bella camminata qua su, a piedi, di quattro chilometri e mezzo,
15:01dove oggi ci si impiega un po' più di un'oretta, perché tanto devi anche montare qua su sulla collina,
15:10faceva caldo, per due giorni non avevi mangiato, non ti avevano dato da bere, niente.
15:16E poi ti trovi lì di fronte.
15:18Venite.
15:22E allora che ci va a fare la piscina al campo di concentramento?
15:28Siamo in un paese che nel 1938 era diventato tedesco e i tedeschi sono famosi per fare tutto
15:36secondo la regola più 10% più IVA.
15:39E così fanno anche quando hanno tutto un campo pieno di baracche in legno.
15:45Oddio, ci potrebbe essere un incendio.
15:48Visto che ci troviamo qua su in cima alla collina, non è che abbiamo una sorgente d'acqua
15:54qui nei pressi, quindi ci voleva un serbatoio anti-incendio.
15:59E l'hanno fatto qui.
16:02Beh, nella seconda estate, quando faceva un bel caldo, le guardie a sesti dicevano
16:06ma che schifo, qua su se more dal caldo.
16:09E lì abbiamo l'acqua e nessuno la può usare.
16:11Così hanno ridisegnato la cisterna e ne hanno fatto una piscina.
16:19Adesso dovetevi immaginare quel che è successo d'estate.
16:23Quando, passando per quel contadino laggiù, da dove passava il sentiero a piedi,
16:30montavi qua su per la strada, arrivavi qui, questa sieppe non c'era,
16:35e vedevi le guardie SS a fare il bagno.
16:38A te non ti davano neanche da bere, già da due giorni.
16:42E loro si divertivano a fare il bagno.
16:45Questo già ti metteva nella posizione che aspettava a te.
16:48Qui si giocava a calcio.
16:50Immaginate, arrivando qua su, sfiniti, strafatti,
16:56e a veder loro a giocare a calcio.
16:58E ancora non vi danno da mangiare.
17:00Anzi, adesso ci avviciniamo al campo come tale.
17:04Passando per questa strada, avviandoci verso l'ingresso principale.
17:30Tutto quello che vedete, tutto sto buco, è stato fatto.
17:33da mani umane, la prima metà da quelli che venivano pagati,
17:39la seconda metà da quelli che furono ammazzati lì dentro.
17:44Tra tutti i comando, cioè tra tutti i posti di lavoro,
17:49nel campo e nei sottocampi, la cava era il più duro.
17:57Facendo un po' di matematica sui comandos che lavoravano laggiù,
18:02possiamo dire che di solito, se finivi nel comando della cava da pietra,
18:09non vivevi più a lungo che quattro o sei settimane.
18:13Dovete immaginare che quei poveracci dovevano portare,
18:16pressa poco, il proprio peso sulle spalle su per questa scala.
18:20Ma questo non lo farei troppo spesso, non ci riesci.
18:26Chi crolla muore.
18:29E così questo soprannome di scala della morte ha due motivi.
18:35Prima cosa, si metti il piede in fallo, si caschi,
18:39e non avevano delle scarpe per bene,
18:41perché dal 42 in poi di scarpe qui non c'erano più.
18:46Praticamente quello che era rimasto delle scarpe dopo che le avevano finite,
18:52la parte superiore veniva inchiodata su un pezzo di legno,
18:56e questi zoccoli di legno dovevano fare a mo' di scarpe.
19:03A destra della scala, da qui si intravede una parete di roccia
19:07che casca verticalmente giù, anche questo c'è un soprannome
19:12che è chiamato la parete dei paracaduttisti.
19:18La cosa cominciò con una dozzina di membri della resistenza olandese
19:27che catturati furono trasportati qui,
19:31legati tutti quanti insieme sopra questa parete di roccia,
19:34e poi gli si dava una spinterella e si fecero cascare giù nella cava da piedra.
19:39Ma all'inizio degli anni 50,
19:42poi sono stati i francesi i primi
19:45a mettere un monumento per i loro detenuti,
19:50qui l'amicale francese ha costruito quel monumento sul fondo
19:55che vedremo fra attimi,
19:57e ben presto, uno dopo l'altro,
19:59gli altri monumenti delle altre nazioni
20:01sono stati messi qua sopra.
20:03Guardando bene incontriamo delle nazioni che non esistono più,
20:07come l'Unione Sovietica.
20:10Abbiamo due monumenti tedeschi,
20:13quello in ferro sulla sinistra
20:16e quello col filo sfinato sulla destra,
20:20perché fino a un quarto secolo fa c'erano due Germanie,
20:25bisogna rendersi conto che anche loro,
20:28e il giorno della liberazione, quando si fa la festa della liberazione,
20:31c'era sempre un gran sacco di guardie che tenevano da parte gli ufficiali,
20:37loro, che non entrassero in contatto con tutti gli altri.
20:41Nella sua storia vi sono stati circa 7.300 italiani,
20:46di cui circa 5.200 sono periti qui dentro.
20:51E' tanto per darvi un'idea di che cosa si parla.
20:54Perché tanti tra gli italiani, se si dice generalmente uno su due?
20:58Perché gli italiani arrivarono verso la fine di questa storia,
21:03che va dal 1938 al 1945,
21:05e praticamente dalla fine del 1943 in poi,
21:08quando arrivavano i primi,
21:09e nel 1944 quando ne arrivarono tanti,
21:12loro arrivarono a un punto
21:14quando il lavoro diventava sempre più difficile,
21:17il vitto diventava sempre più scarso,
21:19e quando praticamente anche la situazione igienica
21:22era arrivata ad un punto
21:25che in una parte del campo di Gusen
21:28se ti mettevano lì dentro era già la condanna a morte,
21:30perché ogni tanto si moriva lì dal tifo e da altre malattie.
21:45Tutti, ripeto, tutti i detti notti del campo
21:48dovevano mettersi in riga e fila
21:50e fare un appello generale
21:53dove si contava se mancava qualcuno.
21:55Tutti lì lungo il muro,
21:57a mezzo metro davanti al muro,
22:00solatenti e fermi.
22:02Un'ora, due ore, tre ore, cinque ore.
22:10Una volta puliti i nuovi arrivati,
22:15arrivava il prossimo punto di questo,
22:18a Ravensbrück, nel campo dedicato alle donne,
22:21era la stessa cosa come qui dentro,
22:24via con i capelli.
22:26Tutti, non solo i peli sulla testa,
22:29ma su tutto il corpo.
22:31Così qui dentro,
22:32come in tutti i campi,
22:33governava una regola
22:37generale,
22:38un pidocchio è la tua morte.
23:01I nazisti sapevano molto bene
23:03che cosa voleva dire la frase latina
23:06divide et impera.
23:08Vuol dire, per tenere sotto controllo
23:10un gruppo di persone,
23:11la cosa più facile è
23:13di cercare di trovare un modo
23:16di dividerli tra di loro,
23:19preferibilmente in dei gruppi
23:21che non si intendono troppo bene,
23:23perché finché sono occupati
23:25di battersi tra loro,
23:26tu stai bene
23:27e non ti devi preoccupare di loro.
23:29Cioè, di ebrei nella prima metà,
23:31fino alla fine del 1942,
23:33ce n'erano pochissimi.
23:37Il periodo di vita
23:40era quasi uguale a zero.
23:43Eri la prima vittima,
23:44se ti capitava di essere anche ebreo
23:46qui dentro.
23:47Che cosa ne fai delle salme?
23:51All'inizio venivano trasportate
23:53nelle due città più vicine,
23:56a Linzi e a Steyer,
23:58per essere cremate nel crematorio,
24:00ma ben presto
24:01è stato costruito
24:03prima un primo forno,
24:05poi un secondo forno,
24:07in fin dei conti
24:08cinque forni crematori qui dentro.
24:10Ma quello che vedete
24:11in questo,
24:12che è oggi
24:13il sarcofago centrale
24:15di questo campo,
24:16è un ricordo
24:17a tutti quelli
24:18che non hanno mai ricevuto
24:19una tomba,
24:20ma che hanno fatto
24:21la fine del mucchio.
24:23Praticamente,
24:24qui si trovano ceneri
24:26da tutti i campi
24:27in cui gli austriaci
24:28hanno perduto una vita.
24:39Questi blocchi qui,
24:40originalmente,
24:41erano i cosiddetti
24:42cinque blocchi
24:43della quarantena.
24:44i nuovi arrivati
24:46potevano avere
24:47delle informazioni,
24:48delle notizie,
24:49qualcosa da dire
24:50a uno che già era qui
24:51nel campo di Mauthausen
24:52e per tenerli sotto controllo,
24:55prima di dividerli
24:56sui vari comando di lavoro,
24:58per le prime due o tre settimane,
25:01andavano in questi blocchi qui.
25:19adesso se vengono da te,
25:23dai vieni,
25:24abbiamo bisogno di uno
25:25che fa l'esecuzione,
25:26cosa fai?
25:29si può dire qualcosa,
25:31però sono tre sigarette
25:32che ti danno.
25:34Tre sigarette?
25:37Tre sigarette in patrimonio?
25:39Tre sigarette valgono,
25:40non so,
25:40tre chili di pane
25:41sul mercato nero
25:43qui dentro.
25:44Che cosa avrei fatto io?
25:47Come reagisci
25:48in una situazione
25:49come questa?
25:49ti chiedono
25:51che sei tu
25:52a quello
25:52che dovrai essere tu
25:54quello
25:55che praticamente
25:56in realtà
25:57uccide uno dei tuoi compagni.
26:00Cosa fai?
26:05I numeri,
26:06e si parla di 200.000
26:08deportati a Mauthausen
26:09tra 1938 e 1945,
26:12danno sicuramente
26:13una dimensione
26:15del dramma,
26:16però anche
26:16per avvicinarsi
26:17alle realtà
26:18di ogni singolo individuo
26:19che entrò qua dentro
26:20come deportato
26:21nel museo
26:22c'è la possibilità
26:23di vedere le foto
26:24delle persone
26:25che furono qui
26:26e tra loro
26:26abbiamo trovato
26:27anche qualche parmigiano.
27:16da qualche mese a questa parte
27:17non si può più
27:18entrare nelle camere
27:20a gas
27:20si possono visitare
27:21solo esternamente
27:22dare uno sguardo
27:23all'interno
27:24e così
27:24non hanno potuto farlo
27:25nemmeno i ragazzi
27:26perché?
27:27Perché l'ingresso
27:27è stato interdetto
27:28per colpa
27:29di qualche imbecille
27:31che nei mesi scorsi
27:32si è ritratto,
27:33si è fatto fotografare
27:34facendo il saluto nazista
27:36proprio all'interno
27:37di questi locali.
27:47oggi potrete tornare
27:50per conto vostro
27:51e vedere quelle parti
27:53che non avete visto
27:54o dove preferite
27:57soffermarvi un attimo.
27:59in questo momento
28:01però
28:01prima di uscire
28:03ci sembra doveroso
28:04ricordare
28:06i nostri concittadini
28:08che sono stati qua
28:09in quegli anni
28:10e quelli che non sono tornati.
28:13Alla fine degli anni 70
28:14ma mi potrei sbagliare
28:16no
28:1676
28:18vennero qui
28:19il presidente
28:20della comunità ebraica
28:21di Parma
28:22Fausto Levi
28:22i rappresentanti
28:24delle associazioni partigiane
28:25i rappresentanti
28:27delle associazioni
28:28ex deportati
28:29per conto del comune
28:30della provincia di Parma
28:31e hanno posto
28:32questa lapide
28:32quindi ogni volta
28:34che noi veniamo qua
28:34ricordiamo
28:36non solo
28:37i nostri concittadini
28:39internati
28:39ma anche
28:40la volontà
28:42della comunità
28:43della città
28:43della provincia di Parma
28:44di fare questo
28:45un luogo della memoria
28:46quest'anno
28:47vi abbiamo detto
28:47che il viaggio
28:49lo facciamo anche
28:51in ricordo
28:51del professor Carlo
28:52Gabbi
28:53che era presidente
28:53della fondazione
28:55Cari Parma
28:55che ha sempre
28:57creduto in questo progetto
28:58ci ha sempre accompagnato
29:00e ha permesso
29:01ai sette viaggi
29:02di essere realizzati
29:04io sono rimasto
29:05veramente molto colpito
29:06e molto toccato
29:07da questa esperienza
29:08credevo di essere toccato
29:10ma lo sono stato
29:10di più
29:11di quanto prevedessi
29:12e proprio perché
29:14in questo viaggio
29:15si ricorda anche
29:17l'ex presidente
29:18della fondazione
29:19Cari Parma
29:20un grande amico
29:22di Parma
29:23e della nostra comunità
29:24penso che sia
29:25per me
29:27importante
29:27ricordare
29:28Carlo Gabbi
29:29perché
29:29con il suo esempio
29:30ha sempre invece
29:31guardato
29:32le altre persone
29:33negli occhi
29:34riconoscendo
29:34la loro dignità
29:35e cercando di
29:36comprendere
29:37i problemi
29:38degli altri
29:38penso che sia
29:39proprio l'esempio
29:39opposto
29:40di quello
29:40che noi oggi
29:41qui abbiamo potuto
29:42vedere
29:43anche se a distanza
29:44di tanti anni
29:45e con questo
29:46io ringrazio
29:47veramente
29:47chi ha organizzato
29:49e che continua
29:49a organizzare
29:50questi viaggi
29:50della memoria
29:51perché penso
29:52siano un insegnamento
29:53fondamentale
29:54per tutti noi
29:54io vi ringrazio
29:55veramente di cuore
29:56perché per me
29:57è stata un'esperienza
29:58indimenticabile
29:59grazie
30:08innanzitutto vorrei
30:09ringraziare
30:10l'istituto storico
30:11della resistenza
30:12per l'organizzazione
30:14di questi viaggi
30:14e di questi
30:15bellissimi progetti
30:16perché
30:16penso che
30:18ancora oggi
30:18sia
30:19molto importante
30:21anzi sia sempre
30:22più importante
30:22continuare a ricordare
30:24e
30:25ancora una volta
30:27richiamando
30:28quello che ci ha
30:28anticipato
30:30della nostra guida
30:31effettivamente
30:32dovremmo utilizzare
30:33queste opportunità
30:34per ricordarci
30:36che
30:36queste cose
30:37possono capitare
30:39capitano ancora oggi
30:40e
30:41si può
30:42molto velocemente
30:43scivolare di nuovo
30:44in una situazione
30:45simile a questa
30:47per me
30:48e per tutti noi
30:48questa mattinata
30:50è stata molto intensa
30:52vi ringrazio
30:52per aver voluto
30:53dedicare
30:54qualche giorno
30:54della vostra
30:56della vostra vita
30:57a ricordare
30:58queste persone
30:59nostri concittadini
31:01ma ovviamente
31:01tutti quelli
31:02che in queste
31:03situazioni
31:04si sono trovati
31:05e quindi
31:06ringrazio anche
31:08ovviamente
31:08la fondazione
31:09Cariparma
31:09per contribuire
31:10in modo
31:11più materiale
31:13diciamo così
31:13alla realizzazione
31:15concreta
31:16di questi progetti
31:17grazie ancora
31:18e buona giornata
31:26grazie a tutti
31:43ascoltiamo
31:44alcune parole
31:46tratte dalla
31:46testimonianza
31:47di Piero Iotti
31:49deportato
31:50a Mauthausen
31:51dopo 50 anni
31:55la memoria
31:56mi tradisce
31:57talvolta
31:58ritrovare
32:00un dettaglio
32:01allacciare
32:02due fatti
32:03può costare
32:04fatica
32:07se la memoria
32:08tradisce
32:09me
32:09che ho vissuto
32:11il lager
32:12cosa accadrà
32:14a quelli
32:15che ne hanno
32:15solo sentito
32:16parlare
32:17cosa accadrà
32:19ai loro figli
32:20e ai figli
32:22dei figli
32:24le prime volte
32:26alcuni anni
32:27dopo la guerra
32:28tornavo
32:29a Mauthausen
32:30per un bisogno
32:31razionale
32:32volevo guardare
32:34quel luogo
32:35con occhio
32:35sgombro
32:36cioè fare
32:38quello
32:38che non era
32:39possibile
32:40durante la
32:40prigionia
32:41quando lo
32:43sperdimento
32:44inchiodava
32:44il particolare
32:45e inibiva
32:47l'insieme
32:49ma tornavo
32:51anche per
32:52l'elementare
32:53desiderio
32:54di conciliarmi
32:56coi morti
32:58coi compagni
32:59sfortunati
33:01adesso
33:01magari
33:02nella società
33:03di oggi
33:04si vede più
33:05una visione
33:06un po' più
33:06pessimistica
33:07della vita
33:08e io sento
33:09molto spesso
33:09anche al telegiornale
33:10delle persone
33:11che possono
33:13suicidarsi
33:13per motivi
33:14anche meno
33:15gravi
33:16e io mi rendo
33:17conto che in realtà
33:18questa grandissima
33:19disperazione
33:20che c'è
33:20che può esserci
33:21stata nel campo
33:23poteva veramente
33:24essere la causa
33:24di un suicidio
33:26io personalmente
33:27non so se sarei
33:28riuscita ad andare
33:29avanti
33:29mi chiedo
33:30che cosa
33:31come abbiano fatto
33:33cioè
33:33quale sia stata
33:35la spinta
33:35che
33:36li ha fatti
33:37alzare ogni mattina
33:38perché io non lo capisco
33:41poi non lo so
33:42probabilmente
33:42era un po'
33:43istinto di sopravvivenza
33:45o qualcosa
33:46sicuramente
33:47di più
33:47animale
33:48che umano
33:50però
33:50non lo so
33:51forse c'è anche
33:51tante riflessioni
33:52ho fatto anche
33:52un po' di riflessioni
33:53su
33:55su questo cambiamento
33:56passare da
33:57da questo
33:58stato animale
33:59a poi uno stato umano
34:00quando
34:02i deportati
34:03venivano
34:04ricondotti
34:04nella società
34:05e poi alla fine
34:07interiorizzando
34:07tutto quello
34:08che era successo
34:08loro
34:08molti si sono
34:09suicidati
34:10anche dopo
34:11io penso
34:12a Primo Levi
34:13che si è
34:13suicidato
34:13dopo tantissimi anni
34:14io ho provato
34:16sgomento
34:18questo sì
34:19e anche rabbia
34:20perché mi chiedo
34:21perché sono
34:22praticamente oggi
34:24siamo allo stesso
34:24livello loro
34:25cioè gli SS
34:27sapevano quello
34:27che stavano facendo
34:28quindi siamo
34:29praticamente come
34:30livello intellettivo
34:31al loro stesso
34:31livello
34:32quindi se io non riesco
34:33a concepirlo
34:34come hanno potuto
34:35concepirlo loro
34:36è una cosa
34:36sentirsi dire
34:37accadeva questo
34:39accadeva quest'altro
34:40però rimane tutto
34:41fumoso finché
34:42non vedi
34:43quelle fotografie
34:44erano
34:46erano molto
34:47di impatto
34:48cioè ti mette davanti
34:49quella
34:49che era
34:50la realtà
34:51e io mi sono chiesta
34:53a questo punto
34:54se uno vede
34:54queste foto
34:55se uno vedeva
34:57tutti questi
34:58cadaveri
34:59è un po' difficile
35:00pensare che qualcuno
35:01abbia messo su
35:02tutto questo
35:03e poi
35:04per che cosa?
35:06per cosa?
35:08la Germania
35:09già era sconfitta
35:10che motivo c'era
35:11anche di aggiungerci
35:12questo qui
35:13se proprio era
35:13una montatura
35:14quindi credo
35:15che quello che rimarrà
35:16è la prova evidente
35:17del fatto che tutto
35:18questo è accaduto
35:19a vero
35:19non è soltanto
35:19una storia
35:20che compare
35:21sui libri di testo
35:22come contorno
35:23alla guerra
35:24fa rendere sicuramente
35:25conto
35:25di quello che è successo
35:27e di cose che
35:28probabilmente
35:29quando si legge
35:30o si vede
35:31in televisione
35:31o comunque indirettamente
35:32non ci si pensa subito
35:34non ci si rende conto
35:35subito
35:35mentre invece
35:35vedendole qua
35:36proprio in prima persona
35:37fa riflettere
35:38molto di più
35:39è sempre interessato
35:40l'argomento
35:41anche l'anno scorso
35:42ho fatto un progetto
35:43con i bambini delle medie
35:44per portarli in giro
35:45per Parma
35:46a visitare i luoghi
35:47della resistenza
35:48eccetera
35:48cose così
35:48quindi
35:49poi mi è lasciato venire
35:50anche se non avevo
35:51la media più alta
35:52della classe
35:52quindi ben venga
35:53era diciamo quasi
35:55come se fossero
35:56delle bestie
35:58e queste
36:00diciamo queste
36:01le prime impressioni
36:03che si hanno qui
36:04appunto
36:05di come
36:06l'uomo
36:07riesca a fare
36:09determinate
36:09come possa avere
36:11determinati comportamenti
36:12che
36:12non rendono
36:14tanto
36:14i loro
36:16chiamiamoli
36:17prigionieri
36:18delle bestie
36:19quanto proprio
36:19i carnefici
36:20delle bestie
36:21perché
36:22sono loro
36:23che veramente
36:24perdono
36:24ogni sorta
36:25di umanità
36:25che
36:41Grazie a tutti.
37:11Grazie a tutti.
37:51Grazie a tutti.
38:09Grazie a tutti.
38:36Grazie a tutti.
39:08Grazie a tutti.
39:17Grazie a tutti.
39:44Grazie a tutti.
40:12Grazie a tutti.
40:56Grazie a tutti.
40:59Qui abbiamo riaperto il buco perché l'abbiamo trovato.
41:03E ci abbiamo inserito tanto per dare un'idea.
41:06Grazie a tutti.
41:29Grazie a tutti.
41:55Grazie a tutti.
42:03Grazie a tutti.
42:34Grazie a tutti.
43:02Grazie a tutti.
43:05Ed è questa la cosa strana.
43:07Come diceva la...
43:09Un po' una banalità di questo male, una semplicità che uno non si aspetta.
43:17Ci viene difficile riuscire a fare...
43:20Ci viene difficile riuscire a pensare che l'uomo possa arrivare a fare tanto continuando a chiamarlo uomo comunque.
43:26E anche oggi vediamo nella nostra società.
43:29E anche oggi vediamo, insomma, nella nostra società, tanti casi di bambini o anche ragazzi più grandi che sono in
43:37difficoltà o che sono handicappati.
43:39E all'epoca sarebbero finiti tutti in un posto come il castello di Artheim.
43:45E' molto agghiacciante.
43:47E' veramente impressionante arrivare a concepire quello che avevano concepito.
43:52Questo progetto di follia, un progetto utopico.
43:54Perché è qualcosa di impossibile dover concentrare tutti quelli che, secondo un folle, perché chiaramente era un folle, non sono
44:04uomini normali.
44:04Quando poi, arrivando ad oggi, invece vediamo che la normalità è rappresentata proprio da queste differenze.
44:10Da differenze tra noi e magari le altre persone che non hanno magari le nostre stesse abilità.
44:16Pensare che anche oggi in molti paesi si continua a fare queste cose, non si può pensare che si possa
44:24continuare così.
44:26Bisogna far per forza qualcosa, perché siamo persone e non possiamo essere trattate da bestie.
44:31Cioè, va bene, una persona può essere malata, ma deve essere aiutata, non uccisa.
44:36Tutto ciò che è caduto dentro è impressionante.
44:41Ma, cioè, proprio fa vedere come, cioè, le capacità dell'uomo come l'animale più bestiale che c'è su
44:49questa terra.
44:50E' incredibile.
44:55Perché due tipi di capo, non ci sarebbe sempre io, ma anche una cosa più grande, ma anche una cosa
44:59più grande.
45:12I ragazzi visitano anche Gusen, il sottocampo di Mauthausen, che verso la fine del secondo conflitto mondiale
45:20arrivò ad assumere anche dimensioni forse superiori allo stesso campo di Mauthausen.
45:25Certo fa un certo effetto pensare che a fianco del campo sopra, quello che un tempo era il campo di
45:32concentramento,
45:33è stata costruita una cittadina.
45:34Quindi, insomma, vivono centinaia di persone qui dove morirono migliaia di deportati.
45:40forza passare tutto la fine del suo paro.
46:11Gussen più che altro non è più rimasto molto da visitare, c'è il memoriale, un piccolo museo con più
46:19che altro sono delle fotografie molto toccanti fatte dalle truppe americane che hanno liberato il campo ma non hanno voluto
46:28ricordare dopo la guerra
46:31e tutto qui intorno hanno costruito case e non ci sarebbe stato nemmeno il memoriale se gli stessi deportati non
46:41avessero voluto conservare un piccolo spazio dedicato alla loro sofferenza.
46:47Credo che in mezzo alle case sia il suo posto, trovo giusto che gli ex deportati abbiano scelto di avere
46:55anche seppur piccolo un memoriale che ricordi ciò che è successo
47:00e mi sembra un ottimo esempio per non dimenticare e anche così integrato lo trovo giusto.
47:35Non c'è nessuno!
48:02Queste gallerie sono state scavate per nascondere la produzione bellica perché i campi all'aperto che servivano per la produzione
48:10bellica furono bombardati
48:12per cui dovevano nascondere e mettere al sicuro questa produzione.
48:20Quindi furono pensate, furono ideate dalle gallerie in luoghi nascosti e molto più sicuri agli attacchi e ai bombardamenti.
48:30Quando camminate immaginate una raffineria, una catena di montaggio con mezzi cingolati.
48:37Grazie.
48:38Grazie.
48:44Grazie.
48:45Grazie.
48:58Grazie.
49:02Grazie.
49:03Grazie.
49:08Grazie.
49:14Visto che venivamo ad Ebensee e Pietrocchi è morta Ebensee, mi sembra giusto in questo momento ricordarlo.
49:23Michela dice qualcosa qui.
49:25Sì, allora nell'incontro che abbiamo fatto in istituto io vi avevo raccontato proprio la storia di Pietrocchi e vi
49:33avevo chiesto una cosa, di tenerlo come compagno di viaggio in questo percorso e noi abbiamo finito proprio questo percorso
49:42qui a De Bensè dove anche lui ha finito purtroppo la sua vita.
49:47Lui ha resistito fino alla liberazione e poi si vede che il suo corpo non ce la faceva più a
49:54resistere ed è morto il 19 giugno del 1945.
49:57Vorrei che voi portaste Pietro anche a casa e Pietro rimarrà anche nelle reazioni e in quello che vi è
50:06rimasto di questo viaggio, sia nelle sensazioni che avete provato a Mauthausen, a Wusen e qui dentro, ma anche nei
50:15vostri pensieri, nelle vostre riflessioni.
50:24Alle mie spalle è quella che si può ritenere una finestra sull'orrore dove sono arrivati a scavare i prigionieri
50:31ridotti in schiavitù. Questo non è un lager, è Bensè e forse è qualcosa di più.
50:36Per fare una patina di ricordo.
51:02Hanno dovuto patire la fame ma non solo, anche il lavoro e è veramente incredibile quello che hanno fatto, quanti
51:09ne sono morti.
51:09Leggevo che circa 8500 persone sono morte qua sotto il gioco dell'SS. I brividi che si provano entrando qua dentro
51:19e pensare, neanche vedendo questa struttura, ma pensare cosa è successo qua dentro è veramente una cosa che penso che
51:28porterò dentro di me.
51:30E quando avrò freddo penserò che magari non ho così tanto freddo come hanno provato certe persone che sono state
51:37qua.
51:37Sì, infatti la sensazione nell'entrare nella caverna si sente freddo, ma probabilmente 70 anni fa con le condizioni che
51:46c'erano faceva ancora più freddo e il fatto soprattutto che i prigionieri vivevano qua dentro,
51:53vivevano in condizioni aberranti e anche il fatto che nel leggere tutte le testimonianze dei prigionieri dopo essere stati liberati,
52:05che nonostante gli aiuti, la voglia di essere liberati, la voglia di continuare a vivere, continuassero a morire, anche nutriendoli,
52:12anche curandoli,
52:13e ancora più la sensazione che uno può provare è ancora di sconforto, di paura, ma soprattutto di rabbia.
52:25Quando è stato spiegato che questa ideologia, quello che ha portato a questo capitolo di storia, che il mondo vorrebbe
52:34dimenticare, ma che è impossibile,
52:35che tutte le ideologie, le idee, i pensieri della gente del tempo siano vivi ancora oggi, mi fa pensare a
52:46fare qualcosa, mi fa riflettere in modo tale che non succeda più qualcosa del genere,
52:52perché ancora oggi può capitare, non cose simili, ovviamente no, ma siamo tutti umani come loro lo erano, non erano
53:04pazzi, erano fanatici e in qualunque momento si può cedere alla malvagità,
53:13alla banalità che queste semplici geologie a cui possono portare.
53:19Sicuramente mi porterò a casa l'autenticità dei luoghi, perché come abbiamo detto anche nella riunione, è importante studiare per
53:28rendersi conto e farsi anche una cultura,
53:30ma affrontare i luoghi di prima persona porta sicuramente un punto di vista diverso, per noi studenti, secondo me, è
53:40la parte più importante.
53:41Quello che mi ha lasciato più così a bocca aperta è vedere le foto, perché è bello vedere il posto,
53:50ma poi dopo non capisci, perché non ci sono, come abbiamo detto anche nelle riunioni,
53:56le urla, i corpi, le SS che ti urlano dietro, quello che fa proprio più impressione sono le foto che
54:07dimostrano che queste cose sono purtroppo accadute realmente
54:12e di vedere questi corpi in condizioni così, veramente al limite del possibile.
54:35Una mattina mi sono svegliato, oh bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao,
54:44Una mattina mi sono svegliato e ho trovato l'invaso, oh partigiano, portami via, oh bella ciao, bella ciao, bella
55:00ciao ciao, ciao partigiano, portami via, che mi sento di morire.
55:10Quando tu leggi, qualunque racconto, anche se è una biografia, una cosa che si sa che è effettivamente successa, diventa
55:17una storia, una storia come può essere una storia inventata,
55:20mentre nel momento in cui tu vai nel luogo diventi tu quello, non l'uditore della storia, ma quello che
55:27effettivamente entra nei panni del protagonista, per quanto sia possibile.
55:32Quindi si tratta proprio di cambiare il punto di vista, secondo me, venire rispetto a semplicemente leggere il libro o
55:38vedere il film.
55:43È servito venire al viaggio perché a Parma nel mio piccolo non avrei potuto capire, non avrei potuto imparare, non
55:53avrei potuto scoprire e ricordare poi domani.
55:55È vero, le cose le sapevamo perché sono state scritte sui libri, le abbiamo studiate, però è vero che senza
56:04sapere i fatti,
56:05venire qui sarebbe stato vuoto perché sarebbero stati semplicemente dei luoghi, ma il sapere cosa è successo,
56:12venire qui e toccare con mano, vedere i luoghi ti fa pensare a... non è semplicemente l'emozione, la sensazione
56:27del vedere,
56:28ma anche il pensare che è diverso soltanto dal sentire.
57:08Grazie a tutti.
57:18Tutti sentono questa sorta di rispetto per cui non si parla ad altavoce, ci si dimentica la propria vita in
57:25quel momento
57:26e si entra in un'altra dimensione, quella della memoria, poi alla fine l'obiettivo di questo viaggio è questo.
57:40Grazie.
57:52Grazie.
58:14Grazie.
58:38Grazie.
58:50Grazie.
59:05Grazie.
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